







Anch'io recentemente sono stato in Bosnia, è più precisamente a Mostar e Medjgore.
Sono stato a marzo, devo dire che la Bosnia è a differenza della Croazia un paese molto indietro economicamente .... le strade fanno schifo, l'immondizia è dappertutto (appena fuori dai paesi), la mentalità è ancora balcanica, manca il lavoro e molti giovani non hanno un futuro. Sono andato con un convoglio della Caritas (facevo l'autista) siamo salpati da Ancona e sbarcati a Spalato. Dopo aver fatto la dogana al porto, ci siamo diretti al valico di Kamesko, dove abbiamo dovuto distribuire ai poliziotti e doganieri di ambedue i nuovi paesi balcanici, per non avere intoppi e lungaggini di tempo, un po di generi di conforto e soprattutto alle poliziotte della Bosnia Erzegovina, i pannoloni per i neonati (sembra che in Bosnia siano introvabili e carissimi ... boh ?) ... la corruzione non manca ....
Comunque, abbiamo distribuito, soprattutto a Mostar, generi alimentari e di conforto, qualche trattorino per coltivare la terra, ed utensili vari, alle varie associazioni religiose e civili che si occupano del sostegno e dell'aiuto alla popolazione povera (sia musulmana che cattolica).
La città di Mostar, conta circa 100.000 abitanti, equamente divisi fra cattolici e musulmani, la differenza stà che i cattolici si sentono profondamente croati, mentre i mussulmani bosniaci. La città, è divisa dal fiume Neretva, e separa i cattolici (ad Ovest) dai mussulmani (ad Est) .... devo dire che personalmente la parte mussulmana è più bella e caratteristica, dal punto di vista turistico vale la pena visitarla. Per quanto riguarda le mie impressioni personali, ho riscontrato la profonda divisione che esiste fra le due comunità, nonostante siano passati 16 anni dalla fine del conflitto ... Medjgore è invece una città convertita profondamente al turismo religioso (c'erano un sacco di italiani del Nord Italia), ed è interamente cattolica ... la regione dell'Erzegovina, o meglio la popolazione e i politici che la governano, sembra che siano costretti a vivere in uno Stato (la Bosnia- Erzegovina) di cui loro farebbero volentieri a meno, infatti essi vorrebbero essere annessi alla Croazia e staccarsi dalla Bosnia, ma ciò non è possibile, visto che gli accordi di Dayton del novembre 1995 (che hanno posto fine al conflitto in Jugoslavia) lo impediscano vigorosamente ....
Una mia esperienza personale, a riguardo della divisione ancora presente, è stata quando abbiamo portato degli aiuti alimentari e di pulizia ad un Istituto religioso cattolico, diretto da una suora, che parlava anche molto bene l'italiano ... la suora si lamentava in serbo croato del fatto che noi della Caritas, andavamo a distribuire gli aiuti anche ai mussulmani, mentre essendo italiani e cattolici, dovevamo darli solo alle associazioni religiose cattoliche e croate .... poi guardando una rivista, presente nella cucina dove ci aveva fatto il caffè (siamo italiani) ho riconosciuto un capo popolo sloveno, che aveva istigato alla secessione della Slovenia dalla Jugoslavia, e che poi divenne anche Ministro della Difesa, la suora si congratulò con me sulla mia conoscenza della storia, e mi indicò il presidente della Croazia (IVO ecc..) dicendo che quello era il loro presidente, io gli risposi, ma questo è il presidente della Croazia, cosa centra, qui siamo in Bosnia .... la suora imbarazzata ma anche un po contrariata, cambiò discorso....
Nella zona, non esistono Monasteri Ortodossi, in quanto la popolazione serba che vi abitava è stata costretta a fuggire, pena l'annientamento fisico ....
Comunque in generale tutti gli edifici religiosi, pubblici, privati (sopratutto nella zona di Mostar) sono stati ricostruiti da capo, in quanto la distruzione della guerra, in quella città è stata totale ...
La Croazia, invece è molto più interessante dal punto di vista turistico, le strade sono in ottimo stato e vi è ora una autostrada che oramai arriva a Ploce, a circa 120 Km a nord di Dubronik ... soltanto che con il passare degli anni stà diventando sempre più cara (vi ero stato già nel 2007 con mia moglie e mio figlio in vacanza) .... in generale posso dire che le condizioni di vita dei croati sono migliori di quelli bosniaci (questa è la mia impressione) ma comunque gli stipendi in Croazia non arrivano a superare i 600 euro al mese (parlo degli operai), anche lì c'è gente con molti soldi comunque (ma anche in Bosnia).... Infine la Slovenia è sicuramente lo Stato più ricco e socialmente più evoluto della ex Jugoslavia, tanto è vero che non hanno nulla da invidiare all'Italia, anzi il tenore di vita degli sloveni supera abbondantemente molte regioni italiane ...


pugliese, sei mai stato in Kosovo?


