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  1. #1
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    Predefinito Un ateo contro l'aborto

    Io sono per gli otto referendum del partito radicale, e sarei disposto a una campagna anche immediata in loro favore. Condivido col partito radicale l’’ansia della ratificazione, l’ansia cioè del dar corpo formale a realtà esistenti: che è il primo principio della democrazia.
    Sono però traumatizzato dalla legalizzazione dell’aborto, perché la considero, come molti, una legalizzazione dell’omicidio. Nei sogni, e nel comportamento quotidiano – cosa comune a tutti gli uomini io vivo la mia vita prenatale, la mia felice immersione nelle acque materne: so che là io ero esistente. Mi limito a dir questo, perché, a proposito dell’aborto, ho cose più urgenti da dire. Che la vita sia sacra è ovvio: è un principio più forte ancora che ogni principio della democrazia, ed è inutile ripeterlo.
    La prima cosa che vorrei invece dire è questa: a proposito dell’aborto, è il primo, e l’unico, caso in cui i radicali e tutti gli abortisti democratici più puri e rigorosi, si appellano alla “Realpolitik” e quindi ricorrono alla prevaricazione ‘cinica’ dei dati di fatto e del buon senso.
    Se essi si sono posti sempre, anzitutto, e magari idealmente (com’è giusto), il problema di quali siano i ‘principi reali’ da difendere, questa volta non l’hanno fatto.
    Ora, come essi sanno bene, non c’è un solo caso in cui i ‘principi reali’ coincidano con quelli che la maggioranza considera propri diritti. Nel contesto democratico, si lotta, certo, per la maggioranza, ossia per l’intero consorzio civile, ma si trova che la maggioranza, nella sua sanità, ha sempre torto: perché il suo conformismo è sempre, per propria natura, brutalmente repressivo.


    Perché io considero non ‘reali’ i principi su cui i radicali e in genere i progressisti (conformisticamente) fondano la loro lotta per la legalizzazione dell’aborto?


    Per una serie caotica, tumultuosa e emozionante di ragioni. Io so intanto, come ho detto, che la maggioranza è già tutta, potenzialmente, per la legalizzazione dell’aborto (anche se magari nel caso di un nuovo ‘referendum’ molti voterebbero contro, e la ‘vittoria’ radicale sarebbe molto meno clamorosa). L’aborto legalizzato è infatti - su questo non c’è dubbio - una enorme comodità per la maggioranza. Soprattutto perché renderebbe ancora più facile il coito ‘ l’accoppiamento eterosessuale’ a cui non ci sarebbero più praticamente ostacoli. Ma questa libertà del coito della ‘coppia’ così com’è concepita dalla maggioranza ‘questa meravigliosa permissività nei suoi riguardi’ da chi è stata tacitamente voluta, tacitamente promulgata e tacitamente fatta entrare, in modo ormai irreversibile, nelle abitudini? Dal potere dei consumi, dal nuovo fascismo. Esso si è impadronito dalle esigenze di libertà, diciamo così, liberali e progressiste e, facendole sue, le ha vanificate, ha cambiato la loro natura.
    Oggi la libertà sessuale della maggioranza è in realtà una convenzione, un obbligo, un dovere sociale, un’ansia sociale, una caratteristica irrinunciabile della qualità della vita del consumatore.
    Insomma, la falsa liberazione del benessere, ha creato una situazione altrettanto e forse più insana che quella dei tempi della povertà.
    Infatti: primo: risultato di una libertà sessuale “relegata” dal potere è una vera e propria generale nevrosi. La facilità ha creato l’ossessione; perché è una facilità “indotta” e imposta, derivante dal fatto che la tolleranza del potere riguarda unicamente l’esigenza sessuale espressa dal conformismo della maggioranza.


    Protegge unicamente la coppia (non solo, naturalmente, matrimoniale): la coppia ha finito dunque col diventare una condizione parossistica, anziché diventare segno di libertà e felicità (com’era nelle speranze democratiche).

