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Discussione: Ipse dixit

  1. #11
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    Predefinito Rif: Ipse dixit

    Citazione Originariamente Scritto da Edmond Dantes Visualizza Messaggio
    Dici bene Lucas86.
    Abbiamo modo di esprimere la nostra indignazione.
    E di ribadirla ad ogni piè sospinto.

    La riforma organica dell'ordinamento giudiziario non è una favola che deve essere utilizzata per indurre i cittadini bisognosi della risposta di giustizia al sonno.
    E' una necessità.
    Il progetto deve partire dalle fondamenta.
    Si deve presentare in Parlamento un disegno di legge che contenga le modifiche (oramai urgentissime) al cpp e che siano orientate in modo chiaro alla riduzioni dei tempi del processo, ad una più dinamica e moderna risoluzione dei conflitti di competenza (territoriale e per materia), ad una severa reintroduzione/ricapitolazione del Segreto di Indagine (o Segreto Istruttorio), ad una disciplina nuova relativa all'adozione delle misure cauteìlari, insomma tutto quanto attiene alla introduzione del rito accusatorio puro etc... .
    Inoltre si deve dare seguito alla responsabilità civile diretta del giudice modificando le attuali norme in ossequio alla volontà manifestata all'esito del referendum popolare del 1987.


    In questo quadro si deve ripensare alla disciplina relativa al reclutamento del magistrato requirente ed a quello giudicante.
    Indi, si passerà alla fase successiva. Quella costituzionale.

    Ma il tetto lo si edifica dopo avere costruito l'edificio. Non prima.:giagia:
    Se si continua a dire che la riforma della Giustizia si può fare solo dopo che Berlusconi (come se fosse un essere insostituibile) è salvo non si arriverà da nessuna parte. E' un circolo vizioso senza fine, ci saranno sempre processi a carico di Berlusconi per un motivo o per un altro e si continuerà a rimandare la riforma per perdere tempo con leggine ad personam.

    Usando una metafora Berlusconi vorrebbe fare l'eroe che prima di scendere in guerra vuole essere certo di non essere colpito, nascondendosi dietro al suo esercito e preferendo ritardare la vittoria piuttosto che rischiare. Ma allora che eroe è?

    Come ti dissi tempo addietro io sono anti-berlusconiano non perché sia contro le sue idee, anzi per me il suo programma è l'eden (chi può dirsi contro la riforma della giustizia e del fisco?). Sono anti-berlusconiano perché sono 17 anni che usa un ottimo programma come scusa, mostrandolo ma non attuandolo mai. A sto punto meglio uno che non promette ma almeno non mi fà illudere, piuttosto che uno come Berlusconi che illude il popolo con proposte ottime che puntualmente spariscono dall'agenda del Governo.

    Se Berlusconi attuasse quello che ha promesso non avrebbe bisogno di leggi ad personam, la gente conoscia che sta cambiando il paese scenderebbe in piazza a linciare i magistrati che lo attaccano. Invece, occupandosi solo di sé e rimandando l'attuazione del programma, si sta facendo nemico quell'elettorato che sinora l'ha sostenuto e che inizia a stufarsi di essere illuso.
    Ultima modifica di Cesare; 01-06-11 alle 16:42
    .

  2. #12
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    Predefinito Rif: Ipse dixit

    Citazione Originariamente Scritto da Edmond Dantes Visualizza Messaggio
    “E l’azionista Calamandrei chiese un commissario per le toghe”

    Scritto da Oscar Giannino
    domenica 20 febbraio 2011

    Tempi - I giudici sono uomini con le loro debolezze e le loro tentazioni, disse Calamandrei alla Costituente. Per questo, dovevano pensare bene agli effetti di talune loro sentenze.

    Leggiamolo: «Non "abituatevi" mai a rendere giustizia. Ogni sentenza deve provocare in voi sempre quel senso quasi religioso di costernazione che vi fece tremare quando, pretori di prima nomina, doveste pronunciare la vostra prima sentenza... Non ammalatevi mai di quel terribile morbo dei burocrati che si chiama conformismo... Il giudice che si "abitua" a rendere giustizia è come il sacerdote che si "abitua" a dire Messa».

