





La mia non era provocazione.
Quanti in POL dicono "non sono comunista", "mai stato coomunista", 2Il muro è caduto", "il comunismo è una ideologia sorpassata"... allora volevo semplicemnte sapere chi si sente ancora vermente comunista... e per fortuna qualcuno ha una dignità e una coerenza che gli permette di dichiarare quello in cui crede... persone che per me meritano solamente rispetto.
Poi arrivano i soliti idioti... perchè sono piccoli semplici idioti... con le loro battutine per mandare in vacca un 3d.
Il comunismo non è morto... e i dati in Europa lo dimostrano... non è stato sepellito da nessun muro... ed è rimasto sopratutto nel cuore di tanti che ci hanno creduto e che ci credono ancora... e sopratutto non si nascondono dietro un dito.
La sola cosa necessaria, per la tranquillità del mondo,
è che ogni bambino possa crescere felice.
Capo Dan George, dei Salish






Domanda: per "Comunista" definisci il seguace di quella dottrina politica che presuppone la collettivizzazione dei mezzi di produzione e dell'organizzazione del lavoro?
Chiedo senza polemica, visto che allo stato attuale, anche molti di coloro i quali si definiscono Comunisti poi non perseguono quello come ideale.
A tuo modo sei assai romantico, Nic - PiccolaIena




Anche i comunisti non sono tutti uguali.
Ci sono quelli che senza "se" e senza "ma" continuano a volere il tutto e subito e Lenin definiva l'estremismo come la malattia infantile del comunismo.
Poi ci sono quelli che guardano all'evoluzione della società e cercano per gradi di raggiungere il fine ultimo di una società nuova senza classi e con i mezzi di produzione collettivi.
Una cosa che spesso viene travisata (in cattiva fede) riguarda il rapporto del comunismo nei confronti della ricchezza, ebbene per poter redistribuire è necessario crearla la ricchezza altrimenti rimarremmo a dividerci 4 patate e 2 sardine per uno.
Poi un'ultima cosa, ogni società ha il suo "comunismo", non esiste una ricetta buona per tutti i popoli e tutte le culture (questo lo dico anche e soprattutto per chi troppo spesso si azzarda in parallelismi improbabili).




Non mi riferivo ad una questione di tempistica, ma di fine ultimo.
Se il fine ultimo è la collettivizzazione dei mezzi di produzione, quello è Comunismo; e colui che vi crede può a buon diritto definirsi Comunista.
Indipendentemente dalla smania attuativa che è in grado di esprimere.
Io non mi ritengo Comunista.
Non credo che la collettivizzazione dei mezzi produttivi possa portare a generare ricchezza; e quindi ad una sua redistribuzione.
Spiego perchè, sperando di rendere comprensibile il mio pensiero.
In un sistema realmente Comunista, vi è la necessità di pianificare la produzione; visto che i mezzi produttivi sono dati, le risorse anche, e i generi da produrre invece sono tendenti potenzialmente ad infinito (considerando innovazione e ricerca), necessariamente il Pianificatore si ritroverà nella situazione di dover decidere cosa produrre, quanto produrne, e per quanto tempo farlo.
Questo presuppone che il Pianificatore abbia contezza della totalità dei bisogni della collettività di cui è guida.
Cosa che ritengo impossibile. Non esiste né un metodo né un mezzo adeguato a integrare la conoscenza dei singoli bisogni di ogni singolo individuo della Società, pur volendoli considerare nell'unità di tempo e non in divenire (e già sarebbe una semplificazione enorme).
Le economie pianificate non sono in grado di soddisfare i bisogni degli individui, semplicemente perchè non possono prevedere quali saranno i bisogni degli individui.
Non possono sapere né di quanto burro avrà bisogno "Collettivonia" quest'anno, né prevedere quanto invece ne occorrerà l'anno prossimo.
E vale per tutti i beni, materiali e non.
La ricchezza di una Società si genera nella misura in cui il sistema produttivo nel suo insieme è in grado di venire incontro alle esigenze dei singoli individui.
E aumenta all'aumentare dei bisogni soddisfatti.
L'unico modo per ottenere una misura di quale bene serva, e in che misura, è permettere che liberamente se ne fissi il prezzo, tramite una logica di libero scambio.
In una società ad economia pianificata, il meccanismo di determinazione del prezzo si inceppa; questo impedisce agli agenti produttivi di conoscere che bene occorre produrre, e in che quantità.
A tuo modo sei assai romantico, Nic - PiccolaIena