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Discussione: Il borghese medioevale

  1. #1
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    Cool Il borghese medioevale

    Un articolo dell'illustre Dottor Piombini, non un superficialotto qualsiasi. Le tesi degli economisti e degli storici libertarian di scuola austriaca smontano anno dopo anno le assurde tesi degli economisti classici e dei liberal anglossassoni: il capitalismo vero, quello del risparmio e dell'acumulo di capitale, quello del lavoro duro e dei valori morali intransigenti è nato nel medioevo cattolico comunale italiano e germanico, non nel 1800, periodo di nazionalismi e pariti liberali (se il periodo fosse stato liberale non ci sarebbe stato bisogno di partiti liberali che protestassero contro l'assolutismo monarchico) un epoca non nera e fosca come si insegna nelle scuole pubbliche comuniste, ma di grandi scoperte tecnologiche, architettoniche, economiche, artistiche e culturali, un epoca che segna un salto per l'economia, e un drastico taglio con l'economia degli imperi mediterranei.





    Il borghese medioevale





    di Guglielmo Piombini

    Il movimento comunale, la cui emancipazione segna l’inizio del capitalismo, ebbe successo solo perché aveva di fronte un potere pubblico disperso, privo come non mai dei mezzi militari e finanziari per costringere all’obbedienza i suoi sudditi. Si spiega in questo modo la tesi di Jean Baechler, oggi ampiamente accettata, secondo cui l’espansione del capitalismo ha la sua origine e la sua ragion d’essere nell’anarchia feudale. Fu grazie alla formazione di un sistema politico a struttura policentrica, spiega Luciano Pellicani, che il capitalismo riuscì a svilupparsi sino a imporsi come il modo di produzione dominante. Contrariamente quindi alla tesi sostenuta dai liberali ottocenteschi fautori delle unificazioni politiche, la storia europea dimostra che è stata l’assenza di potere politico concentrato che ha permesso al commercio e alla proprietà privata di acquisire libertà e sicurezza.

    Il borghese medievale, in origine spesso un umile contadino sfuggito dalle campagne, è dunque quella figura eroica a cui riesce per la prima volta il miracolo della moltiplicazione della ricchezza: non con i metodi, in auge fin dall’antichità, della guerra, del saccheggio e della pirateria, ma con i mezzi pacifici dell’invenzione, del lavoro, della produzione e dello scambio. A lui si devono le creazioni dei moderni strumenti del capitalismo, come l’impresa, le filiali, il sistema bancario, la contabilità, il credito e soprattutto la lettera di cambio. Nella Firenze medievale nascono per la prima volta una letteratura e una trattatistica che celebrano le eroiche virtù del mercante, e indicano nel comportamento degli uomini d’affari un modello culturale da seguire.

    Negli scritti di Coluccio Salutati, Leonardo Bruni, Poggio Bracciolini, Leon Battista Alberti, Matteo Palmieri, tutti personaggi di grande rilievo nella vita politica fiorentina, l’imprenditore viene raffigurato come un uomo libero, mosso da una volontà operosa, prudente nel valutare la situazione reale e i propri mezzi, coraggioso nell’accettare l’esito dei suoi traffici, consapevole della capacità creativa dell’operosità umana e munito di una visione dinamica del concetto di ricchezza. L’attività economica diviene così una manifestazione della potenza creatrice dell’uomo, il quale con la sua attività può accrescere indefinitamente le risorse.

    E difatti, mai prima di allora una così gran parte della popolazione era stata liberata dal bisogno, né era stata disponibile una tale varietà e abbondanza di beni: non nell’antica Roma ai tempi del massimo splendore, e neppure nei paesi arabi e bizantini al loro apogeo. L’opulenza e la potenza acquisita dalla classe borghese medievale era tale, che molti uomini d’affari potevano trattare alla pari con i re, e persino con l’Imperatore e il papa. In molte occasioni le monarchie si trovarono alla dipendenza finanziaria delle grandi compagnie, come quando i Bardi e i Peruzzi prestarono un milione e mezzo di fiorini al re d’Inghilterra Edoardo III, sulla garanzia delle entrate reali.

    Nel Trecento tuttavia l’alterna contrapposizione tra potere sociale e potere statale vedrà un netto recupero di quest’ultimo. Le conseguenze per la popolazione europea saranno rovinose.



    Movimento Libertario
    Ultima modifica di John Orr; 22-03-11 alle 09:46
    Tu ne cede malis, sed contra audentior ito, quam tua te Fortuna sinet.


  2. #2
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    Predefinito Rif: Il borghese medioevale

    Negli scritti di Coluccio Salutati, Leonardo Bruni, Poggio Bracciolini, Leon Battista Alberti, Matteo Palmieri, tutti personaggi di grande rilievo nella vita politica fiorentina, l’imprenditore viene raffigurato come un uomo libero, mosso da una volontà operosa, prudente nel valutare la situazione reale e i propri mezzi, coraggioso nell’accettare l’esito dei suoi traffici, consapevole della capacità creativa dell’operosità umana e munito di una visione dinamica del concetto di ricchezza.
    Questo passaggio è fondamentale. Ancora oggi il capitalista viene visto o come un bieco sfruttatore che non lavora (da sinistra), o come qualcuno che deve per forza di cose avere un privilegio, una concessione, una licenza e un aiuto dallo stato (destra).

