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[SIZE="3"]Non c'è bisogno di spiegare cosa sia un luogo comune. Ma occorre riflettere sul ruolo assolutamente deleterio che queste leggende rivestono nella percezione della realtà da parte nostra. Questo perché, mentre si sa che le leggende vere e proprie generalmente rivelano un nucleo di verità, e su quello l'uomo tende a indagare, il luogo comune porta spesso all'effetto contrario, ossia non a rivelare ma a nascondere un nucleo di verità. Questo, beninteso, non per un'operazione mediatica complottista ma solo per il cattivo funzionamento della nostra mente.
Sarebbe a dire quando un luogo comune viene riconosciuto come tale tutta l'informazione che voleva convogliare viene rigettata e cestinata dalle persone perché riconosciuta come menzogna o addirittura come superstizione e nulla di esso può più essere recuperato.
Per esempio, in un arco di secoli fino all'inizio del '900 era diffusissimo quello che forse è il più forte dei luoghi comuni della storia dell'umanità, vale a dire quello secondo cui gli ebrei fossero tutti ricchissimi, attaccati al denaro, responsabili delle periodiche difficoltà di popoli e paesi, segretamente intenti a complottare per arrivare al dominio del mondo. Era una visione senz'altro favolosa e lontana dalla realtà che ha portato a persecuzioni ingiustificabili contro gli ebrei ed ha impedito di apprezzare gli aspetti positivi di tanti singoli.
La fine del secondo conflitto mondiale ha segnato la fine di questo luogo comune e il rientro delle comunità ebraiche nel mondo nella "normalità". Tuttavia questo ha determinato l'ascesa di un altro luogo comune del tutto opposto, attualmente diffuso e radicato come il precedente, secondo cui chiunque parli di lobby ebraica o di interessi ebraici nell'influenzare la politica sia un visionario paranoide e filonazista. In questo caso il luogo comune è finito per esagerare al contrario così che oggi è poco raccomandabile criticare qualcuno solo perché ebreo e quando qualcuno solleva simili discorsi lobbistici la reazione generale è sempre del tipo "fuguriamoci se 'ste cose sono vere".
Eppure in questo caso come nel precedente sarebbe sufficiente sbloccare i filtri della nostra mente e della nostra comprensione per capire dove finiscono la vulgata e la diceria e dove iniziano i fatti oggettivi.
Se dico che esistono cricche di persone che lavorano in sinergia per piegare i governi al proprio volere non racconto una favola, ma presento un fatto.
Se dico che una di queste cricche è composta da Nicholas Rockfeller, Rupert Murdoch, George Soros, la famiglia Rotschild, Paul Bernanke e via discorrendo non racconto una favola ma presento un fatto.
Se dico che i componenti di quest'ultima cricca sono di discendenza ebraica non racconto una favola ma presento un fatto.
Se dico che questa cricca non domina il mondo in modo esclusivo ma sta lavorando, ora in competizione ora in sinergia con altre oligarchie, per influenzare e manovrare i governi, non racconto una favola ma presento un fatto.
Sfido chiunque a smentirmi senza finire in torto giudiziario.
Tutto questo non ha nulla a che vedere ne con le dicerie esagerate di inizio '900 ne con il sentimento antisemita e nemmeno con il giudizio per la confessione ebraica come religione, che è fatto privato e mi lascia quindi del tutto indifferente.
E a tali fatti ci si deve limitare per escludere il pregiudizio del luogo comune ed elaborare un giudizio serio.
Questo era probabilmente l'esempio più forte e più comprensibile per fare un discorso sensato sui luoghi comuni e sul luogo comune per eccellenza secondo cui tutti i luoghi comuni siano da cestinare senza filtri.
Simone





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