



La Padania attacca Tettamanzi
"Si è schierato con la sinistra"
Durissima presa di posizione del quotidiano leghista, che critica l'arcivescovo accusandolo
di essersi espresso apertamente a favore di Pisapia e gli pone una serie di dieci domande
La Padania critica l'atteggiamento assunto dalla Chiesa ambrosiana nella competizione elettorale per l'elezione del sindaco di Milano e pone "dieci domande all'arcivescovo Dionigi Tettamanzi". La Chiesa milanese - sostiene in prima pagina il quotidiano del Carroccio - "ha preso una posizione, chiara, su quella che è stata definita una 'primavera' dopo il cambio di giunta a Palazzo Marino". "Apprendiamo - si commenta sulla Padania - che sulle politiche sociali del cattocomunismo e del laicismo c'è idem sentire e comunità d'intenti". Il quotidiano leghista ha ricavato dalle "molte lettere giunte in redazione" nei giorni scorsi dieci domande che rivolge pubblicamente all'arcivescovo di Milano, "per dare un senso al disorientamento di molti cittadini (non solo fedeli) che si chiedono quale sia l'obiettivo della fede".
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SU MILANO CALA LO SQUALLORE
Prima decisione della giunta Pisapia: patrocinare i pervertiti
di Paolo Deotto
Gioite, amici che cercavate la “novità”. A Milano cambia il vento, diceva la pubblicità elettorale del milionario comunista Giuliano Pisapia. È davvero cambiato il vento, e porta con sé un intenso fetore.
Apprendiamo stasera dall’ANSA che alla PRIMA riunione di giunta è stato deliberato il patrocinio del Comune di Milano alla sagra degli invertiti e lesbiche del 25 giugno. Ho letto e riletto la notizia. Pisapia è arrivato a salvare Milano dai guasti prodotti dalla Giunta Moratti. Chissà quali storiche decisioni prenderà… e la prima storica decisione è presa.
A questo punto, caro avv. Pisapia, mi sento di dire che Lei da subito tradisce Milano. Appena eletto aveva proclamato “Sarò il sindaco di tutti i milanesi!”. Evviva! Invece Lei dimostra quello che era facilmente prevedibile: è schiavo del più tristo conformismo, è ostaggio della parte peggiore della sinistra, che già in sé ha poco o nulla di buono. Con disciplina paga il suo debito all’invertito dichiarato Vendola, che ha appoggiato vezzosamente la sua candidatura.
Lei sarebbe il Sindaco “di tutti i milanesi”?. E cosa le fa pensare che “tutti i milanesi” siano fieri del fatto che la riunione di pervertiti si fregi del simbolo del Comune? Lei esprime la violenza tipica dei gruppi in cui ha sempre militato, tranquillizzato dal fatto che la sua invidiabile posizione economica le ha permesso il lusso di fare il comunista. E un buon comunista se ne frega del popolo, che fa sempre un tantino schifo. Il popolo fiducioso l’ha portata a Palazzo Marino, e ora deve accettare supinamente le sue bizzarrie.
Vorremmo rivolgere una domanda anche a Sua Eminenza il Cardinale Arcivescovo. L’aria di “novità” da Lei esaltata comprendeva anche questo?
Non lo sappiamo, perché a questo punto è lecito non capirci più nulla. O meglio, capirci troppo…
Vorremmo anche chiedere a certi “cattolici” che fibrillavano per dare uno schiaffo al corrotto Berlusconi, e di conseguenza a Letizia Moratti, da lui sostenuta, se sono soddisfatti. Era questo che volevate? Se la risposta è positiva, per favore, andate almeno a rileggervi il catechismo della Chiesa cattolica, e rendetevi conto di cosa succede se si portano in posti di comando i nemici della Fede.
Caro avv. Pisapia, sopra ai milanesi veglia la Madonnina, che da lassù protegge Milano e che anche in questa occasione intercederà perché Milano non abbia a pagare per il gesto dei suoi sciagurati amministratori. Forse dalla statua della Madonnina sgorgheranno due lacrime, chissà. Certo, lei, sig. Sindaco, se anche ciò accadesse, non si impressionerebbe. Lei non può credere ai miracoli, è un uomo razionale, e infatti lo si vede: difende le ragioni della perversione.
Grazie di cuore, almeno ha tolto gli ultimi dubbi che potevano esserci su di lei.
SU MILANO CALA LO SQUALLORE - di Paolo Deotto
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