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  1. #1
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    Predefinito PERCHÉ È MEGLIO EVITARE LE ELEZIONI.

    di M. Veneziani pg.1 e pg.2 de ilgiornale.it 31 01 2011

    No, è meglio non andare a votare subito, come invece chiedono in tanti, dalle opposizioni ai giornali, Corriere della sera in testa.
    E come sperano, sotto sotto, anche molti nella maggioranza, Lega in testa.
    Lo dico da italiano e non da uomo di parte.
    Se dovessi infatti dirlo dal punto di vista del centrodestra, dovrei solo augurarmi che ci fossero le elezioni anticipate.

    In un referendum tra Berlusconi e il Nulla coalizzato - secondo la formula di Veltroni apprezzata dai finiani - è probabile infatti che vincerebbe Berlusconi, trionferebbe la Lega e l’equivoco Fini, alla base di tutte le turbolenze, sarebbe spazzato via o almeno ridimensionato.
    E se dovessi dirlo da giornalista, dovrei auspicare il voto perché la giostra elettorale galvanizza le tirature, mobilita i lettori e acuisce l’attenzione della gente verso le opinioni.

    Dunque ci sarebbero ragioni di bottega e di utilità politica per tifare elezioni anticipate.
    Ma la politica non si fa con lo spirito della corrida e non si manda allo sbaraglio un Paese, già duramente provato e spaccato, pur di ottenere tramite una specie di ordalia, un sanguinoso giudizio di Dio.
    Ho il fondato sospetto che Berlusconi dica di non volere le elezioni anticipate ma che di nascosto le voglia; e al contrario che l’opposizione, da Casini a D’Alema, dica di volerle ma di nascosto le tema.
    Vogliono anticipare di due anni la fine del governo Berlusconi e rischiano di firmargli un mandato per altri cinque.
    Difendendo questa legislatura, so di difendere la continuità dell'esperienza di governo e delle opposizioni, e perfino il posto in Camera di tanti precari con permesso di soggiorno scaduto; a cominciare dal suo presidente.
    Ma so di difendere sopra tutto gli interessi dell’Italia. E vi dico perché.

    Primo, perché non possiamo permetterci in queste condizioni e con questa crisi economica globale, di vivere un semestre bianco e livido, senza un governo in carica, col paese spaccato e inferocito e la magistratura scatenata per l’attacco finale.
    Secondo, perché è assurdo andare a votare su Ruby o Montecarlo, sarebbe avvilente e fuorviante.
    Sarebbe una campagna elettorale fondata sulle intercettazioni, gli sputtanamenti, i glutei flaccidi e le erezioni plurime aggravate.
    Terzo, perché se il verdetto fosse netto, prolungherebbe di altri cinque anni l’agonia e la spaccatura verticale del paese; e se il verdetto fosse ambiguo, evocherebbe lo spettro di governi precari, alleanze equivoche, ricatti e ancora elezioni anticipate.
    Quarto, perché si deve trovare una soluzione politica a questo sfascio, e non si può immaginare una soluzione militare, con eliminazione del nemico e diritto al saccheggio.
    E qui vengo alle ragioni positive per continuare.

    Ci sono alcune riforme che non possono essere lasciate a metà, compreso il federalismo che a me non piace ma che è ormai necessario per gli equilibri della politica e del paese.
    O la riforma della giustizia, che va contemperata e non inflitta, ma che è urgente per l’Italia, prima che per il premier.

    C’è poi la necessità di aver tempo per preparare il paese, la classe dirigente e i partiti alle elezioni.
    Per far nascere programmi e coalizioni coerenti e non raffazzonate e avvelenate dall’emergenza;
    per favorire l’emergere di nuovi leader e nuove candidature, e consentire anche nel centrodestra una transizione dolce e guidata;
    per far tornare a votare gli italiani con un sistema elettorale che permetta di scegliere i propri rappresentanti.
    Insomma si può davvero pensare che alla scadenza naturale si apra una nuova fase per l’Italia, e avere più di due anni per prepararsi alla svolta sarebbe meglio per tutti.

    Quando il fumo di questi giorni passerà, si farà anche un bilancio meno focoso e più lucido del bunga bunga.
    Una vicenda giudiziaria dove non emergono reati, dove non ci sono vittime, denunce e parti lese, dove non ci sono danni al bene pubblico eccetto uno: il danno d’immagine, ma compiuto da chi rende pubblico quel che è intimo e privato.
    Un privato avvilente, lo ripeto, ma che diventa modello pubblico grazie a chi manda in giro immagini, intercettazioni e vicende intime.
    Se ritraete il re seduto sul cesso e la diffondete nel mondo, discreditate la corona e il regno intero.
    Però l’immagine negativa che riverbera sul paese non è colpa del re, ma di chi la divulga.
    Che Italia sarebbe uscita dalle immagini di Re Vittorio Emanuele II sorpreso a cavalcare la donnina di turno nei suoi frequenti accessi di sesso notturno?
    O del Kennedy che in piena guerra fredda ha le caldane e monta da serial killer svariate pupe?

