Sarkozy: sì a bombe sulla Libia. Italia: no a bombardamenti
Il leader libico Muammar Gheddafi possiede decine di miliardi di dollari in contanti, nascosti in luoghi segreti a Tripoli, che gli permettono di finanziare la lotta contro i ribelli nonostante l'embargo internazionale e la diminuzione degli introiti dal petrolio. Intanto si continua a copmbattere nel Paese. E' di almeno quattro morti e 35 feriti il bilancio del bombardamento di oggi a Ras Lanuf, nella Libia orientale.
Francia: Consiglio di transizione "legittimo"
La Francia riconosce il Consiglio Nazionale di Transizione (Cnt) ribelle come "legittimo rappresentante" del popolo libico. Lo ha detto uno dei due emissari di Bengasi al termine dell'incontro avuto oggi all'Eliseo con il presidente francese Nicolas Sarkozy.
Sulla base di tale riconoscimento, i libici apriranno "un'ambasciata in Francia e Parigi ne aprirà una a Bengasi in via transitoria, in vista di un trasferimento della
sede a Tripoli".
Ancora, il presidente francese Nicolas Sarkozy intende proporre ai partner dell'Unione europea "bombardamenti aerei mirati" in Libia. E' quanto riferiscono fonti vicine al dossier, spiegando che il capo dell'Eliseo vuole anche criptare i sistemi di trasmissione del comando del colonnello Muhammar Gheddafi.
Pertanto, il regime di Muammar Gheddafi sta progettando di interrompere i rapporti diplomatici con la Francia. A riferirlo e' l'agenzia ufficiale libica Jana.
Nato: azioni militari solo con risoluzione Onu
Qualsiasi azione di tipo militare della Nato, necessiterà di "un chiaro mandato del consiglio di sicurezza delle Nazioni unite", ha sottolineato il segretario della Nato Anders Fogh Rasmussen, nel corso dei una conferenza stampa. Rasmussen ha specificato che tale nuovo mandato servirebbe anche per un "monitoraggio rinforzato dell'embargo sulle armi" imposto alla Libia dalla risoluzione 1970.
Frattini: No a bombardamenti mirati
Al termine della riunione dei ministri degli Esteri della Ue, avvenuta stamattina a Bruxelles, il rappresentante italiano Franco Frattini ha annunciato che "l'Italia non parteciperà a bombardamenti mirati sul territorio libico". Frattini ha portato nell'incontro dei 27 l'idea di una missione navale Nato-Ue vicina alle acque territoriali libiche per rafforzare l'embargo delle armi verso il regime di Gheddafi.
"I Paesi della Ue hanno avuto una reazione positiva ma dove sia il quartier generale più appropriato lo decide la Difesa, non certo io, abbiamo certamente basi adeguate e quartier generali che potrebbero fungere a questo scopo" ha detto Frattini sull'ipotesi dell'eventuale comando di stanza a Napoli.
Il titolare della Farnesina ha poi rimarcato l'importanza di una decisione condivisa da tutti i paesi membri in riferimento alla legittimità del Consiglio nazionale transitorio di Bengasi: "Per noi l'unica cosa seria è che sia l'Europa tutta unita a decidere". "Gli Stati - prosegue il responsabile della Farnesina - riconoscono gli Stati e non i governi o i singoli gruppi. Valutazioni di differente natura sono decisioni non europee. Se l'Ue comincia ad andare alla spicciolata su queste questioni saremmo tutti molto più deboli. Facciano anche gli altri - aggiunge poi Frattini - quel corridoio umanitario che noi abbiamo avuto facilità a fare".
Apertura di Mosca
L'introduzione di una 'no fly zone' sulla Libia "necessita una accurata analisi", ha dichiarato oggi il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov, segnalando una posizione quantomeno possibilista sul progetto oggi al vaglio Nato ed Ue. Come riportano le agenzie di stampa russe, Mosca esorta inoltre a negoziati tra "tutte le parti" in gioco in Libia, de facto chiedendo che Gheddafi e gli insorti si siedano
allo stesso tavolo "per trovare una soluzione" alla crisi.
Berlino frena
Il ministro degli esteri tedesco Guido Westerwelle, invece, si è detto "scettico" sull'ipotesi di una 'no fly zone' sulla Libia. "Il rischio - ha affermato al suo arrivo al vertice straordinario dei ministri degli esteri della Ue a Bruxelles - è quello di ottenere l'opposto di cio' che vogliamo per la Libia, vale a dire libertà e pace". Per questo - ha
proseguito, "servono decisioni prudenti e sagge". Westrerwelle ha quindi aggiunto:
"Una cosa e' chiara per il governo della Germania: non vogliamo essere risucchiati in una guerra in Nord Africa".
Zawiyah
La città di Zawiyah, una cinquantina di chilometri a ovest di Tripoli, è stata
riconquistata dalle milizie fedeli a Muammar Gheddafi Secondo la testimonianza telefonica di un residente, la città è stata ripresa dalle milizie governative dopo un intenso bombardamento con tank e artiglieria.
Altri raid, altri morti
"I medici locali hanno assistito a un forte aumento del numero dei morti che sono arrivati negli ospedali di Agedabia e Misurata", è la denuncia del presidente della Croce rossa internazionale, Jakob Kellenberger. A Misurata sono stati portati 22 cadaveri e che ci sono 40 pazienti in condizioni gravi. La settimana scorsa, lo staff medico della Croce rossa ad Agedabia ha operato 55 persone ferite.
Unicredit alla finestra
Unicredit attende di conoscere le decisioni della Ue e poi dell'Italia riguardo al congelamento delle quote azionarie in mano alla Libia. Decisioni alle quali poi si atterrà scrupolosamente. Il presidente dell'istituto, Dieter Rampl, al termine del comitato nomine di Mediobanca ha detto che Unicredit seguirà "la legge. L'Ue deve fare un passaggio, l'Italia deve poi farne un altro. Si sta decidendo e noi seguiremo esattamente ciò che verrà deciso. Dobbiamo aspettare e vedere", ha dichiarato Rampl.
Nel capitale di Unicredit la presenza della Libia è pari al 7,5% circa, di cui circa il 5% in capo alla banca centrale libica e oltre il 2,5% alla Lia.
Van Rumpuy: il regime di Gheddafi lasci subito il potere
"L'attuale leadership libica deve lasciare il potere senza ritardi": lo afferma il presidente della Ue, Herman Van Rompuy, in un messaggio inviato ai leader europei che si riuniranno domani a Bruxelles per fare il punto sulla crisi in Libia.
Arrestati due giornalisti del Guardian
Due reporter del quotidiano britannico, scomparsi nei giorni scorsi, sarebbero stati arrestati nella Libia occidentale. Lo hanno annunciato fonti locali