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  1. #11
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    Citazione Originariamente Scritto da Defender Visualizza Messaggio
    Morfy, un saltino e vieni da noi
    non c'è bisogno che salti. E' già, deve solo ammetterlo a se stesso.
    per il resto a m'importa se sostiene il no. Libertà massima.
    Ma qui si è all'assurdo di denigrare il proprio segretario di partito sulla base di veline della faizione avversa senza neppure dire perché si vuole l'acqua privata o il nucleare.
    Siamo all'attacco personale. E' ridicolo.
    Ultima modifica di stefaboy; 05-06-11 alle 02:13
    Ferrara era comunista poi il comunismo è morto, allora è diventato Craxiano e Craxi è morto, poi è diventato Berlusconiano. PORTA SFIGA
    (brunik - 25/09/2011)

  2. #12
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    non vedo perché voler votare no ai referendum (ci sono diecimila ragioni per farlo) debba essere indice di non appartenenza al pd.

  3. #13
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    Citazione Originariamente Scritto da stefaboy Visualizza Messaggio
    Falla finita di dire sciocchezze. Io so chi sei e so anche chi non sei.
    Tu non sei un iscritto al PD.
    Ci vuole una faccia tostissima a fingere di esserlo per anni come stai facendo tu.
    ostridicolo:

    Sentiamo e chi sarei io, dai su?
    Ultima modifica di Morfeo; 05-06-11 alle 02:53
    Dannato Barone Rosso.

  4. #14
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    Citazione Originariamente Scritto da Feliks Visualizza Messaggio
    non vedo perché voler votare no ai referendum (ci sono diecimila ragioni per farlo) debba essere indice di non appartenenza al pd.
    Ma appunto è completamente ridicolo, ma lui si sente realizzato a dare patenti di sinistra e di PD.
    Ultima modifica di Morfeo; 05-06-11 alle 04:37
    Dannato Barone Rosso.

  5. #15
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    Predefinito Rif: 3 Si del tutto strumentali

    Bersani con l'acqua alla gola

    Caro Bersani, stai sbagliando a sostenere il sì ai due referendum sull'acqua. Non c'è alcun appello o missiva con queste precise parole, però in questi giorni sta crescendo la fronda riformatrice di economisti e tecnici vicini agli ex Ds che, pur non essendo organici al Pd, non intendono assecondare i promotori del referendum contro la presunta privatizzazione dell'acqua.

    Ieri è stato l'ex ministro ds della Funzione pubblica, il costituzionalista Franco Bassanini, attuale presidente della Cassa depositi e prestiti, a sottolineare nel corso del Festival dell'economia a Trento l'opportunità di procedere nelle liberalizzazioni in alcuni settori chiave, come il servizio idrico: «Se alcuni settori torneranno alla gestione dello Stato, tutti gli interventi necessari all'ammodernamento saranno affossati o finiranno per incidere sul debito pubblico. Dobbiamo invece salvaguardare le risorse per i settori che non possono essere privatizzati, come scuola, sicurezza e giustizia».

    Anche un tecnico come Giulio Napolitano, docente di diritto amministrativo ed esperto di diritto pubblico dell'economia, ha ricordato che «di per sé la gestione privata non è incompatibile con la fornitura di un servizio accessibile a tutti. Così come, all'opposto, la gestione pubblica purtroppo non è garanzia sufficiente della fruizione diffusa del bene e soprattutto della sua qualità».

    A sconfessare la linea del partito guidato da Pier Luigi Bersani è uno degli economisti più competenti in materia di tariffe e di servizi pubblici locali, ovvero Claudio De Vincenti, in passato consigliere economico del viceministro delle Finanze, Vincenzo Visco, e presidente del Nars (il comitato tecnico sulle tariffe regolate che faceva parte del ministero dell'Economia). De Vincenti in un puntuto saggio sull'ultimo numero della rivista dalemiana Italianieuropei ha scritto: «Dietro la bandiera dell'acqua pubblica il primo quesito punta a tornare, non solo nel settore idrico, ma anche in quelli dei rifiuti e dei trasporti, alla mera gestione diretta dei servizi da parte dei comuni, peraltro tuttora prevalente». Le altre stoccate sono dirette al Pd: «Il referendum punta a liquidare i tentativi avviati dai governi di centrosinistra per portare i servizi pubblici locali a una gestione industriale orientata all'efficienza e superare finalmente forme di gestione dei servizi che sono finite nel vicolo cieco di un drammatico fallimento». In altri termini, secondo De Vincenti, i referendari ai quali si è accodato il partito capitanato da Bersani punta «a difendere gli orticelli di monopolio locale e non a promuovere regole omogenee sul territorio nazionale». «È sconfortante dover constatare che il secondo quesito referendario costituisca un ritorno a concezioni ingenue risalenti all'infanzia della sinistra e di cui già Marx aveva fatto giustizia», conclude l'economista sulla rivista culturale edita dalla fondazione Italianieuropei di Massimo D'Alema e Giuliano Amato.

