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Discussione: Invasione cinese

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    Predefinito Invasione cinese

    Invasione cinese

    di Marco Bazzato







    Ormai è allarme sociale, l'Unione Europea ha deciso d'intraprendere misure d'emergenza per fermare l'egemonia Cinese, che sta invadendo non solo l'Italia con la produzione e vendita di prodotti specialmente il tessile a basso costo.
    Il cappio si sta stringendo sugli imprenditori Italiani rimasti in patria, ma ancor di più sulle famiglie, che vedono nel Made in China l'ancora di salvezza a breve per contenere i bilanci famigliari sempre più esigui, e ma che creano una spirale degenerativa alla nostra produzione, che non sa reggere la concorrenza del basso costo della mano d'opera Cinese.
    Stanno giungendo al pettine i nodi del liberismo economico che il Fondo Monetario Internazionale (FMI), l'Organizzazione Mondiale per il commercio (WTO) impone sempre di più agli Stati membri come l'inserimento del precariato costante, e l'abbassamento degli standard di sicurezza sociale atti a contenere i costi nelle Nazioni industrializzate, e dall'altra parte piange quando un Paese come la Cina, complice anche le nostre aziende nazionali desiderose di realizzare profitti sfruttano le condizioni sociali che da noi si vorrebbe far arretrare, c'invade.
    Si chiede continuamente al cittadino Europei nuovi sacrifici, e si delocalizza dall'altro capo del mondo (chiamandole Economie di Scala, Sinergie o Jont Venture) dove le rivendicazioni sindacali sono una mera chimera.
    L'Italia stessa si è dimenticata il miracolo Italiano degli anni '60, quando vittime della povertà generata dalla seconda guerra mondale, il Paese è riuscito grazie anche ai prestiti internazionali e al basso costo della manodopera a risollevarsi dal sanguinoso conflitto che l'aveva devastato, facendo nascere nel decennio successivo le conflittualità che portarono ad un ridimensionamento degli orari di lavoro ed ad un lento ma progressivo innalzamento degli standard di sicurezza sul lavoro e di tutela del lavoro minorile.
    Ora imputiamo alla Cina la forza del nostro stesso miracolo di quarant'anni fa, dove gli Italiani andavano fieri dei successi economici nazionali che contribuivano a creare un'immagine nuova della Nazione nel mondo.
    L'Europa come da qualche anno gli Stati Uniti sono diventanti i maggiori consumatori di prodotti Made in China, avendo iniziato per primi il processo di delocalizzazione in aree a tasso quasi nullo di sindacalizzazione, spingendo l'Europa ed Italia a seguire lo stesso esempio, smantellando quasi de facto lo stato sociale che ha portato all'impoverimento generalizzato, complice anche l'11 settembre 2001 che ha arrestato la spirale di crescita, scaricando sui cittadini il costo finale dell'ingordigia economica.
    Arrestare l'invasione Cinese, produrrebbe una serie di conseguenze a cascata di difficile controllo; forse vedrebbero le nostre industrie tornare ad investire i loro capitali all'interno dell'Unione contribuendo a livellare gli di standard di vita presenti nei diversi Stati, facendo crescere i paesi appena entrati e quelli che si apprestano nel 2007 a divenire membri a tutti gli effetti.
    L'Unione, dovrebbe rendere difficoltose le importazioni alle industrie Europee che delocalizzano produzione o l'appaltano a terzisti, portando dalla fonte della catena produttiva a rispettare gli standard Comunitari e favorire la crescita all'interno degli stati membri e ai candidati dell'Unione.
    Si corre ai ripari quando i buoi sono scappati e si sono replicati avendo superato in pochi anni il gap tecnologico ed industriale che aveva gravato sulla società Cinese, volendo sacrificare i vitelli che cercano di stillare le ultime gocce dalle tasche vuote, nel frattempo creare poli industriali e di brand dedicati all'alto lusso e all'alta industrializzazione tecnologica rendendo questi prodotto accessibili solo a fasce ristrette della popolazione che possono permettersi il griffato, aumentando ancor di più il divario fra ricchi e poveri, che vedrebbero innalzati anche i prezzi dei prodotti provenienti dalla Cina in caso d'imposizione di dazi o dell'inasprimento delle barriere doganali, perdendo di convenienza e contribuendo ad aumentare le fasce di povertà.
    L'unione Europea sta mostrando in questo frangente i limiti di cui è pregna, avendo per decenni proclamato come imperativo solo il benessere dettato dalla presunta economia di mercato, ma ora mostra che essa non è sufficiente al benessere e alla stabilità dell'Europa, se assieme alla costruzione della casa comune, non si costruisce l'etica dell'imprenditoria Europea, che mostra paura e affanno quando l'espansione del mercato è altrui e arriva a casa propria a dettare regole le sue, ed ecco che diventano un pericolo che mina la stabilità stessa.
    Nell'immediato fermare la Cina è un palliativo da dare in all'opinione pubblica, dovuto alla debolezza ormai strutturale dell'industria Occidentale che molto difficilmente riuscirà fermare ai confini una crescita più che quadrupla del Pil Europeo che potrebbe far diventare in pochi anni l'Europa stessa preda dell'espansionismo dal capitalismo socialista, fagocitando con acquisizioni i grandi marchi occidentali, come fece il Giappone degli anni 80 negli Stati Uniti, e diventare la futura potenza egemone del XXI° secolo senza la necessità dell'imperialismo militare, se riuscirà nei prossimi anni a fermare sul nascere ogni eventuale forma di sindacalizazione in quanto nemica del socialismo e ritenuto pericoloso per il benessere e la stabilità della Cina stessa.
    È necessaria una riforma radicale del concetto d'Economia di mercato, non influenzata all'acquisizione della ricchezza in una moltitudine ristretta di popolazione, ma un equa distribuzione del benessere sociale, affinché Europa sappia farsi carico delle classi più disagiate ma volenterose che desiderano evolversi verso un benessere economicamente etico, non di predazione del ricco sul povero, solo allora l'Unione Europea potrà dire d'aver intrapreso la strada della comunanza di valori sociali e culturali, spesso messi in secondo piano a favore del liberismo sfrenato che ora bussa ai nostri confini e che ci trova ingordamente impreparati all'etica del consumo di un economia solidale che accolga le sfide all'interno dell'Unione, perché il primo mercato sia nella produzione e nel consumo nei confini sempre più ampi di un Europa che si sposta ad Est, futuro centro e ponte tra oriente ed Occidente che deve essere la nuova beneficiaria del bisogno di crescita e stabilità dei confini che volgono all'Asia.