    Secondo: tutto ciò che sessualmente è ‘diverso’ è invece ignorato e respinto. Con una violenza pari solo a quella dei lager (nessuno ricorda mai, naturalmente, che i sessualmente diversi son finiti là dentro).
    È vero; a parole il nuovo potere estende la sua falsa tolleranza anche alle minoranze. Non è magari da escludere che, prima o poi, alla televisione se ne parli pubblicamente. Del resto le ‘élites’ sono molto più tolleranti verso le minoranze sessuali che un tempo, e certo sinceramente (anche perché ciò gratifica le loro coscienze). In compenso l’enorme maggioranza (la massa: cinquanta milioni di italiani) è divenuta di una intolleranza così rozza, violenta e infame, come non è certo mai successo nella storia italiana.
    Si è avuto in questi anni , antropologicamente, un enorme fenomeno di abiura: il popolo italiano, insieme alla povertà, non vuole neanche più ricordare la sua ‘reale’ tolleranza: esso, cioè, non vuole più ricordare i due fenomeni che hanno meglio caratterizzato la sua storia. Quella storia che il nuovo potere vuole finita per sempre. È questa stessa massa (pronta al ricatto, al pestaggio, al linciaggio delle minoranze) che, per decisione del potere, sta ormai passando sopra la vecchia convenzione clerico-fascista ed è disposta ad accettare la legalizzazione dell’aborto e quindi l’abolizione di ogni ostacolo nel rapporto della coppia consacrata.


    Ora, tutti, dai Radicali a Fanfani (che stavolta, precedendo abilmente Andreotti, sta gettando le basi di una sia pur prudentissima abiura teologica, in barba al Vaticano), tutti, dico, quando parlano dell’aborto, omettono di parlare di ciò che logicamente lo precede, cioè il coito.
    Omissione estremamente significativa. Il coito - con tutta la permissività del mondo -continua a restare tabù, è chiaro. Ma per quanto riguarda i radicali la cosa non si spiega certamente col tabù: essa indica invece l’omissione di un sincero, rigoroso e completo esame politico. Infatti il coito è politico. Dunque non si può parlare politicamente in concreto dell’aborto, senza considerare come politico il coito. Non si possono vedere i segni di una condizione sociale e politica nell’aborto (o nella nascita di nuovi figli ) senza veder gli stessi segni anche nel suo immediato precedente, anzi, ‘nella sua causa’, cioè nel coito.
    Ora il coito di oggi sta diventando, politicamente, molto diverso da quello di ieri. Il contesto politico di oggi è già quello della tolleranza (e quindi il coito è un obbligo sociale) mentre il contesto politico del matrimonio di ieri era la repressività (e quindi il coito, al di fuori del matrimonio, era scandalo). Ecco dunque un primo errore di ‘Realpolitik’, di compromesso col buon senso, che io ravviso nell’azione dei radicali e dei progressisti nella loro lotta per la legalizzazione dell’aborto. Essi isolano il problema dell’aborto, coi suoi specifici dati di fatto, e perciò ne danno un’ottica deformata: quella che fa loro comodo (in buonafede, su questo sarebbe folle discutere).(…)



    (Da Pier Paolo Pasolini Il coito, l’aborto, la falsa tolleranza del potere, il conformismo dei progressisti in “Scritti Corsari” Garzanti 1975 - Articolo apparso sul Corriere della sera del 19 gennaio 1975, con il titolo “Sono contro l’aborto”)
    Preferisco di no.

  2. #2
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    Predefinito Rif: Un ateo contro l'aborto

    Non solo Pasolini: vogliamo parlare di quel cattobigotto impenitente di... NORBERTO BOBBIO? :gluglu:

