





occhio che così facendo si cade nel loop della regolamentazione sulla regolamentazione, un loop che porta facilmente alla stagnazione e alla castrazione della fuzione imprenditoriale.
la battaglia per un'economia sana dev'essere inequivocabilmente quella volta ad aumentare la libertà interna, pensare di risolvere certi squilibri interni con altre regolamentazioni (tipo i dazi), ci fa cadere nel loop di cui parlavo sopra, e la strada verso il socialismo in un attimo è spianata.
la libertà economica in qualsiasi situazione anche gravemente imperfetta in cui persistono regolamentazioni pesante sarà sempre il male minore.
pensare di rimediare all'interventismo con altro interventismo è assurdo, è come combattere il ciclo economico con ulteriori espansioni monetarie, piccoli effetti apprezzabili nel breve e brevissimo periodo, al prezzo di un futuro sempre più incerto e in districabile, quel futuro che ormai è diventato il nostro presente.
La verità produce effetti anche quando non può essere pronunciata.
L. von Mises
SILENDO LIBERTATEM SERVO


Signore degli anelli. Saruman era lo stregone, antico sapiente, antico protettore di uomini e campi coltivati, di foreste e di villaggi, che si lascia corrompere dall'occhio del male e per ingordigia individuale si getta nel mondo della macchina e dell'industria creqata a fini perversi. Distruggendo tutto quello che proteggeva, prima.
E in ciò facendosi aiutare dagli orchi, per l'appunto.
Il legame è semiarbitrario, ovviamente.
Succede che la Camusso e Landini restino gli unici rappresentanti della sinistra italiana e, paf!, mi si cambia l'avatar glorioso. Tutto d'un tratto... FACEPALM


Va benissimo, però:
a) L'esistenza di equitalia non giustifica il ritorno a regimi che ti obbligano a marciare il fine settimana, a "donare" l'oro alla patria e a non utilizzare termini stranieri, e che promuovono l'autarchia, lo statalismo spinto: è sufficiente prendere a forconate i capoccia di equitalia ed i politici che hanno legiferato in merito.
b) Basta con l'uso improprio della radice "liber" (mi riferisco al volantino): equitalia e l'apparato politico/burocratico che ha scatenato la bestia non hanno nulla a che fare con la libertà. E' la solita fuffa: le cose vanno male e, invece di prendersela con la vera causa (lo stato ipertrofico) si trova il capro espiatorio (la libertà economica). Atteggiamento, tra l'altro, un tantino in mala fede.
Ultima modifica di Theremin; 14-05-11 alle 17:21
I magnifici asini sardegnoli ma'acchiappano da sempre... (salvo.gerli)




"Insomma se è in gamba, ti porta l'aereo così basso.. ehehehe...
Lei dovrebbe vederlo, è uno spettacolo: un gigante come il B-52.... BHOOAAAMMM!!!!.. con i gas di scarico t'arrostisce le oche vive!!"


no, no. nessuna ideologia. anche facendo a meno del concetto di libertà, quale valore in sé, l'utilitarismo basta e avanza per rigettare i dazi.
parli così perchè non hai letto "i fallimenti dello stato interventista", di Mises, e non hai digerito il concetto del vantaggio comparato, ne mi sa che hai ben chiaro il meccanismo della bilancia dei pagamenti accennato da Phileas..
La verità produce effetti anche quando non può essere pronunciata.
L. von Mises
SILENDO LIBERTATEM SERVO


Utilitariamente invece i dazi hanno funzionato,ad esempio per i primi USA ,i Padri Fondatori piu' libertari stessi.
La Germania inizio ventesimo secolo.
Tutti con eccellenti risultati.
Poi Adam Smith e' un perfetto esempio della netta spaccatura tra "filosofo assolutista" ed effettivo ,pratico amministratore:
" Contrario ai dazi " ultra liberista teoricamente e filosoficamente poi li utilizzo' come effettivo amministratore.
Sul punto del "loop" delle regolamentazioni ho solo una risposta,un perfetto parallelo:
AUTO DIFESA.
Difendersi violentemente dalla violenza e' giustificabile e non significa " fomentare il ciclo della violenza".
Forza e capacita' di difesa sono necessarie in questo mondo se non si vuole essere distrutti ed allo stesso modo e' necessario difendersi a livello di import export nella realta' contestuale fatta di nazioni ed abissali differenze.
Rifiutarsi di osservarlo e' masochismo assolutista ,simile a quello dei pacifisti del "porgi l'altra guancia",sempre distrutti nella storia.
Infine il punto di Phileas,scusa ma e'poco comprensibile:
Dazi sulle importazioni naturalmente NON significa calo di esportazioni e di fatto,fatto storico, non lo ha mai significato.
Ultima modifica di Steppenwolf; 14-05-11 alle 21:04
" Democracy is currently defined in Europe as: " A country run by Jews " . E.P.


Il punto è che ragioni con il solito post hoc ergo propter hoc. Visto che un dato paese ha imposto dazi e in seguito magari ha visto crescere il suo reddito allora concludi che un evento è causato dall'altro
In realtà se ha imposto i dazi si puo' esclusivamente concludere che se ha incrementato il suo reddito è stato malgrado e non grazie ai dazi
Se un paese impone dazi automaticamente riduce le sue esportazioni e/o le importazioni di capitale perchè il paese che esporta non ha altra possibilità di impiegare quei proventi che o acquistando dal paese importatore o investendovi
Inoltre bisogna aggiungere che chi paga i dazi lo puo' fare solo perchè produce qualcosa di utile, fa profitti a differenza di chi da quel dazio è prtetto. E quindi il dazio trasferisce ricchezza da chi è produttivo a chi non lo è