









Ma le conseguenze saranno necessariamente negative, forse non tanto per l'eni, ma per tutti gli altri gruppi imprenditoriali che avevano ottenuto commesse da Gheddafi per le opere. Poi sta al governo limitare i danni e fare in modo che la situazione non degeneri in un disastro.


Libia/ Dini: L'Italia non auspica la fine di Gheddafi
"Certo repressione è inaccettabile"
Roma, 24 feb. (TMNews) - Lamberto Dini (Pdl), presidente della commissione Esteri del senato, in una intervista a Repubblica spiega il suo punto di vista sulla strategia della politica estera italiana in relazione alla crisi libica: "L'Italia - afferma - non auspica la fine del Colonnello, non abbiamo ragioni per volere la caduta di un leader che oggi intrattiene buoni rapporti con tutta la comunità internazionale". "Certo - aggiunge - la repressione è inaccettabile, e se Gheddafi continua a percorrere questa strada segnerà la sua fine".


io sto coi senussi contro l'imperialismo fascista italiano clapclapclap cmq il giornale ha intervistato il principe el-senussi comodamente esiliato in inghilterra


Messa così la domanda ho "dovuto" votare per Gheddafi. Però è chiaro che il mio giudizio ssu questo personaggio rimane negativo.
Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorrà guardare dentro di te. (F. Nietzsche)


Gheddafi cominciò bene la sua rivoluzione ed anche l'invenzione della "repubblica socialista araba" fu una genialata ma alla lunga si rivelò farlocca , alla fine anche per lui è contato il potere per il potere e stop , il paese è rimasto sostanzialmente sottosviluppato per l'ingordigia di potere e soldi , quando sarebbe potuto diventare come la Norvegia , cazzi suoi.
Per noi adesso diventa basilare rinegoziare in termini più favoreli tutti i trattati che Berluscone aveva firmato (tanto non erano soldi suoi...).
E magari la restituzione dei beni agli italiani cacciati nel '70 , dato che anche qui Berlusca se ne è ampiamente lavato le mani...
da questo punto di vista a noi conviene che la guerra civile duri a lungo e il paese si devasti sempre di più fino a diventare una landa di pezzenti pronti a elemosinare l'aiuto del vecchio e magnanimo colono italico.
Ultima modifica di Robert; 25-02-11 alle 00:50
CLAUDIA CONTE, TI AMO!