    Ecco, mi piacerebbe molto che i magistrati e i giudici di Milano come altrove rileggessero bene queste parole. Ma so anche che è una pia illusione. I prossimi mesi saranno asperrimi. Diciassette anni di via giudiziaria alla politica hanno trasformato anche il patto associativo che regge le diverse correnti della magistratura: la politica e le ascendenze di sinistra della vecchia Magistratura democratica non c'entrano più. Negli anni il patto è diventato assoluto, prescinde dai rispettivi orientamenti politico-culturali. La colpa di non aver proceduto a una riforma ordinamentale della giustizia, da parte del centrodestra, è gravissima. E l'enfasi accumulata ormai nella molla giudiziaria da una parte, e nella durezza a difesa di Berlusconi dall'altra, solo a patto di un miracolo eviterà un trauma profondo dagli effetti devastanti.
    Il Legno storto, quotidiano online - Politica, Attualità, Cultura - “E l’azionista Calamandrei chiese un commissario per le toghe”
    Dire che sono d'accordo con Giannino e più ancora con Calamandrei è scontato.
    Si mediti sopra alle parole di questo grande padre della costituzione.

    Perfettamente d'accordo ,chi è contrario lo argomenti altrimenti taccia.

    afm
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    Gli amici vanno e vengono, i nemici si accumulano

  3. #13
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    Predefinito Rif: Ipse dixit

    Citazione Originariamente Scritto da Edmond Dantes Visualizza Messaggio
    Ma il tetto lo si edifica dopo avere costruito l'edificio. Non prima.:giagia:
    In buona parte sono d'accordo su quanto scritto in tutto il posto che ho quotato in minima parte. Solo che vorrei chiederti una cosa relativamente all'ultima frase.

    Giusta...giustissima...le cose vanno fatte dalle fondamenta. Ma....se poi al costruttore NON interessa fare il tetto perchè fa comodo che entri l'acqua in casa ma vuole solo mettere le fondamenta per OTTENERE un guadagno dalla posizione ricavata....cosa otteniamo? Quello che rischiamo di avere....una casa SENZA un tetto...in cui continuerà a piovere e che NON ci riparerà da nulla....anche se abbiamo delle belle fondamenta profonde.

    Ora....la riforma proposta da Berlusconi, come dici te, tende a mettere in cantiere SOLO le fondamenta...."dimenticandosi" che poi deve finirla sta benedetta casa se deve essere un riparo PER TUTTI.

    Capisci la MIA preoccupazione?

    P.S: Ammazza come siamo stati allegorici oggi :sofico:

  4. #14
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    Predefinito Rif: Ipse dixit

    ARGOMENTIAMO :



    nel processo penale accusa e difesa debbono diventare parti che operano su un piano di parità; uno accusa l’imputato e l’altro lo difende; uno raccoglie le prove che provano la colpevolezza e l’altro quelle che provano l’innocenza; e tutti e due smontano le prove dell’altro come meglio possono. Sopra di loro sta il Giudice “terzo e imparziale” che deve stabilire chi tra i due ha torto o ragione. Ne consegue che,*anche se l’accusa è sostenuta da un magistrato, il Pubblico Ministero, questo deve essere diverso, appunto “separato”, dal suo collega che fa il Giudice: e, per ottenere questo obbiettivo, l’unica soluzione è quella di prevedere per i magistrati due carriere separate; quella del Giudice e quello del Pubblico Ministero; e nessuno deve poter passare da un ruolo all’altro.

    Si tratta di una sciocchezza; ed è facile capirne il perché:*il PM tutela gli interessi della collettività, l’avvocato quelli del suo cliente. Per il PM non è importante che l’imputato venga condannato; è importante che il colpevole venga condannato. E quindi, se l’imputato non è colpevole (perché le prove raccolte contro di lui si rivelano non convincenti, insufficienti, contraddittorie) il PM ha l’obbligo di chiedere che venga assolto. In realtà, al di là dell’obbligo, al PM non salta nemmeno in testa di chiedere la condanna di un imputato che ritiene innocente o per il quale le prove raccolte gli sembrano insufficienti. Alla fine,*nel PM, si riassume il ruolo di accusatore e difensore: egli cerca di capire se l’imputato è colpevole o innocente; e, quando crederà di aver capito (perché sempre di giustizia umana si tratta) chiederà al Giudice la condanna o l’assoluzione.

    L’avvocato difensore, lui si, è uomo di parte; nel senso che egli ha un obbligo ben preciso: far assolvere il proprio cliente oppure, alla peggio, fargli avere la pena più ridotta che sia possibile. Per capire bene questa differenza (che però è talmente ovvia da non meritare commenti) basta*un esempio: se un PM sa che è possibile acquisire una prova che dimostra l’innocenza dell’imputato, la deve acquisire; se un avvocato difensore sa che esiste una prova che dimostra la colpevolezza del suo cliente, deve (proprio deve) evitare (con mezzi leciti si capisce, ma qui il discorso si fa lungo e complicato) impedire che venga scoperta.

