

Ultima modifica di Gianky; 13-03-11 alle 10:15
Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorrà guardare dentro di te. (F. Nietzsche)


Guarda che io sono informato benissimo. Semmai non ho il para occhi o non sono in malafede come qualcun altro. Come ad esempio chi non risponde alla domanda: CHI E' IL PROPRIETARIO DEL DENARRO CHE EMETTE LA BCE? E A FRONTE DI QUALE CONTROPARTITA LA BCE EMETTE IL DENARO?
Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorrà guardare dentro di te. (F. Nietzsche)


Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorrà guardare dentro di te. (F. Nietzsche)


Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorrà guardare dentro di te. (F. Nietzsche)


Infatti. Grazie a quelli come te i banchieri possono continuare a comandare.
Leggitti qqualche cosa, vah:
Forum del PRIMIT, dedicato alla Lotta contro la truffa del signoraggio e della riserva frazionaria.. • Leggi argomento - :: Storia di una banconota ::
Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorrà guardare dentro di te. (F. Nietzsche)




La definizione di signoraggio la si trova ovunque si tratti l'argomento, anche in altri 3D di questo stesso forum.
Ora vorrei a modo mio, privilegiando il contributo della riflessione logica che accomuna tutti gli uomini di buona volontà, affrontare il primo scoglio di questo percorso, l'incredulità di fronte ad una situazione "estrema", nel senso che c'è un contrasto stridente tra la gravità di un reato doloso e la rispettabilità per lo più indiscussa delle istituzioni e dei personaggi pubblici che lo commettono da anni, nella fattispecie la Banca d'Italia e il suo governatore Draghi, oltre ai suoi omologhi di qua e di là dell'atlantico. Effettivamente chi siamo noi "signoraggisti", illustri sconosciuti, di fronte al gotha della finanza mondiale? Non siamo nessuno, questo è chiaro, ma la nostra forza è la forza della ragione, che richiede pazienza e, come dicevo, buona volontà nel voler conoscere una verità che ci riguarda molto da vicino.
Riassumo in breve l'argomento.
Limitandoci agli ultimi anni, ad esempio dall'introduzione dell'euro che tutti ricorderanno, sappiamo che il volume complessivo di denaro contante, in particolare le banconote, aumenta in continuazione per assecondare le crescenti esigenze dell'economia (in quanto strumento di scambi commerciali). Parlo dell'Italia perchè qui viviamo e per delimitare il fenomeno.
Questo cosiddetto circolante è interamente gestito dalla nostra banca centrale, nota come Banca d'Italia, d'ora in poi chiamata emittente, che emette frequentemente nuovi lotti di banconote fresche di stampa, sia per sostituire quelle vecchie e logore, ritirate dal mercato e distrutte, sia per aumentarne il volume complessivo in circolazione, detto tecnicamente massa monetaria M0. Trascuriamo le monete metalliche perchè emesse direttamente dallo Stato, ma comunque minoritarie come valore complessivo, così da semplificare il discorso. La quota che ci interessa è rappresentata dalle banconote emesse in un anno in aggiunta al circolante preesistente, che rappresenta una percentuale fissa in tutta l'area euro pari alla quota di proprietà della BCE da parte della Banca d'Italia, che è del 12,5% (non male! Ogni 8 euro nuovi stampati nell'eurozona 1 è italiano! Nell'ultimo decennio la media annua di banconote emesse da Banca d'Italia, secondo i bilanci pubblicati, è dell'ordine dei 4 miliardi di euro, l'equivalente di una "manovra finanziaria" pesantuccia.)
Ma come fa un emittente di valuta in forma di banconote ad emetterle? Prima ovviamente le produce nella quantità stabilita, al costo industriale di pochi centesimi di euro per banconota indipendentemente dal taglio di 5, 10, 20, 50, 100, 500 €, ma poi l'emissione vera e propria consiste nel "varo" della banconota immettendola nel mercato, dove circolerà indefinivamente passando di mano in mano. L'atto dell'emissione consiste nel cedere (vedremo che è un cedere in forma di prestito) l'oggetto fisico banconota in cambio di altro bene di valore equivalente al valore nominale stampato a chiare lettere sulla banconota stessa. In parole povere emettere significa spendere per la prima volta quella banconota. Questo è un punto