Il Derviscio
Chi é il tuo Maestro?
Di , 15-02-13 alle 21:34 (2601 Visite)
Il giorno della sua dipartita si avvicinava e i discepoli del grande Maestro accorrevano da ogni angolo del Paese per cogliere le ultime parole dalle sue labbra e riceverne la baraka.
Attorno al suo letto si accalcavano studiosi, dottori della dottrina delle migliori scuole e semplici artigiani e contadini.
I discepoli a lui piú vicini lo assillavano con la stessa domanda: "Maestro, rivelaci ora quali sono stati i tuoi Maestri perché sappiamo da quale fonte hai attinto la tua Saggezza".
"Mi avete avuto tutta una vita e solo ora mi chiedete dei miei Maestri. Il tempo che mi rimane é misurato e i miei Maestri sono stati tanti da non poter piú rendere onore a tutti, ma di tre vi voglio raccontare.
Il primo é stato un cane che arrivato al fiume per dissetarsi vide la propria immagine riflessa nell'acqua e, nella convinzione di vedere un rivale, abbaiava disperato perché quello se ne andasse. Dopo svariati tentativi di spaventare il nemico, raccolto tutto il coraggio che aveva in corpo, si tuffó nell'acqua e ... quello sparí.
Il secondo é stato un ladro. Arrivato di notte in un villaggio sconosciuto chiesi ospitalitá nell'unica casa dove c'era ancora una luce accesa. L'uomo che mi aprí mi fece accomodare e, dopo avermi offerto un the, si accommiató dicendomi che per lui, di professione ladro, era giunta l'ora di andare al lavoro. Gli chiesi allora di quali tesori fosse fino ad ora venuto in possesso. <Nessuno> rispose <questo é un villaggio di poveri contadini e pescatori dove non si trova nulla di valore> . Gli chiesi allora perché uscisse ogni notte a rubare se da rubare non c'era nulla e questi mi rispose cosí <Oh illustre straniero che hai cercato rifugio nella mia casa, fino ad oggi é andata cosí come dici tu, ma questa notte, chissá...>".
E il terzo Maestro é stato un bambino. Ero seduto nell'angolo di una piazza e un bambino mi guardava ormai da alcuni minuti con curiositá. Volendo impressionarlo con la mia Saggezza accesi una candela e poi gli chiesi: "Bambino, un momento fa questa candela era spenta e ora é accesa. Da dove é venuta la fiamma che prima non c'era?"
Senza esitare un momento, il bambino soffió sulla candela e, guardandomi con furbizia mi disse: "Oh grande Saggio, questa candela era accesa ed ora é spenta. Dove é andata la fiamma che prima c'era ed ora non c'é piú?".
Detto questo, il Maestro lasció questa vita terrena.
P.S.: non conosco la fonte di questa parabola che mi é stata raccontata piú di trent'anni fa e ho cercato di raccontarla cosí come me la ricordo.



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