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  1. #1
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    "Il tuo orecchio non mi percepisce, ma in cuore ti rimbombo; in forma varia esercito crudele potere" Goethe, Faust, parte prima.
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    Arrow I luoghi comuni del TAV

    I luoghi comuni del TAV
    Tratto da www.beppegrillo.it

    Elenco una serie di luoghi comuni sulla Val di Susa con i commenti del comitato No TAV e due foto degli scontri (vedi sotto) dell’8 dicembre in cui si possono notare i famosi 1000 black block e anarchici citati dal dipendente Pisanu. Lo stesso che ha detto che non c’è stata alcuna carica al bivacco di Venaus.
    Se esiste un comitato Pro TAV e vuole confutare questi punti, mi invii una mail e la pubblicherò, se non è possibile confutare questi punti si apra allora una commissione di inchiesta europea.

    I nove luoghi comuni

    1. SENZA LA TORINO-LYON IL PIEMONTE SAREBBE ISOLATO DALL'EUROPA
    In realtà il Piemonte è già abbondantemente collegato all’Europa e soprattutto attraverso la Valle di Susa. In questa valle esistono già due strade statali, un’autostrada e una linea ferroviaria passeggeri e merci a doppio binario. Esiste perfino la cosiddetta autostrada ferroviaria (trasporto dei TIR su speciali treni-navetta). Sono tutte linee di collegamento con la Francia attraverso due valichi naturali (Monginevro e Moncenisio) e due tunnel artificiali (Frejus ferroviario e autostradale). Il tutto in un fondo-valle largo in media 1,5 km ! A fatica ci sta anche un fiume, la Dora Riparia , che di tanto in tanto va in piena

    2. LE LINEE FERROVIARIE ESISTENTI SONO SATURE
    In realtà l’attuale linea ferroviaria Torino-Modane è utilizzata solo al 38% della sua capacità. Le navette per i TIR partono ogni giorno desolatamente vuote. (Ma sono state riscoperte e prese d’assalto nel periodo di chiusura del Frejus per incendio). Il collegamento ferroviario diretto Torino-Lyon è stato soppresso per mancanza di passeggeri. E il flusso delle merci -previsto da chi vuole l’opera in crescita esponenziale -è invece sceso del 9% nell’ultimo anno!

    3. LA TORINO-LYON E ’ INDISPENSABILE AL RILANCIO ECONOMICO DEL PIEMONTE.
    In realtà è’ vero il contrario. Togliendo risorse (è tutto denaro pubblico) alla ricerca, all’innovazione e al risanamento dell’industria in crisi profonda (Fiat e non solo), il TAV sarà la mazzata finale all’economia piemontese

    4. Il TAV TOGLIERA’ I TIR DALLA VALLE
    In realtà tanto per cominciare, i 10/15 anni di cantiere necessari a costruire la Torino-Lyon porteranno sulle strade della Valle e della cintura di Torino qualcosa come 500 camion al giorno (e alla notte) per il trasporto del materiale di scavo dai tunnel ai luoghi di stoccaggio. Con grande aumento di inquinanti e polveri. Finita la apocalittica fase di cantiere e realizzata la Grande Opera , chi ci dice che le merci passeranno dall’autostrada alla nuova ferrovia? Anzi. I promotori dell'opera e recenti studi di ingegneria dei trasporti ci dicono che solo l' 1% dell'attuale traffico su gomma si trasferirà sulla ferrovia. Bel vantaggio

    5. I VALSUSINI SONO EGOISTI. NON PENSANO AGLI INTERESSI DELL’ITALIA.
    In realtà attraverso la Valle di Susa, attualmente, passa già il 35% del totale delle merci che valicano le Alpi! Lungo l’Autostrada del Frejus passano circa 4.500 TIR al giorno, contro i 1.500 del Monte Bianco, in val d’Aosta, dove il numero dei TIR è stato limitato per legge.

