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Discussione: Parliamo di aborto

  1. #31
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    Predefinito Rif: Parliamo di aborto

    Addirittura il carcere?!
    E' un argomento sul quale è facile generalizzare.
    Io credo che, in linea di massima, sia una cosa sbagliata ed oggi si tende a farne un cattivo uso.
    Però penso anche che, in casi estremi, in situazioni particolarmente gravi, sia per la mamma che per il bambino, a volte si è "costretti" a scegliere l'aborto.

  2. #32
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    Predefinito Rif: Parliamo di aborto

    Dal catechismo cattolico (anno 1997):
    Art. n.2270: La vita umana deve essere rispettata e protetta in modo assoluto fin dal momento del concepimento. Dal primo istante della sua esistenza, l'essere umano deve vedersi riconosciuti i diritti della persona, tra i quali il diritto inviolabile di ogni essere innocente alla vita.
    «Prima di formarti nel grembo materno, ti conoscevo, prima che tu uscissi alla luce, ti avevo consacrato» (Ger 1,5).
    «Non ti erano nascoste le mie ossa quando venivo formato nel segreto, intessuto nelle profondità della terra» (Sal 139,15).
    Art. n.2271: Fin dal primo secolo la Chiesa ha dichiarato la malizia morale di ogni aborto provocato. Questo insegnamento non è mutato. Rimane invariabile. L'aborto diretto, cioè voluto come un fine o come un mezzo, è gravemente contrario alla legge morale:
    «Non uccidere il bimbo con l'aborto, e non sopprimerlo dopo la nascita».
    «Dio, padrone della vita, ha affidato agli uomini l'altissima missione di proteggere la vita, missione che deve essere adempiuta in modo degno dell'uomo. Perciò la vita, una volta concepita, deve essere protetta con la massima cura; e l'aborto come pure l'infanticidio sono abominevoli delitti».
    Art. n.2272: La cooperazione formale a un aborto costituisce una colpa grave. La Chiesa sanziona con una pena canonica di scomunica questo delitto contro la vita umana. «Chi procura l'aborto, se ne consegue l'effetto, incorre nella scomunica latae sententiae», «per il fatto stesso d'aver commesso il delitto» e alle condizioni previste dal diritto. La Chiesa non intende in tal modo restringere il campo della misericordia. Essa mette in evidenza la gravità del crimine commesso, il danno irreparabile causato all'innocente ucciso, ai suoi genitori e a tutta la società.
    (...)

    (FONTE: Catechismo della Chiesa Cattolica - Il quinto comandamento)

    Dall'Enciclica Evangelium vitae di Papa Giovanni Paolo II, anno 1995:
    (...) “È vero che molte volte la scelta abortiva riveste per la madre carattere drammatico e doloroso, in quanto la decisione di disfarsi del frutto del concepimento non viene presa per ragioni puramente egoistiche e di comodo, ma perché si vorrebbero salvaguardare alcuni importanti beni, quali la propria salute o un livello dignitoso di vita per gli altri membri della famiglia. Talvolta si temono per il nascituro condizioni di esistenza tali da far pensare che per lui sarebbe meglio non nascere. Tuttavia, queste e altre simili ragioni, per quanto gravi e drammatiche, non possono mai giustificare la soppressione deliberata di un essere umano innocente”. (...)
    (FONTE: Evangelium vitae: testo - IntraText SC)

    Pio XII, Discorso al “Fronte della Famiglia” e all'Associazione Famiglie Numerose, 1951:
    (...) “Se, per esempio, la salvezza della vita della futura madre, indipendentemente dal suo stato di gravidanza, richiedesse urgentemente un atto chirurgico, o altra applicazione terapeutica, che avrebbe come conseguenza accessoria, in nessun modo voluta né intesa, ma inevitabile, la morte del feto, un tale atto non potrebbe più dirsi un diretto attentato alla vita innocente. In queste condizioni l'operazione può essere considerata lecita, come altri simili interventi medici, sempre che si tratti di un bene di alto valore, qual è la vita, e non sia possibile di rimandarla dopo la nascita del bambino, né di ricorrere ad altro efficace rimedio”. (...)
    (FONTE: Chiarificazione sull'aborto procurato, 11 luglio 2009)