    Marco Bazzato











    Invasione cinese
    "Sarebbe anche simpatico, se non fosse nazista!" (Malandrina) :gluglu:


    "Al di là dell'approvazione o disapprovazione altrui!" :gluglu:

  2. #2
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    Predefinito Rif: Invasione cinese

    Il liberismo è un circolo vizioso, il meccanismo che dà il benessere a breve termine è lo stesso che a lungo termine te lo toglie facendoti diventare più povero di prima prima se ne esce meglio è :giagia: .
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

  3. #3
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    Predefinito Rif: Invasione cinese

    Citazione Originariamente Scritto da Freezer Visualizza Messaggio
    Il liberismo è un circolo vizioso, il meccanismo che dà il benessere a breve termine è lo stesso che a lungo termine te lo toglie facendoti diventare più povero di prima prima se ne esce meglio è :giagia: .
    :giagia: Sono meccanismi perversi di sfruttamento, controllo e omologazione. Difficile uscirne specialmente con questa frenesia consumistica che ha reso schiavi miliardi di persone in ogni angolo del pianeta...iango:
    "Sarebbe anche simpatico, se non fosse nazista!" (Malandrina) :gluglu:


    "Al di là dell'approvazione o disapprovazione altrui!" :gluglu:

  4. #4
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    Predefinito Rif: Invasione cinese


  5. #5
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    Predefinito Rif: Invasione cinese

    APPELLO DI FORZA NUOVA






    30/10/2007



    CONTRO LE IMPORTAZIONI DI PRODOTTI CINESI ... PER LA DIFESA DEL PRODOTTO ITALIANO ...
    CONTRO LE IMPORTAZIONI

    DI PRODOTTI CINESI…

    PER LA DIFESA DEL

    PRODOTTO ITALIANO…

    Noi siamo contro la distribuzione di prodotti Cinesi in Italia e per difendere i posti di

    lavoro nelle nostre industrie.