    6. LA TORINO-LYON PORTA LAVORO AI PIEMONTESI
    In realtà come già sta succedendo per tutte le infrastrutture in corso, si tratterebbe di lavoro precario, per mano d’opera in gran parte extracomunitaria. Inoltre le ditte appaltatrici si porterebbero tecnici e operai dalla loro Regione (ditte e buoi dei paesi suoi). Per i comuni della Valle di Susa e della cintura di Torino arriverebbe invece un bel problema: la mafia. Turbative d'asta sono già state individuate per la fase di sondaggio geologico a carico di uomini politici piemontesi e non... figurarsi per la realizzazione dell'opera!

    7. LA LINEA E ’ QUASI TUTTA IN GALLERIA. CHE MALE FA?
    In realtà fa malissimo. Il tracciato prevede una galleria di 23 km all’interno del Musinè, montagna molto amiantifera. La talpa che perforerà la roccia immetterà nell’aria un bel po’ di fibre di amianto. Invisibili e letali. Il vento le porterà dappertutto. Il foehn le porterà fin nel centro di Torino. Respirare fibre di amianto provoca un tumore dei polmoni (mesotelioma pleurico) che non lascia scampo. L’amianto è un materiale fuori legge dal 1977. Scavare gallerie in un posto così è illegale e criminale. E ancora: il tunnel Italia-Francia di 53 km scavato dentro al Massiccio dell’Ambin incontrerà (oltre a falde e sorgenti che andranno distrutte) anche roccia contenente uranio. E ancora: una linea in galleria si porta appresso tante gallerie minori, trasversali a quella principale. Si chiamano gallerie di servizio, o più simpaticamente, ‘finestre’. Ce ne saranno 12! Con altrettanti cantieri, tutti a ridosso di centri abitati. Sarà un inferno di rumore, polvere, camion avanti e indietro per le strette vie dei paesi, di giorno e di notte, per 15 anni almeno. E ancora: la perforazione di tratti montani così lunghi vicino a centri densamente abitati potrà prosciugare le falde idriche e gli acquedotti, come accaduto per le gallerie TAV del Mugello, oggetto di processi per disastro ambientale. E ancora: la viabilità sarà stravolta. Verranno costruiti sovrappassi in corrispondenza di ogni cantiere. Forse queste nuove strade saranno calcolate come compensazioni all’impatto ambientale dell’opera? (per averne una vaga idea, farsi un giro sull’autostrada Torino-Milano osservando i guasti della tratta TAV Torino-Novara).

    8. QUEST’OPERA FA BENE ALL’ECONOMIA, PERCHE’ METTE IN MOTO CAPITALI PRIVATI
    In realtà il costo stimato di 20 miliardi di euro è tutto a carico della collettività. Tutto denaro pubblico, ma affidato a privati, secondo la diabolica invenzione del general contractor. Garantisce lo Stato Italiano. Nessun privato ci metterà un euro, soprattutto dopo l’esperienza del tunnel sotto la Manica che ha mandato in fallimento chi ne aveva acquistato i bond. I tantissimi soldi che servono a quest’opera verranno tolti alle linee ferroviarie esistenti (già disastrate), a ospedali, scuole, e a tutti i servizi di pubblica utilità, e allo sviluppo delle energie rinnovabili destinate a sostituire il petrolio. E ancora: è già previsto che la nuova linea ferroviaria Torino-Lyon avrà altissimi costi di gestione e che sarà in perdita per decine e decine di anni. E ancora: nonostante la maggior parte del tracciato sia in territorio francese, il governo italiano si è impegnato a sobbarcarsi il costo dei due terzi della tratta internazionale (Borgone – St.-Jean-de-Maurienne). Tanto paghiamo noi.

    9. CHI E' CONTRO LA TORINO-LYON E' CONTRO IL PROGRESSO
    In realtà è vero il contrario. Il progresso non deve essere confuso con la crescita infinita. Il territorio italiano è piccolo e sovrappopolato, le risorse naturali (acqua, suolo agricolo, foreste, minerali) sono limitate, l'inquinamento e i rifiuti aumentano invece senza limite, il petrolio è in esaurimento. Progresso vuol dire comprendere che esistono limiti fisici alla nostra smania di costruire e di trasformare la faccia del pianeta. Progresso vuol dire ottimizzare, rendere più efficiente e durevole ciò che già esiste, tagliare il superfluo e investire in crescita intellettuale e culturale più che materiale, utilizzare più il cervello dei muscoli. Il TAV rappresenta l'esatto contrario di questa impostazione, è un progetto vecchio e ormai anacronistico, che prevede una crescita infinita nel volume del trasporto merci (che poi saranno i rifiuti di domani), privilegia come valore solo la velocità e la quantità, ignora la qualità, ovvero se e perché bisogna trasportare qualcosa."

