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Discussione: Ipse dixit

  1. #61
    La Vengeance
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    Predefinito Rif: Ipse dixit

    Citazione Originariamente Scritto da Saviano Visualizza Messaggio
    " Martelli accetto' i voti dei clan al Psi "
    Due compagni di partito accusano. L' ex guardasigilli: " Nessun intreccio nell 1987, poi quei consensi andarono a Berlusconi "
    " Martelli accetto' i voti dei clan al Psi "

    .......... :giagia:
    Ho chiesto di chi era quel servizio.
    Non hai risposto.

    Martelli fu l'autore della legge che consentì l'estensione della applicazione del 41 bis alla criminalità organizzata (mafia - camorra - 'ndrangheta etc...).

    Le garanzie, che vengono impropriamente citate nel servizio quali ostacolo della lotta alle mafie dalla sinistra (fatta eccezione per il PSI) che invece imntralciò l'approvazione della legge Martelli (introduzione del 41 bis relativa alla estenzione della applicazione alla criminalità organizzata), costituiscono il fondamento del pensiero di Calamandrei al quale Falcone si ispirava.

    Nulla di più falso Saviano.ncav:
    Falso e diamentralmente opposto alla verità storica dei fatti.
    "Due cose hanno soddisfatto la mia mente con nuova e crescente ammirazione e soggezione e hanno occupato persistentemente il mio pensiero: il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me" (Immanuel Kant)

  2. #62
    veterolegalitario
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    Predefinito Rif: Ipse dixit

    Citazione Originariamente Scritto da Edmond Dantes Visualizza Messaggio
    Ho chiesto di chi era quel servizio.
    Non hai risposto.

    Martelli fu l'autore della legge che consentì l'estensione della applicazione del 41 bis alla criminalità organizzata (mafia - camorra - 'ndrangheta etc...).

    Le garanzie, che vengono impropriamente citate nel servizio quali ostacolo della lotta alle mafie dalla sinistra (fatta eccezione per il PSI) che invece imntralciò l'approvazione della legge Martelli (introduzione del 41 bis relativa alla estenzione della applicazione alla criminalità organizzata), costituiscono il fondamento del pensiero di Calamandrei al quale Falcone si ispirava.

    Nulla di più falso Saviano.ncav:
    Falso e diamentralmente opposto alla verità storica dei fatti.
    avrà un link, immagino ,,.,

    ............ :28035:

  3. #63
    La Vengeance
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    Predefinito Rif: Ipse dixit

    Citazione Originariamente Scritto da Saviano Visualizza Messaggio
    avrà un link, immagino ,,.,

    ............ :28035:
    E' lei che non ha risposto alla mia domanda: di chi è quel servizio che ha linkato?

    Riguardo alla legge Martelli.
    http://it.wikipedia.org/wiki/Articolo_41_bis

    E su chi invece voleva l'abrogazione del 41 bis.
    http://www.lintransigente.it/compone...-il-41bis.html

    http://noal41bis.wordpress.com/2008/...timo-il-41bis/

    Inquietanti riflessioni.
    http://www.daw-blog.com/2011/03/07/l...tro-sul-41bis/

    Torniamo alle garanzie di Calamandrei che è meglio!
    Ultima modifica di Edmond Dantés; 06-06-11 alle 13:34
    "Due cose hanno soddisfatto la mia mente con nuova e crescente ammirazione e soggezione e hanno occupato persistentemente il mio pensiero: il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me" (Immanuel Kant)

  4. #64
    La Vengeance
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    Predefinito Rif: Ipse dixit

    A coronamento (e chiusura) dei link da me postati nel precedente intervento
    introduco anche questo che cercavo e non riuscivo a reperire.

    A proposito della legge Martelli e dei non ricordo di alcuni "smemorati"hefico:.
    http://www.parlamento.it/documenti/r...18.01.2011.pdf
    Ultima modifica di Edmond Dantés; 06-06-11 alle 14:01
    "Due cose hanno soddisfatto la mia mente con nuova e crescente ammirazione e soggezione e hanno occupato persistentemente il mio pensiero: il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me" (Immanuel Kant)

  5. #65
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    Predefinito Rif: Ipse dixit

    Citazione Originariamente Scritto da Edmond Dantes Visualizza Messaggio
    A coronamento (e chiusura) dei link da me postati nel precedente intervento
    introduco anche questo che cercavo e non riuscivo a reperire.

    A proposito della legge Martelli e dei non ricordo di alcuni "smemorati"hefico:.
    http://www.parlamento.it/documenti/r...18.01.2011.pdf
    Ecco un articolo completo ,un infinitesimo della mia raccolta.