    IL CONTRIBUTO DI UN LAICO
    Bobbio e l’aborto

    di Claudio Magris

    Nel clamore delle polemiche sull’aborto c’è un grande quasi dimenticato: Norberto Bobbio. L’8 maggio del 1981, alla vigilia del referendum, il maestro laico di diritto e libertà — che ha manifestato sempre il più grande rispetto e anzi interesse per la fede, che non ha mai pensato di definirsi con tracotanza ateo ma, per coerenza e appunto per rispetto, ha ritenuto doveroso rinunciare ai funerali religiosi — rilasciò a Giulio Nascimbeni, il carissimo amico scomparso di recente, un’intervista per il Corriere della Sera. In essa, con pacatezza e anzi con disagio («è un problema molto difficile, è il classico problema nel quale ci si trova di fronte a un conflitto di diritti e di doveri») ribadiva «il diritto fondamentale del concepito, quel diritto di nascita sul quale, secondo me, non si può transigere. E’ lo stesso diritto in nome del quale sono contrario alla pena di morte. Si può parlare di depenalizzazione del-l’aborto, ma non si può essere moralmente indifferenti di fronte all’aborto ». Si soffermava sulla «scelta sempre dolorosa fra diritti incompatibili», ribadendo che «il primo, quello del concepito, è fondamentale», in quanto «con l’aborto si dispone di una vita altrui». Affermava la necessità di evitare il concepimento non voluto e non gradito; e concludeva, rispondendo a Nascimbeni: «Vorrei chiedere quale sorpresa ci può essere nel fatto che un laico consideri come valido in senso assoluto, come un imperativo categorico, il ] IL CONTRIBUTO DI UN LAICO
    Bobbio e l'aborto

    di Claudio Magris

    Nel clamore delle polemiche sull'aborto c'è un grande quasi dimenticato: Norberto Bobbio. L'8 maggio del 1981, alla vigilia del referendum, il maestro laico di diritto e libertà — che ha manifestato sempre il più grande rispetto e anzi interesse per la fede, che non ha mai pensato di definirsi con tracotanza ateo ma, per coerenza e appunto per rispetto, ha ritenuto doveroso rinunciare ai funerali religiosi — rilasciò a Giulio Nascimbeni, il carissimo amico scomparso di recente, un'intervista per il Corriere della Sera. In essa, con pacatezza e anzi con disagio («è un problema molto difficile, è il classico problema nel quale ci si trova di fronte a un conflitto di diritti e di doveri») ribadiva «il diritto fondamentale del concepito, quel diritto di nascita sul quale, secondo me, non si può transigere. E' lo stesso diritto in nome del quale sono contrario alla pena di morte. Si può parlare di depenalizzazione del-l'aborto, ma non si può essere moralmente indifferenti di fronte all'aborto ».

    Si soffermava sulla «scelta sempre dolorosa fra diritti incompatibili», ribadendo che «il primo, quello del concepito, è fondamentale», in quanto «con l'aborto si dispone di una vita altrui». Affermava la necessità di evitare il concepimento non voluto e non gradito; e concludeva, rispondendo a Nascimbeni: «Vorrei chiedere quale sorpresa ci può essere nel fatto che un laico consideri come valido in senso assoluto, come un imperativo categorico, il "non uccidere". E mi stupisco a mia volta che i laici lascino ai credenti il privilegio e l'onore di affermare che non si deve uccidere».

    Perché, in un momento in cui si cerca non di toccare la legge 194 — cosa che dovrebbe tranquillizzare tutti, perché è essa che consente di abortire, dichiarando peraltro esplicitamente che l'interruzione della gravidanza non è un mezzo per il controllo delle nascite— bensì di creare una cultura consapevole della realtà dell'aborto, così pochi (tra i quali il Foglio) ricordano Norberto Bobbio e queste sue parole di assoluta chiarezza, molto più difficili da dire allora che non oggi? Forse perché dette in tono pacato, problematico, con l'animo di chi aborre le eccitazioni collettive e le scalmane di piazza, mentre oggi prevale chi le ama e se ne inebria, anche quando si rivolgono contro di lui, ed è felice solo nella ressa dello scontro, nel fumo della battaglia (peraltro poco pericolosa), che invece poco si addice alla ritrosia subalpina di gente come Bobbio o Einaudi?

    Le discussioni di oggi sono altamente meritorie, perché aiutano, contro ogni pigrizia e viltà mentale, a guardare in faccia cos'è l'aborto. Visto che nessuno vuole toccare la legge 194, nessuno dovrebbe protestare contro queste discussioni, a meno che non sia un entusiasta dell'aborto. Visto che nessuno vuol toccare la legge 194, non ha senso presentare una lista elettorale che si proponga di andare al Parlamento solo per non fare leggi; per creare e diffondere una cultura dei diritti di ogni individuo, in tutte le fasi della sua vita, il luogo non è il Parlamento, bensì la società, il dibattito, l'agorà.