  2. #2
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    Molto bene...

  3. #3
    Massimiliano71
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    Citazione Originariamente Scritto da Yggdrasill
    I luoghi comuni del TAV
    Tratto da www.beppegrillo.it

    Elenco una serie di luoghi comuni sulla Val di Susa con i commenti del comitato No TAV e due foto degli scontri (vedi sotto) dell’8 dicembre in cui si possono notare i famosi 1000 black block e anarchici citati dal dipendente Pisanu. Lo stesso che ha detto che non c’è stata alcuna carica al bivacco di Venaus.
    Se esiste un comitato Pro TAV e vuole confutare questi punti, mi invii una mail e la pubblicherò, se non è possibile confutare questi punti si apra allora una commissione di inchiesta europea.

    I nove luoghi comuni

    1. SENZA LA TORINO-LYON IL PIEMONTE SAREBBE ISOLATO DALL'EUROPA
    In realtà il Piemonte è già abbondantemente collegato all’Europa e soprattutto attraverso la Valle di Susa. In questa valle esistono già due strade statali, un’autostrada e una linea ferroviaria passeggeri e merci a doppio binario. Esiste perfino la cosiddetta autostrada ferroviaria (trasporto dei TIR su speciali treni-navetta). Sono tutte linee di collegamento con la Francia attraverso due valichi naturali (Monginevro e Moncenisio) e due tunnel artificiali (Frejus ferroviario e autostradale). Il tutto in un fondo-valle largo in media 1,5 km ! A fatica ci sta anche un fiume, la Dora Riparia , che di tanto in tanto va in piena

    2. LE LINEE FERROVIARIE ESISTENTI SONO SATURE
    In realtà l’attuale linea ferroviaria Torino-Modane è utilizzata solo al 38% della sua capacità. Le navette per i TIR partono ogni giorno desolatamente vuote. (Ma sono state riscoperte e prese d’assalto nel periodo di chiusura del Frejus per incendio). Il collegamento ferroviario diretto Torino-Lyon è stato soppresso per mancanza di passeggeri. E il flusso delle merci -previsto da chi vuole l’opera in crescita esponenziale -è invece sceso del 9% nell’ultimo anno!

    3. LA TORINO-LYON E ’ INDISPENSABILE AL RILANCIO ECONOMICO DEL PIEMONTE.
    In realtà è’ vero il contrario. Togliendo risorse (è tutto denaro pubblico) alla ricerca, all’innovazione e al risanamento dell’industria in crisi profonda (Fiat e non solo), il TAV sarà la mazzata finale all’economia piemontese

    4. Il TAV TOGLIERA’ I TIR DALLA VALLE
    In realtà tanto per cominciare, i 10/15 anni di cantiere necessari a costruire la Torino-Lyon porteranno sulle strade della Valle e della cintura di Torino qualcosa come 500 camion al giorno (e alla notte) per il trasporto del materiale di scavo dai tunnel ai luoghi di stoccaggio. Con grande aumento di inquinanti e polveri. Finita la apocalittica fase di cantiere e realizzata la Grande Opera , chi ci dice che le merci passeranno dall’autostrada alla nuova ferrovia? Anzi. I promotori dell'opera e recenti studi di ingegneria dei trasporti ci dicono che solo l' 1% dell'attuale traffico su gomma si trasferirà sulla ferrovia. Bel vantaggio

    5. I VALSUSINI SONO EGOISTI. NON PENSANO AGLI INTERESSI DELL’ITALIA.
    In realtà attraverso la Valle di Susa, attualmente, passa già il 35% del totale delle merci che valicano le Alpi! Lungo l’Autostrada del Frejus passano circa 4.500 TIR al giorno, contro i 1.500 del Monte Bianco, in val d’Aosta, dove il numero dei TIR è stato limitato per legge.