    Giovanni Falcone e Paolo Borsellino

    “”….:Giovanni e Paolo non erano molto amati neppure nelle stanze che contano. Ovvio, si trattava di ostilità che si manifestava in modo diverso.

    Eppure quella ostilità pesava esattamente quanto le pallottole.

    A Giovanni Falcone fu riservata prima la tagliente ironia del Palazzo di Giustizia di Palermo, poi la saccente campagna di stampa contro la presunta smania di protagonismo, quindi un vero e proprio “sbarramento” che gli avrebbe precluso il naturale ruolo di coordinatore delle inchieste sulla mafia. Analoghe difficoltà avrebbe poi incontrato Borsellino durante la sua permanenza a Palermo, dopo l'esperienza di Marsala, nella stanza di procuratore aggiunto.

    Una marcia lenta - quella di Falcone - verso la delegittimazione, fino al tritolo di Capaci, passando per l'inquietante avvertimento dell'Addaura (attentato fallito del giugno 1989) che si saldava con le “bordate” anonime degli scritti del “Corvo”.

    Quando Falcone salta in aria, Paolo Borsellino capisce che non gli resterà troppo tempo. Lo dice chiaro: “Devo fare in fretta, perché adesso tocca a me”. Nessuna fantasia di tragediografo ha mai prodotto nulla di simile. A rileggere, oggi, gli ultimi movimenti, le ultime parole di Paolo Borsellino, ci si imbatte in un uomo cosciente della propria fine imminente, perfettamente consapevole persino del possibile movente, eppure incapace di tirarsi indietro. Forse speranzoso di potercela fare, forse rassegnato ad una morte che in cuor suo “doveva” al suo amico Giovanni. (...)””

    Giovanni Falcone e Paolo Borsellino

    La strage di Capaci (23 maggio 1992) La strage di Capaci (23 maggio 1992)


    Con questo commosso e polemico discorso pronunciato a Palermo il 25 giugno 1992 nel corso di una manifestazione promossa da Micromega Borsellino denunciò con forza e senza nessun ricorso alla diplomazia la costante opposizione al lavoro e al metodo di Giovanni Falcone di parti consistenti delle istituzioni, che hanno agito per isolare il fondatore del pool antimafia e per rendere impossibile il suo impegno: in questo senso, “Falcone cominciò a morire nel gennaio del 1988” quando il CSM gli preferì Antonino Meli per la carica di procuratore capo di Palermo.
    Quest'intervento è stato pubblicato nel marzo 1993 sulla rivista Micromega
    .


    I giorni di Giuda…..


    Cercò di ricreare in campo nazionale e con leggi dello Stato quelle esperienze del pool antimafia che erano nate artigianalmente senza che la legge le prevedesse e senza che la legge, anche nei momenti di maggiore successo, le sostenesse. Questo, a torto o a ragione, ma comunque sicuramente nei suoi intenti, era la superprocura, sulla quale anch'io ho espresso nell'immediatezza delle perplessità, firmando la lettera sostanzialmente critica sulla superprocura predisposta dal collega Marcello Maddalena, ma mai neanche un istante ho dubitato che questo strumento sulla cui creazione Giovanni Falcone aveva lavorato servisse nei suoi intenti, nelle sue idee, a torto o a ragione, per ritornare, soprattutto, per consentirgli di ritornare a fare il magistrato, come egli voleva. Il suo intento era questo e l'organizzazione mafiosa - non voglio esprimere opinioni circa il fatto se si è trattato di mafia e soltanto di mafia, ma di mafia si è trattato comunque - e l'organizzazione mafiosa, quando ha preparato ed attuato l'attentato del 23 maggio, l'ha preparato ed attuato proprio nel momento in cui, a mio parere, si erano concretizzate tutte le condizioni perché Giovanni Falcone, nonostante la violenta opposizione di buona parte del Consiglio superiore della magistratura, era ormai a un passo, secondo le notizie che io conoscevo, che gli avevo comunicato e che egli sapeva e che ritengo fossero conosciute anche al di fuori del Consiglio, al di fuori del Palazzo, dico, era ormai a un passo dal diventare il direttore nazionale antimafia.
    Ecco perché, forse, ripensandoci, quando Caponnetto dice cominciò a morire nel gennaio del 1988 aveva proprio ragione anche con riferimento all'esito di questa lotta che egli fece soprattutto per potere continuare a lavorare.

    Poi possono essere avanzate tutte le critiche, se avanzate in buona fede e se avanzate riconoscendo questo intento di Giovanni Falcone, si può anche dire che si prestò alla creazione di uno strumento che poteva mettere in pericolo l'indipendenza della magistratura, si può anche dire che per creare questo strumento egli si avvicinò troppo al potere politico, ma quello che non si può contestare è che Giovanni Falcone in questa sua breve, brevissima esperienza ministeriale lavorò soprattutto per potere al più presto tornare a fare il magistrato. Ed è questo che gli è stato impedito, perché è questo che faceva paura.


    Biografia del giudice Paolo Borsellino Il giudice Paolo Borsellino: biografia


    .....""Lo stesso giorno Borsellino va nella casa del mare, a Villagrazia, con la scorta. Si distende, va in barca con uno dei pochi amici rimasti. Dopo pranzo torna a Palermo per accompagnare la mamma dal medico e con l’esplosione dell’autobomba sotto la casa, in via D’Amelio, muore con tutta la scorta. E’ il 19 luglio del 1992.""

    Raine e Saviano vediamo se riuscite ad "immerdare" anche queste testimonianze,universalmente riconosciute.

    Dai forza ,che comincio a divertirmi.

    afm

    :909345276:
    "La vita è un suono tra due silenzi"

    Gli amici vanno e vengono, i nemici si accumulano

  6. #66
    La Vengeance
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    Predefinito Rif: Ipse dixit

    Citazione Originariamente Scritto da afm Visualizza Messaggio
    Ecco un articolo completo ,un infinitesimo della mia raccolta.



    Giovanni Falcone e Paolo Borsellino

    “”….:Giovanni e Paolo non erano molto amati neppure nelle stanze che contano. Ovvio, si trattava di ostilità che si manifestava in modo diverso.

    Eppure quella ostilità pesava esattamente quanto le pallottole.

    A Giovanni Falcone fu riservata prima la tagliente ironia del Palazzo di Giustizia di Palermo, poi la saccente campagna di stampa contro la presunta smania di protagonismo, quindi un vero e proprio “sbarramento” che gli avrebbe precluso il naturale ruolo di coordinatore delle inchieste sulla mafia. Analoghe difficoltà avrebbe poi incontrato Borsellino durante la sua permanenza a Palermo, dopo l'esperienza di Marsala, nella stanza di procuratore aggiunto.

    Una marcia lenta - quella di Falcone - verso la delegittimazione, fino al tritolo di Capaci, passando per l'inquietante avvertimento dell'Addaura (attentato fallito del giugno 1989) che si saldava con le “bordate” anonime degli scritti del “Corvo”.

    Quando Falcone salta in aria, Paolo Borsellino capisce che non gli resterà troppo tempo. Lo dice chiaro: “Devo fare in fretta, perché adesso tocca a me”. Nessuna fantasia di tragediografo ha mai prodotto nulla di simile. A rileggere, oggi, gli ultimi movimenti, le ultime parole di Paolo Borsellino, ci si imbatte in un uomo cosciente della propria fine imminente, perfettamente consapevole persino del possibile movente, eppure incapace di tirarsi indietro. Forse speranzoso di potercela fare, forse rassegnato ad una morte che in cuor suo “doveva” al suo amico Giovanni. (...)””

    Giovanni Falcone e Paolo Borsellino

    La strage di Capaci (23 maggio 1992) La strage di Capaci (23 maggio 1992)


    Con questo commosso e polemico discorso pronunciato a Palermo il 25 giugno 1992 nel corso di una manifestazione promossa da Micromega Borsellino denunciò con forza e senza nessun ricorso alla diplomazia la costante opposizione al lavoro e al metodo di Giovanni Falcone di parti consistenti delle istituzioni, che hanno agito per isolare il fondatore del pool antimafia e per rendere impossibile il suo impegno: in questo senso, “Falcone cominciò a morire nel gennaio del 1988” quando il CSM gli preferì Antonino Meli per la carica di procuratore capo di Palermo.
    Quest'intervento è stato pubblicato nel marzo 1993 sulla rivista Micromega
    .


    I giorni di Giuda…..