fisso inequivocabile, che vale per qualunque emittente di denaro dell'universo, non esistono altre forme alternative, se non la donazione a titolo gratuito che non è però praticata in alcun paese della Terra. Ma cosa ci compra il nostro emittente con le nuove banconote? Titoli di Stato emessi dal Tesoro, tipo BOT, CCT, ecc. (titoli del debito pubblico). E cosa se ne fa di questi titoli? Semplice, essendo una banca privata, posseduta da altre banche private, li "colloca" sul mercato, cioè li vende al pubblico attraverso il circuito delle banche commerciali, in cambio di contanti. E' ampiamente dimostrato che il valore complessivo dei titoli di stato conservati dalla stessa Banca d'Italia è assai limitato e relativamente costante, a controprova che il flusso di nuovi titoli in entrata anno dopo anno viene interamente venduto.
Ora nessuno dubita della correttezza formale dei bilanci della nostra banca centrale, regolarmente pubblicati e reperibili via internet. Però questi 4 miliardi di utile non figurano, altrimenti andrebbero quasi interamente restituiti allo Stato, secondo Statuto interno, concordato tra le parti. Come mai? Per uno strano modo d'interpretare la voce di bilancio "banconote emesse", postata nel passivo del conto patrimoniale anzichè nell'attivo del conto economico, come farebbe qualunque altro produttore di beni. La logica contabile, se così la possiamo chiamare, si rifà ai tempi antichi, quando la banconota, o biglietto di banca, era una semplice ricevuta dell'oro ricevuto (per essere custodito) dai clienti della banca stessa. Allora sì che la baconota rappresentava un debito dell'emittente, esigibile dal portatore in forma di oro in quantità equivalente al valore nominale della banconota restituita. Già, perchè la banconota poteva essere posseduta da chiunque, ma la sua proprietà era sempre e comunque della banca emittente. E questo è rimasto. Le banconote che abbiamo in tasca non sono nostre, sono della banca centrale, noi le possediamo solamente, ne siamo i portatori, ma per legge moderna non possiamo più esigere dalla banca emittente il debito che la banconota moderna s'intestardisce a voler rappresentare. Non sarebbe comodo anche per noi emettere debiti inesigibili? Mi compro casa col mutuo e poi non lo pagherò mai. Molti ora fanno proprio così perchè non riescono più a pagare le rate del mutuo, ma vediamo bene, proprio in questi giorni, quale terremoto finanziario stia provocando questo fenomeno, sia pur limitato ad una piccola parte dei debitori del prestito detto mutuo bancario.
Dubbi? Sì, di due tipi: 1) non capisco questo o quello, 2) non credo a questa o quella informazione che fa parte di questo relativamente semplice discorso. Siamo qui (non solo io) per parlarne e addivenire insieme a conclusioni certe, oltre ogni ragionevole dubbio, senza pregiudizi di sorta.
Se tutto è invece chiaro e assodato, la nostra ovvia conclusione è che i soldi rastrellati da Banca d'Italia attraverso i suoi soci vendendo i titoli di Stato ottenuti in cambio delle banconote stampate esistono eccome, nell'ordine dei 4 miliardi all'anno, e non si sa che fine fanno dal momento che non compaiono come utile di bilancio, ma come falsa voce di pareggio di un bilancio palesemente truccato, sia pure in forma accettata dalla legge di stato. Detto papale papale sono fondi neri, il che non si addice per niente alla rispettabilità dell'emittente monopolista delle banconote a corso legale, anche se privatizzato. Lo so è grossa, molto grossa, si chiama signoraggio primario, ed è solo la prima puntata!
Alberto Conti
Quanto ho riportato sopra, non è farina del mio sacco, magari fossi così bravo ad argomentare e scrivere, ma l'ho tratta dal Meet Up del Bene Comune di Ferrara.
Io trovo che quanto scritto corrisponda alla realtà dei fatti, adoperando il cervello e cercando di ragionare. Sbaglio? Forse si o forse no. Una cosa però dico: io non do mai niente per scontato, non credo a scatola chiusa a niente, tantomeno alla verità "ufficiale", e, come Lenin, sempre mi chiedo: chi governa i governanti? A chi giova?
Ultima modifica di Gianky; 13-03-11 alle 10:52
Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorrà guardare dentro di te. (F. Nietzsche)