    Infatti se sono variegate le posizioni degli esperti di centrosinistra sulla prima domanda – che punta ad eliminare l'obbligo di gara per la gestione dei servizi – sul secondo quesito – che punta ad abolire la remunerazione del capitale investito attraverso la tariffa idrica. Ecco il risultato in termini economici in caso di vittoria del sì alla seconda domanda referendaria, secondo l'economista Enrico Morando, una delle menti economiche della componente veltronia-moderata del Pd: «Blocco dell'impiego di capitale proprio, tutto a debito, con leve finanziarie lunghissime; le banche diventerebbero il soggetto economico che domina la politica degli investimenti nel settore; il debito pubblico implicito (ed esplicito) aumenta, a carico delle generazioni future. Insomma, a me sembra che valga la pena impegnarsi per far vincere il No a questo referendum». Non è l'unico. Anche Massimo D'Antonio, docente di Scienza delle finanze all'università di Siena, sulla rivista di sinistra Left Wing ha scritto che voterà no. «In un quadro di crisi della finanza pubblica – ha commentato Giulio Napolitano proprio sulla questione – la tariffa è l'unico modo per coprire i costi di investimento e di gestione, per stimolare gli interventi necessari a migliorare i servizi resi ai cittadini».

    Bersani con l'acqua alla gola - PRIMO PIANO - Italiaoggi

    Il fior fiore dei tecnici di sinistra boccia il quesito referendario, il voto del PD è meramente politico per tentare di far male a berlusconi.
    Io il Bersani l'ho sostenuto perchè doveva creare l'alternativa, non il mero vuoto anti-belusconismo di franceschini.
    Ultima modifica di Morfeo; 05-06-11 alle 04:43
    Dannato Barone Rosso.

  6. #16
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    Citazione Originariamente Scritto da Feliks Visualizza Messaggio
    non vedo perché voler votare no ai referendum (ci sono diecimila ragioni per farlo) debba essere indice di non appartenenza al pd.
    Questo è un discorso diverso.
    Un conto è parlare di ragioni del no che io rispetto
    un conto è scavalcare completamente le ragioni, anzi evitarle proprio e partire dalla denigrazione del segretario nazionale per mettere in rilievo le sue contraddizioni che io potrei smontare totalmente.
    Neanche gli oppositori di Bersani più integralisti l'attaccano così frontalmente a 7 giorni dalle urne.
    E' semplicemente ridicolo. io non ho mai creduto morfeo fosse un Piddino, me l'ha sempre confermato centinaia di volte in ogni suo discorso.
    Tra l'altro neppure smentisce.

    Viene qui a fingere di esserlo, a postare su un forum democratico che di democratico ha solo l'etichetta perché gliel'ha appiccicata l'amministrazione, frequentato da pidiellini e 2 gatti.
    Ultima modifica di stefaboy; 05-06-11 alle 08:56
    Ferrara era comunista poi il comunismo è morto, allora è diventato Craxiano e Craxi è morto, poi è diventato Berlusconiano. PORTA SFIGA
    (brunik - 25/09/2011)

  7. #17
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    E' vero che 6 dei 13 componenti della segreteria PD sono favorevoli alla legge Ronchi. Sta di fatto che, personalmente, non credo sia la soluzione giusta per sistemare il disastrato sistema idrico italiano. E' come dire, la Sanità non funziona? Privatizziamola.... un abominio. Per il nucleare invece non credo il PD debba essere contro, che invece si debba ricercare un nucleare pulito e nel frattempo incrementare le energie rinnovabili (la Germania se nn erro ricava il 17% dell'energia nazionale dalle fonti rinnovabili, se arrivassimo anche noi ad un tale risultato potremmo sperare di affrancarci dal nucleare)
    Se hai un po di tempo da perdere fai un salto qui:
    www.candidonews.wordpress.com
    Un blog in cui parlare di Politica, Informazione, Televisione, Cinema e tanto altro...

  8. #18
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    Citazione Originariamente Scritto da danny78 Visualizza Messaggio
    E' vero che 6 dei 13 componenti della segreteria PD sono favorevoli alla legge Ronchi. Sta di fatto che, personalmente, non credo sia la soluzione giusta per sistemare il disastrato sistema idrico italiano. E' come dire, la Sanità non funziona? Privatizziamola.... un abominio. Per il nucleare invece non credo il PD debba essere contro, che invece si debba ricercare un nucleare pulito e nel frattempo incrementare le energie rinnovabili (la Germania se nn erro ricava il 17% dell'energia nazionale dalle fonti rinnovabili, se arrivassimo anche noi ad un tale risultato potremmo sperare di affrancarci dal nucleare)
    mi posti il link per favore?

    ps: non è polemica
    poi spiego perché sono contrario a questo genere di impostazione durante la campagna referendaria.
    Ferrara era comunista poi il comunismo è morto, allora è diventato Craxiano e Craxi è morto, poi è diventato Berlusconiano. PORTA SFIGA
    (brunik - 25/09/2011)

  9. #19
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    Citazione Originariamente Scritto da morfeo Visualizza Messaggio
    Bersani con l'acqua alla gola

    Caro Bersani, stai sbagliando a sostenere il sì ai due referendum sull'acqua. Non c'è alcun appello o missiva con queste precise parole, però in questi giorni sta crescendo la fronda riformatrice di economisti e tecnici vicini agli ex Ds che, pur non essendo organici al Pd, non intendono assecondare i promotori del referendum contro la presunta privatizzazione dell'acqua.