    Congregazione per la dottrina della Fede, Istruzione Dignitas Personae, settembre 2008:
    (...) Giova qui richiamare il criterio etico fondamentale espresso nell’Istruzione Donum vitae per valutare tutte le questioni morali che si pongono in relazione agli interventi sull’embrione umano: «Il frutto della generazione umana dal primo momento della sua esistenza, e cioè a partire dal costituirsi dello zigote, esige il rispetto incondizionato che è moralmente dovuto all’essere umano nella sua totalità corporale e spirituale. L’essere umano va rispettato e trattato come una persona fin dal suo concepimento e, pertanto, da quello stesso momento gli si devono riconoscere i diritti della persona, tra i quali anzitutto il diritto inviolabile di ogni essere umano innocente alla vita» (...)
    (FONTE: Dignitas Personae - Istruzione della Congregazione per la Dottrina della Fede)
    ------------------
    ------------------
    L'aborto è un fatto di estrema gravità etica perché è l'uccisione di una persona innocente, persona nel suo stadio iniziale di vita. La persona é, come definiscono anche i dizionari, “ogni essere umano in quanto tale, senza distinzione di sesso, età e condizione”. La persona viene ad esistere con l'unione tra lo spermatozoo e l'ovulo e attraversa le seguenti fasi: zigote => embrione => feto => neonato => bambino => adolescente => giovane => adulto => anziano. Non si può fare finta che la vita della persona inizia in una fase intermedia come se prima non esistesse. Inoltre non c'è modo di stabilire con precisione inizio e fine di ogni fase, è un processo continuo che inizia con il costruirsi dello zigote proprio come afferma la Congregazione per la Dottrina della Fede. E' una questione di coerenza riconoscere che la vita della persona umana inizia col concepimento e finisce con la morte: se si difende la sacralità della persona umana lo si deve fare sempre, indipendentemente dall'età di questa persona, indipendentemente dal fatto che sia una persona allo stadio di zigote o di embrione, indipendentemente che sia dentro l'utero, fuori dall'utero, che sia una persona di 5 anni, di 20, 50 o 100 anni, indipendentemente dal fatto che sia una persona sana o disabile.
    Cosi come è considerato altamente immorale uccidere una vita umana innocente uscita dall'utero allo stesso modo la situazione non può cambiare qualitativamente se la vita umana innocente è ancora nell'utero. L'aborto non può diventare un diritto perché sarebbe un diritto di sopraffazione dei genitori (o di terze persone) sui propri figli non ancora nati ovvero non ancora usciti dall'utero ma gia vivi ed esistenti; perché sarebbe incoerente proibire l'uccisione della persona innocente fuori dall'utero e allo stesso tempo consentire l'uccisione delle persone innocenti ancora nell'utero materno.
    Anche nel caso estremo e delicato di malformazioni del nascituro la coerenza impone di proibirne l'uccisione: se la vita umana è sacra allora lo è anche in caso di persona malformata, disabile, malata o anziana. Terze persone non possono decidere di uccidere una vita umana altrui solo perché esse hanno la convinzione che tali vite menomate fisicamente non potranno essere felici o che tali vite non possano avere senso. Spetta al diretto interessato trovare la propria felicità e il proprio senso della vita, non a terze persone. La società e le persone che stanno attorno a persone menomate fisicamente hanno solo il dovere di tutelare la vita e aiutare coloro che sono in difficoltà, non possono decidere di ucciderle.
    Anche in altri casi limite, molto delicati, come per esempio le gravidanze a seguito di stupro non possono seguire un'altra logica: dal momento del concepimento c'è un'altra vita di una persona innocente e coerentemente se la vita delle persone innocenti è sacra allora non si può procedere con una uccisione tramite l'aborto.
    Occorre praticare estrema attenzione riguardo le gravidanze non desiderate ed occorre una educazione morale sociale che garantisca la percezione sociale del dramma etico dell'aborto. La donna che rimane incinta e non può svolgere la sua funzione di madre deve portare a termine la gravidanza e dare il bambino ai centri che si occupano di crescere i bambini abbandonati e darli in adozione. Dare in adozione un bambino è comunque meno grave che ucciderlo con l'aborto.
    La dottrina cattolica indica il giusto modello a cui bisogna tendere, indica anche come lecito il caso in cui l'aborto sia indirettamente necessario per salvare la vita della madre. L'aborto è una forma particolare di omicidio e pertanto la legge la deve proibire sebbene trattandolo in maniera diversa dagli altri casi di omicidio.
    Alcuni sostengono la folle idea che rendere lecito l'aborto contribuisce a farlo diminuire. Se è vietato dalla legge, se per abortire occorre ricorrere a macabri riti dalle mammane evidentemente questo scoraggia ulteriormente dal farlo: dove non arriva la propria morale almeno arriva la sofferenza pratica a ostacolare simili comportamenti. Come si può sostenere che gli aborti diminuiscono se si fornisce la possibilità di abortire in sane condizioni igieniche, gratuitamente e senza pericoli? E' assolutamente illogico e folle ma in alcuni Stati una certa massiccia falsa propaganda addirittura è riuscita a far credere al popolo questa falsità. Ci sono decine di crimini come l'omicidio, lo stupro, la rapina, la pedofilia, che continuano a esistere nonostante siano reati ma nessuno potrebbe mai pensare che legalizzandoli diminuirebbero. Questa è una deduzione logica che non ha bisogno di alcun dato statistico di conferma. I dati possono essere falsati in vari modi. L'aumento o la diminuizione del numero di aborti dipende da tanti fattori sociali, non solo al fatto che l'aborto è legale o illegale. Ad esempio il calo della povertà può essere un fattore che contribuisce a ridurre l'aborto. Anche una cultura che dà maggiore attenzione al significato dell'aborto può portare ad una certa diminuizione. E gli esempi simili sono decine. I pro-legalizzazione sfruttano questa complessità del problema, cercano falsamente di dimostrare che l'aborto diminuisce se legale, proprio perché fanno finta che il numero degli aborti non è influenzato da numerosi fattori. Sono dati falsi perché contraddicono la logica elementare.
    Ultima modifica di QUINTO; 30-01-11 alle 15:38
    Diciamo basta alla sinistra dei colpi di Stato e delle menzogne!