    E' ciò che sta giustamente accadendo, e non solo per le iniziative di Giuliano Ferrara ma anche e già prima con alcune interessantissime e innovatrici riflessioni di intellettuali e scrittrici femministe — ad esempio Alessandra Di Pietro, Paola Tavella, Anna Bravo o Maria Carminati — le quali, senza rinnegare alcuna loro battaglia, affrontano in modo libero e originale i valori della maternità e della vita. Anche in merito a ciò che spetta al dibattito pubblico e a ciò che spetta al Parlamento, la chiarezza di un Bobbio, con la sua straordinaria arte di distinguere le cose e gli ambiti, sarebbe preziosa ma non è forse gradita. Oppure non si ricordano quelle parole di Bobbio in difesa del concepito perché dà fastidio che sia stato un non-praticante, estraneo o quanto meno esterno alla Chiesa cattolica, a pronunciarle?

    19 febbraio 2008

    Bobbio e l'aborto Corriere della Sera
    “Pray as thougheverything depended on God. Work as though everything depended on you.”

  3. #3
    ...
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    Predefinito Rif: Un ateo contro l'aborto

    Anche Oriana Fallaci si disse contraria all'aborto. E anche all'eutanasia.


    L'eutanasia nel pensiero di Oriana Fallaci





    (Parlando della morte di Terry Schindler)
    Quindi secondo lei, i primi responsabili sono i magistrati?
    "...Oggi in America il rischio della dittatura non viene dal potere esecutivo: viene dal potere giudiziario.. E nel resto dell'Occidente, lo stesso. Pensi all'Italia dove, come ha ben capito la sinistra che se ne serve senza pudore, lo strapotere dei magistrati ha raggiunto vette inaccettabili. Inpuniti e impunibili, sono i magistrati che oggi comandano. Manipolando al Legge con interpretazioni di parte cioè dettate dalla loro militanza politica e dalle loro antipatie personali, approfittandosi della loro immeritata autorità e quindi comportandosi da padroni come i Padreterni della Corte Suprema statunitense... Chi osa biasimare o censurare o denunciare un magistrato, in Italia? Chi osa dire che per diventar magistrato bisognerebbe essere un santo o almeno un campione di onestà e di intelligenza, non un uomo di parte e di conseguenza indegno d'indossare la toga? Nessuno. Hanno tutti paura di loro".

    E al secondo posto delle responsabilità chi ci mette?
    "...A pari merito ci metto i medici anzi i becchini travestiti da medici che ai magistrati hanno fornito gli elementi necessari ad emettere quella sentenza di morte. Che hanno definito Terri un cervello spento, un corpo senz'anima, un essere in stato vegetativo irreversibile... Oggigiorno Ippocrate non va più di moda e nella maggior parte dei casi la medicina è un business, un cinico strumento per arraffare soldi o tentare di ottenere lo screditato premio Nobel. Però so che lo stato vegetativo non è la morte cerebrale e che il termine stato-vegetativo-irreversibile è molto controverso...
    [.......]
    E l'eutanasia?
    "...La parola eutanasia è per me una parolaccia. Una bestemmia nonché una bestialità, un masochismo. Io non ci credo alla buona-Morte, alla dolce-Morte, alla Morte-che-Libera-dalle-Sofferenze. La morte è morte e basta. Ma predicarlo non serve a nulla. Forse grazie ai kamikaze, alle loro stragi alle loro decapitazioni, l'islamico Culto della Morte sta avanzando in Occidente a un ritmo inesorabile. Sta conquistando l'America dove in Florida, in California, nel Vermonti, in Alabama, nell'Oregon, nel Michigan passano leggi sul suicidio assistito. E sperare che ciò non avvenga anche in Europa, in Eurabia, quindi in Italia, è ormai vano. 'L'onda si rovescerà sull'Europa, sull'Italia dove si copiano sempre sempre gli altri', ha ben scritto Gianluigi Gigli sull'Osservatore Romano.
    […]
    Il famoso Living-Will o testamento Biologico con cui una persona chiarisce se in caso di grave infermità vuole vivere o morire...
    "...E' una buffonata. Perché nessuno può predire come si comporterà dinanzi alla morte. Inutile fare gli eroi antelitteram, annunciare che dinanzi al plotone di esecuzione sputerai addosso ai tuoi carnefici come Fabrizio Quattrocchi. Inutile dichiarare che in un caso simile a quello di Terri vorrai stacacre-la-spina, morire stoicamente come Socrate che beve la cicuta. L'istinto di sopravvivenza è incontenibile, incontrollabile...E se nel testamento biologico scrivi che in caso di grave infermità vuoi morire ma al momento di guardare la Morte in faccia cambi idea? Se a quel punto t'accorgi che la vita è bella anche quando è brutta, e piuttosto che rinunciarvi preferisci vivere col tubo infilato nell'ombelico ma non sei più in grado di dirlo?"
    […]

