
Originariamente Scritto da
martinet
Poco fa, mentre facevo zapping, mi sono imbattuto nella trasmissione condotta da Augias, il quale stava intervistando l'ultimo affiliato della compagine accademica nostrana.
Costui presentava il suo ultimo libro, dal titolo eloquente "Disobbedienza", in cui si dimostrerebbe l'importanza storica che ha avuto la disobbedienza civile nel progresso sociale dell'umano consorzio.
Durante la dotta disquisizione dei due intellettuali, che era un climax inarrestabile di un'apologia di loro stessi e delle loro intelligenze, ad un certo punto, Augias fa mostrare la copertina di un libro, anche questo dal titolo assai significativo: "Uccidere il tiranno" di John Milton; ça va sans dire, anche qui è seguita la giustificazione del tirannicidio in vista di una magnifica sorte e progressiva.
Come si è concluso l'entretien? Naturalmente con l'allusione, assolutamente non velata, alla situazione politica attuale - leggi: Berlusconi.
Mi domando: è lecito comparare la situazione attuale italiana a quella francese del 1793 di Louis XVI - raffronto che è stato fatto da Augias?
E' lecito mandare questi messaggi subliminali, che giustificano ogni tipo di azione di "disobbedienza".
Tutto ciò mi ricorda tanto la definizione che davano i parlamentari di sinistra dei terroristi delle Brigate Rosse: "compagni che sbagliano".
Traduzione: un po' eccessivi, ma sempre nel giusto.
E' la prima volta che scrivo in un forum politico e non lo farò più.