  3. #33
    Fede speranza amore
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    Predefinito Rif: Parliamo di aborto

    Citazione Originariamente Scritto da donerdarko Visualizza Messaggio
    Il problema è un altro: la Chiesa, invitando i medici cattolici a disobbedire alla 194/78 (la famosa "obiezione di coscienza"), non solo non risolve una fava, ma condanna molte donne ad abortire clandestinamente - come si è sempre fatto del resto - con grave rischio della loro vita e/o integrità fisica. E' obiettivamente impossibile eliminare la piaga dell'aborto - e dico "piaga", perché comunque si rigiri la frittata l'aborto è sempre stato e sempre sarà un problema. Si tratta di garantire la possibilità di abortire in condizioni di sicurezza.
    Sono d'accordo che si dovrebbe lavorare piuttosto per educare i giovani alla precauzione e, in seguito, alla maternità responsabile, anziché sconsigliare o interferire con il lavoro di medici professionisti.
    Reputazione !

    Finalmente una risposta in tema con il 3d !
    "Non c'è amore più grande di chi dona la vita per gli amici" (Gv 15,13)

  4. #34
    de-elmettizzato.
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    Predefinito Rif: Parliamo di aborto

    Citazione Originariamente Scritto da L'anticristo Visualizza Messaggio
    prendo per buone le tue statistiche.

    quindi una riduzione degli aborti tra l' 85% e il 98% ti da cosi' fastidio ?
    Non è che tutte le donne che rimangono incinte, anche quando non è desiderato, abortiscono.

    E si rimane incinte perchè si tromba spessissime volte in maniera scriteriata, come se il corpo (proprio ed altrui) fosse solo un oggetto od una macchina del piacere.

    Il miglior contraccettivo è la castità ed il sesso risacralizzato e non trasformato, come oggi avviene , in una sala giochi dei sensi, illusione momentanea e transitoria.

    Ma mentre l'anticlericume becero parla di diritto all'aborto, lo spontanesimo Cattolico, le Diocesi aiutano le ragazze madri.

    Fanno cioè il lavoro sporco che gli anticlericazzi occupati nei forum non fanno.

    Per la quarta volta glissi sulla domanda.

