Quel pm-assessore dà ragione a Berlusconi - Interni - ilGiornale.it del 09-06-2011
venerdì 10 giugno 2011
Quel pm-assessore dà ragione a Berlusconi
di Alessandro Sallusti
Governo sotto al Senato, segnale preoccupante in vista del rilancio della coalizione. Ma l'opposizione è divisa e il nuovo che avanza è il pm Narducci, in giunta con De Magistris. Elettori fregati ancora una volta
Sia da Milano sia da Napoli arrivano segnali incoraggianti rispetto all’ipotesi che per l’opposizione si sia trattato di due vittorie di Pirro.
A Napoli, il nuovo che avanza si chiama Procura della Repubblica. Della giunta dell’ex pm De Magistris farà parte l’attuale pm Giuseppe Narducci, quello che ha indagato per concorso esterno in associazione mafiosa il coordinatore campano del Pdl Nicola Cosentino.
Non so se è chiaro a sufficienza: un magistrato indaga e sputtana il leader del centrodestra e poi, guarda la coincidenza, diventa assessore dello schieramento opposto.
Questa è la prova evidente che Berlu¬sconi non è matto né maniaco quando denuncia il complotto dei giudici. Ovviamente da Csm e Associazione magistrati non è arrivato un commento. Così come a Milano tace il popolo arancione che ha spinto alla vittoria Pisapia. Il quale, invece che chiamare a sé i romantici sognatori che ha abbindolato in campagna elettorale, sta componendo una squadra di governo fatta con i più feroci squali del potere finanziario e immobiliare milanese.
Insomma, non dovrà passare molto tempo prima che gli elettori di sinistra, smaltita la sbornia, prendano atto di essere stati fregati ancora una volta. E soprattutto sarà presto chiaro che quello che è successo nelle urne di Napoli e Milano non ha alcuna possibilità di essere replicato a livello nazionale. Anche per questo gli uomini del centrodestra devono velocemente uscire dalla sindrome depressiva nella quale sono caduti all'indomani del voto e tornare al lavoro.
Con diversi distinguo questa è stata anche la ricetta uscita ieri dagli stati generali dei giornalisti pro Silvio convocati a Roma da Giuliano Ferrara. A Berlusconi saranno anche fischiate le orecchie, ma tutto sommato può stare tranquillo.
Non c’è aria di fronda, nessuno ha intenzione di scendere dalla nave in difficoltà. A patto che lui torni a fare il Berlusconi a tempo pieno, con i suoi uomini e con gli elettori. La missione non è ancora compiuta e all’orizzonte non si vede nessun altro in grado di subentrare. Serve una mossa, subito e azzeccata. Poi la strada tornerà in discesa.




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