    Insomma, non è vero che PM e avvocato sono due soggetti animati da interessi contrapposti: il PM può trovarsi dalla stessa parte dell’avvocato. E non è vero che hanno un ruolo processuale paritario: il PM difende un interesse pubblico - l’identificazione e la punizione del colpevole, chiunque esso sia -; l’avvocato difende un interesse privato - l’assoluzione del suo cliente, anche se colpevole -.

    Ma allora perché….?
    Le ragioni sono sostanzialmente due.

    La prima:*gli avvocati soffrono questo loro ruolo di esperti prezzolati; non gli piace questa figura di uomo di parte, sostenitore di interessi precostituiti, da far prevalere anche se infondati; sono a disagio, tanto più se sono persone di valore, quando debbono ricorrere ad argomenti che loro per primi sanno essere infondati;*soffrono questa schizofrenia legale*per la quale, come cittadini (e ancora di più come tecnici del diritto) sono consapevoli della colpevolezza del loro cliente e come avvocati debbono nasconderla, cercando di ottenere una sentenza che, per primi, sanno essere ingiusta. E, in questa situazione,*sentono l’handicap di doversi confrontare con un soggetto, il PM, che non ha di questi problemi; che può sostenere in buona fede (che non vuol dire con ragione) qualsiasi tesi, che ha la libertà di una coerenza intellettuale che loro non possono permettersi. Da qui la necessità di sminuire il loro avversario; di ridurlo a qualcosa di simile a loro; di obbligarlo ad un ruolo partigiano opposto al loro: tu accusi, io difendo; e vinca il migliore.

    Insomma, il processo come competizione sportiva; con un arbitro, il giudice, che deve solo sorvegliare che le regole del gioco vengano rispettate; e che deciderà quale dei due contendenti ha segnato più punti. Ma naturalmente il processo non è una partita di calcio. La responsabilità penale non può essere il risultato di una gara a chi è più bravo, accusatore o difensore. Il processo (giusto, quello che garantisce davvero il cittadino, non il cosiddetto giusto processo di cui straparlano i nostri politici) necessita di un’indagine preliminare seria e obbiettiva, di un investigatore che non abbia pregiudizi, di un PM pronto a cambiare idea ad ogni momento, di un collaboratore del Giudice nell’accertamento della verità. E necessita anche di un difensore che stimoli il PM, lo tormenti, lo costringa ad approfondire, a non trascurare nulla, ad indagare fino in fondo: perché condannare una persona è una cosa grave; e bisogna essere sicuri (quanto si può, sempre in questo mondo e non in quello divino viviamo).
    Ma tutto ciò, come ho detto, non fa proprio piacere agli avvocati.

    La seconda ragione:
    Se il Pubblico Ministero non è più un Giudice ma una parte, come un qualsiasi avvocato, allora deve avere un datore di lavoro; proprio come un avvocato. E chi sarà questo datore di lavoro? Ma lo Stato, naturalmente, proprio come in quasi tutti gli altri Paesi occidentali. E che fa il datore di lavoro? Ordina. Stabilisce quello che il dipendente deve fare e quello che non deve fare, come lo deve fare, quando lo deve fare, fino a che punto lo deve fare. E che farà questo PM posto agli ordini dello Stato (dunque del Governo, chi “gestisce” lo Stato è il potere esecutivo)?*Farà i processi che il Governo gli permette di fare; non farà i processi che il Governo non vuole che siano fatti. Peggio, qualche volta gli capiterà di dover fare i processi che il Governo gli ordina di fare. Fuor di metafora, farà i processi per rapina, omicidio e spaccio di droga, insomma quelli che non interessano la classe dirigente; e invece, per restare alla cronaca recente,*non farà i processi contro Mastella e i suoi amici o contro Del Turco e compagnia bella; né naturalmente quelli contro Berlusconi. E forse gli capiterà anche di fare qualche processo contro un avversario politico della maggioranza che è al Governo.