    6. LA TORINO-LYON PORTA LAVORO AI PIEMONTESI
    In realtà come già sta succedendo per tutte le infrastrutture in corso, si tratterebbe di lavoro precario, per mano d’opera in gran parte extracomunitaria. Inoltre le ditte appaltatrici si porterebbero tecnici e operai dalla loro Regione (ditte e buoi dei paesi suoi). Per i comuni della Valle di Susa e della cintura di Torino arriverebbe invece un bel problema: la mafia. Turbative d'asta sono già state individuate per la fase di sondaggio geologico a carico di uomini politici piemontesi e non... figurarsi per la realizzazione dell'opera!

    7. LA LINEA E ’ QUASI TUTTA IN GALLERIA. CHE MALE FA?
    In realtà fa malissimo. Il tracciato prevede una galleria di 23 km all’interno del Musinè, montagna molto amiantifera. La talpa che perforerà la roccia immetterà nell’aria un bel po’ di fibre di amianto. Invisibili e letali. Il vento le porterà dappertutto. Il foehn le porterà fin nel centro di Torino. Respirare fibre di amianto provoca un tumore dei polmoni (mesotelioma pleurico) che non lascia scampo. L’amianto è un materiale fuori legge dal 1977. Scavare gallerie in un posto così è illegale e criminale. E ancora: il tunnel Italia-Francia di 53 km scavato dentro al Massiccio dell’Ambin incontrerà (oltre a falde e sorgenti che andranno distrutte) anche roccia contenente uranio. E ancora: una linea in galleria si porta appresso tante gallerie minori, trasversali a quella principale. Si chiamano gallerie di servizio, o più simpaticamente, ‘finestre’. Ce ne saranno 12! Con altrettanti cantieri, tutti a ridosso di centri abitati. Sarà un inferno di rumore, polvere, camion avanti e indietro per le strette vie dei paesi, di giorno e di notte, per 15 anni almeno. E ancora: la perforazione di tratti montani così lunghi vicino a centri densamente abitati potrà prosciugare le falde idriche e gli acquedotti, come accaduto per le gallerie TAV del Mugello, oggetto di processi per disastro ambientale. E ancora: la viabilità sarà stravolta. Verranno costruiti sovrappassi in corrispondenza di ogni cantiere. Forse queste nuove strade saranno calcolate come compensazioni all’impatto ambientale dell’opera? (per averne una vaga idea, farsi un giro sull’autostrada Torino-Milano osservando i guasti della tratta TAV Torino-Novara).

    8. QUEST’OPERA FA BENE ALL’ECONOMIA, PERCHE’ METTE IN MOTO CAPITALI PRIVATI
    In realtà il costo stimato di 20 miliardi di euro è tutto a carico della collettività. Tutto denaro pubblico, ma affidato a privati, secondo la diabolica invenzione del general contractor. Garantisce lo Stato Italiano. Nessun privato ci metterà un euro, soprattutto dopo l’esperienza del tunnel sotto la Manica che ha mandato in fallimento chi ne aveva acquistato i bond. I tantissimi soldi che servono a quest’opera verranno tolti alle linee ferroviarie esistenti (già disastrate), a ospedali, scuole, e a tutti i servizi di pubblica utilità, e allo sviluppo delle energie rinnovabili destinate a sostituire il petrolio. E ancora: è già previsto che la nuova linea ferroviaria Torino-Lyon avrà altissimi costi di gestione e che sarà in perdita per decine e decine di anni. E ancora: nonostante la maggior parte del tracciato sia in territorio francese, il governo italiano si è impegnato a sobbarcarsi il costo dei due terzi della tratta internazionale (Borgone – St.-Jean-de-Maurienne). Tanto paghiamo noi.

