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Ceslom

La Sofistica: il Serpente nell'Eden della Filosofia.

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Inizialmente, la Filosofia errava in un Eden, un Eden anticipatorio di quello che si sarebbe rivelata la filosofia cristiana di Sant'Agostino; San Tommaso d'Aquino e altri, poichè essa era connaturata nella sua autentica peculiarità, ovvero la ricerca della Verità. Mi riferisco ai filosofi della Scuola di Mileto, i primi esponenti della Filosofia nel significato proprio del termine, quei Talete; Anassimene e Anassimandro, senza dimenticare Parmenide, le cui riflessioni, pur essendo ancora molto lontane dalla Grazia rivelatrice derivata dal palesamento di Dio tramite la venuta del Cristo, sono tuttavia ugualmente illuminate dalla luce remota dello Spirito Santo. Infatti, nell'ambito di questa filosofia, la ricerca della Verità corrispondeva alla ricerca di un principio costitutivo della realtà e, pertanto, anche di una causa prima dell'esistenza del mondo, dunque una forma inconsapevole di Ricerca di Dio.
Ciononostante, successivamente la Filosofia cessò di essere uno strumento per la Ricerca di Dio, uno strumento per l'emancipazione dalla soggezione umana alla caducità della carne, in quanto fu sviata dalla Sofistica. Tramite quest'ultima, il Serpente si insinua maliziosamente nell'Eden della Filosofia, avvalendosi di un facinoroso utilitarismo volto a deviare il percorso della Ricerca di Dio, all’epoca non conosciuto (il periodo è, approssimativamente, quello della seconda metà del V Secolo a.C.), sostituendolo con la ricerca di ciò che, essendo materiale, è già conosciuto, ovvero il Mondo. Pertanto, indurre al tentativo di conoscere il conosciuto è un diversivo di Satana. Infatti, una delle principali caratteristiche della corrente della Sofistica consisteva in una primordiale concezione materialistica, in virtù della quale la filosofia sarebbe dovuta essere incentrata su una prospettiva di soddisfacimento delle esigenze materiali dell’uomo, con particolare riferimento alle esigenze politico-sociali, accantonando la filosofia della Ricerca interiore e spirituale, ignominiosamente accusata di essere fondata su superflue elucubrazioni.
Ne consegue dunque l’inizio di una secolarizzazione e “materializzazione” della filosofia. Infatti, la Sofistica, fra i cui principali esponenti è possibile citare Protagora e Gorgia, riscosse un particolare successo presso i circoli politico-ideologici del XX Secolo, rappresentanti le ideologie materialiste che molte vittime hanno mietuto e che tutt’oggi rendono difficoltoso il ritorno nella Grazia di Dio.
Uno dei caratteri particolarmente rilevanti della Sofistica è la negazione dell’Essere. A tal proposito, occorre prendere in considerazione la polemica fra Gorgia di Lentini e Parmenide di Elea, circa la questione dell’esistenza dell’Essere. Quest’ultimo, infatti, era stato teorizzato da Parmenide come ente costitutivo immanente; imperituro; ingenerato ed eterno e gli era stata attribuita la connotazione di Verità. Esaminando la concezione parmenidea di Essere e riflettendo sul concetto di Verità in relazione alle suddette caratteristiche, è possibile desumere una notevole analogia se non persino una fondamentale identità fra l’Essere parmenideo e i caratteri di Dio Padre. Di conseguenza, Gorgia, negando l’Essere, negò Dio, il che costituisce un’ulteriore testimonianza della natura satanica della filosofia della Sofistica.
La negazione dell’Essere, inoltre, si inserisce nell’ambito di un altro concetto fondamentale teorizzato e propugnato strenuamente dai sofisti, ovvero il Relativismo Soggettivistico. Esso consente la corrispondenza fra Morale e Opinione dell’Uomo, che è contaminata dal Peccato Originale. In questo modo, Satana cerca di imporre la sua morale, ovvero l’amoralità. La Sofistica è un tentativo di Satana di allontanare l’uomo da Dio ancor prima del palesamento di quest’ultimo tramite la nascita del Monoteismo Abramitico e la venuta di Cristo, privando l’uomo dello strumento per l’avvicinamento a Dio, ovvero la ricerca dell’Archè.
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Commenti

  1. L'avatar di Ascaro
    l'Essere di Parmenide però non chiede nulla agli uomini, a quel riguardo occorre quantomeno una Rivelazione (altrimenti siamo al punto di partenza e il mondo illusorio del divenire è lasciato ai rapporti di forza e all'impiego strumentale delle categorie di bene e di male che in un Essere così impersonale non trovano riscontro)
  2. L'avatar di Ceslom
    Infatti io non ho asserito l'identità fra l'Essere parmenideo e il concetto di Dio, ma soltanto la loro analogia. Parmenide era illuminato dallo Spirito Santo, ma fu impossibilitato a godere della vera Fede poichè Dio all'epoca non si era ancora palesato e la sua Dottrina non era ancora conosciuta.

    Per questo anche l'Essere parmenideo, pur essendo vicino al concetto di Dio, presenta i suoi limiti.
  3. L'avatar di Maria Vittoria
    Aforismi molto personali:

    - L'essere è identitario & essenziale per un'esistenza serena.

    - L'essere identitario è la fonte della pace interiore, in virtù della quale ogni essere umano diventa capace di vivere un'esistenza di relazione felice.

    Maria Vittoria Cavina, Felsina Bononia, Venerdì 12 Aprile 2013
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