    Forse, se i cittadini sapessero cosa significa davvero la “separazione delle carriere” avrebbero un quadro più chiaro di come la classe politica interpreta l’art. 3 della costituzione, quello che dice che tutti i cittadini sono eguali davanti alla legge.
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  5. #15
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    Predefinito Rif: Ipse dixit

    Citazione Originariamente Scritto da Aldo Raine Visualizza Messaggio
    repapelle:


    nel processo penale accusa e difesa debbono diventare parti che operano su un piano di parità; uno accusa l’imputato e l’altro lo difende; uno raccoglie le prove che provano la colpevolezza e l’altro quelle che provano l’innocenza; e tutti e due smontano le prove dell’altro come meglio possono. Sopra di loro sta il Giudice “terzo e imparziale” che deve stabilire chi tra i due ha torto o ragione. Ne consegue che,*anche se l’accusa è sostenuta da un magistrato, il Pubblico Ministero, questo deve essere diverso, appunto “separato”, dal suo collega che fa il Giudice: e, per ottenere questo obbiettivo, l’unica soluzione è quella di prevedere per i magistrati due carriere separate; quella del Giudice e quello del Pubblico Ministero; e nessuno deve poter passare da un ruolo all’altro.
    Questo è il preupposto che perfeziona il rito accusatoro.
    Mi pare che questo assunto non possa revocarsi nel dubbio.
    E' la cosa giusta da fare.


    Citazione Originariamente Scritto da Aldo Raine Visualizza Messaggio
    Si tratta di una sciocchezza; ed è facile capirne il perché:*il PM tutela gli interessi della collettività, l’avvocato quelli del suo cliente. Per il PM non è importante che l’imputato venga condannato; è importante che il colpevole venga condannato. E quindi, se l’imputato non è colpevole (perché le prove raccolte contro di lui si rivelano non convincenti, insufficienti, contraddittorie) il PM ha l’obbligo di chiedere che venga assolto. In realtà, al di là dell’obbligo, al PM non salta nemmeno in testa di chiedere la condanna di un imputato che ritiene innocente o per il quale le prove raccolte gli sembrano insufficienti. Alla fine,*nel PM, si riassume il ruolo di accusatore e difensore: egli cerca di capire se l’imputato è colpevole o innocente; e, quando crederà di aver capito (perché sempre di giustizia umana si tratta) chiederà al Giudice la condanna o l’assoluzione.
    Aldo, il PM (nella sottolineatura) non ha l'obbligo... . Il Pm può chiedere che l'imputato venga assolto.
    E' un pò diverso.

    L'interesse della collettività è quello che venga raggiunta giustizia.
    Il Pm non è il tutore della collettività bensì rappresenta, nel procedimento penale, l'interesse generale dello Stato alla repressione dei reati.
    E' un pò diverso.

    Il Pm dirige le indagini. Questo è il padre di tutti gli errori compiuti da quel demone di Vassalli. Lo stesso Falcone consapevolmente ebbe a stigmatizzare questa infausta scelta del legislatore.
    Tra l'atro Giovanni Falcone ebbe modo di esprimersi esattamente all'opposto rispetto alla tua opinione anche sulla separazione delle carriere carissimo Aldo.
    per la separazione delle carriere giudici - pm

    Citazione Originariamente Scritto da Aldo Raine Visualizza Messaggio
    L’avvocato difensore, lui si, è uomo di parte; nel senso che egli ha un obbligo ben preciso: far assolvere il proprio cliente oppure, alla peggio, fargli avere la pena più ridotta che sia possibile. Per capire bene questa differenza (che però è talmente ovvia da non meritare commenti) basta*un esempio: se un PM sa che è possibile acquisire una prova che dimostra l’innocenza dell’imputato, la deve acquisire; se un avvocato difensore sa che esiste una prova che dimostra la colpevolezza del suo cliente, deve (proprio deve) evitare (con mezzi leciti si capisce, ma qui il discorso si fa lungo e complicato) impedire che venga scoperta.
    Chiedi a Pisapia se è della idea di stravolgere questo principio.
    Conoscendo il suo roccioso garantismo, che condivido in pieno, ti risponderebbe certamente no e che invece adrebbe rafforzato.

    Osservo incidentalmente che tu, in questo intervento contraddici lo stesso Piero Calamandrei.:giagia:

    Citazione Originariamente Scritto da Aldo Raine Visualizza Messaggio
    Insomma, non è vero che PM e avvocato sono due soggetti animati da interessi contrapposti: il PM può trovarsi dalla stessa parte dell’avvocato. E non è vero che hanno un ruolo processuale paritario: il PM difende un interesse pubblico - l’identificazione e la punizione del colpevole, chiunque esso sia -; l’avvocato difende un interesse privato - l’assoluzione del suo cliente, anche se colpevole -.

    Ma allora perché….?
    Le ragioni sono sostanzialmente due.