Così è andato l’arresto di Ratko Mladic
Belgrado - Ratko Mladic, non solo non ha opposto resistenza ai poliziotti venuti ad arrestarlo, ma ha offerto loro da bere e da mangiare: prosciutto, formaggio e rakia, la celebre grappa dei Balcani.
A due giorni dalla cattura di quello che dopo la scomparsa di Osama Bin Laden era diventato il ricercato numero uno al mondo (video), emergono particolari sulle circostanze dell’arresto dell’ex generale, trovato giovedì scorso in casa di un lontano cugino a Lazarevo, un villaggio tranquillo della Voivodina, nel nordest della Serbia.
Quando si è trovato di fronte agli agenti delle forze di sicurezza, Mladic ha subito capito che la sua lunga fuga era finita. «Bravi, ragazzi. Sono io l’uomo che cercate. Sedetevi pure. Branko (il cugino proprietario della casa-rifugio), offri loro qualcosa da bere e da mangiare», ha detto Ratko Mladic secondo un resoconto riferito oggi dal quotidiano Blic.
«Ecco la mia carta di identità e il mio tesserino militare. È finita!», ha aggiunto il super ricercato, che è stato riconosciuto grazie in particolare a un anello con una pietra semipreziosa che portava all’anulare sinistro. L’ex generale si è sfilato l’anello e l’orologio e li ha consegnati ai poliziotti affermando: «Dateli ai miei familiari».
Il cugino Branko, su sua richiesta, ha quindi portato in tavola del prosciutto tagliatto a fette, formaggio e rakia fatta in casa. «Bevete, mangiate qualcosa e andiamo», ha detto Mladic fra la sorpresa degli agenti speciali che probabilmente non si aspettavano una resa simile da parte di uno degli uomini più ricercati al mondo. E alla domanda se avesse con sé delle armi, l’ex generale ha risposto con una battuta: «Che generale sarei se non avessi delle armi. Ecco qui le mie due pistole. In tutti questi anni non mi sono mai separato da esse», ha detto mettendole sul tavolo e consegnandole ai poliziotti. Secondo lo stesso giornale Blic, Ratko Mladic - che sarebbe stato affidato al cugino a Lazarevo dai suoi fiancheggiatori e protettori che «non avevano più soldi» - lavorava come operaio in un cantiere edile di Zrenjanin, la cittadina a una decina di km da Lazarevo. Coma lavoratore giornaliero percepiva una diaria di 1.300 dinari, pari a poco più di 13 euro. Era conosciuto col nome di Milorad Komadic ed era addetto alle scavatrici per la realizzazione di buche dove installare dei tubi.
Mladic, ricordano gli altri operai del cantiere, teneva un comportamento discreto, parlava poco e si limitava a rispondere alle domande che gli venivano rivolte. Nessuno peraltro aveva notato problemi particolari nel suo stato di salute, risultato estremamente precario dopo il suo arresto, e sul quale avvocati difensori e familiari ora insistono, affermando che l’ex generale non è nelle condizioni di essere estradato velocemente al Tribunale penale dell’Aja (Tpi).
Di parere contrario si sono detti invece i giudici di Belgrado, dai quali ieri è giunto il via libera all’ estradizione all’Aja di Ratko Mladic. Ma prima dell’estradizione, l’ex generale ha chiesto di potersi recare sulla tomba della figlia Ana, suicidatasi nel 1994. «Voglio parlare con la mia Ana. E quando muoio voglio essere seppellito accanto a lei», ha detto Mladic con le lacrime agli occhi alla moglie Bosiljka e al figlio Darko, che ieri sono andati a trovarlo per la prima volta.
Il retroscena a Voivodina, nel nordest della Serbia - Cos


No non sono mai stato, ma mi hanno detto che non è un bel posto ... ho visto dei reportage in TV sulla situazione attuale in quella regione dei balcani, e l'impressione che mi sono fatto, non è delle migliori .... è praticamente uno Stato nelle mani dei clan criminali dell'UCK ed un crocevia di traffici delle sostanze stupefacenti che provengono dall'Afganistan :giagia:.... questo è quello che gli USA si sono trovati a tollerare ... in cambio hanno una grossa base militare in Kossovo ...


Loro tra qualche anno saranno peggio. E il massimo che potranno idolatare sono i vari macellai delle guerre balcaniche. E non mi riferisco solo ai serbi, ma anche a croati e albanesi tutti insieme. Quindi la foto postata con Berlusconi, Lettieri e D'Alessio è fuoriluogo.




Non dimentichiamoci contro chi hanno combattuto i cetnici e quale onorificenza si beccò Mihailovic.
Tutti i dissidenti che si sono riciclati nella ex Jugoslavia era tutta gente legata a Washington per la maggioranza...E si è visto come -serbi a parte- siano finiti tutti nella Nato.
Milosevic non cavalcò nulla. Semplicemente il ragionamento era: se delle repubbliche si autoproclamano independenti ed al loro interno ci sono cittadini serbi, queste non possono autoproclamare nulla.
I serbi furono ampiamente favoriti ad inizio conflitto. Poi hanno prevalso le ragioni europee filo croate e intenzionato a costruire un'entità artificiale come la Bosnia. Alla fine, le guerre balcaniche vanno giudicate con i parametri dei conflitti africani: facili da far scannare tra loro.
Per quel che mi riguarda -cosa spiattellata in faccia ai balcanici- i loro piagnistei sono irrilevanti.