    9. CHI E' CONTRO LA TORINO-LYON E' CONTRO IL PROGRESSO
    In realtà è vero il contrario. Il progresso non deve essere confuso con la crescita infinita. Il territorio italiano è piccolo e sovrappopolato, le risorse naturali (acqua, suolo agricolo, foreste, minerali) sono limitate, l'inquinamento e i rifiuti aumentano invece senza limite, il petrolio è in esaurimento. Progresso vuol dire comprendere che esistono limiti fisici alla nostra smania di costruire e di trasformare la faccia del pianeta. Progresso vuol dire ottimizzare, rendere più efficiente e durevole ciò che già esiste, tagliare il superfluo e investire in crescita intellettuale e culturale più che materiale, utilizzare più il cervello dei muscoli. Il TAV rappresenta l'esatto contrario di questa impostazione, è un progetto vecchio e ormai anacronistico, che prevede una crescita infinita nel volume del trasporto merci (che poi saranno i rifiuti di domani), privilegia come valore solo la velocità e la quantità, ignora la qualità, ovvero se e perché bisogna trasportare qualcosa."
    E' inutile...sei solo una luddista!

  4. #4
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  5. #5
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    "Il tuo orecchio non mi percepisce, ma in cuore ti rimbombo; in forma varia esercito crudele potere" Goethe, Faust, parte prima.
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    Citazione Originariamente Scritto da Massimiliano71
    E' inutile...sei solo una luddista!

    Ebbene sì, lo confesso.

    (se poi alla "l" sostituisci una "b" direi che ci hai quasi preso...)

  6. #6
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    Ahahahaha.... Grande Ygg!!!
    Saluti

  7. #7
    Massimiliano71
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    Citazione Originariamente Scritto da Yggdrasill
    Ebbene sì, lo confesso.

    (se poi alla "l" sostituisci una "b" direi che ci hai quasi preso...)

  8. #8
    Massimiliano71
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    Ritengo che questo articolo sia meritevole di non finire nel dimenticatoio, quindi....SU!

  9. #9
    fedalmor
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    Di tutti i luoghi comuni, l'ultimo è quello che mi coinvolge di più. Sono d'accordo con Grillo - di fatti spero nel ritorno al nucleare - specie sul petrolio, ma non vedo perché non si debba partire dalla Val Susa per esportare il TAV in tutta Italia. A parte che, dal sito di Trenitalia sul TAV, pare ci siano già delle tratte e ieri su Ballarò parlavano di un tragitto da inaugurare tra Roma e Napoli. Devo dire che di tutti i rappresentanti del comitato No-TAV, quello che ieri è stato intervistato dev'essere il peggiore... Ha tirato una serie di boiate e ha finito per dire quello che un po' tutti pensano, ossia che va bene il progresso, purché non tra le balle dei sottoscritti. Per la prima volta sono stato d'accordo con un'imprenditrice...

    Il problema del TAV è che da una parte e dall'altra ci sono solo illazioni, supposizioni, speranze e timori: non si sa se c'è l'amianto, e se c'è si potrebbe mettere in sicurezza, non si capisce perché debbano passarci altre autostrade, non si può calcolare il traffico potenziale, etc... l'importante è che i lavori comincino, perché le multe non le pagano certo solo i valligiani inc*zzati (comunque giustamente inc*zzati perché per dieci anni le istituzioni - e quindi anche gli amati Sindaci - se ne sono lavate le mani di metterli al corrente). Sarebbe interessante vedere un progetto del MIB.

  10. #10
    Pianta antropomorfa
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    fedalmor]
    Il problema del TAV è che da una parte e dall'altra ci sono solo illazioni, supposizioni, speranze e timori: non si sa se c'è l'amianto, e se c'è si potrebbe mettere in sicurezza, non si capisce perché debbano passarci altre autostrade, non si può calcolare il traffico potenziale, etc... l'importante è che i lavori comincino, perché le multe non le pagano certo solo i valligiani inc*zzati (comunque giustamente inc*zzati perché per dieci anni le istituzioni - e quindi anche gli amati Sindaci - se ne sono lavate le mani di metterli al corrente). Sarebbe interessante vedere un progetto del MIB.