    Cercò di ricreare in campo nazionale e con leggi dello Stato quelle esperienze del pool antimafia che erano nate artigianalmente senza che la legge le prevedesse e senza che la legge, anche nei momenti di maggiore successo, le sostenesse. Questo, a torto o a ragione, ma comunque sicuramente nei suoi intenti, era la superprocura, sulla quale anch'io ho espresso nell'immediatezza delle perplessità, firmando la lettera sostanzialmente critica sulla superprocura predisposta dal collega Marcello Maddalena, ma mai neanche un istante ho dubitato che questo strumento sulla cui creazione Giovanni Falcone aveva lavorato servisse nei suoi intenti, nelle sue idee, a torto o a ragione, per ritornare, soprattutto, per consentirgli di ritornare a fare il magistrato, come egli voleva. Il suo intento era questo e l'organizzazione mafiosa - non voglio esprimere opinioni circa il fatto se si è trattato di mafia e soltanto di mafia, ma di mafia si è trattato comunque - e l'organizzazione mafiosa, quando ha preparato ed attuato l'attentato del 23 maggio, l'ha preparato ed attuato proprio nel momento in cui, a mio parere, si erano concretizzate tutte le condizioni perché Giovanni Falcone, nonostante la violenta opposizione di buona parte del Consiglio superiore della magistratura, era ormai a un passo, secondo le notizie che io conoscevo, che gli avevo comunicato e che egli sapeva e che ritengo fossero conosciute anche al di fuori del Consiglio, al di fuori del Palazzo, dico, era ormai a un passo dal diventare il direttore nazionale antimafia.
    Ecco perché, forse, ripensandoci, quando Caponnetto dice cominciò a morire nel gennaio del 1988 aveva proprio ragione anche con riferimento all'esito di questa lotta che egli fece soprattutto per potere continuare a lavorare.

    Poi possono essere avanzate tutte le critiche, se avanzate in buona fede e se avanzate riconoscendo questo intento di Giovanni Falcone, si può anche dire che si prestò alla creazione di uno strumento che poteva mettere in pericolo l'indipendenza della magistratura, si può anche dire che per creare questo strumento egli si avvicinò troppo al potere politico, ma quello che non si può contestare è che Giovanni Falcone in questa sua breve, brevissima esperienza ministeriale lavorò soprattutto per potere al più presto tornare a fare il magistrato. Ed è questo che gli è stato impedito, perché è questo che faceva paura.


    Biografia del giudice Paolo Borsellino Il giudice Paolo Borsellino: biografia


    .....""Lo stesso giorno Borsellino va nella casa del mare, a Villagrazia, con la scorta. Si distende, va in barca con uno dei pochi amici rimasti. Dopo pranzo torna a Palermo per accompagnare la mamma dal medico e con l’esplosione dell’autobomba sotto la casa, in via D’Amelio, muore con tutta la scorta. E’ il 19 luglio del 1992.""

    Raine e Saviano vediamo se riuscite ad "immerdare" anche queste testimonianze,universalmente riconosciute.

    Dai forza ,che comincio a divertirmi.

    afm

    :909345276:
    afm, sono fuggiti già da stamattina.
    Saviano poi deve ancora rispondere alla domanda "di chi è il video " che ha postato nel suo intervento di replica.
    Missing.

    Hanno confuso le garanzie di Piero Calamandrei con quelle che consegnerebbero volentieri ai mafiosi contrariamente alle frottole che raccontano, attribuendole ad altri, emulando i loro beniamini che li avrebbero preceduti nella trattativa Stato-mafia. I Conso, i Mancino, gli Scalfaro, i Ciampi e tutti li mejo bovi della stalla della premiata fattoria molisana e di quella del commendator Gargamella da Piacenza.

    Ciò che è sospetto in questa sinistra è quanto segue caro afm.
    E' sospetto il tentativo di confondere le torbide acque in cui sono ancora immersi certi naufraghi della prima repubblica ai quali è stato donato un boccaglio perchè i loro cupi volti rimangano inabissati e non siano riconoscibili coperta dalla mistificazione acclarata dai fatti che vorrebbe gli uomini del cdx indagati per "concorso esterno". Reato questo inesistente nel nostro ordinamento ma elevato a cotal rango dalla conventicola giudizial-politica di colore Viola.nte.

    Insomma afm, si getta il fango su Berlusconi e Dell'Utri perchè si possano mantenere occulti i veri autori della trattativa dello Stato con la mafia.

    Calamandrei parlava di garanzie per l'imputato. Era un socialista.
    Loro parlano dell'abolizione del carcere duro per i mafiosi.
    Una "garanzia" di "morbidezza" per la criminalità organizzata.

    Negherebbero l'evidenza. Lo fanno per molto meno. Lo fanno tifando per quei compari che dopo avere sciolto i bimbi nell'acido si "pentono" fruendo dei benefici dichiarando in cambio ciò che i pm vogliono sentirsi dire.

