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Il Derviscio

Chi é il tuo Maestro?

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Il giorno della sua dipartita si avvicinava e i discepoli del grande Maestro accorrevano da ogni angolo del Paese per cogliere le ultime parole dalle sue labbra e riceverne la baraka.
Attorno al suo letto si accalcavano studiosi, dottori della dottrina delle migliori scuole e semplici artigiani e contadini.
I discepoli a lui piú vicini lo assillavano con la stessa domanda: "Maestro, rivelaci ora quali sono stati i tuoi Maestri perché sappiamo da quale fonte hai attinto la tua Saggezza".
"Mi avete avuto tutta una vita e solo ora mi chiedete dei miei Maestri. Il tempo che mi rimane é misurato e i miei Maestri sono stati tanti da non poter piú rendere onore a tutti, ma di tre vi voglio raccontare.
Il primo é stato un cane che arrivato al fiume per dissetarsi vide la propria immagine riflessa nell'acqua e, nella convinzione di vedere un rivale, abbaiava disperato perché quello se ne andasse. Dopo svariati tentativi di spaventare il nemico, raccolto tutto il coraggio che aveva in corpo, si tuffó nell'acqua e ... quello sparí.
Il secondo é stato un ladro. Arrivato di notte in un villaggio sconosciuto chiesi ospitalitá nell'unica casa dove c'era ancora una luce accesa. L'uomo che mi aprí mi fece accomodare e, dopo avermi offerto un the, si accommiató dicendomi che per lui, di professione ladro, era giunta l'ora di andare al lavoro. Gli chiesi allora di quali tesori fosse fino ad ora venuto in possesso. <Nessuno> rispose <questo é un villaggio di poveri contadini e pescatori dove non si trova nulla di valore> . Gli chiesi allora perché uscisse ogni notte a rubare se da rubare non c'era nulla e questi mi rispose cosí <Oh illustre straniero che hai cercato rifugio nella mia casa, fino ad oggi é andata cosí come dici tu, ma questa notte, chissá...>".
E il terzo Maestro é stato un bambino. Ero seduto nell'angolo di una piazza e un bambino mi guardava ormai da alcuni minuti con curiositá. Volendo impressionarlo con la mia Saggezza accesi una candela e poi gli chiesi: "Bambino, un momento fa questa candela era spenta e ora é accesa. Da dove é venuta la fiamma che prima non c'era?"
Senza esitare un momento, il bambino soffió sulla candela e, guardandomi con furbizia mi disse: "Oh grande Saggio, questa candela era accesa ed ora é spenta. Dove é andata la fiamma che prima c'era ed ora non c'é piú?".

Detto questo, il Maestro lasció questa vita terrena.

P.S.: non conosco la fonte di questa parabola che mi é stata raccontata piú di trent'anni fa e ho cercato di raccontarla cosí come me la ricordo.

Commenti

  1. L'avatar di testadiprazzo
    Bello..!
    Leggere queste cose mi commuove e mi fa sentire in colpa..
    Ultimamente sono diventato poco serio..vorrei fare il discorso mistico calandolo nel parlare comune..ma inevitabilmente mi scontro con concetti incomprensibili a chi già non li sappia e comprenda..

    Ma rimanere nell'intellettuale..pur con storielle edificanti..mi fa sentire troppo arido..
    Mi avvolgo nella melma e poi ne rimango insozzato...e faccio come quel ladro..nel forum non c'è niente da capire..eppure forse domani o adesso è la volta buona..e la sensazione di risucchio mentale nel Vuoto..è la sensazione di parlare e comprendere di non aver detto nulla..e la realizzazione del tempo ammazzato nelle sciocchezze..
  2. L'avatar di Abdullah
    Ciao Testa,
    credo che i piú conoscano la storia:
    "Maestro, cosa facevi prima dell'illuminazione?"
    "Tagliavo la legna e prendevo l'acqua al pozzo"
    "Maestro, e cosa hai fatto dopo l'illuminazione"
    "Taglio la legna e prendo l'acqua al pozzo"
    Pochi conoscono la versione moderna della storiella:
    "Maestro, cosa facevi prima dell'illuminazione?"
    "Guardavo la TV e bevevo Coca Cola"
    "Maestro, e cosa hai fatto dopo l'illuminazione?"
    "Ho guardato la TV e bevuto Coca Cola".
    Anche in una versione della storia del suono di una mano sola, il discepolo riconosce il Maestro in un bordello nel volto di una prostituta dopo aver provato inutilmente per anni con la meditazione.
    Per dire che non sappiamo dietro quale angolo Dio, Allah, il cosmo, Brahma ci ha teso la sua trappola.
    Forse un giorno potremmo riscrivere la soria cosí:
    "Maestro, cosa facevi prima dell'illuminazione?"
    "Trolleggiavo su POL e mangiavo noccioline"
    "Maestro, e cosa hai fatto dopo l'illuminazione?"
    "Trolleggio su POL e mangio noccioline"
    Aggiornato il 16-02-13 alle 12:45 da Abdullah
  3. L'avatar di José Frasquelo
    È molto tantra sta storia.
  4. L'avatar di Abdullah
    Effettivamente.
    Nella Tariqat rimango piú sulle mie.
    Sono peró sicuro che il mio Shaykh approvi.
  5. L'avatar di trash
    P.S.: non conosco la fonte di questa parabola che mi é stata raccontata piú di trent'anni fa e ho cercato di raccontarla cosí come me la ricordo.
    Questa storia, con qualche dettaglio in più, la racconta Osho Rajneesh nel capitolo 3 di "Discourses on Desiderata" del 1983 ( Situation ? Curiosity ? Master? ? Osho Online Library).
    Osho la attribuisce a Al-Junayid Al-Baghdadi, un maestro Sufi vissuto a Baghdad nel secolo IX.
  6. L'avatar di Abdullah
    Grazie Trash, sempre molto apprezzato il tuo contributo.
    Aggiornato il 16-02-13 alle 21:45 da Abdullah
  7. L'avatar di testadiprazzo
    Anch'io la sapevo la storia..ma non mi ricordavo in quale libro di Osho l'avevo letta..
    Sono rimasto ferito che qualche altro l'abbia detto...ancora una volta non solo sono difettoso di sostanza..ma pure di forma..

    Aspetto trepidante il momento che mi vedrà indifferente all'origine delle citazioni..ma per ora..è dura.. (sob)
  8. L'avatar di Ucci Do
    Il mio Maestro ancora non mi ha trovato...oppure mi è passato davanti e io ero troppo distratto per accorgermi di lui.
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