    L’immagine discredita e diventa cattivo esempio se viene divulgata.
    Insomma finiamola col Grande Fratello, le orgettine e i guardoni.
    Se ci sono una decina di voti di vantaggio, si governi il Paese per altri due anni pieni e al diavolo le puttanate.

    saluti

  2. #2
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    Predefinito Rif: PERCHÉ È MEGLIO EVITARE LE ELEZIONI.

    Veneziani è molto abile a nascondere la verità: il Giornale e Libero fino a qualche mese fa tifavano per il voto, ora sono diventati prudenti.
    Ciò non è dovuto a conversioni sulla via della stabilità economica, ma a sondaggi che segnalano una discesa inarrestabile del PdL.
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  3. #3
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    Predefinito Rif: PERCHÉ È MEGLIO EVITARE LE ELEZIONI.

    Citazione Originariamente Scritto da Rasputin Visualizza Messaggio
    Veneziani è molto abile a nascondere la verità: il Giornale e Libero fino a qualche mese fa tifavano per il voto, ora sono diventati prudenti.
    Ciò non è dovuto a conversioni sulla via della stabilità economica, ma a sondaggi che segnalano una discesa inarrestabile del PdL.
    é dalla notte dei tempi che voi (EX)? komunisten fate previsioni pro domo vestra.

    Naturalmente non ne azzeccate una ma la speranza é l'ultima a morire.

    Voi credete che si possa fare un governo e poi si possa governare sommando
    vari tipi d'escrementi.
    Dite voi :" Importante é pren dere il potere poi qualcosa faremo".

    La maggioranza del popolo italiano é meno scema di quella fetta di sinistra:
    é per questo che berlusconi vince sempre, perchè la m aggioranza degli italiani vi teme.
    Ultima modifica di yure22; 31-01-11 alle 11:25

  4. #4
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    Predefinito Rif: PERCHÉ È MEGLIO EVITARE LE ELEZIONI.

    Chi vuole il voto anticipato mi sfiduci in parlamento!

    «Vogliono le elezioni anticipate? Allora mi sfiducino in Parlamento». Ufficialmente non parla, ma su cosa pensi Silvio Berlusconi del ritrovato e compatto fronte che invoca le urne ci sono pochi dubbi.
    Fino a ieri - è il senso del suo ragionamento - predicavano la necessità di rivedere la legge elettorale e guardavano al voto come al peggiore dei mali, oggi la pensano all’opposto.
    Io, spiega ai suoi interlocutori nelle poche conversazioni telefoniche della domenica, invece resto della stessa idea di prima: si va avanti e si governa, perché i numeri ci sono.
    Anzi, come dice il vicecapogruppo al Senato Gaetano Quagliariello, «la maggioranza funziona meglio adesso».
    Per due ragioni: in primo luogo «non ci sono più scontri interni» e poi ora «tutti sanno di essere indispensabili» e nessuno può mancare ai lavori parlamentari dando per scontato che la sua assenza non sarà determinante. Ed è atteso ad ore l’annuncio ufficiale del passaggio di Luca Barbareschi dal Fli alla maggioranza (questa mattina è previsto l’incontro decisivo con il premier ad Arcore).

    Un Cavaliere, dunque, intenzionato a tirare dritto nonostante l’accerchiamento stia diventando giorno dopo giorno sempre più stringente.
    Non solo sul fronte giudiziario, ma anche su quello politico.
    Con l’opposizione tutta che invoca le urne e Massimo D’Alema che intervistato da la Repubblica lancia l’idea di una «alleanza costituente per salvare l’Italia». Insomma, tutti contro Berlusconi.

    Anche perché, è il ragionamento del fronte di liberazione nazionale, una campagna elettorale con i testimoni del caso Ruby che sfilano in procura per essere interrogati potrebbe essere davvero in discesa.
    Insomma, anche se Pdl e Lega riuscissero a vincere alla Camera la partita per il Senato - causa la diversa legge elettorale - finirebbe con ogni probabilità a favore del cartello anti Cavaliere.
    E a quel punto Berlusconi sarebbe costretto al fatidico passo indietro.

    Il premier questo lo sa bene, ma per il momento non valuta ipotesi alternative a quelle del resistere senza se e senza ma. Anche perché, ripete, «i voti abbiamo dimostrato di averli». Insomma, spiega il capogruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasparri, «finché ci saranno i numeri in Parlamento le chiacchiere stanno zero».
    D’altra parte, aggiunge il presidente dei deputati del Pdl Fabrizio Cicchitto, «per sciogliere le Camere non basta certo un’intervista di D’Alema».

