Iraq: la protesta si diffondeSecondo quanto riportato da Osservatorio Iraq, non si ferma la protesta popolare in Iraq, ormai estesa da nord a sud (inclusa la regione del Kurdistan), aspettando la grande manifestazione prevista a Baghdad per il 25 febbraio, in quella che è stata ribattezzata la "Giornata della rabbia".
Da ieri a Ramadi, capitale di al Anbar, provincia dell'ovest del Paese, le manifestazioni iniziate la settimana scorsa si sono trasformate in un sit-in a oltranza – con i dimostranti intenzionati ad andare avanti finché non saranno stati rimossi il governatore e il presidente del Consiglio Provinciale, accusati di non avere fatto nulla per la provincia. Le tensione è palpabile: mentre i manifestanti minacciano di bloccare l'autostrada internazionale che collega Baghdad a Damasco e ad Amman nel caso in cui le loro richieste non ricevano risposta, la protesta incassa l'appoggio di uno dei più influenti capi tribù locali – lo sceicco Ali Hatim al Sulaiman.
Avanti il prossimo.




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