
Originariamente Scritto da
Giò91
Nel senso che se non fai promessa di castità non sei idoneo a essere sacerdote. Nei canoni approvati durante il Concilio di Trento, sta scritto, nel caso dei diaconi e suddiaconi, quanto segue:
Siano ordinati suddiaconi e diaconi quelli che hanno buona reputazione, che hanno dato buona prova già negli ordini minori, che sono istruiti nelle lettere e sono in possesso delle qualità necessarie per esercitare il loro ordine e che, con l’aiuto di Dio, possono sperare di praticare la continenza.
E il successivo canone XIV stabilisce:
Quelli che si sono comportati piamente e fedelmente nei ministeri precedenti, siano assunti all’ordine del presbiterato. Abbiano buona testimonianza, e siano tali, che non solo abbiano servito almeno un anno intero nel diaconato - a meno che per una utilità e necessità della chiesa non sembri al vescovo di dover fare diversamente - ma che, previo diligente esame, siano anche giudicati capaci di insegnare al popolo quelle verità che a tutti è necessario sapere per la salvezza, e di amministrare i sacramenti; che, inoltre, brillino in tal modo per pietà e purezza di costumi, da potersi aspettare da essi un meraviglioso esempio di buone opere e moniti di vita.
Quindi, i presbiteri - per poter divenire tali - devono già poter sperare di praticare la continenza. E' un condicio sine qua non
Questo vale indipendentemente dal fatto che un chierico sia sposato o meno. Motivo per cui, come stabilisce anche l'attuale Codice di Diritto Canonico per gli orientali, se il candidato è unito in matrimonio, deve presentare il certificato di matrimonio e il consenso dato per iscritto della moglie (
CCEO: testo - IntraText CT).
Quanto al resto del tuo discorso, mi sono già espresso: non ritengo opportuno modificare l'attuale consuetudine né spetta a noi decidere o discutere su una materia del genere.
Tuttavia, posso dirti che al massimo sarebbe lecito, in teoria, allinearci alla consuetudine orientale. Per fortuna, non arriveremo mai a dare la possibilità ai preti di sposarsi anche dopo la loro ordinazione.