    Peraltro, l’unica alternativa al tirare dritto è quel passo indietro di cui Berlusconi non vuole neanche sentire parlare.
    Anche perché in pole position per il passaggio del testimone c’è Giulio Tremonti spalleggiato come sempre dalla Lega (che invece pare abbia posto il veto su Gianni Letta).
    All’interno del Carroccio, intanto, iniziano ad alzarsi voci di peso a favore delle elezioni anticipate. Se ne parlerà nel Consiglio federale in programma oggi a via Bellerio, ma molti giurano che alla fine Umberto Bossi sistemerà tutto come al solito.

    Lo scenario, però, è ancora in movimento.
    Non tanto perché oggi si apre la settimana decisiva per il via libera al federalismo (che alla fine dovrebbe passare) quanto per quello che ancora deve uscire dalla procura di Milano sull’affaire Ruby.
    Senza dimenticare che s’è rimesso al lavoro anche il tribunale di Milano sui processi diritti tv, Mediatrade e Mills.
    Con quest’ultimo che potrebbe arrivare a sentenza (di condanna) nel giro di cinque-sei mesi.
    Per Berlusconi un altro colpo difficile da incassare.
    Ecco perché il premier ha deciso di premere sull’acceleratore e vuole rimettere mano rapidamente ai provvedimenti sulla giustizia finora stoppati dai finiani. Se devo cadere, è il senso del suo ragionamento, che sia in Parlamento.

    di A. Signori pg.2 de ilgiornale.it del 31 01 2011

    saluti

  5. #5
    .
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    Predefinito Rif: PERCHÉ È MEGLIO EVITARE LE ELEZIONI.

    Citazione Originariamente Scritto da yure22 Visualizza Messaggio
    é dalla notte dei tempi che voi (EX)? komunisten fate previsioni pro domo vestra.

    Naturalmente non ne azzeccate una ma la speranza é l'ultima a morire.
    Questo giro di valzer di Silvio però è fatto apposta per confermare i sospetti di Rasputin...fino a un mese fa bisogna a tutti i costi tornare ad elezioni.
    Senatore Imperiale,Patrizio dell’Impero,Duca Duce di Parmula,Placentula et Guastallula,Sovrintendente agli ‘Mperial vitigni di Sangiovese,Vicecomandante del FICA.

  6. #6
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    Predefinito Rif: PERCHÉ È MEGLIO EVITARE LE ELEZIONI.

    Citazione Originariamente Scritto da Rasputin Visualizza Messaggio
    Veneziani è molto abile a nascondere la verità: il Giornale e Libero fino a qualche mese fa tifavano per il voto, ora sono diventati prudenti.
    Ciò non è dovuto a conversioni sulla via della stabilità economica, ma a sondaggi che segnalano una discesa inarrestabile del PdL.
    i sondaggi dicono tutto l'incontrario di tutto, io non darei affidamento ai sondaggi, lo hanno dimostrato le ultime elezioni

  7. #7
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    Predefinito Rif: PERCHÉ È MEGLIO EVITARE LE ELEZIONI.

    Citazione Originariamente Scritto da Tipo Destro Visualizza Messaggio
    Questo giro di valzer di Silvio però è fatto apposta per confermare i sospetti di Rasputin...fino a un mese fa bisogna a tutti i costi tornare ad elezioni.
    non si sapeva se sarebbe durata o meno la legislatura, oggi c'è una possibilità in più
    c'è sicuramente una sfiducia nel pantanamento che si è venuto a creare anche

  8. #8
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    Predefinito Rif: PERCHÉ È MEGLIO EVITARE LE ELEZIONI.

    E ora contrordine compagni. Gli anti Cav: subito al voto!

    La parola d’ordine la urla Massimo D’Alema: am*mucchiata, ammucchiata.
    E tutti lo seguono. Non c’è più differenza politica tra Casini e Vendola, Fini e Ber*sani, Rutelli e Di Pietro, neppure tra D’Alema e Veltro*ni.
    L’antiberlusconismo isterico cancella valori e vec*chie ruggini, invidie e visioni del mondo. È tale la rab*bia, la foga, la voglia di seppellire il premier che sareb*bero disposti anche a santificare il patto con un sabba elettorale.

    Vanno bene l’estrema sinistra e gli ultimi reduci del fascismo.
    È il bunga bunga degli anti Cav.
    La giustificazione di questa orgia politica è il momento di eccezionale gravità che sta vivendo il Paese.
    Bersani ha evocato le rivolte d’Egitto, quasi a sperare che accadesse qualcosa del genere anche in Italia.
    D’Alema è meno emotivo e con freddezza teorizza, con un’intervista su Repubblica , la necessità storica di un nuovo comitato di liberazione nazionale. Come sempre il Cln diventa la bandiera per delegittimare Berlusconi.
    Il gioco è quello di far credere agli italiani che la democrazia nel caso del Cavaliere non funziona, non è salutare, ha preso un abbaglio.
    L’ammucchiata degli antidemocratici s’inventa per l’ennesima volta un regime per forzare la mano alla Costituzione.