    Notizie PRO-LIFE: L'eutanasia nel pensiero di Oriana Fallaci
    Ultima modifica di Cuordy; 03-02-11 alle 12:28
    "Per tutto il pensiero occidentale, ignorare il suo Medioevo significa ignorare se stesso" - Étienne Gilson


    "Se commettiamo ingiustizia, Dio ci lascerà senza musica" - Cassiodoro.

  4. #4
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    Predefinito Rif: Un ateo contro l'aborto

    Per fortuna anche in ambito organizzativo laicista non esiste uno schieramento a senso unico:

    Molto spesso il no all'aborto è sempre associato alla fede, al rispetto profondo della vita umana che ci viene insegnato dalla religione. Perciò i favorevoli all'aborto si dicono laici e liberi di decidere come tali, senza farsi condizionare dalla chiesa e anzi l'attaccano. Ma anche i laici hanno un cuore e non tutti i laici dicono si all'aborto.
    A queste persone che ad ogni costo vogliono etichettare il no all'aborto solo come pensiero nato dalla fede, va detto che anche chi è laico, ateo o quel che si vuole, ha la coscenza di dire no. Che io sia una credente o meno, il mio no all'aborto è dato dalle mie convinzioni e principi che non sono neccessariamente dettati dalla chiesa, non è possibile che queste persone screditino la chiesa colpevolizzandola di entrare in argomenti che fanno parte unicamente del mondo laico.
    Il no all'aborto è anche laico.
    Ho voluto aprire questa discussione, perchè vedendo dibattiti su si e no, molto spesso le persone a favore condannano la chiesa.
    Lasciamo fuori la chiesa per un attimo, smettiamola di criticarla per le sue prese di posizione.
    Sembra quasi che sia solo una lotta contro la chiesa e i suoi principi... Questo lo trovo avvilente e ridicolo. Ogni opinione va rispettata, anche quella della chiesa, basata su principi di fede e amore. Così come L'opinione di un laico, che indipendentemente dall'insegnamento della chiesa, dice no all'aborto, perchè rispetta e considera la vita già nel ventre materno.Non si tratta solo di una tematica religiosa e neppure politica.
    La presa di posizione al no all'aborto è molto di più.
    Il no all'aborto è anche laico. | Facebook
    Preferisco di no.

  5. #5
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    Predefinito Rif: Un ateo contro l'aborto

    Per gli anglofoni:

    Atheist and Agnostic Pro-Life League

    Atheist and Agnostic Pro-Life League Homepage

    E una lista di testi ed articoli , sempre in inglese , che forniscono , da una prospettiva secolarista e laica , dopo una profonda analisi, una posizione nettamente contraria all'aborto:

    Atheist and Agnostic Pro-Life League Library
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  6. #6
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    Predefinito Rif: Un ateo contro l'aborto

    Esatto, essere contro l'aborto è un principio che può essere condiviso da tutti, l'importante è avere voglia di approfondire e capire. :giagia:

  7. #7
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    Predefinito Rif: Un ateo contro l'aborto

    WOW, ma che scoperta avete fatto!!!
    Ogni persona di buon senso è contraria all'aborto, ma ogni persona di buon senso è contraria a imporre a una donna una qualsiasi decisione sul suo corpo!
    L'aborto è sempre un dramma, il ricorso all'aborto va ridotto ai minimi termini e ciò lo si ottiene con una consapevole educazione sessuale e una seria informazione e promozione all'uso dei contraccettivi (pillola del giorno dopo compresa).
    Non certo snocciolando rosari, o presentando ridicole liste elettorali alla Giuliano Ferrara!

