Ieri, giovedì 17 marzo 2011, anche ad Alfonsine si sono celebrati i 150 anni dell’”Unità d’Italia”, ma si è scaduti nel ridicolo… Il Sindaco, Mauro Venturi, ha convocato il Consiglio Comunale “in forma solenne”, però ha “democraticamente” deciso di non far parlare i Consiglieri Comunali (al contrario di quanto successo per esempio a Lugo o a Massa Lombarda, dove sulla “questione Unità” si è sviluppato un aspro ma necessario dibattito)... Abbiamo dovuto seguire in rigoroso silenzio la “lectio magistralis” di una certa Prof.ssa Giancarla Codrignani, che ha riproposto i soliti stereotipi vuoti dell’universalismo, dei diritti umani e, in particolare, dei diritti delle donne violati da Silvio Berlusconi… Forse il Sindaco pensava che noi Consiglieri non riuscissimo a produrre un dibattito più serio? Ha una così grande considerazione degl’eletti dal “suo” Popolo? Ecco, appena ho avuto la certezza che il Venturi non avrebbe autorizzato discussione plenaria, me ne sono andato… Prima della fine dei lavori… Schifato e deluso… Nei prossimi giorni devolverò in beneficenza anche il gettone di presenza…
Comunque, riporto qui sotto il breve intervento che mi ero preparato per l’occasione (nel titolo ho giocato con l’errore che spesso commette chi intona l’inno di Mameli…).
“STRINGIAMCI A COORTE” O “STRINGIAMOCI A CORTE”?
Premetto subito che Federico Pattuelli, Consigliere Comunale ad Alfonsine dal giugno 1999, pur non entusiasta di quest’anniversario, festeggia più volentieri il 17 marzo rispetto al 10 aprile (presunta “Liberazione” cittadina), al 25 aprile o al 4 novembre (occasioni che ha sempre rigettato).
Certo, consapevole che la stragrande maggioranza degli Italiani abbia un’identità etnica compatibile antecedente il 1861, risulta buffo che chi si fa vanto di aver lottato contro la Monarchia festeggi Casa Savoia e l’anniversario della proclamazione del Regno d’Italia... Un Regno nato per volontà della Massoneria inglese di abbattere Stati Tradizionali quali l’Impero austro-ungarico e il Regno delle Due Sicilie… Meglio poi nascondere il disastro anche economico che si verificò in Italia causa il Risorgimento liberal-massonico (di cui paghiamo ancor oggi le conseguenze)…
È logico che queste celebrazioni, così come tutta la retorica “benignesca” legata ai simboli (l’inno di Mameli, il Tricolore), sono dettate da una precisa strategia politica che punta ad occultare la condizione tragica di un Paese che, nato ben più di 150 anni fa, rischia invece di morire davvero nel giro di qualche decennio, sotto la scure dell’invasione terzomondista e di una gestione anarchico-parassitaria dei soldi pubblici.
Se non ci fosse la Lega Nord alle soglie del 15% dei consensi a livello nazionale, ovvero oltre il 30% nelle aree più produttive della Nazione, non vi sarebbe tanta attenzione su tale appuntamento… E pensare che stiamo parlando di un partito che raccoglie sì tanti voti, ma in pratica non risolve nemmeno mezzo problema di quelli sollevati. Basti guardare alla ridicola visita di qualche giorno fa a Lampedusa dell’on. Mario Borghezio in compagnia di una battagliera Marine Le Pen (una delle poche persone che in Europa si sta rendendo conto della drammaticità della nostra situazione). Il Borghezio inneggia sulla stampa alla lotta contro l’immigrazione clandestina, poi però gli sbarchi non si arrestano (anzi ad alcuni il parlamentare ha assistito anche personalmente…) e il Ministro dell’Interno leghista Roberto Maroni non sa più che pesci pigliare: denuncia l’assenza (prevedibile) delle Istituzioni comunitarie e il boicottaggio (altrettanto prevedibile) di una Magistratura politicizzata, ma alla fine preferisce flirtare con la sinistra per l’approvazione del presunto federalismo (il gigante ha partorito il topolino…). Magari anche in una prospettiva d’interesse personale post-Berlusconi… Eh sì, perché l’altra molla che ha risvegliato i novelli “patrioti” sta tutta in una cifra: 55 miliardi di euro. Sono i soldi che dal Nord partono ogni anno (in un viaggio di sola andata) in direzione Sud e vanno a finanziare un parassitismo statale e para-statale che grava sui nostri redditi, sulle nostre buste-paga, sulla nostra capacità di essere efficienti e competitivi. Tutto nel silenzio generale di partiti, sindacati e giullari alla Benigni, Santoro, Floris, ecc…
Ecco, l’antileghismo più becero alimenta quel “patriottismo degenere” che si muove solo ed esclusivamente per minare il concetto e il sentimento vero di “Patria”, di Terra dei Padri”, di “comunità di Popolo”. Mi piacerebbe vedere come Napolitano e compagni si comporterebbero di fronte ad Movimento politico che avesse le percentuali e le responsabilità di Governo del Carroccio, sostenesse lo Stato Nazionale quale strumento strategico ancora in grado (in un’ottica europeista) di combattere la globalizzazione alienante, e portasse a casa anche qualche piccolo risultato concreto (soprattutto in materia di immigrazione)… Sarei proprio curioso di vedere come, di fronte ad una vera Coorte, i sinistri “Patrioti del Mondo” si stringerebbero alla corte della “Sovversione illuminata”…
FEDERICO PATTUELLI
Consigliere Comunale ad Alfonsine (RA) della “Lista Pattuelli-Mercato Coperto”
Militante de “La Destra” Ravenna




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