    Perché questo è il paradosso.
    Quelli che parlano con la sacra Carta in mano sono pronti a ripudiarla quando in ballo c’è il Cavaliere.
    Eugenio Scalfari, nel suo sermone domenicale, non esita a strattonare il presidente della Repubblica.
    Napolitano deve darsi una mossa.
    Non c’è bisogno di una sfiducia parlamentare.
    Questa maggioranza è abusiva per definizione. Serve un colpo di mano.

    Quirinale scelga un nuovo premier, meglio se sta in Bankitalia, e senza ascoltare nessuno lo mandi in Parlamento a raccattare una maggioranza.
    Non c’è? Pazienza.
    Allora senza indugio sciolga le Camere e si vada al voto.
    Queste cose - ammette il fondatore di Repubblica- in genere non si fanno, sono eccezionali.
    Non è che uno può mandare a casa un governo senza una sfiducia.
    Ma visto che la situazione non è mai stata così drammatica ci sta pure lo strappo costituzionale.
    Chi lo dice che è drammatica? Scalfari e i suoi alleati.
    Sì perché l’ammucchiata riguarda ormai anche le grandi firme del giornalismo. «Al voto» è il mantra dei mammasantissima della stampa, dal vecchio Barbapapà a Ferruccio De Bortoli, passando per Libero di Vittorio Feltri, tutti in coro a suonare la litania anti Cav.

    I nemici di Berlusconi fino a una settimana fa appena sentivano la parola elezioni si tappavano le orecchie e gridavano «non voglio sentire».
    Adesso si sono convinti che bisogna andare al voto domani, anzi è già troppo tardi, bisognava andarci già ieri.
    Hanno trovato coraggio o hanno visto i sondaggi?
    No. Sono tutt’altro che sicuri di vincere.
    Si sono solo resi conto che Napolitano non può forzare la Costituzione come vorrebbe Scalfari e in più si sono accorti, batoste alla mano, che la maggioranza è più solida del previsto.
    La sfiducia a Bondi ha dimostrato che il governo non è appeso a una manciata di numeri.
    Il grande feticcio in cui speravano, il governo tecnico, si è dissolto e non è un’opzione praticabile.

    L’unica speranza è quindi andare al voto.
    Solo che anche stavolta non sanno rispettare i tempi.
    Al voto ci si andrà, ma prima il governo deve cadere in Parlamento.
    Queste sono le regole.
    Non si può decidere a tavolino, senza prove, che la legislatura è finita.
    La scommessa degli anti Cav è appunto una coalizione mai vista, un’arlecchinata di finiani e vendoliani.

    Nonostante questo, però, non pensano di vincere.
    Si accontentano del pareggio.
    E proprio questa legge elettorale pasticciata, che un mese fa non vedevano l’ora di riformare, potrebbe essere il chiavistello per strappare il Senato a Berlusconi.
    A quel punto dalle urne non uscirebbe una maggioranza chiara, che gli antiberlusconiani non vogliono perché non saprebbero come farla convivere al governo.
    Il trucco è un altro.
    Il pareggio elettorale renderebbe necessario un governo tecnico.
    Fuori Berlusconi da palazzo Chigi e dentro un uomo scelto dalla casta.
    È il sogno del partito delle ammucchiate.

    Non c’è nulla di più bello, per loro, di un premier scelto tra pochi amici intimi.
    E la democrazia?
    La democrazia è troppo berlusconiana.

    di Salvatore Tramontano pg.1 e pg.3 de ilgiornale.it 31 01 2011

    saluti

  9. #9
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    Predefinito Rif: PERCHÉ È MEGLIO EVITARE LE ELEZIONI.

    Citazione Originariamente Scritto da Haxel Visualizza Messaggio
    i sondaggi dicono tutto l'incontrario di tutto, io non darei affidamento ai sondaggi, lo hanno dimostrato le ultime elezioni
    i sondaggi dicono che c'è molta gente incazzata che non premia di sicuro il governo uscente.
    Poi, vabbè, con il Pdmenoelle come avversario tutto può accadere...
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  10. #10
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    Predefinito Rif: PERCHÉ È MEGLIO EVITARE LE ELEZIONI.

    paura........ i sondaggi promettono male....
    contrordine esponenti del partito dell'amore non si vota piuuuuuuu
    Ultima modifica di blobb; 31-01-11 alle 21:18

 

 
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