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Discussione: Celibato sacerdotale

  1. #51
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    Predefinito Rif: Celibato, una trappola?

    io al Concilio di Nicea ci credo : sei tu che, seguendo quella che tu chiami cattedra di Pietro, hai tradito il Credo di Nicea, aggiungendovi il filioque...

  2. #52
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    Predefinito Rif: Celibato, una trappola?

    Citazione Originariamente Scritto da DanielGi. Visualizza Messaggio
    io al Concilio di Nicea ci credo : sei tu che, seguendo quella che tu chiami cattedra di Pietro, hai tradito il Credo di Nicea, aggiungendovi il filioque...
    ostridicolo:

    Certo, infatti il Signore era ubriaco quando affidò a San Pietro la guida della Sua Chiesa.....:see:
    Ultima modifica di Giò; 19-05-11 alle 19:18

  3. #53
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    Predefinito Rif: Celibato, una trappola?

    Citazione Originariamente Scritto da Contediculagna Visualizza Messaggio
    Ti rispondo con le parole di San Paolo

    « Se anche noi stessi o un angelo dal cielo vi predicasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo predicato, sia anàtema! » (Galati 1,8)
    bravissimo !!!:dotto:

  4. #54
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    Predefinito Rif: Celibato, una trappola?

    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    Scusa, ma allora mi sa che sei tu che non hai capito granché del mio discorso.
    Io non ho mai detto che il celibato ecclesiastico è obbligatorio per tutti, indipendentemente da quello che stabilisce o concede la Chiesa Cattolica.
    Ho semplicemente detto che esso, avendo fondamento teologico nelle Sacre Scritture, è una prassi consolidata e costante nella Chiesa d'Occidente che ha radici antichissime e che trovava applicazione persino fra i cattolici orientali prima che determinati sinodi locali approvassero delle disposizioni più "lassiste", in un certo senso, adottate per contenere i frequenti abusi e i casi di incontinenza. Se la Chiesa Cattolica ha accettato anche una disciplina meno rigorosa in materia per le sole chiese orientali è semplicemente per una questione di tolleranza, ma non di approvazione.
    L'errore che fai tu, ossia considerare i passi paolini volti a giustificare la non obbligatorietà del celibato ecclesiastico, fu condannato, come riporta il link che ho postato, già da Papa Siricio e tale interpretazione fu ribadita da Papa Innocenzo I:

    Importanti ed istruttivi sono a questo riguardo soprattutto i documenti Pontifici che trattano della continenza celibataria. Continuamente vengono affrontate due obiezioni attinte alla Sacra Scrittura e che vengono confutate. La prima è la norma che dà san Paolo a Timoteo (1 Tm 3,2 e 3,12) e a Tito (1,6): i candidati devono essere, se sposati, solo unius uxoris viri, ossia sposati una sola volta e per di più con una vergine. Sia Papa Siricio come anche Innocenzo I insistono ripetutamente che questo non vuol dire che essi possono vivere anche d'ora innanzi nel desiderio di generare figli, ma, al contrario, che ciò è stato stabilito propter continentiam futuram, a causa della continenza da osservare in seguito.
    Questa interpretazione ufficiale del noto brano della Sacra Scrittura, fatta dai Sommi Pontefici, la quale veniva assunta anche dai Concili, afferma che colui che aveva bisogno di risposarsi dimostrava con ciò che non poteva vivere la continenza richiesta ai sacri ministri e perciò non poteva essere ordinato. Così questa norma della Sacra Scrittura, anziché una prova contro la continenza celibataria, diventa una prova a suo favore, per di più già richiesta dagli apostoli. Tale interpretazione rimane viva anche in seguito. Così ancora la Glossa Ordinaria al Decreto di Graziano, ossia il commento comunemente accettato per questo brano del testo (Principio della Dist. 26), spiega che esistono quattro ragioni perché un bigamo non può essere ordinato. Dopo tre ragioni piuttosto spirituali, la quarta, pratica, dice: perché sarebbe un segno di incontinenza se uno da una moglie è passato ad un'altra. E il grande ed autorevolissimo Decretalista Hostiensis (il Card. Decano Enrico da Susa) spiega nel suo commento alle Decretali di Gregorio IX (X, I, 21, 3 alla parola alienum): la terza ragione delle quattro di questo divieto è: "Perché si deve temere (in questo caso) l'incontinenza".

