



Ultima modifica di Cuordy; 02-08-13 alle 13:26
"Per tutto il pensiero occidentale, ignorare il suo Medioevo significa ignorare se stesso" - Étienne Gilson
"Se commettiamo ingiustizia, Dio ci lascerà senza musica" - Cassiodoro.


Ultima modifica di Cuordy; 02-08-13 alle 13:31
"Per tutto il pensiero occidentale, ignorare il suo Medioevo significa ignorare se stesso" - Étienne Gilson
"Se commettiamo ingiustizia, Dio ci lascerà senza musica" - Cassiodoro.


Comunque...
riassumiamo quello a cui siamo arrivati:
Nessuno puó dimostrare scientificamente qualcosa al fine di poterlo ritener certo.
Cuordy può dirsi certo di qualcosa, perché ci crede. Punto.
Giordi & C. Non possono dirsi certi di niente, perché qualsiasi cosa, per essere creduta, deve essere dimostrata.
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...mi sfugge qualcosa?
Ultima modifica di Cuordy; 02-08-13 alle 13:40
"Per tutto il pensiero occidentale, ignorare il suo Medioevo significa ignorare se stesso" - Étienne Gilson
"Se commettiamo ingiustizia, Dio ci lascerà senza musica" - Cassiodoro.


Come al solito non hai capito nulla , te l'avevo già spiegato.
Ricominciamo.
Data la teoria dei numeri in cui poni una serie di enunciati non verificati : assiomi (sarebbero i tuoi dogmi) e con le definizioni appropriati (il 2 come simbolo grafico che rappresenta un certi numero)
possiamo 'dimostrare' che 1+1=2 è un teorema accettabile in questo sistema assiomatico , è ovvio che se cambio qualcosa a livello di assiomi o di simbologia grafica 1+1=2 non potrebbe essere 'dimostrato'
Se vuoi passare ad un livello successivo potresti ipotizzare che tale teoria dei numeri sia compatibili con l'azione di contare oggetti singoli non divisibili e non aggregabili (sassolini e no gocce d'acqua) e 'verificare' che tale associazione fra teoria dei numeri e l'atto del contare sia compatibile.
E'ovvio che tale operazione oltre a prendere per 'buono' tutto quello che definisce ed inquadra la teoria dei numeri deve prendere per 'buono' anche tutto quello che definisce implicitamente (esempio un principio di realtà) ed esplicitamente l'atto del contare e gli oggetti contati.
In questo doppio contesto se prendi un sasso e ne prendi un altro puoi 'verificare' che 1+1=2
Quindi 'dimostri' e 'verifichi' sempre in un contesto definito.
Se poi vuoi 'dimostrare' o 'verificare' il contesto il discorso cambia e sicuramente dovrai farlo in un 'contesto' diverso o se preferisci ad un livello superiore che include il livello da 'dimostrare' o 'verificare'
Se ci pensi bene anche il pdnc che più di tutti si avvicina alla verità autodeterminata o assoluta se ti piace di più , tanto caro ai filosofi del nostro forum , ha bisogno di un contesto su cui operare e delle definizioni di essere e contraddizione


No caro, non puoi avere la certezza assoluta che quei due sassi che prendi in mano siano due, o addirittura che siano sassi e non un cumulo di formiche morte.
Ultima modifica di Cuordy; 02-08-13 alle 13:50
"Per tutto il pensiero occidentale, ignorare il suo Medioevo significa ignorare se stesso" - Étienne Gilson
"Se commettiamo ingiustizia, Dio ci lascerà senza musica" - Cassiodoro.


Non hai letto quello che ho scritto.
Non ho parlato di certezza assoluta ma di certezza nell'ambito di contesti definiti.
La certezza assoluta presuppone che anche i contesti siano accertati(verificati o dimostrati) come 'certi' senza ricorrere a contesti 'superiori'.
Ma una volta presi per 'buoni' tali contesti puoi prendere per 'certo' alcune cose . è un 'certo' contestuale all'interno di quegli ambiti non assoluto.
Sempre tornando all'esempio abbiamo la 'certezza' contestuale all'interno della teoria dei numeri che
1 + 1 = 2
e presupponendo che l'operazione di somma della teoria dei numeri possa avere una corripsondenza biunivoca con l'atto di contare sassolini (altro contesto da prendere così com'è) puoi verificare tale corrispondenza e più conti più aumenta la 'plausibilità' di tale corrispondenza (non la 'certezza')


siete fuori strada, stiamo parlando di eventi reali non di teorie o rappresentazioni più o meno generiche..
Ultima modifica di Aganto; 02-08-13 alle 14:04
gene normanno


Suddividiamo la cosa in due:
In logica matematica all'interno dei sistemi assiomatici possiamo avere certezza dei teoremi dimostrati
Nella normale prassi scientifica(quindi con tutti i presupposti non verificati di tale impostazione) possiamo parlare di plausibilità dei modelli proposti nei termini in cui le previsioni di tali modelli vengono verificati.
Cuordy può dirsi certo di qualcosaCosì sembrerebbe visto che non mi hai risposto su cosa significa credere per fede, perché ci crede. Punto.
Giordi & C. Non possono dirsi certi di nientePer quello che mi riguarda se con certezza di intende quella 'assoluta' indipendente da scelte contestuali si , se invece possiamo parlare di certezza contestuali no le ammetto., perché qualsiasi cosa, per essere creduta, deve essere dimostrata.
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...mi sfugge qualcosa?[/QUOTE]