    Se nei paesi secolarizzati o non cattolici in cui non vi è influenza alcuna della Chiesa e vi è un'iperpropaganda sui goldoni e educazione sessuale insegnata fin dalle medie , vi è un aumento di gravidanze indesiderate e di aborti, di chi è la responsabilità?
    Preferisco di no.

  5. #35
    .
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    Predefinito Rif: Parliamo di aborto

    Citazione Originariamente Scritto da L'anticristo Visualizza Messaggio
    contestualizzare, prego.
    Miles te l'ha spiegato più che bene.
    Segni particolari: "macchina da espansione razziale euro-siberiana" (Giò91)

  6. #36
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    Predefinito Rif: Parliamo di aborto

    Questo ragionamento:

    "La Chiesa, proibendo la pillola abortiva e gli anticoncezionali, condanna le donne ad abortire clandestinamente"

    è la stessa cosa che dire:

    "La Chiesa, proibendo la pedofilia, condanna gli uomini pedofili a fare sesso clandestinamente con i bambini".
    Diciamo basta alla sinistra dei colpi di Stato e delle menzogne!

  7. #37
    de-elmettizzato.
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    Predefinito Rif: Parliamo di aborto

    Citazione Originariamente Scritto da donerdarko Visualizza Messaggio
    Il problema è un altro: la Chiesa, invitando i medici cattolici a disobbedire alla 194/78 (la famosa "obiezione di coscienza"), non solo non risolve una fava, ma condanna molte donne ad abortire clandestinamente - come si è sempre fatto del resto - con grave rischio della loro vita e/o integrità fisica.
    Sbagliato.
    I medici non obiettori sono in grande numero.
    L'aborto clandestino in Italia, de facto , non esiste.
    Sarebbe da domandarsi perchè invece se una abortisce ha tutto pagato dal SSN e se si tiene il figlio, non riceve aiuto alcuno dallo stato.
    Le alternative all'aborto sono tantissime. L'adozione per esempio. Od anche prendersi delle responsabilità.
    L'omicidio non è una soluzione.
    ]
    Preferisco di no.

  8. #38
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    Predefinito Rif: Parliamo di aborto

    Citazione Originariamente Scritto da Miles Visualizza Messaggio
    Sbagliato.
    I medici non obiettori sono in grande numero.
    L'aborto clandestino in Italia, de facto , non esiste.
    Sarebbe da domandarsi perchè invece se una abortisce ha tutto pagato dal SSN e se si tiene il figlio, non riceve aiuto alcuno dallo stato.
    Le alternative all'aborto sono tantissime. L'adozione per esempio. Od anche prendersi delle responsabilità.
    L'omicidio non è una soluzione.
    ]
    qui ti do ragione.

    ma non capisco come mai la contraccezione non sia una soluzione ottimale.

    magari mi puoi citare il passo del vangelo dove Gesu' lo insegna.

  9. #39
    Mi perdoni?
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    Predefinito Rif: Parliamo di aborto

    Citazione Originariamente Scritto da donerdarko Visualizza Messaggio
    Il problema è un altro: la Chiesa, invitando i medici cattolici a disobbedire alla 194/78 (la famosa "obiezione di coscienza"), non solo non risolve una fava, ma condanna molte donne ad abortire clandestinamente - come si è sempre fatto del resto - con grave rischio della loro vita e/o integrità fisica.
    Hai dei numeri?

    Citazione Originariamente Scritto da donerdarko Visualizza Messaggio
    E' obiettivamente impossibile eliminare la piaga dell'aborto - e dico "piaga", perché comunque si rigiri la frittata l'aborto è sempre stato e sempre sarà un problema. Si tratta di garantire la possibilità di abortire in condizioni di sicurezza.
    Nella mia scala di valori, viene prima l'abbattimento del numero di aborti e la libertà dei medici rispetto alla sicurezza di chi vuole abortire.
    Dio scrive dritto anche sulle righe storte degli uomini.

  10. #40
    Mi perdoni?
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    Predefinito Rif: Parliamo di aborto

    Citazione Originariamente Scritto da L'anticristo Visualizza Messaggio
    quindi non capisco come mai e' stato aperto il thread, se gia' avete la soluzione.
    Un conto è il cosa, un altro è il come.
    Dio scrive dritto anche sulle righe storte degli uomini.

 

 
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