    La prima:*gli avvocati soffrono questo loro ruolo di esperti prezzolati; non gli piace questa figura di uomo di parte, sostenitore di interessi precostituiti, da far prevalere anche se infondati; sono a disagio, tanto più se sono persone di valore, quando debbono ricorrere ad argomenti che loro per primi sanno essere infondati;*soffrono questa schizofrenia legale*per la quale, come cittadini (e ancora di più come tecnici del diritto) sono consapevoli della colpevolezza del loro cliente e come avvocati debbono nasconderla, cercando di ottenere una sentenza che, per primi, sanno essere ingiusta. E, in questa situazione,*sentono l’handicap di doversi confrontare con un soggetto, il PM, che non ha di questi problemi; che può sostenere in buona fede (che non vuol dire con ragione) qualsiasi tesi, che ha la libertà di una coerenza intellettuale che loro non possono permettersi. Da qui la necessità di sminuire il loro avversario; di ridurlo a qualcosa di simile a loro; di obbligarlo ad un ruolo partigiano opposto al loro: tu accusi, io difendo; e vinca il migliore.
    Io credo che tu stia farneticando.
    Tipico del resto questo atteggiamento in chi scrutando la toga dell'avvocato con la pupilla della tigre (per mille e più motivi che è sconveniente indicare oltre che assolutamente ininfluenti ai fini del discorso ma che sono riconducibili allo status economico differente) nutre nei confronti di quest'ultimo un palese complesso di inferiorità dovuto ad una posizione professionale diversa dalla sua.

    Ma come si fa a sostenere che gli avvocati, nel processo penale, soffrendo di un complesso di inferiorità nei confronti del pm desiderano che sia varata la separazione delle carriere affinchè il difensore possa spogliarsi definitivamente della supposta "schizofrenia legale" e non perchè sia posto nelle legittime condizioni di parità rispetto alla accusa che oggi dispone di un innegabile potere di supremazia che rende egemonica la sua figura rispetto al difensore nei riguardi del giudicante che deve rimanere terzo?!

    Citazione Originariamente Scritto da Aldo Raine Visualizza Messaggio
    Insomma, il processo come competizione sportiva; con un arbitro, il giudice, che deve solo sorvegliare che le regole del gioco vengano rispettate; e che deciderà quale dei due contendenti ha segnato più punti. Ma naturalmente il processo non è una partita di calcio. La responsabilità penale non può essere il risultato di una gara a chi è più bravo, accusatore o difensore. Il processo (giusto, quello che garantisce davvero il cittadino, non il cosiddetto giusto processo di cui straparlano i nostri politici) necessita di un’indagine preliminare seria e obbiettiva, di un investigatore che non abbia pregiudizi, di un PM pronto a cambiare idea ad ogni momento, di un collaboratore del Giudice nell’accertamento della verità. E necessita anche di un difensore che stimoli il PM, lo tormenti, lo costringa ad approfondire, a non trascurare nulla, ad indagare fino in fondo: perché condannare una persona è una cosa grave; e bisogna essere sicuri (quanto si può, sempre in questo mondo e non in quello divino viviamo).
    Ma tutto ciò, come ho detto, non fa proprio piacere agli avvocati.
    Questo è quello che auspichiamo. L'avvocato agogna la parità reale e non quella virtuale emersa da un "derivato dopato" come quel codice di procedura penale partorito dal Dottor Frankensteine (G. VassallI)
    Ma ciò che dici costituisce il principio cardine del rito accusatorio.
    Non vedo come possa smentire ciò che affermo.

    Citazione Originariamente Scritto da Aldo Raine Visualizza Messaggio
    La seconda ragione:
    Se il Pubblico Ministero non è più un Giudice ma una parte, come un qualsiasi avvocato, allora deve avere un datore di lavoro; proprio come un avvocato. E chi sarà questo datore di lavoro? Ma lo Stato, naturalmente, proprio come in quasi tutti gli altri Paesi occidentali. E che fa il datore di lavoro? Ordina. Stabilisce quello che il dipendente deve fare e quello che non deve fare, come lo deve fare, quando lo deve fare, fino a che punto lo deve fare. E che farà questo PM posto agli ordini dello Stato (dunque del Governo, chi “gestisce” lo Stato è il potere esecutivo)?*Farà i processi che il Governo gli permette di fare; non farà i processi che il Governo non vuole che siano fatti. Peggio, qualche volta gli capiterà di dover fare i processi che il Governo gli ordina di fare. Fuor di metafora, farà i processi per rapina, omicidio e spaccio di droga, insomma quelli che non interessano la classe dirigente; e invece, per restare alla cronaca recente,*non farà i processi contro Mastella e i suoi amici o contro Del Turco e compagnia bella; né naturalmente quelli contro Berlusconi. E forse gli capiterà anche di fare qualche processo contro un avversario politico della maggioranza che è al Governo.
    Questa è la schizofrenia giudiziaria che impropriamente imputavi nel precedente passaggio agli avvocati e che invece emerge in tutta la sua prepotente sconcezza affinchè deliberatamente si confonda un pm al pari del difensore con una presunta acclarata volontà di sottoporlo al potere dell'esecutivo.
    Un infame menzogna.
    E ti spiego perchè è una menzogna.
    Perchè questa presunta volontà che accrediti al cdx e che invece viene utilizzata come clava dal tonno per sostenere il principio "nulla si deve toccare" esporrebbe qualunque politico al rischio di vedersi notificare ordinanze di custodie cautelari in carcere solo per essere la parte politica avversa a quella della maggioranza politica che regge l'esecutivo.
    Questa si che è una pericolosissima arma in dotazione del pazzo di turno.