  3. #3
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    Predefinito Rif: Il borghese medioevale

    Negli scritti di Coluccio Salutati, Leonardo Bruni, Poggio Bracciolini, Leon Battista Alberti, Matteo Palmieri, tutti personaggi di grande rilievo nella vita politica fiorentina
    ????

    Leonardo Bruni era un linguista. Si è occupato quasi unicamente del rapporto volgare-latino (assieme a Flavio Biondo).
    http://it.wikipedia.org/wiki/Leonardo_Bruni

    Coluccio Salutati era un burocrate della 'nazione' fiorentina: nel 1375 Coluccio fu nominato Cancelliere di Firenze, la carica più importante nella burocrazia della Repubblica fiorentina che egli detenne fino alla morte. La maggiore conquista del suo mandato consistette nel salvare Firenze dalle ambizioni di conquista di Gian Galeazzo Visconti, duca di Milano.
    E la sua idea di libertà era la libertà della NAZIONE fiorentina.
    Un politico di professione.

    Fra i trattati di Coluccio Salutati sono da ricordare Invectiva in Antonium Luschum, qui Salutati, risponde ad un'analoga Invenctiva in Florentinos dell'umanista, Antonio Loschi, che aveva lanciato contro Firenze, infatti quest'ultimo sosteneva le tesi della propaganda politica di Gian Galeazzo Visconti, signore di Milano, le cui aspirazioni alla conquista dell'intera penisola erano presentate come un'opera di pace, contrariamente alla conflittuale libertà della repubblica fiorentina. Mentre Salutati difendeva « quel dono divino che si chiama libertà», che a Firenze s'era fatta carne e sangue delle istituzioni politiche

    http://it.wikipedia.org/wiki/Coluccio_Salutati

    Poggio Bracciolini nel 1403 si recò a Roma dove ricoprì l'incarico di segretario apostolico sotto Bonifacio IX ed alcuni suoi successori.
    Addirittura burocrate papalino! Per chi non lo sapesse il Papato era il residuo ultimo del potere UNIVERSALE della chiesa medievale (l'altro era l'impero).
    Per mezzo dei suoi incarichi nella curia Poggio ebbe l'opportunità di effettuare molte ricerche nelle biblioteche dei monasteri delle aree vicine a Costanza (San Gallo, Reichenau, Cluny) anche se di fatto più simili a furti, nelle quali "riscoprì" molte opere dell'antichità che, a lungo, erano state ritenute definitivamente perse in Italia
    http://it.wikipedia.org/wiki/Poggio_Bracciolini

    Leon Battista Alberti, nato a Genova e morto a Roma, è stato a Firenze solo per 9 anni. L'unico testo da lui scritto che potrebbe essere addotto ad avvallo della tesi è il De familia. Perchè del resto si occupò solo di Architettura, lingua e arte.
    http://it.wikipedia.org/wiki/Leon_Battista_Alberti

    Per Matteo Palmieri (che non ho letto) non mi pronuncio. Però ha scritto un De vita civile, che in effetti qualche spunto lo potrebbe dare.

    Io, comunista, insegno normalmente che lo spirito borghese nasce nella cultura comunale del '200 e '300 italiano. Come la dottrina dice da almeno 30 anni. Ma non nascondo la successiva evoluzione del sistema borghese in sistema statale borghese e capitalistico, in stato della borghesia, in Stato PER la borghesia, in Stato nazione imperialista.

    Che qualcuno, poi, mi spieghi perchè Dante, per entrare a GOVERNARE lo STATO fiorentino, dovette iscriversi prima a un sindacato e poi sposare pure la figlia di una delle potenti famiglie (mercantili) dell'epoca.

    Mah... se ognuno facesse quello per cui mamma l'ha fatto...
    Ultima modifica di gigionaz; 22-03-11 alle 19:41
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  4. #4
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    Predefinito Rif: Il borghese medioevale

    Citazione Originariamente Scritto da Orone Visualizza Messaggio
    Questo passaggio è fondamentale. Ancora oggi il capitalista viene visto o come un bieco sfruttatore che non lavora (da sinistra), o come qualcuno che deve per forza di cose avere un privilegio, una concessione, una licenza e un aiuto dallo stato (destra).
    Sia detto tra parentesi, nessun comunista serio ha mai detto questo.
    Questo lo dite voi perchè avete voglia di piangervi addosso.