    Per questo siamo accusati dalla 'stampa di regime di voler strumentalizzare i conflitti, di

    essere oscurantisti e/o protezionisti antiquati. Questa gara all'accrescimento degli equivoci

    per confondere le menti degli Italiani e' in parte triste ed in parte comica !


    Noi siamo contro l'importazione di prodotti Cinesi perché toglie posti di lavoro agli

    Italiani a profitto delle multinazionali che investono in Cina con la collaborazione del

    governo Cinese.

    Accusiamo anche i nostri sindacalisti ed i nostri governanti di complicità in questa truffa

    criminosa che causa impoverimento degli operai Italiani.

    Ma soprattutto condanniamo il prodotto Cinese perché è il frutto del più crudele

    sfruttamento umano : il lavoro forzato.

    Questi prodotti sono il risultato di lavoro non
    protetto, non sindacalizzato e forzato.

    Dobbiamo renderci conto che molti macchinari, vestiti, manufatti e strumenti sono

    prodotti nei campi di concentramento Cinesi, chiamati 'LAOGAI', dove milioni di

    persone sono costrette a lavorare in condizioni disumane

    .
    Quella che i nostri finanzieri, giornalisti, sindacalisti e governanti (di tutti partiti) chiamano

    competitività commerciale Cinese e' fondata sullo sfruttamento di centinaia di milioni di

    uomini.


    Questa è la realtà della potenza economica Cinese !!!!!!

    Quindi rifiutando l'importazione di prodotti Cinesi noi non solo facciamo il nostro

    dovere verso il nostro paese e le centinaia di migliaia di lavoratori Italiani che hanno

    perso o stanno perdendo il loro posto di lavoro ma facciamo anche atto di cosciente

    e ferma solidarietà verso il popolo Cinese sfruttato dalle multinazionali e dal loro

    tirannico governo.

    NO ai prodotti Cinesi

    Compra Italiano !







    poetax77.spaces.live.com/?_c11_BlogPart_BlogP...
    Ultima modifica di Legionario; 25-02-11 alle 21:57

  6. #6
    Roma caput mundi
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    Predefinito Rif: Invasione cinese


  7. #7
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    Predefinito Rif: Invasione cinese

    La Cina sarà sempre piu' un fattore dominante l'economia di mercato internazionale. Occorre che l'Europa si adegui a questa realtà e inizi a prendere provvedimenti: dazi doganali altrimenti questi ci comprano a tutti quanti (aziende, gruppi industriali, commercio) come hanno iniziato da anni a fare in America.
    "Sarebbe anche simpatico, se non fosse nazista!" (Malandrina) :gluglu:


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  8. #8
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    Predefinito Rif: Invasione cinese

    Se si impedisce alla Cina di esportare, allora dovranno compensare con la produzione militare e siccome le armi acquistate dal governo vanno ripagate...

    Comunque vada, andra' male.
    Bisogna adattarsi al presente, anche se ci pare meglio il passato.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Ottobre Nero Visualizza Messaggio
    La Cina sarà sempre piu' un fattore dominante l'economia di mercato internazionale. Occorre che l'Europa si adegui a questa realtà e inizi a prendere provvedimenti: dazi doganali altrimenti questi ci comprano a tutti quanti (aziende, gruppi industriali, commercio) come hanno iniziato da anni a fare in America.
    non guardate alla cina come ad una entità nazionale, ma come ad una entità mondialista turbocapitalista (frutto dell'innesto di ingenti capitali euroamericani e di criminali trasferimenti di tecnologie e di know-how dalle nostre Nazioni).

    dazi, dazi , dazi! è tempo di alzare gli scudi!

    tra l'altro, noto con piacere che anche Stop Capitalismo, allineato agli Autonomi Nazionalisti, prende posizione sull'argomento:

    Anticapitalista: Stop ai prodotti cinesi!

  10. #10
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    Predefinito Rif: Invasione cinese

    I cinesi, bel popolo di merda!

 

 
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