E dopo il signoraggio primario, ecco il signoraggio secondario:
Come prestare denaro che non esiste e chiedere anche gli interesse
Come funzionano i prestiti bancari? Facciamo un “piccolo” passo indietro nel tempo. Una volta i mercanti giravano con le loro belle monete d’oro per le strade d’Europa, ma viaggiare così era piuttosto scomodo e insicuro, così pensarono di trovare un’alternativa.
Il sistema ideato era semplice ma ingegnoso: le monete venivano depositate presso alcuni uffici (le banche) le quali rilasciavano degli attestati che garantivano il possessore dell’equivalente in oro del credito che contraevano col mercante. Per riscuotere l’oro relativo, bastava recarsi dal banchiere, dargli il “titolo” e in cambio si ricevevano le monete. La banca si faceva pagare la commissione sui servizi offerti. Il risultato era che le monete restavano ferme e quello che girava erano solo pezzi di carta, coperti dall’oro depositato e dalla fiducia di poterlo riscuotere.
Per fare un esempio, io mi recavo dal banchiere con 100 monete d’oro e lui mi dava 10 titoli validi per 10 monete l’uno. Dopodichè mi recavo dal contadino e compravo della frutta dandogli non le monete, ma un pezzo di carta che da un lato attestava il mio debito nei suoi confronti, dall’altro il suo credito nei confronti della banca per 10 monete. Così facendo anche la banca aveva un debito, coperto dall’oro che gli davo in custodia.
A questo punto il contadino ha due possibilità: o va dal banchiere col titolo di credito e ritira le monete d’oro, oppure fa altri acquisti pagandolo coi titoli (lasciando le monete sempre a disposizione del banchiere).
Col passare del tempo, il banchiere si accorse che solamente il 10% dei titoli venivano riscossi, mentre il 90% dell’oro rimaneva fermo nei suoi depositi. Allora pensò di farlo fruttare cominciando a prestarlo, bastava tenerne fermo il 10% e non c’erano problemi.
Lasciamo ora i tempi andati e trasferiamoci nelle odierne banche. Come sappiamo (si veda l’articolo sul signoraggio primario) al giorno d’oggi, il denaro non è più coperto da riserve auree; infatti oggi i prestiti devono essere coperti dal capitale bancario. C’è solo un piccolo problema: il capitale di cui si parla non corrisponde ai soldi realmente posseduti dalle banche. Vediamo di spiegare meglio la situazione.
Gli accordi definiti “Basilea I” del 1988 stabilivano che i prestiti dovevano essere coperti almeno per l’8% con capitale proprio (Eigenkapital). Nel 2006 si sono siglati i nuovi accordi, “Basilea II”, che hanno variato la percentuale, tra l,6% ed il 12% secondo il rischio di insolvenza, ma hanno lasciato immutato il fatto che la copertura sia data dal capitale e non dal denaro; infatti nel capitale di una banca rientrano anche i crediti che questa ha concesso alla clientela.
Facciamo un esempio considerando il sistema bancario come un soggetto unico. Io chiedo alla mia banca un prestito di 1.000 Euro e per questa cifra mi viene fatto credito, l’istituto conteggerà 1.000 Euro come liability (denaro dovuto) e 1.000 Euro nell’asset (attivo patrimoniale). Ora io uso questo credito emettendo un assegno ad una ditta per pagare dei lavori e quest’ultima invece di incassarlo lo versa sul suo conto in banca.
A questo punto la banca accredita alla ditta i 1.000 Euro e contemporaneamente segna nel suo patrimonio gli stessi 1.000 Euro, senza togliere i miei 1.000.
Così facendo il patrimonio della banca risulterà aumentato del 100%, da 1.000 a 2.000, senza aver utilizzato nessun denaro reale; infatti, giova ricordare, che gli accrediti, i bonifici, gli assegni,ecc. non sono reale denaro, ma solo promesse di pagamento per un certo valore di denaro!
Come abbiamo detto, la copertura dei prestiti è data dal patrimonio bancario, che in questo caso, senza aver nessun tipo di reale garanzia, sarà raddoppiato, così come raddoppierà la possibilità della banca di prestare denaro. Senza considerare che con questo stratagemma, le banche nascondono enormi guadagni; infatti comunemente il sistema ci fa credere che le banche guadagni solo le differenze d’interesse, ma non spiegano gli enormi aumenti “virtuali” di patrimonio da cui ricavano ulteriori interessi.