    Scusa Federalmor, ma da quanto dici mi sorge il dubbio tu non abbia letto tutti i documenti inerenti il TAV che sono stati postati qui, e altrove, da circa due mesi.
    Di quali illazioni parli? Guarda che i valligiani la questione l'hanno ben chiara, e da anni (dodici per la precisione...).
    Forse qui non si ha ben compresa un'altra cosa, e cioè che per quanto noi si abiti in una valle montana, è ormai da qualche tempo che abbiamo dismesso la sveglia al collo, e le corna in testa, per adottare costumi più moderni. Dico questo anche in riferimento a parecchi passati interventi, e qui la mia polemica s'estende ad altri. Ho infatti come l'impressione che qualcuno, forse fuorviato da qualche termine particolarmente evocativo (?), come ad esempio "valligiano" o "montanaro" (espressione indicante semplicemente colui che abita in montagna, e non un "bantù"), si sia convinto che quaggiù noi si viva ancora nelle baite con la mucca nel salotto e le galline sotto il letto.
    Beh, posso assicurare che non è così.
    Certo anche da noi abbondano gli stolidi, i provinciali (quest'ultima ormai è più un'attitudine mentale che uno status vero e proprio, per cui si può abitare anche in una grande metropoli ed esserlo ugualmente), e chi più ne ha più ne metta (siamo più di 50000 anime, vorrei ben vedere...), però se ci siamo "leggermente" alterati probabilmente una ragione ci sarà. O no? E probabimente sarà anche una ragione seria. Amenochè noi tutti, ligi alla più vetusta iconografia stereotipa, a forza di frequentare la piola serale, (come ogni montanaro di buon sangue la leggenda afferma fare da sempre ), si sia tutti perennemente 'mbiachi.
    Ovviamente io che sono astemia propendo per altre ipotesi...

    Cio detto, per ciò che concerne l'Amianto, come già sostenuto in passato torno a ripetere/ti che è innegabile che questo minerale sia abbondantemente presente nelle nostre zone. Vi sono diversi studi che lo attestano. Così come lo testimonia il fatto che proprio nelle nostre zone, precisamente in località Balangero, è presente la più grande cava amiantifera d'Europa (ora dismessa).
    Il problema è che di tale peculiarità geologica le "autorità" paiono accorgersene solo a singhiozzo, quando cioè fa loro più comodo...
    Così, ad esempio, ci si "accorse" anni addietro, che era presente pure in Alta Valle quando erano in atto le varie dispute tra sindaci ( e maf... edilizia varia) per decidere dove edificare le varie strutture olimpioniche, salvo poi dimenticarsene ad appalto ottenuto, e quindi "affare" concluso. Ed infatti mucchi di detriti pieni di Smarino giacciono abbandonati & sparsi un po' ovunque...(e questo, per inciso, è il metodo di "messa in sicurezza" al quale si teme di dover assistere nella sventurata ipotesi che il disastroso progetto abbia inizio).


    Circa l'autostrada, provo ad interpretare il tuo vago riferimento, questa non solo verrà potenziata, cosa che in parte già è in corso d'opera, ma si calcola che nei venti anni necessari alla realizzazione del TAV sarà gravata da quell'aumento (notevole) di traffico che i vari cantieri provocheranno.
    Cosa certa poi è che chi si illude che la TAV provocherà una diminuzione del trasporto su gomma è un povero sognatore, così come chi favoleggia essere il nostro un movimento fomentato dal gruppo FIAT e immindizia varia. Questo semplicemente perchè, sorpresona!, "pare" che anche loro partecipino al banchetto edilizio (come già fu, del resto, nel Mugello...). Se c'è poi altro che vuoi sapere in merito non c'è che domandare...

    Infine, per rispondere alla tua domanda circa l'"impossibilità" di calcolare il traffico potenziale, è presto detto: manca la volontà di farlo. Questo perchè altrimenti si rischierebbe d'ammettere che tale traffico non solo non c'è, ma che probabilmente neppure ci sarà, considerato l'andamento della nosra economia, nonchè il netto decremento che ha subito negli ultimi anni quello già esistente.
    Quindi, per farla breve, questa è una di quelle questioni scomode la cui risposta presupporrebbe delle ammissioni implicite e "spiacevoli".
    Del resto perchè porsi certi problemi quando il vero affare "o' bisinisse" come direbbe qualcuno (), non sta nel futuro ma nel presente: ovvero nell'edificazione, mica nell'impiego...

    Un saluto.

 

 
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