Per carità
Il famoso prestigio del nostro premier all’estero oggi è ben sintetizzato dal presidente (di destra) cileno Sebastian Piñera, alla vigilia del suo viaggio a Roma.
Ora, si sa che prima di un viaggio diplomatico i capi di Stato e di governo solitamente rilasciano solo prevedibili parole di apprezzamento per il leader che stanno per incontrare, siamo amici, collaboriamo benissimo, cose così.
Bene, quando si tenta una similutudine tra il Piñera medesimo e il nostro premier (entrambi imprenditori, entrambi di destra etc) pare che a quello gli caschino i capelli: «Io ho preso un dottorato a Harvard, ho insegnato 15 anni all’università e non mi pare che sia il caso del presidente Berlusconi» (…) «ho fatto l’imprenditore, ma la mia vera vocazione è la vita pubblica e l’impegno per restaurare la democrazia in Cile», insomma «ci sono molte differenze, sono più giovane, mi considero un uomo di famiglia, sono sposato da 37 anni, il parallelo non regge, siamo molto differenti per stile di vita, comportamenti e valori» e infine «ho risolto il conflitto d’interessi vendendo tutto a un blind trust, anche se la legge cilena non mi obbligava a farlo».
Piovono rane - Blog - L'espresso




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hefico:

