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Discussione: Referendum, che fare?

  1. #1
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    Predefinito Referendum, che fare?

    Referendum, perché respingerli

    di Riccardo Cascioli

    La Bussola Quotidiana, 09-06-2011



    Referendum, che fare?

    Chi ha seguito La Bussola Quotidiana in questi giorni sa quale sia il nostro orientamento e anche le ragioni. Lo ribadiamo subito: siamo contrari a questi referendum e crediamo che la cosa migliore sia non andare a votare per evitare che vincano i “sì”. Detto questo va anche precisato che in gioco non ci sono “princìpi non negoziabili”, per cui una diversità di vedute è certamente legittima.

    Il che però non vuol dire che non si debba almeno cercare di capire cosa c’è davvero in gioco, e non giudicare sull’onda dei luoghi comuni quando non della disinformazione, magari tirando in ballo a sproposito la dottrina sociale della Chiesa. Ed è questo che vorremmo cercare di chiarire.

    Anzitutto la questione del non voto. Anche il presidente della Repubblica è intervenuto nei giorni scorsi parlando, a proposito della sua scelta personale, di un diritto-dovere di voto. Analogamente hanno fatto alcuni esponenti del mondo cattolico. Si tratta di un’affermazione equivoca e anche grave, perché per il referendum, Costituzione alla mano (art. 75), non c’è alcun “dovere civico”, ma solo un diritto di partecipare. Di più, lo stesso articolo 75 della Costituzione dà al non voto un valore “positivo” prevedendo un quorum (il 50%) al di sotto del quale il referendum è annullato. Quindi il non voto, al referendum, ha la stessa dignità del voto ed è considerata una scelta chiara di disapprovazione dei quesiti referendari.

    La paura del nucleare. Siamo più volte intervenuti sul tema del nucleare, all’indomani dell’incidente di Fukushima e anche con un editoriale nei giorni scorsi. Vale però la pena riprendere brevemente alcune questioni particolarmente sentite, a cominciare dalla sicurezza. Visto che è una parola sulla bocca di tutti, la domanda che sarebbe opportuno farsi è: in che modo definiamo la sicurezza, in che modo la misuriamo? Se prendiamo in esame la mortalità effettiva, legata alle diverse fonti energetiche, scopriamo che l’energia nucleare è la più sicura in assoluto, con una mortalità – dalla progettazione alla realizzazione, dalla produzione di energia fino agli incidenti – vicinissima allo zero. Questo non è un caso perché essendo alti i rischi derivanti da possibili incidenti nucleari, molto più alti sono i livelli di sicurezza degli impianti e molto più bassi i rischi di incidente. Se poi qualcuno pensasse che c’è la possibilità di fonti energetiche a rischio zero o a impatto zero, costui sarebbe vittima di una pericolosa illusione. Perché il rischio è insito in ogni azione umana, è parte della natura stessa dell’uomo: anche attraversare la strada è un rischio (e sappiamo che i pedoni investiti sono in Italia migliaia ogni anno); perfino stare chiusi in casa comporta dei rischi (i 27mila morti del terremoto in Giappone erano in stragrande maggioranza persone che stavano in casa).

    Piuttosto, le decisioni sulle azioni da intraprendere dipendono sempre da un calcolo tra rischi e benefici, e questi devono considerare tutti i fattori. Per stare al nucleare, il problema della sicurezza non si risolve semplicemente discutendo sugli impianti: ad esempio, quanto costa in termini di sicurezza essere totalmente dipendenti da paesi stranieri, spesso guidati da regimi poco affidabili? Il dramma in corso in Libia, con tutte le ripercussioni sul piano energetico, dovrebbe pur insegnare qualcosa. E ancora: visto che la rinuncia al nucleare significa dipendere maggiormente dai combustibili fossili (l’idea che allo stato attuale solare ed eolico siano un’alternativa è pura fantasia), quanto costa in termini di sicurezza il maggiore inquinamento derivato dall’uso del petrolio? E si potrebbe continuare. Non stiamo dicendo che il nucleare sia la soluzione di tutti i problemi energetici, sarebbe una sciocchezza. Ma ogni paese cerca di costruire la propria sicurezza – data anche da un approvvigionamento energetico continuo, duraturo, economico – con un mix di fonti che permetta la massima flessibilità e di non essere messi in ginocchio dal venir meno – temporaneo o meno - di una fonte.

    La politica energetica di un paese, inoltre, è una questione di vitale importanza che non può essere messa ai voti in un referendum popolare in cui si vota “di pancia”, sull’onda di reazioni emotive a fatti che, peraltro, vengono amplificati e distorti per fini propagandistici. Da ultimo, su questo tema, checché ne dicano Cassazione e Consulta, il referendum è diventato inutile visto che il governo sul tema aveva già fatto harakiri, rimangiandosi un impegno preso con gli elettori e rimandando tutto, se va bene, a dopo le prossime elezioni.

    Legittimo impedimento. A essere proprio sinceri non è un tema che ci appassioni molto. Si può legittimamente ritenere questa una legge imperfetta o sospetta di essere “ad personam”, ma in fondo è anche un modo per mettere una toppa a una grave lacuna creatasi nel nostro ordinamento a seguito di Tangentopoli. Nell’occasione, infatti, si fece saltare l’istituto dell’immunità parlamentare (previsto dalla Costituzione) che doveva garantire l’autonomia dei politici nel quadro di un rigido bilanciamento dei poteri dello Stato (legislativo, esecutivo e giudiziario). Soltanto un odio ideologico può impedirci di vedere come l’equilibrio tra i poteri dello Stato sia totalmente saltato a tutto vantaggio del potere giudiziario: ormai i giudici intervengono su tutto e non soltanto negli affari di Berlusconi: legiferano a colpi di sentenze, decidono le maggioranze parlamentari (anche l’ultimo governo Prodi fu fatto fuori da un caso giudiziario), esprimono parere preventivo sulle iniziative in Parlamento. In prospettiva il problema non è salvare o meno Berlusconi, ma salvare la democrazia. Non sarà la legge sul legittimo impedimento a farlo, ma eliminarla significa spianare la strada davanti a chi vuole governare senza passare al vaglio degli elettori.

    Acqua “bene comune”. E’ questa la faccenda più importante e “rischiosa” dal punto di vista culturale. Non entriamo qui nelle questioni puramente tecniche, peraltro già affrontate efficacemente dal nostro Paolo Togni. Più rilevante è l’aver visto associazioni cattoliche, preti e perfino vescovi agitarsi e usare le messe domenicali per fare propaganda per il referendum. Al punto che l’altra sera alla trasmissione tv Ballarò, l’onorevole Rosi Bindi ha avuto buon gioco a esaltare la grande spinta del mondo cattolico a questi quesiti.
    Ora però, bisogna intanto chiarire che il sostegno viene solo da “certi” settori del mondo cattolico, peraltro guidati dai soliti noti, quelli che mai vedi in piazza o gridare dal pulpito contro l’aborto e l’eutanasia o a sostegno della famiglia. Anzi, magari sono fra quelli che incoraggiano i giovani alla convivenza per conoscersi prima di sposare, tanto per essere moderni.
    Ma anche coloro che non appartengono a queste frange ideologizzate sono abbastanza confusi dalle parole d’ordine e dagli slogan usati. Urge perciò chiarire alcune questioni essenziali:

    1. Che l’acqua sia un “bene comune” non è affatto in discussione; la legge contestata non privatizza la risorsa acqua, semplicemente cerca di introdurre criteri di buona ed efficiente gestione nella distribuzione di questa risorsa.