    Che questa interpretazione di untus uxoris vir era accettata anche in Oriente dimostra anche lo storico della Chiesa primitiva Eusebio di Cesarea, che si deve ritenere ben informato e che, come abbiamo già detto, era presente al Concilio di Nicea e quale amico degli ariani avrebbe dovuto prendere piuttosto la difesa dell'uso del matrimonio dei preti prima sposati. Ma egli dice espressamente che, paragonando il sacerdote dell'Antico Testamento con quello del Nuovo, si confronta la generazione corporale con quella spirituale e in questo consiste il senso dell'unius uxoris vir cioè che coloro i quali si sono consacrati e dedicati al servizio e culto divino devono astenersi convenientemente, in seguito, dal rapporto sessuale con la moglie.

    Questo divieto dell'apostolo, che nessun bigamo doveva essere ammesso agli ordini sacri, è stato osservato assai severamente attraverso tutti i secoli e si trova tra le irregolarità per l'ordine ancora nel Codice del Diritto Canonico del 1917 (can. 984, 4°).


    fonte: I FONDAMENTI TEOLOGICI DELLA DISCIPLINA DEL CELIBATO
    Facciamo un po' di fatica a intenderci, ma vedo che arriviamo a qualcosa.

    Lasciamo da parte la questione storica sulla quale avrei delle obiezioni (mi sembra ci siano ben altre fonti a favore della continuità storica dei preti sposati ma bisogna che mi studi la questione sui libri, non ha senso andare avanti a postare articoli tratti da internet).

    Parliamo invece dei brani che citi che sono la visione ufficiale della Chiesa Cattolica. Dal brano da te citato si evince che gli sposati potevano accedere agli ordini, a patto che si astenessero da contatti carnali con la moglie in seguito:

    Sia Papa Siricio come anche Innocenzo I insistono ripetutamente che questo non vuol dire che essi possono vivere anche d'ora innanzi nel desiderio di generare figli, ma, al contrario, che ciò è stato stabilito propter continentiam futuram, a causa della continenza da osservare in seguito.
    Solo sulla base di questa non vedrei dove sarebbe il problema nell'ordinare sacerdoti tutti quei diaconi sposati che volessero accedere al sacerdozio. Potrebbero tranquillamente osservare la continenza pur restando sposati.

    Ho cominciato a leggere l'enciclica di Paolo VI. Vi trovo scritto:

    15. Certo, il carisma della vocazione sacerdotale, rivolta al culto divino e al servizio religioso e pastorale del popolo di Dio, è distinto dal carisma che induce alla scelta del celibato come stato di vita consacrata (8); ma la vocazione sacerdotale, benché divina nella sua ispirazione, non diventa definitiva e operante senza il collaudo e l'accettazione di chi nella Chiesa ha la potestà e la responsabilità del ministero per la comunità ecclesiale; e quindi spetta all'autorità della Chiesa stabilire, secondo i tempi e i luoghi, quali debbano essere in concreto gli uomini e quali i loro requisiti, perché possano ritenersi adatti al servizio religioso e pastorale della Chiesa medesima.
    Da questo passo mi sembra di capire che:

    1) vocazione sacerdotale e scelta del celibato sono 2 carismi distinti
    2) la chiesa regola secondo i tempi e i luoghi i requisiti degli uomini adatti ad accedere al sacerdozio

    Quindi mi sembra chiaro che l'obbligo di celibato per diventare sacerdoti regolari non sia altro che una regola che la chiesa si dà e che cambia a seconda dei tempi e dei luoghi. Non lo si può certo paragonare a una verità di fede che non cambia mai, non trovi?

    Poi ho trovato anche questo brano nella stessa enciclica:

    17. Certo, come ha dichiarato il Sacro Concilio Ecumenico Vaticano II, la verginità non è richiesta dalla natura stessa del sacerdozio, come risulta dalla prassi della Chiesa primitiva e dalla tradizione delle Chiese orientali (11), ma lo stesso sacro Concilio non ha dubitato confermare solennemente l'antica, sacra, provvidenziale vigente legge del celibato sacerdotale, esponendo anche i motivi che la giustificano per quanti sanno apprezzare in spirito di fede e con intimo e generoso fervore i doni divini.
    Quindi si ammette che la verginità non è richiesta dalla natura del sacerdozio, benché si ritenga che sia meglio mantenere l'antica prassi che la impone. Ora, se la verginità non è richiesta dalla natura del sacerdozio, imporla può anche essere fruttuoso in determinati tempi e luoghi, ma non è detto che lo sia sempre, altrimenti sarebbero due cose inscindibili, non credi?
    Ultima modifica di napici; 19-05-11 alle 19:33
    Così mi disse che quel giorno era uscita coi fiori gialli tra le mani perché finalmente la trovassi e che se non fosse successo si sarebbe avvelenata perché la sua vita era vuota. - M. A. Bulgakov

  5. #55
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    Predefinito Rif: Celibato, una trappola?

    Citazione Originariamente Scritto da napici Visualizza Messaggio
    Facciamo un po' di fatica a intenderci, ma vedo che arriviamo a qualcosa.

    Lasciamo da parte la questione storica sulla quale avrei delle obiezioni (mi sembra ci siano ben altre fonti a favore della continuità storica dei preti sposati ma bisogna che mi studi la questione sui libri, non ha senso andare avanti a postare articoli tratti da internet).

    Parliamo invece dei brani che citi che sono la visione ufficiale della Chiesa Cattolica. Dal brano da te citato si evince che gli sposati potevano accedere agli ordini, a patto che si astenessero da contatti carnali con la moglie in seguito:



    Solo sulla base di questa non vedrei dove sarebbe il problema nell'ordinare sacerdoti tutti quei diaconi sposati che volessero accedere al sacerdozio. Potrebbero tranquillamente osservare la continenza pur restando sposati.

    Ho cominciato a leggere l'enciclica di Paolo VI. Vi trovo scritto:



    Da questo passo mi sembra di capire che:

    1) vocazione sacerdotale e scelta del celibato sono 2 carismi distinti
    2) la chiesa regola secondo i tempi e i luoghi i requisiti degli uomini adatti ad accedere al sacerdozio

    Quindi mi sembra chiaro che l'obbligo di celibato per diventare sacerdoti regolari non sia altro che una regola che la chiesa si dà e che cambia a seconda dei tempi e dei luoghi. Non lo si può certo paragonare a una verità di fede che non cambia mai, non trovi?

    Poi ho trovato anche questo brano nella stessa enciclica:



    Quindi si ammette che la verginità non è richiesta dalla natura del sacerdozio, benché si ritenga che sia meglio mantenere l'antica prassi che la impone. Ora, se la verginità non è richiesta dalla natura del sacerdozio, imporla può anche essere fruttuoso in determinati tempi e luoghi, ma non è detto che lo sia sempre, altrimenti sarebbero due cose inscindibili, non credi?
    1) Per una ricostruzione storica completa, leggi qui (è un libro, ma è disponibile anche on line): anno sacerdotale | Card. A. M. Stickler, «Il celibato ecclesiastico. La sua storia e i suoi fondamenti teologici». | Haerent Animo | spiritualità sacerdotale - teologia del sacerdozio cattolico

    2) Dimentichi il divieto di generazione e di avere rapporti con la propria moglie. Inoltre, dimentichi che fu fatto divieto anche di vivere assieme alle proprie mogli. Si vedano le disposizioni del Concilio di Elvira in merito.

    3) Non ho mai detto che il celibato ecclesiastico sia una verità di Fede. Tuttavia, è un errore affermare che esso non sia teologicamente fondato sulle Scritture, a fronte del fatto che comunque anche nelle Chiese orientali c'è il celibato ecclesiastico, ma in modo diverso (diversi, sed non adversi, si diceva una volta) dall'Occidente.

    4) Verginità e castità sono cose diverse.
    Ultima modifica di Giò; 19-05-11 alle 19:43

  6. #56
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    Predefinito Rif: Celibato, una trappola?

    Citazione Originariamente Scritto da Contediculagna Visualizza Messaggio
    Ti rispondo con le parole di San Paolo

    « Se anche noi stessi o un angelo dal cielo vi predicasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo predicato, sia anàtema! » (Galati 1,8)
    E chi lo interpreta? Chiunque arriva ed è la sua opinione contro quella di tutti gli altri?

  7. #57
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    Predefinito Rif: Celibato, una trappola?

    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    ostridicolo:

    Certo, infatti il Signore era ubriaco quando affidò a San Pietro la guida della Sua Chiesa.....:see:
    guarda che non l'affidò solo a san Pietro... il giorno della Pentecoste non c'era solo san Pietro a ricevere lo Spirito Santo...

    non si può modificare la storia....

  8. #58
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    Predefinito Rif: Celibato, una trappola?

    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    1) Per una ricostruzione storica completa, leggi qui (è un libro, ma è disponibile anche on line): anno sacerdotale | Card. A. M. Stickler, «Il celibato ecclesiastico. La sua storia e i suoi fondamenti teologici». | Haerent Animo | spiritualità sacerdotale - teologia del sacerdozio cattolico

    2) Dimentichi il divieto di generazione e di avere rapporti con la propria moglie. Inoltre, dimentichi che fu fatto divieto anche di vivere assieme alle proprie mogli. Si vedano le disposizioni del Concilio di Elvira in merito.

    3) Non ho mai detto che il celibato ecclesiastico sia una verità di Fede. Tuttavia, è un errore affermare che esso non sia teologicamente fondato sulle Scritture, a fronte del fatto che comunque anche nelle Chiese orientali c'è il celibato ecclesiastico, ma in modo diverso (diversi, sed non adversi, si diceva una volta) dall'Occidente.

    4) Verginità e castità sono cose diverse.
    1)Vada per l'approfondimento. Ovviamente mi leggerò anche le tesi avverse e poi spero con calma di farmi un'opinione precisa.

    2) questo almeno in oriente non è mai successo. Il concilio di Elvira fu un sinodo della chiesa spagnola, non un concilio ecumenico, quindi si parla di regole che una particolare chiesa decise di darsi, non di cose dal valore universale ed irrevocabili.

    3) Ripeto, non ho mai detto che il celibato non sia fondato nelle sacre scritture. Ho solo detto che l'obbligo al celibato che si richiede per diventare sacerdoti secolari non è che una regola (anche mutabile a seconda delle condizioni) che la chiesa si è data. Ovvio che anche ad oriente c'è il celibato. Ovvio che chi prende i voti di castità non può rimangiarseli salvo dispensa.

    4) vero
    Così mi disse che quel giorno era uscita coi fiori gialli tra le mani perché finalmente la trovassi e che se non fosse successo si sarebbe avvelenata perché la sua vita era vuota. - M. A. Bulgakov

  9. #59
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    Predefinito Rif: Celibato, una trappola?

    Citazione Originariamente Scritto da Feyerabend Visualizza Messaggio
    ci sarà un più accentuato ruolo di noi laici nella gestione della Chiesa, come auspica la Sacrosanctum Concilium; .
    La Sacrosanctum Concilium parla di tutt'altro, visto che si tratta della costituzione sulla Liturgia.

  10. #60
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    Predefinito Rif: Celibato, una trappola?

    Citazione Originariamente Scritto da napici Visualizza Messaggio
    1)Vada per l'approfondimento. Ovviamente mi leggerò anche le tesi avverse e poi spero con calma di farmi un'opinione precisa.

    2) questo almeno in oriente non è mai successo. Il concilio di Elvira fu un sinodo della chiesa spagnola, non un concilio ecumenico, quindi si parla di regole che una particolare chiesa decise di darsi, non di cose dal valore universale ed irrevocabili.

    3) Ripeto, non ho mai detto che il celibato non sia fondato nelle sacre scritture. Ho solo detto che l'obbligo al celibato che si richiede per diventare sacerdoti secolari non è che una regola (anche mutabile a seconda delle condizioni) che la chiesa si è data. Ovvio che anche ad oriente c'è il celibato. Ovvio che chi prende i voti di castità non può rimangiarseli salvo dispensa.

    4) vero
    1) Difficilmente troverai sul versante cattolico opinioni diverse.

    2) Anche nel link da me precedentemente riportato, c'è proprio scritto che talune disposizioni dell'Occidente erano in vigore anche in Oriente riguardo ai vescovi.

    3) Una regola fondata teologicamente sulle Sacre Scritture. Ed essendo così, pretendere di mutarla, violando una consuetudine plurisecolare, è un qualcosa di temerario e del tutto sconsigliabile.

    4) Bene, siamo d'accordo
    Ultima modifica di Giò; 19-05-11 alle 19:59

 

 
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