    Non regge. Non esiste. Non c'è.


    Citazione Originariamente Scritto da Aldo Raine Visualizza Messaggio
    Forse, se i cittadini sapessero cosa significa davvero la “separazione delle carriere” avrebbero un quadro più chiaro di come la classe politica interpreta l’art. 3 della costituzione, quello che dice che tutti i cittadini sono eguali davanti alla legge.


    iaociao:iaociao:iaociao:
    Invece i cittadini hanno preso coscienza di questa necessità a causa delle numerosissime violazioni perpretrate dalla malagiustizia sulla loro pelle.
    Separare le carriere è una necessità impellente non più rinviabile, ma deve essere il coronamento di una operazione che veda riformato prima il cpp contestualemte il reclutamento del magistrato.
    Requirente da un lato e giudicante dall'altro.


    Lascia perdere i prodotti della pescheria andati a male.
    Usa motivi nuovi per contrastare le buone ragioni che militano in favore della separazione delle carriere.:giagia:
    Ultima modifica di Edmond Dantés; 01-06-11 alle 17:44
    "Due cose hanno soddisfatto la mia mente con nuova e crescente ammirazione e soggezione e hanno occupato persistentemente il mio pensiero: il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me" (Immanuel Kant)

  6. #16
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    Predefinito Rif: Ipse dixit

    L' unica rifoma è più leggi meno procedure stupide, meno reati ridicoli, piu' mezzi a 360°...

    la nostra è la migliore magistratura al mondo come indipendenza... bisogna solo di accorgimenti...

    non di stravolgimenti... o di sbilanciamenti.

    NON NE FARETE.

    Rassegnati.
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    Predefinito Rif: Ipse dixit

    Citazione Originariamente Scritto da Aldo Raine Visualizza Messaggio
    repapelle:


    nel processo penale accusa e difesa debbono diventare parti che operano su un piano di parità; uno accusa l’imputato e l’altro lo difende; uno raccoglie le prove che provano la colpevolezza e l’altro quelle che provano l’innocenza; e tutti e due smontano le prove dell’altro come meglio possono. Sopra di loro sta il Giudice “terzo e imparziale” che deve stabilire chi tra i due ha torto o ragione. Ne consegue che,*anche se l’accusa è sostenuta da un magistrato, il Pubblico Ministero, questo deve essere diverso, appunto “separato”, dal suo collega che fa il Giudice: e, per ottenere questo obbiettivo, l’unica soluzione è quella di prevedere per i magistrati due carriere separate; quella del Giudice e quello del Pubblico Ministero; e nessuno deve poter passare da un ruolo all’altro.

    Si tratta di una sciocchezza; ed è facile capirne il perché:*il PM tutela gli interessi della collettività, l’avvocato quelli del suo cliente. Per il PM non è importante che l’imputato venga condannato; è importante che il colpevole venga condannato. E quindi, se l’imputato non è colpevole (perché le prove raccolte contro di lui si rivelano non convincenti, insufficienti, contraddittorie) il PM ha l’obbligo di chiedere che venga assolto. In realtà, al di là dell’obbligo, al PM non salta nemmeno in testa di chiedere la condanna di un imputato che ritiene innocente o per il quale le prove raccolte gli sembrano insufficienti. Alla fine,*nel PM, si riassume il ruolo di accusatore e difensore: egli cerca di capire se l’imputato è colpevole o innocente; e, quando crederà di aver capito (perché sempre di giustizia umana si tratta) chiederà al Giudice la condanna o l’assoluzione.

    L’avvocato difensore, lui si, è uomo di parte; nel senso che egli ha un obbligo ben preciso: far assolvere il proprio cliente oppure, alla peggio, fargli avere la pena più ridotta che sia possibile. Per capire bene questa differenza (che però è talmente ovvia da non meritare commenti) basta*un esempio: se un PM sa che è possibile acquisire una prova che dimostra l’innocenza dell’imputato, la deve acquisire; se un avvocato difensore sa che esiste una prova che dimostra la colpevolezza del suo cliente, deve (proprio deve) evitare (con mezzi leciti si capisce, ma qui il discorso si fa lungo e complicato) impedire che venga scoperta.

    Insomma, non è vero che PM e avvocato sono due soggetti animati da interessi contrapposti: il PM può trovarsi dalla stessa parte dell’avvocato. E non è vero che hanno un ruolo processuale paritario: il PM difende un interesse pubblico - l’identificazione e la punizione del colpevole, chiunque esso sia -; l’avvocato difende un interesse privato - l’assoluzione del suo cliente, anche se colpevole -.

    Ma allora perché….?
    Le ragioni sono sostanzialmente due.

    La prima:*gli avvocati soffrono questo loro ruolo di esperti prezzolati; non gli piace questa figura di uomo di parte, sostenitore di interessi precostituiti, da far prevalere anche se infondati; sono a disagio, tanto più se sono persone di valore, quando debbono ricorrere ad argomenti che loro per primi sanno essere infondati;*soffrono questa schizofrenia legale*per la quale, come cittadini (e ancora di più come tecnici del diritto) sono consapevoli della colpevolezza del loro cliente e come avvocati debbono nasconderla, cercando di ottenere una sentenza che, per primi, sanno essere ingiusta. E, in questa situazione,*sentono l’handicap di doversi confrontare con un soggetto, il PM, che non ha di questi problemi; che può sostenere in buona fede (che non vuol dire con ragione) qualsiasi tesi, che ha la libertà di una coerenza intellettuale che loro non possono permettersi. Da qui la necessità di sminuire il loro avversario; di ridurlo a qualcosa di simile a loro; di obbligarlo ad un ruolo partigiano opposto al loro: tu accusi, io difendo; e vinca il migliore.

    Insomma, il processo come competizione sportiva; con un arbitro, il giudice, che deve solo sorvegliare che le regole del gioco vengano rispettate; e che deciderà quale dei due contendenti ha segnato più punti. Ma naturalmente il processo non è una partita di calcio. La responsabilità penale non può essere il risultato di una gara a chi è più bravo, accusatore o difensore. Il processo (giusto, quello che garantisce davvero il cittadino, non il cosiddetto giusto processo di cui straparlano i nostri politici) necessita di un’indagine preliminare seria e obbiettiva, di un investigatore che non abbia pregiudizi, di un PM pronto a cambiare idea ad ogni momento, di un collaboratore del Giudice nell’accertamento della verità. E necessita anche di un difensore che stimoli il PM, lo tormenti, lo costringa ad approfondire, a non trascurare nulla, ad indagare fino in fondo: perché condannare una persona è una cosa grave; e bisogna essere sicuri (quanto si può, sempre in questo mondo e non in quello divino viviamo).
    Ma tutto ciò, come ho detto, non fa proprio piacere agli avvocati.

    La seconda ragione:
    Se il Pubblico Ministero non è più un Giudice ma una parte, come un qualsiasi avvocato, allora deve avere un datore di lavoro; proprio come un avvocato. E chi sarà questo datore di lavoro? Ma lo Stato, naturalmente, proprio come in quasi tutti gli altri Paesi occidentali. E che fa il datore di lavoro? Ordina. Stabilisce quello che il dipendente deve fare e quello che non deve fare, come lo deve fare, quando lo deve fare, fino a che punto lo deve fare. E che farà questo PM posto agli ordini dello Stato (dunque del Governo, chi “gestisce” lo Stato è il potere esecutivo)?*Farà i processi che il Governo gli permette di fare; non farà i processi che il Governo non vuole che siano fatti. Peggio, qualche volta gli capiterà di dover fare i processi che il Governo gli ordina di fare. Fuor di metafora, farà i processi per rapina, omicidio e spaccio di droga, insomma quelli che non interessano la classe dirigente; e invece, per restare alla cronaca recente,*non farà i processi contro Mastella e i suoi amici o contro Del Turco e compagnia bella; né naturalmente quelli contro Berlusconi. E forse gli capiterà anche di fare qualche processo contro un avversario politico della maggioranza che è al Governo.

    Forse, se i cittadini sapessero cosa significa davvero la “separazione delle carriere” avrebbero un quadro più chiaro di come la classe politica interpreta l’art. 3 della costituzione, quello che dice che tutti i cittadini sono eguali davanti alla legge.


    iaociao:iaociao:iaociao:
    grande intervento... il nostro è il sistema migliore e non si cambia solo perchè va in c..o al banana o alle cricche.
    Ultima modifica di bator; 01-06-11 alle 17:50
    Salviamo ogni albero come se fosse l'ultimo. Vento fresco tra i capelli.