    2. Tra le tante tesi bizzarre sentite in questo periodo c’è anche quella secondo cui un bene fondamentale deve essere gratuito. Si agita infatti lo spettro di cattivi e profittatori privati che potrebbero negare l’acqua a chi non ha i soldi per pagare. A parte il fatto che noi paghiamo l’acqua anche adesso, non si capisce perché un bene primario dovrebbe essere anche gratuito. Anche il pane è un bene fondamentale, ma ciò non toglie che si vada dal fornaio a comprarlo. Anche quello all’informazione è un diritto di base, eppure non protestiamo perché dobbiamo pagare un giornale. O forse non abbiamo diritto a scaldarci d’inverno? Eppure paghiamo il riscaldamento delle case. Perché sarebbe scandaloso pagare anche l’acqua per il suo valore? Oltretutto è proprio l’attuale sistema inefficiente che non solo permette lo scandalo di uno spreco d’acqua a causa della cattiva manutenzione della rete idrica (e la Puglia di Nicki Vendola è tra gli esempi peggiori), ma addirittura nega l’accesso all’acqua di fasce non marginali di popolazione. In Sicilia, ad esempio, soprattutto d’estate in diverse zone l’acqua è razionata, disponibile per poche ore al giorno. E’ questo il vero scandalo.

    3. Si continua con questa falsa contrapposizione pubblico-privato, dove per pubblico si intende solo ciò che è statale. In realtà la definizione “pubblico” va intesa come riferita al destinatario del servizio non a chi lo fornisce. In altre parole è “pubblico” ciò che è destinato e aperto alla cittadinanza, a prescindere da chi fornisce il servizio, che può essere un soggetto privato, un ente statale o una società mista. La questione dell’acqua non è diversa: allo Stato spetta garantire il servizio e assegnarne la gestione a chi meglio sa garantire qualità, efficienza e costi più bassi. E’ davvero curioso che questi concetti elementari debbano essere spiegati al mondo cattolico, che da decenni combatte la stessa battaglia nel campo dell’educazione. La falsa contrapposizione pubblico-privato è infatti la stessa che viene proposta quando si parla di scuole paritarie e scuole statali. Come se le scuole paritarie non fornissero un servizio pubblico. Come fanno certi cattolici a non capire che negando la possibilità a società private o miste di intervenire nella gestione di un servizio pubblico si fa la stessa battaglia di chi pretende che la scuola sia soltanto statale? Oppure, in fondo in fondo, costoro credono che anche la scuola paritaria sia da eliminare?

    La Bussola Quotidiana notiziario cattolico di opinione online: Referendum perché respingerli

  2. #2
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    Predefinito Rif: Referendum, che fare?

    Mi chiedo come si faccia a sostenere, da un cattolico oltretutto, che un bene fondamentale (parliamo dell'acqua!) non possa essere gratuito. Che non lo sia già non mi pare essere proprio una conquista sociale! E che in futuro si debba dipendere per l'approviggionamento di questa non più dallo Stato ma dai privati mi sembra un'assurdità. Sarei tentato di dire, anche, una cattiveria.

    Questo è solo uno dei vari punti di un'analisi che nel complesso mi trova piuttosto in disaccordo.

    Non solo la battaglia contro il legittimo impedimento - ad uso e consumo unicamente del Cav. (!) - dovrebbe interessare anche i conservatori, soprattutto oggi che il berlusconismo volge al declino, ma anche riguardo al nucleare, dopo i fatti di Fukushima, dovremmo tutti - destra e sinistra - ripensarci bene e rivedere precedenti giudizi. A tal riguardo riporto le recenti parole del papa:

    ”Adottare complessivamente uno stile di vita rispettoso dell’ambiente e sostenere la ricerca e lo sfruttamento di energie appropriate che salvaguardino il patrimonio della creazione e siano senza pericoli per l’uomo, devono essere priorità politiche ed economiche”.

    I cattolici progressisti non mi sono mai piaciuti, ma devo dire che i catto-liberali alla Cascioli mi danno molto da pensare.
    Ultima modifica di Florian; 09-06-11 alle 14:41

  3. #3
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    Predefinito Rif: Referendum, che fare?

    Avevo un dubbio solo riguardo al nucleare ma ora penso che voterò quattro SI'.

  4. #4
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    Predefinito Rif: Referendum, che fare?