Ora che abbiamo visto che la banca presta “denaro virtuale” senza alcuna garanzia e soprattutto senza alcun costo, tranne la fatica di fare un click col mouse , vediamo nel dettaglio come funziona la creazione di questo “denaro virtuale”.
Supponiamo che io depositi 1.000 Euro in banca e che il coefficiente di riserva frazionaria, la quantità che per legge va detenuta nell’istituto,sia del 2,5%, la banca stessa potrà prestare 100:0.05=2.000 Euro, ora se l’interesse sui prestiti fosse sempre del 2,5%, la banca guadagnerebbe di soli interessi 2.000x2.5%= 50 Euro. Il risultato è che la banca, sui 100 Euro che ho depositato, guadagna il 50% di interessi ed il 2.000% di capitale (questo si chiama signoraggio secondario)!!!!
Secondo alcuni studiosi, però, questi sono dati al ribasso. Infatti, esiste una legge che consente alle banche la mobilizzazione delle riserve, cioè possono movimentare l’intera riserva, purché alla fine della giornata la riserva media giornaliera calcolata su un mese sia pari all’ammontare della riserva dovuta, in buona sostanza possono prestare l’intero deposito, purché a fine giornata il conto che ogni istituto ha preso la banca centrale non sia in negativo.
Questo fa sì che girando il “denaro virtuale” attraverso vari istituti durante la giornata, 1.000 Euro “reali”possono diventare 50.000 nell’arco di 24 ore, con un evidente pauroso guadagno da signoraggio secondario, considerando un tasso del 5% si parla di ricavo per 2.500 Euro, a fronte di interessi pagati di appena 20 Euro(al 2%)!(per approfondimenti: G. Venturi, riserva frazionaria vs. riserva totale).
Alcune considerazioni s’impongono.
Innanzitutto bisogna denunciare la menzogna che viene comunemente diffusa che le banche guadagnerebbero la differenza tra interessi passivi e attivi; infatti, come abbiamo visto, le cifre sui cui queste percentuali vengono calcolate sono molto diverse!
Secondo, che grazie a questo sistema, il 90% del denaro circolante è “virtuale”(assegni, bonifici, accrediti, prestiti,ecc.), quindi “creato” senza costi dalle banche, ma sul quale il cittadino deve pagare interessi frutto del suo lavoro, facendo guadagnare loro cifre spaventose, al contempo indebitandosi sempre più.
Infine, va considerato che il “denaro virtuale” circolante al mondo è 5 volte maggiore di tutti i beni esistenti. Ciò significa che il denaro circolante rappresenta un debito scoperto per l’80%! Il sistema mondiale si regge sul fatto statistico che meno del 2% dei depositi bancari verranno ritirati. Il “giochino” si rompe quando succedono crisi come in Argentina o in Inghilterra, allorché la gente va in banca pensando di poter ritirare il “denaro reale”, col risultato di inutili file davanti agli sportelli per sentirsi rispondere che i soldi non ci sono!!!
Manuel Zanarini
Ho cercato di spiegare, in definitiva, comee stanno le cose secondo me e cioè chee chi veramente vuole opporsi al Sistema non può prescindere dall'enorme potere che hanno le banche. Sinceramente chi dice di voler combattere il capitalismo a poi chiede gli occhi di fronte al potere usocratico (del denaro) che sta alla base del capitalismo stesso, mi fa sinceramente pena.
Ultima modifica di Gianky; 13-03-11 alle 11:25
Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorrà guardare dentro di te. (F. Nietzsche)


vabbeh che vuoi che ti dica?? ti lascio al tuo complotto giudo-pluto-massonico dove i banchieri ebrei attraverso la banca centrale ed i politici vendono le banconote allo Stato e rubano alla collettività la differenza tra il costo sostenuto per stampare la banconota ed il valore impresso sopra
come mai secondo te a parte Beppe Grillo, Di Pietro, neofascisti e pochi altri nessuno avrebbe denunciato questa enorme truffa?? tutti i Partiti comunisti del del mondo sono complici di ciò?
Ultima modifica di Leader Maximo; 13-03-11 alle 11:27


Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorrà guardare dentro di te. (F. Nietzsche)