    Nessuno ha mai detto (se non nelle manifestazioni di piazza, forse) che NEL '300-'500 il borghese era "un bieco sfruttatore che non lavora ". Anzi. A Marx piacevano tantissimo i borghesi del '200, che avevano operato meravigliosamente la loro lotta di classe, soppiantando ed eliminando la rendita agraria e di privilegio della nobiltà feudale (anche se, per quanto bravi, avrebbero dovuto comunque aspettare la notte in cui la Rivoluzione francese abolì il diritto feudale e dichiarò gli uomini EGUALI di fronte alla legge).
    Anzi, si può ben dire che non ci fu periodo in cui il borghese reggeva con le sue tasse ed il suo lavoro tutta l'impalcatura dello Stato come avvenne dalla rifeudalizzazione del '600 sino alle rivoluzioni borghesi del '700 e '800.

    Ma l'avete studiata la fase del ministero Necker - finanze - in Francia (1789)????

    Parentesi dentro la parentesi... La rivolta dei Ciompi, a Firenze, la conoscete?

    A me 'sti discorsi sembrano come quelli dei comunisti ignoranti degli anni '70, quelli che dicevano la rivolta dei Ciompi antesignana della rivoluzione proletaria del '17.

    Come faccio a far dire alla storia quello di cui ho bisogno, eh!?

    Provate a leggere un testo storico PURO: Nobili e mercanti nella Lucca del '500
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  5. #5
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    Predefinito Rif: Il borghese medioevale

    Citazione Originariamente Scritto da gigionaz Visualizza Messaggio
    Io, comunista, insegno normalmente che lo spirito borghese nasce nella cultura comunale del '200 e '300 italiano. Come la dottrina dice da almeno 30 anni.
    Tanto perchè sia chiaro.
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  6. #6
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    Predefinito Rif: Il borghese medioevale

    alle elementari da noi scoppiavano le risate quando si parlava della rivolta dei ciompi..
    (in veneto un "ciompo" significa persona imbranata e un po' lenta di cervello)
    La verità produce effetti anche quando non può essere pronunciata.

    L. von Mises

    SILENDO LIBERTATEM SERVO

  7. #7
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    Predefinito Rif: Il borghese medioevale

    Citazione Originariamente Scritto da -Duca- Visualizza Messaggio
    alle elementari da noi scoppiavano le risate quando si parlava della rivolta dei ciompi..
    (in veneto un "ciompo" significa persona imbranata e un po' lenta di cervello)
    Sarà perché la lunga dominazione patrizia e borghese della Repubblica di Venezia aveva diffuso la falsa opinio per cui gli operai sono dei deficienti
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  8. #8
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    Predefinito Rif: Il borghese medioevale

    Io sono sempre stato favorevole a correggere la marea di sciocchezze che si dicono sul medioevo. Ma se dobbiamo sostituirle con altre sciocchezze riguardo ad altre epoche storiche siamo da capo.

    Non può venirmi a dire che nell'antichità non c'era moltiplicazione di ricchezza attraverso l'impresa, significa non sapere nulla di storia greca.
    Non può trattarmi l'economia della Roma repubblicana come se fosse identica a quella del periodo successivo. E non può venirmi a parlare dell'economia bizantina e di quella islamica come se funzionassero alla stessa maniera.

    Soprattutto l'economia di quelli che lui chiama paesi arabi andrebbe studiata con attenzione per vedere come funzionava un mercato libero anche prima del tempo dei Comuni.

  9. #9
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    Predefinito Rif: Il borghese medioevale

    Citazione Originariamente Scritto da gigionaz Visualizza Messaggio
    Sia detto tra parentesi, nessun comunista serio ha mai detto questo.
    Avendo scritto "ancora oggi" prendo atto che per i comunisti seri il capitalista non è più uno sfruttatore ma un vero e proprio eroe dell'umanità.

  10. #10
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    Predefinito Rif: Il borghese medioevale

    Citazione Originariamente Scritto da Orone Visualizza Messaggio
    Avendo scritto "ancora oggi" prendo atto che per i comunisti seri il capitalista non è più uno sfruttatore ma un vero e proprio eroe dell'umanità.
    Manco per le balle
    E' semplicemente un meraviglioso attore dello sviluppo storico.
    Necessitato e determinante insieme, il borghese imprenditore.

    Con una tendenza innata, come un DNA suo proprio: quella di saldare i suoi interessi privatissimi con il significato del destino di tutto ciò che è 'buono': città-polis, Stato e Nazione, etica e morale, arte e letteratura.
    In questo, davvero, nessuna fase dello sviluppo sociale umano è mai riuscita ad eguagliarlo.
    Sarà per questo che la società borghese, dai suoi inizi come gratta gratta dei topolini di cantina, è riuscita a diventare la più potente leva di cambiamento del mondo dell'uomo.

    Sarà per questo che il mondo libertario sente un disperato bisogno di tornare alle origini, illudendosi di spezzare il legame, intrinseco, santo e contraddittorio in termini, tra sè e lo Stato.
    Ultima modifica di gigionaz; 22-03-11 alle 23:10
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