Offensiva Milano: ministeri al Nord e multe sanate
Sorprese: Umberto Bossi aveva annunciato iniziative per capovolgere il risultato del primo turno e Calderoli aveva parlato di sorprese per Milano definendo l’ipotesi di trasferire dei ministeri al Nord «un’idea sacrosanta»
La Lega lo annuncia, Berlusconi non lo esclude. Ma sul decentramento Alemanno dice: "Balle"
FRANCESCA SCHIANCHI
ROMA
Trasferire un paio di ministeri a Milano, suggerisce la Lega, attirando le critiche di parte del Pdl. Spendere un grosso nome del centrodestra in un’eventuale nuova giunta Moratti, si discute nel Pdl: Lupi, Gelmini e La Russa futuri assessori. O, ancora, filtra l’indiscrezione di una nuova idea allo studio: una maxisanatoria delle contravvenzioni prese in città. Per contro, se invece vincesse Pisapia, ecco «una città caotica, disordinata, insicura», affonda il premier Berlusconi; cannabis e marijuana liberi, azzarda il sottosegretario Giovanardi, «Milano a scatafascio», una «zingaropoli», ripete Bossi. E pazienza se, spiega il candidato sindaco del centrosinistra, la sua proposta si autocostruzione per i rom «è cofinanziata dal governo in carica e viene già attuata anche a Verona dal sindaco Tosi», di fede leghista.
Promesse elettorali…
A una settimana dal voto dei ballottaggi a Napoli e Milano, si surriscalda il clima della campagna elettorale, tra attacchi e promesse. Come quelle del Carroccio: «Dobbiamo portare i ministeri a Milano e penso ne arriveranno due», dichiara il leader Bossi; anche intervenire sulla pressione fiscale è una cosa «possibile». Si discute dell'ipotesi di un dicastero anche a Napoli. Il premier Berlusconi, in un’intervista a Telelombardia, non smentisce la sortita leghista, anzi ammette che «Con Bossi abbiamo pensato di continuare la nostra attività di governo, abbiamo pensato anche a qualche decentramento per alcune funzioni di governo».
L’annuncio coglierà di sorpresa anche il sindaco della capitale, Gianni Alemanno, visto che in mattinata bolla l'idea dei dicasteri sottratti a Roma come «pure balle» per «speculazione elettorale». «Possono fare tutti gli annunci che vogliono: Roma è capitale, secondo Costituzione e i ministeri e tutte le agenzie nazionali che qui hanno le loro sedi non si spostano e non si possono spostare. Il Pdl è il primo garante di tutto ciò».
Altrettanto contraria la governatrice del Lazio Renata Polverini, «una proposta insensata»; per l’opposizione «una squallida marchetta elettorale» tuona Di Pietro, mentre il ministro leghista Calderoli insiste convintamente: «Un'idea sacrosanta», e ricambia la cortesia: «Ai rappresentanti romani e laziali che hanno sollevato perplessità, ricordo loro che è finito il tempo dei privilegi».
I «femminielli» e l’Idv
Insomma, dopo le accuse di estremismo e il «matto» di Bossi rifilato a Pisapia, ieri ad attirare l'attenzione per i coloriti attacchi è stato il sottosegretario alla Famiglia Carlo Giovanardi. Se a Napoli il candidato Idv De Magistris diventasse sindaco «discriminerà sul piano dei servizi sociali le famiglie con figli - è la sua teoria - favorendo femminielli, gay trans riconosciuti attraverso registri che ne legittimano le unioni». Con lui e Pisapia, si dice certo, «il riconoscimento delle unioni gay porterebbe a conseguenze discriminatorie per centinaia di migliaia di famiglie». E ancora, «Pisapia vuole liberalizzare cannabis e marijuana ma così finirebbe con l'aumentare il giro d'affari della criminalità organizzata». Replica indignato Nichi Vendola, «incultura ciclopica».
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