    Immondizia.
    Sono in malafede e mentono spudoratamente.
    Disgustosi.:giagia::giagia:
    Ultima modifica di Edmond Dantés; 06-06-11 alle 19:23
    "Due cose hanno soddisfatto la mia mente con nuova e crescente ammirazione e soggezione e hanno occupato persistentemente il mio pensiero: il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me" (Immanuel Kant)

  7. #67
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    Predefinito Rif: Ipse dixit

    Citazione Originariamente Scritto da Edmond Dantes Visualizza Messaggio
    A coronamento (e chiusura) dei link da me postati nel precedente intervento
    introduco anche questo che cercavo e non riuscivo a reperire.

    A proposito della legge Martelli e dei non ricordo di alcuni "smemorati"hefico:.
    http://www.parlamento.it/documenti/r...18.01.2011.pdf
    di martelli ricordo che è un pregiudicato per il conto protezione .... non so lei ....
    falcone non ebbe modo di venirne a conoscenza .... l'ammazzarono prima ....
    finitevela di usare la storia a vostro uso e consumo ....
    ed ora torni pure a calamandrei ..... del quale NULLA si sa di cosa ne avrebbe pensato delle leggi ad personam ....
    o, meglio .... NULLA ne dice lei ....

  8. #68
    La Vengeance
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    Predefinito Rif: Ipse dixit

    Citazione Originariamente Scritto da Saviano Visualizza Messaggio
    di martelli ricordo che è un pregiudicato per il conto protezione .... non so lei ....
    falcone non ebbe modo di venirne a conoscenza .... l'ammazzarono prima ....
    finitevela di usare la storia a vostro uso e consumo ....
    ed ora torni pure a calamandrei ..... del quale NULLA si sa di cosa ne avrebbe pensato delle leggi ad personam ....
    o, meglio .... NULLA ne dice lei ....
    La finisca lei di travagliare continuamente il 3d con speciosi argomenti fuori topic.
    Risponda alla mia domanda alla quale è sfuggito sino ad ora: Di chi era quel video che ha postato nella pagina precedente?hefico:

    Vuole riscrivere la storia forse?
    No perchè a voi tutto è concesso. Persino rovesciando la realtà affermare menzogne spacciandole per verità inconfutabili.
    "Due cose hanno soddisfatto la mia mente con nuova e crescente ammirazione e soggezione e hanno occupato persistentemente il mio pensiero: il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me" (Immanuel Kant)

  9. #69
    veterolegalitario
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    Predefinito Rif: Ipse dixit

    Citazione Originariamente Scritto da Edmond Dantes Visualizza Messaggio
    La finisca lei di travagliare continuamente il 3d con speciosi argomenti fuori topic.
    Risponda alla mia domanda alla quale è sfuggito sino ad ora: Di chi era quel video che ha postato nella pagina precedente? hefico:

    Vuole riscrivere la storia forse?
    No perchè a voi tutto è concesso. Persino rovesciando la realtà affermare menzogne spacciandole per verità inconfutabili.
    mi consenta ,,,,, checazzo ne so?

    fatto sta che afferma le stesse cose dell'articolo del corriere e, come lei BEN saprà, ANCHE circostanze riconosciute come veritiere in PIU' di una sentenza di processi di mafia ....
    accidenti ...!!!! ... ho pronunciato la parola FATTO pur sapendo che lei è ALLERGICO .... iango:

    mi scusi, non si ripeterà ....

  10. #70
    La Vengeance
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    Predefinito Rif: Ipse dixit

    Citazione Originariamente Scritto da Saviano Visualizza Messaggio
    mi consenta ,,,,, checazzo ne so?

    fatto sta che afferma le stesse cose dell'articolo del corriere e, come lei BEN saprà, ANCHE circostanze riconosciute come veritiere in PIU' di una sentenza di processi di mafia ....
    accidenti ...!!!! ... ho pronunciato la parola FATTO pur sapendo che lei è ALLERGICO .... iango:

    mi scusi, non si ripeterà ....
    Allora siamo legittimati a sospettare che sia stato frutto della sinistra manipolazione.
    Potrebbe averla posta in essere lei.

    E' lei che è allergico alla parola "fatto".
    La storia è formata da una concatenazione di "fatti" inseriti nel "tempo" (non metereologico Saviano).
    E Martelli in quel tempo ha "fatto" varare quella legge la cui sospetta disapplicazione sarebbe stata operata da Conso, Scalfaro, Ciampi e Mancino.
    "Fatto" sul quale si sta indagando.:giagia::giagia:
    Ultima modifica di Edmond Dantés; 07-06-11 alle 17:40
    "Due cose hanno soddisfatto la mia mente con nuova e crescente ammirazione e soggezione e hanno occupato persistentemente il mio pensiero: il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me" (Immanuel Kant)

 

 
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