  8. #8
    de-elmettizzato.
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    Predefinito Rif: Un ateo contro l'aborto

    Citazione Originariamente Scritto da Ludwig Feuerbach Visualizza Messaggio
    WOW, ma che scoperta avete fatto!!!
    Ogni persona di buon senso è contraria all'aborto, ma ogni persona di buon senso è contraria a imporre a una donna una qualsiasi decisione sul suo corpo!
    Illogicità dell'affermazione.
    Non si può allo stesso tempo essere contrari all'aborto ma allo stesso tempo dire che la donna possa disporne ugualmente.
    Sarebbe come essere contrari ai furti , ma dire che i ladri hanno diritto a rubare.

    Per quanto concerne le "persone di buon senso" , giacchè si parlava di atei contro l'aborto ti riporto il pensiero di Norberto Bobbio in merito (abbi almeno la decenza di leggere i thread prima di intervenire a casaccio. Eviti di fare una figuraccia da beota)

    Citazione Originariamente Scritto da Norberto Bobbio
    Innanzitutto il diritto fondamentale del concepito, quel diritto di nascita sul quale, secondo me, non si può transigere.
    Ho parlato di tre diritti: il primo, quello del concepito, è fondamentale; gli altri, quello della donna e quello della società, sono derivati.

    Il primo articolo è detto che lo Stato "garantisce il diritto alla procreazione cosciente e responsabile". Secondo me, questo diritto ha ragione d'essere soltanto se si afferma e si accetta il dovere di un rapporto sessuale cosciente e responsabile, cioè tra persone consapevoli delle conseguenze del loro atto e pronte ad assumersi gli obblighi che ne derivano. Rinviare la soluzione a concepimento avvenuto, cioè quando le conseguenze che si potevano evitare non sono state evitate, questo mi pare non andare al fondo del problema.
    Magda Negri - Un'intervista a BOBBIO del 1981 sull'aborto - 10 gennaio 2008

    L'aborto è sempre un dramma, il ricorso all'aborto va ridotto ai minimi termini e ciò lo si ottiene con una consapevole educazione sessuale e una seria informazione e promozione all'uso dei contraccettivi (pillola del giorno dopo compresa).
    Stavamo parlando di aborti.
    E' già stato dimostrato che la diffusione della contraccezione e dell'educazione sessuale aumentano , anzichè diminuire il ricorrere alle pratiche abortive (in quanto favoriscono deresponsabilizzazione, de-eticizzazione dell'atto, promiscuità , ed abbassamento dell'età del primo rapporto

    Non certo snocciolando rosari, o presentando ridicole liste elettorali alla Giuliano Ferrara!
    Indubbiamente il mondo sarà cambiato dagli autobus atei e dal sorriso ammaliatore di Margherita Cack
    Preferisco di no.

  9. #9
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    Predefinito Rif: Un ateo contro l'aborto

    Citazione Originariamente Scritto da Miles Visualizza Messaggio
    Illogicità dell'affermazione.
    Non si può allo stesso tempo essere contrari all'aborto ma allo stesso tempo dire che la donna possa disporne ugualmente.
    Sarebbe come essere contrari ai furti , ma dire che i ladri hanno diritto a rubare.
    Col cavolo "sarebbe come". Si deve fare di tutto per evitare il ricorso all'aborto, e si deve dare tutto il sostegno alla madre (o alla coppia). Ma poi stop, la donna non è un'incubatrice a tua disposizione

    Citazione Originariamente Scritto da Miles Visualizza Messaggio
    Per quanto concerne le "persone di buon senso" , giacchè si parlava di atei contro l'aborto ti riporto il pensiero di Norberto Bobbio in merito (abbi almeno la decenza di leggere i thread prima di intervenire a casaccio. Eviti di fare una figuraccia da beota)
    Io ho espresso la mia opinione, in quanto, a differenza tua, ne ho una, non me la faccio confezionare da altre persone e men che meno da eventuali romanzi



