Secondo me uno che ha fatto il suo dovere (o quello che credeva fosse il suo dovere) in guerra, e s'è trovato dalla parte sbagliata al momento del redde rationem.
Un patriota
Un criminale
Un patriota criminale
Uno che ha fatto il suo dovere
Una vittima
Altro (specificare)


Secondo me uno che ha fatto il suo dovere (o quello che credeva fosse il suo dovere) in guerra, e s'è trovato dalla parte sbagliata al momento del redde rationem.
Controllori di volo pronti per il decollo,
telescopi giganti per seguire le stelle
(F. Battiato, No time no space)


Un patriota.


Uno che ha fatto il suo dovere.
Dannato Barone Rosso.


Un macellaio.


Premetto che, dall'idea che mi son fatto, da un punto di vista militare è assolutamente ingustificabile ciò che è successo a Srebrenica.
Ciò non toglie che io lo farei giudicare unicamente dalla storia (anzi, provocatoriamente, direi che sarebbe allora il caso di processare pure i responsabili dei caschi blu olandesi per... "genocidio colposo").
Comunque è anche grazie a lui se oggi esiste una Republika Srpska in Bosnia-Erzegovina: diciamo pure che quello è l'unico fronte in cui i Serbi sono usciti vittoriosi dai conflitti balcanici.
Insomma, prima di tutto un patriota.
Ultima modifica di DiegoVR; 04-06-11 alle 20:34


Io ho un punto di vista diverso, per me la guerra non la perdi sui campi di battaglia, ma quando non riesci a assimilare le popolazioni.
L'errore dei serbi è stato non create una cultura serbo-jugoslava che amalgamasse le popolazioni, in modi che non si sentissero più sloveni, croati, bosniacci, albanesi, macedoni, montenegrini, rom, bulgari, ungheresi ecc,, ma jugoslavi di lingua serba.
Poi quando scendi in guerra ha gia perso a prescindere dal risultato dei campi di battaglia.
Io sono un "estimatore" del soft power e convinto della sua superiorità sull'hard power.
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Ultima modifica di dDuck; 04-06-11 alle 22:10
grazie OCCIDENTE, grazie anglo-americani, grazie Israele, grazie ucraini.
la libertà avanza ...........




Controllori di volo pronti per il decollo,
telescopi giganti per seguire le stelle
(F. Battiato, No time no space)


I romani hanno assimilato roba ben più diversa e combattiva.
Ma serve dare precedenza alla cultura, è con la cultura che si costruiscono gli imperi, Ghengis Khan ha costruito un impero sulla forza ma non c'era una cultura da esportare e l'impero scomparve nel giro di una generazione, (tranne l'islam che i mongoli l'hanno mutuato dai conquistati).
I romani avevano il diritto, la filosofia (mutuata dai greci), la tecnica, la scrittura, il paganesimo, e poi il cristianesimo.
Evidentemente a Tito non gli è riuscito il lavoro fino in fondo.
grazie OCCIDENTE, grazie anglo-americani, grazie Israele, grazie ucraini.
la libertà avanza ...........


è durato anche solo 35 anni, poraccio.
«Non ti fidar di me se il cuor ti manca».
Identità; Comunità; Partecipazione.