    Ieri è stato l'ex ministro ds della Funzione pubblica, il costituzionalista Franco Bassanini, attuale presidente della Cassa depositi e prestiti, a sottolineare nel corso del Festival dell'economia a Trento l'opportunità di procedere nelle liberalizzazioni in alcuni settori chiave, come il servizio idrico: «Se alcuni settori torneranno alla gestione dello Stato, tutti gli interventi necessari all'ammodernamento saranno affossati o finiranno per incidere sul debito pubblico. Dobbiamo invece salvaguardare le risorse per i settori che non possono essere privatizzati, come scuola, sicurezza e giustizia».

    Anche un tecnico come Giulio Napolitano, docente di diritto amministrativo ed esperto di diritto pubblico dell'economia, ha ricordato che «di per sé la gestione privata non è incompatibile con la fornitura di un servizio accessibile a tutti. Così come, all'opposto, la gestione pubblica purtroppo non è garanzia sufficiente della fruizione diffusa del bene e soprattutto della sua qualità».

    A sconfessare la linea del partito guidato da Pier Luigi Bersani è uno degli economisti più competenti in materia di tariffe e di servizi pubblici locali, ovvero Claudio De Vincenti, in passato consigliere economico del viceministro delle Finanze, Vincenzo Visco, e presidente del Nars (il comitato tecnico sulle tariffe regolate che faceva parte del ministero dell'Economia). De Vincenti in un puntuto saggio sull'ultimo numero della rivista dalemiana Italianieuropei ha scritto: «Dietro la bandiera dell'acqua pubblica il primo quesito punta a tornare, non solo nel settore idrico, ma anche in quelli dei rifiuti e dei trasporti, alla mera gestione diretta dei servizi da parte dei comuni, peraltro tuttora prevalente». Le altre stoccate sono dirette al Pd: «Il referendum punta a liquidare i tentativi avviati dai governi di centrosinistra per portare i servizi pubblici locali a una gestione industriale orientata all'efficienza e superare finalmente forme di gestione dei servizi che sono finite nel vicolo cieco di un drammatico fallimento». In altri termini, secondo De Vincenti, i referendari ai quali si è accodato il partito capitanato da Bersani punta «a difendere gli orticelli di monopolio locale e non a promuovere regole omogenee sul territorio nazionale». «È sconfortante dover constatare che il secondo quesito referendario costituisca un ritorno a concezioni ingenue risalenti all'infanzia della sinistra e di cui già Marx aveva fatto giustizia», conclude l'economista sulla rivista culturale edita dalla fondazione Italianieuropei di Massimo D'Alema e Giuliano Amato.

    Infatti se sono variegate le posizioni degli esperti di centrosinistra sulla prima domanda – che punta ad eliminare l'obbligo di gara per la gestione dei servizi – sul secondo quesito – che punta ad abolire la remunerazione del capitale investito attraverso la tariffa idrica. Ecco il risultato in termini economici in caso di vittoria del sì alla seconda domanda referendaria, secondo l'economista Enrico Morando, una delle menti economiche della componente veltronia-moderata del Pd: «Blocco dell'impiego di capitale proprio, tutto a debito, con leve finanziarie lunghissime; le banche diventerebbero il soggetto economico che domina la politica degli investimenti nel settore; il debito pubblico implicito (ed esplicito) aumenta, a carico delle generazioni future. Insomma, a me sembra che valga la pena impegnarsi per far vincere il No a questo referendum». Non è l'unico. Anche Massimo D'Antonio, docente di Scienza delle finanze all'università di Siena, sulla rivista di sinistra Left Wing ha scritto che voterà no. «In un quadro di crisi della finanza pubblica – ha commentato Giulio Napolitano proprio sulla questione – la tariffa è l'unico modo per coprire i costi di investimento e di gestione, per stimolare gli interventi necessari a migliorare i servizi resi ai cittadini».

    Bersani con l'acqua alla gola - PRIMO PIANO - Italiaoggi

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    Io il Bersani l'ho sostenuto perchè doveva creare l'alternativa, non il mero vuoto anti-belusconismo di franceschini.
    questo è l'articolo

    nelMerito.com - ANCORA SUL REFERENDUM: LA QUESTIONE DELLE TARIFFE*

  10. #20
    Clandestino
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    Morfeo ti sei fatto nuovamente togliere il patentino di elettore del PD. :sofico:

 

 
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