    Citazione Originariamente Scritto da Miles Visualizza Messaggio
    Stavamo parlando di aborti.
    E' già stato dimostrato che la diffusione della contraccezione e dell'educazione sessuale aumentano , anzichè diminuire il ricorrere alle pratiche abortive (in quanto favoriscono deresponsabilizzazione, de-eticizzazione dell'atto, promiscuità , ed abbassamento dell'età del primo rapporto
    Dimostrato un par di ciufoli, hai mai visto abortire un feto mai concepito? hefico:


    Citazione Originariamente Scritto da Miles Visualizza Messaggio
    Indubbiamente il mondo sarà cambiato dagli autobus atei e dal sorriso ammaliatore di Margherita Cack
    Naaa, non credo... Penso sia molto più probabile che a cambiare il mondo sarà l'istruzione e il progresso scientifico, come peraltro sta già avvenendo.
    (notare come mi è venuto bene il "non credo... Penso"!!! ) iaociao:

  10. #10
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    Predefinito Rif: Un ateo contro l'aborto

    Citazione Originariamente Scritto da Ludwig Feuerbach Visualizza Messaggio
    Col cavolo "sarebbe come". Si deve fare di tutto per evitare il ricorso all'aborto, e si deve dare tutto il sostegno alla madre (o alla coppia). Ma poi stop, la donna non è un'incubatrice a tua disposizione
    Quindi per rispettare un presunto diritto all'autogestione del corpo si può decretare la morte di una vita?
    Immagino che per lo stesso motivo, se al ristorante mi mettono troppo sale nella minestra io abbia diritto di vita e di morte sul cuoco?

    Io ho espresso la mia opinione, in quanto, a differenza tua, ne ho una, non me la faccio confezionare da altre persone e men che meno da eventuali romanzi
    Nella società contemporanea l'ateismo è forse la cosa più banale, scontata e modaiola che esista.
    E' passato il tempo in cui ci poteva millantare ipotetiche pseudoprovocazioni intellettuale.
    Tali opzioni sono viceversa scontate quanto a Giugno ascoltarsi un servizio su "l'estate più calda degli ultimi cento anni" ma transeat




    Dimostrato un par di ciufoli, hai mai visto abortire un feto mai concepito? hefico:
    Il fatto che tu non riesca a vedere delle connessioni , stante la tua ignoranza di come funzioni un modello sociologico complesso , non vuol dire che esse non sussistano.

    Ti pongo l'esempio dell'Inghilterra, società ipersessualizzata, ove da anni l'educazione sessuale è materia di insegnamento e dove trovi distributori di goldoni anche alle medie.

    Il Regno Unito ha il più alto numero in Europa di ragazze minorenni che restano incinte. Su mille donne in attesa di un figlio, 42 non hanno compiuto i diciotto anni. Le statistiche ufficiali, relative al 2007, aggiungono che, ogni settimana, 84 adolescenti si sottopongono all'interruzione della gravidanza e che tre non hanno 14 anni. E ancora: la diffusione di infezioni agli organi genitali per le under 16 e i loro coetanei è superiore a quella di qualsiasi altro Paese del Vecchio Continente con 11 mila casi diagnosticati.
    Numeri da allarme rosso. Più in generale, sempre nel 2007, gli aborti, in tutte le fasce di età fertile e con un picco fra i 20 e i 24 anni, sono stati 198.499, e sono raddoppiati nel corso di un trentennio.


    Libertà e Persona - Associazione culturale

    Naaa, non credo... Penso sia molto più probabile che a cambiare il mondo sarà l'istruzione e il progresso scientifico, come peraltro sta già avvenendo.
    Infatti. Ma sta venendo fuori una bella merda, ad essere onesti

    (notare come mi è venuto bene il "non credo... Penso"!!! ) iaociao:
    La constatazione che tu ti debba fare delle battute per poi riderci sopra, non depone a favore dell'ipotesi che tu abbia una vita sociale soddisfacente.
    Ultima modifica di Miles; 03-02-11 alle 16:58
    Preferisco di no.

 

 
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