Qualcosa comincia a delinearsi dal caos libico anche dalle nostre parti.
Partiamo con ordine.
A Bengasi è nato un nuovo giornale rivoluzionario, il Libia, che ritrae in prima pagina la bandiera libica dei tempi del Re Idriis e Omar al-Mukhtar una sorta di eroe locale che nel 1931 abbiamo impiccato.
Primo pensierino: in Cirenaica non siamo ben voluti; direi che gli insorti guardano a Londra, alla BP, piuttosto che a Roma, a Scaroni.
Sempre in Cirenaica si stanno concentrando 3 navi di Sua Maestà Britannica ovviamente solo per rendere possibile il rimpatrio dei sudditi imperiali e degli altri stranieri; noi ci crediamo molto e soprattutto ci crede la City.....repapelle:
Il Premier Cameron sta pensando di inviare forze speciali per rendere più sicuro il rimpatrio degli occidentaliu (la cattiveria mi porterebbe a dire..ma non sono già sul terreno..ops nel deserto libico?); e poi, diciamolo chiaramente, i Britannici devono chiudere i conti con Gheddafi, vista la storiaccia del post Lookerbie, dove hanno fatto una figura barbina.
Anche la "Crante" Germania si muove ed invia 3 navi della Bundesmarine nelle acque libiche; Frau Merkel per il tramite il suo Ministro degli Esteri ha detto ieri a brutto muso (carina proprio non si può definirla soprattutto quando è incavolata) che, continuando questo stato di fatto, alle sanzioni si potrebbe aggiungere un impegno attivo di carattere umanitario, ovverosia in termini spicci, un intervento militare teso a chiudere per sempre l'era Gheddafi.
L'Europa continentale sta diventando troppo stretta per la gioiosa macchina industriale tedesca?
Il Presidente Sarkosy al momento gioca di rimessa; si limita a minacciare sanzioni e a richiedere l'intervento dell'UE; più che alla Libia, dove Parigi non ha grandi concessioni (retaggio delle antiche ostilità tra Gheddafi e Mitterand per il controllo del Ciad), i Francesi guardano con apprensione all'Egitto ed al Mediterraneo dell'Est dove hanno investito molto denaro ufficialmente ed ufficiosamente; certo non hanno gradito la mossa iraniana dell'invio delle due tinozze.
Peraltro, visto l'attivismo britannico e tedesco, a Parigi si stanno scuotendo dal torpore e incominciano a parlare della creazione di una no fly zone, su gentile pressione statunitense; alla spartizione dovranno essere ovviamente presenti anche loro.
Gli Stati Uniti, dai semplici moniti mossi a Gheddafi con toni sempre più alterati, hanno prima suggerito la creazione della no fly zone (una sorta di invito alla Francia ed all'Italia che deve farsi molto perdonare agli occhi di Washington a causa di una politica estera anche energetica che rasenta la ribellione) ed adesso fanno sapere che ai massimi livelli stanno valutando l'ipotesi di intervento militare; certo avere nel cuore del Mediterraneo un paese strategico come la Libia preda di lotte intestine anche a sfondo islamico non è semplicemente accettabile per la Casa Bianca: per cui alla fine opteranno per tentare di imporre con la forza la pax statunitense, facendola passare per un intervento Onu, Nato, Cio, ovviamente umanitario con il beneplacito della Città del Vaticano, delle supreme autorità religiose mussulmane, del Dalai Lama e pure dei rabbini di Gerusalemme.
Naturalmente ciò servirà a rafforzare le compagnie petrolifere statunitensi e a tenere a bada la baldanza economica cinese che nell'area africana comnincia ad essere troppo attiva per i gusti di Obama.
In questa storia pure la piccola Svizzera sta facendo il suo e probabilmente sarà pure decisiva per la caduta del Colonnello; ha infatti congelato tutti i conti (e devono essere molti nonchè assai corposi) che fanno capo a Gheddafi, alla sua numerosa famiglia ed ai sottopanza del Rais.
La mossa è decisiva perchè i famosi mercenari nonchè i guardiaspalle del Rais vengono direttamente sovvenzionati con i conti di famiglia; prosciugate le fonti si sostentamento oserei dire che questi gentiluomini si scioglieranno come neve al sole e per il buon Gheddafi rimarrà forse la soluzione del buen ritiro da qualche parte dell'Africa o dall'amicone Chavez.
Perchè la Svizzera avrebbe deciso una mossa tanto grave? facile, hanno avuto un grossissimo contenzioso con Tripoli a causa del caratterino del figliolo del Colonnello che ha dato in escandescenza nelle tranquille terre cantonali ed alle cui intemperanze è seguita un'escalation diplomatica -economica, con tanto di minacce da parte di Gheddafi di scatenare una guerra santa nei confronti della pacifica Confederazione (ad ogni latitudine i figli so' pezz' e ' core), crisi che è stata (in apparenza) tamponata dal nostro volenteroso Ministro degli Esteri; e come nei classici, vendetta tremenda vendetta.
E in questo quadro l'Italia che fa? La povera Italia sta tra color che son sospesi; troppo invisa in Cirenaica per gli accordi sottoscritti con Gheddafi per pensare di intervenire lì se non nel quadro di una missione internazionale, troppo invisa al Colonnello, rea di non averlo sostenuto a sufficienza nei primi momenti della crisi e di averlo sostanzialmente scaricato (le parole di Lamberto Dini e Carlo Giovanardi sono solo fuffa); diciamo che la mobilitazione della MM è un atto dovuto, sia per "difendere" Malta (la quale, in verità, senza colpo ferire, si è vista recapitare due Mirage, due Puma e due unità navali e si è permessa, pure, il lusso di rispedire a casa l'aereo con la figlia del Rais; questi avvenimenti passeranno sicuramente alla storia dell'arcipelago maltese come la resa della nostra flotta nel 1943), per fronteggiare l'epico trasferimento in migliaia e migliaia di disperati che si abbatterà sen'altro sulle nostre coste indifese dalla cattiva UE che tanto viene evocato (..per non essere cattivo .. invocato) e che spinge il nostro Ministro degli Interni a richiedere ( per non imporre come tassa di soggiorno tanto poi verranno tutti gentilmente riaccompagnati alle rispettive frontiere) all'Europa la bellezza di 100 milioni di euro (siamo anche noi levantini, no?); più in generale, il dispiegamento della Squadra Navale va inquadrata nell'ottica di mostrare bandiera in un bacino dove la calma (quasi) olimpica che regnava da un ventennio è stata spazzata via da una bufera apparentemente inarrestabile;
Ovviamente il nostro bel trattato di amicizia, pace e cooperazione con Tripoli è da considerarsi carta straccia nonostante i distinguo penosi del Governo; i nuovi padroni della Libia (nonchè i loro protettori) ci faranno pagare salatissimo il conto per l'abbraccio mortale con il Rais e per una politica estera troppo disinvolta.