  8. #18
    La Vengeance
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    Predefinito Rif: Ipse dixit

    Citazione Originariamente Scritto da Seyen Visualizza Messaggio
    In buona parte sono d'accordo su quanto scritto in tutto il posto che ho quotato in minima parte. Solo che vorrei chiederti una cosa relativamente all'ultima frase.

    Giusta...giustissima...le cose vanno fatte dalle fondamenta. Ma....se poi al costruttore NON interessa fare il tetto perchè fa comodo che entri l'acqua in casa ma vuole solo mettere le fondamenta per OTTENERE un guadagno dalla posizione ricavata....cosa otteniamo? Quello che rischiamo di avere....una casa SENZA un tetto...in cui continuerà a piovere e che NON ci riparerà da nulla....anche se abbiamo delle belle fondamenta profonde.

    Ora....la riforma proposta da Berlusconi, come dici te, tende a mettere in cantiere SOLO le fondamenta...."dimenticandosi" che poi deve finirla sta benedetta casa se deve essere un riparo PER TUTTI.

    Capisci la MIA preoccupazione?

    P.S: Ammazza come siamo stati allegorici oggi :sofico:
    Casomai avresti dovuto puntare la riflessione sul contrario.
    Berlusocni vuole la separazione delle carriere (il tetto) e non vuole riformare il processo penale (le fondamenta).

    Allora rispondo subito in due parole.
    Quel costruttore che non vuole il tetto andrebbe tolto di mezzo. Come anche chi vuole solo il tetto.
    Affideresti la costruzione della tua dimora ad uno che edifica dimenticando le fondazioni? Io no.
    Come lo costruisce il tetto?
    Su quali pilastri poggia?

    Risulta di tutta evidenza che l'edificio corllerebbe alla prima inavvertibile scossa di terremoto producendo danni inimmaginabili.

    Dunque è necessario che si parta dagli scavi delle fondazioni (riforma del cpp) e si edifichi il "fabbricato" sopra solidi plinti.
    Il tetto (la separazione delle carriere - norma costituzionale) arriva alla fine.

    Un costruttore che non capisce questo o non vuole capirlo deve cambiare mestiere.
    Una delle critiche che ho rivolto ad Alfano e Berlusconi è stata quella di avere parlato della separazione senza avere parlato prima della riforma del cpp.

    Le dinamiche della tettonica a zolle hanno fatto precipitare il vigente cpp nell'abisso Seyen.
    Si prenda atto del fallimento e si cominci dalla riforma del cpp.

    Mi fa piacere Seyen che condividi almeno in parte la ragionevolezza delle considerazioni svolte.
    Ultima modifica di Edmond Dantés; 01-06-11 alle 17:59
    "Due cose hanno soddisfatto la mia mente con nuova e crescente ammirazione e soggezione e hanno occupato persistentemente il mio pensiero: il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me" (Immanuel Kant)

  9. #19
    La Vengeance
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    Predefinito Rif: Ipse dixit

    Citazione Originariamente Scritto da Aldo Raine Visualizza Messaggio
    L' unica rifoma è più leggi meno procedure stupide, meno reati ridicoli, piu' mezzi a 360°...

    la nostra è la migliore magistratura al mondo come indipendenza... bisogna solo di accorgimenti...

    non di stravolgimenti... o di sbilanciamenti.

    NON NE FARETE.

    Rassegnati.
    repapelle:repapelle:
    E' per questo che navighiamo al 156° poto nella graduatoria mondiale in fatto di giustizia. Dopo l'Angola ed il Gabon.
    "...abbiamo la migliore magistratura del mondo..."repapelle:repapelle:
    Ultima modifica di Edmond Dantés; 01-06-11 alle 17:57
    "Due cose hanno soddisfatto la mia mente con nuova e crescente ammirazione e soggezione e hanno occupato persistentemente il mio pensiero: il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me" (Immanuel Kant)

  10. #20
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    Predefinito Rif: Ipse dixit

    Citazione Originariamente Scritto da bator Visualizza Messaggio
    grande intervento... il nostro è il sistema migliore e non si cambia solo perchè va in c..o al banana o alle cricche.
    Senza questo prezioso contributo del professor bator non avremmo saputo come affrontare lo spinoso argomento.:giagia:
    "Due cose hanno soddisfatto la mia mente con nuova e crescente ammirazione e soggezione e hanno occupato persistentemente il mio pensiero: il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me" (Immanuel Kant)

 

 
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