    Flo, siamo in totale disaccordo.
    L'acqua, è vero, è di tutti, ma se qualcuno te la porta a casa, evitando che tu debba andare a prendertela al pozzo col secchio, è giusto che venga pagato. O piuttosto, è NECESSARIO che venga pagato, visto che svolge un lavoro.
    Che venga pagato dallo Stato attraverso i proventi fiscali, o da un privato, o da un'azienda a capitale mista, esattamente cosa cambia? :gratgrat:
    Forse che, visto che l'acqua è un bene pubblico, posso andare al supermercato e pretendere di aprire una bottiglia di acqua minerale per bermela sul posto, visto che "è di tutti"??

    Quanto al nucleare, rifletterci sopra è bene. Abolirlo è male: i danni al Giappone sono stati causati dallo tzunami, così come i lutti e le difficoltà. Non dal nucleare.
    “Pray as thougheverything depended on God. Work as though everything depended on you.”

  5. #5
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    Predefinito Rif: Referendum, che fare?

    Citazione Originariamente Scritto da UgoDePayens Visualizza Messaggio
    Flo, siamo in totale disaccordo.
    L'acqua, è vero, è di tutti, ma se qualcuno te la porta a casa, evitando che tu debba andare a prendertela al pozzo col secchio, è giusto che venga pagato. O piuttosto, è NECESSARIO che venga pagato, visto che svolge un lavoro.
    Che venga pagato dallo Stato attraverso i proventi fiscali, o da un privato, o da un'azienda a capitale mista, esattamente cosa cambia? :gratgrat:
    Forse che, visto che l'acqua è un bene pubblico, posso andare al supermercato e pretendere di aprire una bottiglia di acqua minerale per bermela sul posto, visto che "è di tutti"??

    Quanto al nucleare, rifletterci sopra è bene. Abolirlo è male: i danni al Giappone sono stati causati dallo tzunami, così come i lutti e le difficoltà. Non dal nucleare.
    Premesso che, come dici tu, ciò che è necessario può non essere giusto, e il pagamento di un bene necessario come l'acqua può anche dirsi necessario (con molta tristezza, però) ma certamente non giusto...

    Ora, detto ciò, io pretendo che il necessario me lo garantisca lo Stato... altrimenti che ci sta a fare, scusa? Togli questo e togli quest'altro ci stiamo sempre più incamminando verso quella società anarchica in cui la casta degli straricchi continua ad essere più ricca e i poveri sempre più poveri.

    Rammento le parole del buon vecchio Disraeli, conservatore doc e non comunista, che ammoniva circa la divisione della società in due nazioni, quella dei ricchi e quella dei poveri. La lezione della "democrazia tory", uno dei primi esempi di destra sociale, era quella di combattere da un lato il liberalismo di Manchester togliendo armi al socialismo nascente.

    Da allora ad oggi il conservatore si è generalmente preoccupato di sanare i conflitti sociali, non di generarli (il caso della Thatcher è in tal senso più un'eccezione che una regola).

    Ora, ti rendi conto solo del valore SIMBOLICO dell'acqua, quale bene fondamentale per l'uomo? Non penso sia giusto venire incontro sempre e soltanto ad esigenze di natura economica. Bisognerebbe stabilire un limite oltre il quale l'economia nella nostra vita non possa entrare e la salute dell'uomo e dell'ambiente, come ha detto anche oggi il papa, non dovrebbero essere negoziabili.
    Ultima modifica di Florian; 09-06-11 alle 15:15

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Florian Visualizza Messaggio
    Avevo un dubbio solo riguardo al nucleare ma ora penso che voterò quattro SI'.
    Mi chiedo come possa una persona che si qualifica come conservatore votare si a un referendum sul nucleare che, nella disgraziata ipotesi che si raggiunga il quorum, ridurrebbe ulteriomente la nostra sovranità energetica, mettendoci in balia di dittature islamiche e di paesi stranieri, potenzialmente rivali.
    Ovviamente chi vota si all'abrogazione dei progetti di un nucleare limitato, intrapreso dall'attuale governo, non potrà poi lamentarsi quando il prezzo della benzina raggiungerà e supererà i 2 euro al litro, costringendo molta gente a spostarsi in treno o in bicicletta o a crepare di caldo in estate o di freddo in inverno.
    Ultima modifica di Sardus Pater; 09-06-11 alle 15:22
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  7. #7
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    Predefinito Rif: Referendum, che fare?

