Bastano cinque giorni per una no-fly zone interaraba - rivista italiana di geopolitica - Limes
Una forza aerea interaraba, costituita dall'aviazione egiziana e degli Emirati Arabi Uniti (Eau), ha la possibilità di imporre in appena cinque giorni una no-fly zone sui cieli libici e determinare una rapida vittoria dei ribelli a danno delle forze di Muammar Gheddafi.
Lo scrive oggi in prima pagina al Hayat, quotidiano panarabo edito a Londra e di proprietà di uno dei principi sauditi, citando il generale in pensione Khaled Abdallah Abulaynayn, degli Emirati e attuale direttore dell'"Istituto di analisi militare per il Vicino Oriente e il Golfo" basato a Dubai.
Una forza interaraba, scrive il giornale, eviterebbe di ricorrere all'impiego di basi e aviazioni occidentali. Il generale sostiene che "le operazioni militari potrebbero partire dalle piste di Marsa Matruh", località costiera egiziana vicina al confine con la Libia, e che le due aviazioni hanno gli armamenti necessari per distruggere a distanza la contraerea e i radar del regime libico.
Secondo Abulaynayn in cinque giorni l'aviazione egiziana e quella degli Eau potrebbero mettere a disposizione i loro stormi di F-15 e F-16, dotati delle più moderne strumentazioni in grado di neutralizzare facilmente la flotta aerea di Gheddafi, costituita per lo più da vecchi apparecchi male equipaggiati. L'Egitto e gli Eau impiegherebbero anche i loro C-130 e C-170 per il trasporto di truppe e materiali, così come gli elicotteri Chinook e Black Hawk e quelli da combattimento Apache.
Le due aviazioni, prosegue il generale in pensione, hanno tutte le carte in regola per condurre un'operazione del genere, essendosi addestrate per almeno due decenni in operazioni congiunte tra le forze dei paesi del Golfo assieme a quelle giordane.