    Citazione Originariamente Scritto da Sardus Pater Visualizza Messaggio
    Mi chiedo come possa una persona che si qualifica come conservatore votare si a un referendum sul nucleare che, nella disgraziata ipotesi che si raggiunga il quorum, ridurrebbe ulteriomente la nostra sovranità energetica, mettendoci in balia di dittature islamiche e di paesi stranieri, potenzialmente rivali.
    Ovviamente chi vota si all'abrogazione dei progetti di un nucleare limitato, intrapreso dall'attuale governo, non potrà poi lamentarsi quando il prezzo della benzina raggiungerà e supererà i 2 euro al litro, costringendo molta gente a spostarsi in treno o in bicicletta o a crepare di caldo in estate o di freddo in inverno.
    Come ho scritto nel post precedente si dovrebbero porre dei limiti al calcolo economico. Prima la salute, poi il resto.

  8. #8
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    Predefinito Rif: Referendum, che fare?

    Rifiuterò la scheda su nucleare e legittimo impedimento.
    Voterò sì invece ai quesiti sull'acqua.

  9. #9
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    Thumbs down Rif: Referendum, che fare?

    Citazione Originariamente Scritto da Florian Visualizza Messaggio
    Come ho scritto nel post precedente si dovrebbero porre dei limiti al calcolo economico. Prima la salute, poi il resto.
    Limiti al calcolo economico?
    Questo è un paese pieno di parolai pronti sempre a parlare dei massimi sistemi e a non fare mai nulla di concreto.
    Se fosse vero il tuo ragionamento, dovremo fare un monumento ai napoletani che hanno sempre rifiutato gli inceneritori e le discariche (quelle sotto controllo), salvo tollerare quelle abusive gestite dalla camorra e scaricare sulle altre regioni, a spese della collettività, la spazzatura prodotta in loco.
    Voglio proprio vedere gli italiani rinunciare ai climatizzatori in estate o in inverno o andare al lavoro con i mezzi di trasporto pubblici per ridurre il consumo dei combustibili e l'importazione di petrolio o gas.
    Come ben tu sai, l'energia solare o quella eolica possono servire a coprire solo una limitata quota del nostro fabbisogno energetico, oltre a permettere di campare alle imprese del settore.
    Per non parlare dell'inquinamento ambientale da loro prodotto, che è un altro aspetto da approfondire
    .
    Sterminatore di sinistri e di radical chic

  10. #10
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    Predefinito Rif: Referendum, che fare?

    Citazione Originariamente Scritto da Sardus Pater Visualizza Messaggio
    Limiti al calcolo economico?
    Questo è un paese pieno di parolai pronti sempre a parlare dei massimi sistemi e a non fare mai nulla di concreto.
    Se fosse vero il tuo ragionamento, dovremo fare un monumento ai napoletani che hanno sempre rifiutato gli inceneritori e le discariche (quelle sotto controllo), salvo tollerare quelle abusive gestite dalla camorra e scaricare sulle altre regioni, a spese della collettività, la spazzatura prodotta in loco.
    Voglio proprio vedere gli italiani rinunciare ai climatizzatori in estate o in inverno o andare al lavoro con i mezzi di trasporto pubblici per ridurre il consumo dei combustibili e l'importazione di petrolio o gas.
    Come ben tu sai, l'energia solare o quella eolica possono servire a coprire solo una limitata quota del nostro fabbisogno energetico, oltre a permettere di campare alle imprese del settore.
    Per non parlare dell'inquinamento ambientale da loro prodotto, che è un altro aspetto da approfondire
    .
    Invece di tirare in ballo Napoli perchè non mi dici della Germania che, per bocca del governo Merkel, ha giudicato l'abbandono del nucleare "irreversibile"?

 

 
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