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  1. #11
    veterolegalitario
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    Predefinito Rif: Che fine ha fatto il ponte sullo stretto?

    Citazione Originariamente Scritto da Kobra Visualizza Messaggio
    Come dicevamo all'amico Dantes in altra discussione la pochezza di argomentazioni dei sinistrati,


    ...

    Citazione Originariamente Scritto da Malandrina Visualizza Messaggio
    Infrastrutture La società va avanti: via all'esame del progetto definitivo

    Quei 250 milioni spesi per il ponte di Messina (che non si farà più)
    La crisi, il no della Lega. E l'opera non parte

    ROMA - «Costruiremo il ponte di Messina, così se uno ha un grande amore dall'altra parte dello Stretto, potrà andarci anche alle quattro di notte, senza aspettare i traghetti...» Da quando Silvio Berlusconi ha pronunciato queste parole, era l'8 maggio 2005, sono trascorsi sei anni, e gli amanti siciliani e calabresi sono ancora costretti a fare la fila al traghetto fra Scilla e Cariddi. Sul ponte passeranno forse i loro pronipoti. Se saranno, o meno, fortunati (questo però dipende dai punti di vista).

    La storia infinita di questa «meraviglia del mondo», meraviglia finora soltanto a parole, è nota, ma vale la pena di riassumerla. Del fantomatico ponte sullo Stretto di Messina si parla da secoli. Per limitarci al dopoguerra, la prima mossa concreta è un concorso per idee del 1969. Due anni dopo il parlamento approva una legge per l'attraversamento stabile dello Stretto. Quindi, dieci anni più tardi, viene costituita una società, la Stretto di Messina, controllata dall'Iri e affidata al visionario Gianfranco Gilardini. Che ce la mette tutta. Coinvolge i migliori progettisti, e per convincere gli oppositori arriva a far dimostrare che il ponte potrebbe resistere anche alla bomba atomica. Passerà a miglior vita senza veder nascere la sua creatura. La quale, nel frattempo, è diventata un formidabile strumento di propaganda. Ma anche un oggetto di scontro politico: mai un ponte, che per definizione dovrebbe unire, ha diviso così tanto. Da una parte chi sostiene che sarebbe un formidabile volano per la ripresa del Mezzogiorno, se non addirittura una sensazionale attrazione turistica, dall'altra chi lo giudica una nuova cattedrale nel deserto che deturperà irrimediabilmente uno dei luoghi più belli del pianeta. Fra gli strali degli ambientalisti, Bettino Craxi ci fa la campagna elettorale del 1992. E i figli del leader socialista, Bobo e Stefania, proporranno in seguito di intestarlo a lui. Mentre l'ex presidente della Regione Calabria Giuseppe Nisticò avrebbe voluto chiamarlo Ponte «Carlo Magno» attribuendo il progetto di unire Scilla e Cariddi al fondatore del Sacro Romano Impero. Nientemeno.

    Finché, per farla breve, arriva nel 2001 il governo Berlusconi con la sua legge obiettivo. Ma nemmeno quella serve a far decollare il ponte. Dopo cinque anni si arriva faticosamente a un passo dall'apertura dei cantieri, con l'affidamento dell'opera (fra polemiche e ricorsi) a un general contractor, l'Eurolink, di cui è azionista di riferimento Impregilo. Quando però cambia la maggioranza. Siamo nell'estate del 2006 e il ponte finisce su un binario morto. Il governo di centrosinistra vorrebbe addirittura liquidare la società Stretto di Messina, concessionaria dell'opera, ma il ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, sventa la mossa in extremis. Nessuno lo ringrazierà: ma se l'operazione non si blocca il «merito» è suo. Nel 2008 torna dunque Berlusconi e il progetto, a quarant'anni dal suo debutto, riprende vita.

    Certo, nella maggioranza c'è qualcuno che continua a storcere il naso. Il ponte sullo Stretto di Messina, la Lega Nord di Umberto Bossi proprio non riesce a digerirlo. Ma tant'è. Nonostante le opposizioni interne ed esterne, la cosa va avanti sia pure lentamente. E si arriva finalmente, qualche mese fa, al progetto definitivo. Nel frattempo, sono stati già spesi almeno 250 milioni di euro.

    Sarebbe niente, per un'opera tanto colossale, se però gli intoppi fossero finiti. Sulla carta, per aprire i cantieri, ora non mancherebbero che poche formalità, come la Conferenza dei servizi con gli enti locali e il bollino del Cipe, il Comitato interministeriale che deve sbloccare tutti i grandi investimenti pubblici. Sempre sulla carta, non sarebbe nemmeno più possibile tornare indietro e dire a Eurolink, come avrebbero voluto fare gli ambientalisti al tempo del precedente governo: «Scusate, abbiamo scherzato». Il contratto infatti è blindato. Revocarlo significherebbe essere costretti a pagare penali stratosferiche. Parliamo di svariate centinaia di milioni. Ma nonostante questo il percorso si è fatto ancora una volta più che mai impervio. Non per colpa dei soliti ambientalisti. Nemmeno a causa della crisi economica, il che potrebbe essere perfino comprensibile. Piuttosto, per questioni politiche. Sia pure mascherate da difficoltà finanziarie.

    Per dirne una, il «decreto sviluppo» ha materializzato un ostacolo imprevisto e insormontabile. Si è stabilito infatti che le cosiddette «opere compensative», quelle che i Comuni e gli enti locali pretendono per non mettere i bastoni fra le ruote al ponte, non potranno superare il 2% del costo complessivo dell'opera. E considerando che parliamo di 6 e mezzo, forse 7 miliardi di euro, non si potrebbe andare oltre i 130-140 milioni. Una cifra che, rispetto agli 800-900 milioni necessari per le opere già concordate con le amministrazioni locali, fa semplicemente ridere. Bretelle, stazioni ferroviarie, sistemazioni viarie.... Dovranno aspettare: non c'è trippa per gatti. Basta dire che il solo Comune di Messina aveva concordato con la società Stretto lavori per 231 milioni. Fra questi, una strada (la via del Mare) del costo di 65 milioni. Ma soprattutto il depuratore e la rete fognaria a servizio della parte nord della città, che ne è completamente priva: 80,7 milioni di investimento. Adesso, naturalmente, a rischio. Insieme a tutto il resto. Anche perché le opere compensative sono l'unica arma che resta in mano agli enti locali. Portarle a casa, per loro, è questione di vita o di morte.

    A remare contro c'è poi il clima politico. Dopo la batosta elettorale alle amministrative la Lega Nord, che già di quest'opera faraonica non ne voleva sentire parlare, ha alzato la posta e questa è una difficoltà in più. Fa fede l'avvertimento lanciato dal leghista Giancarlo Gentilini, vicesindaco di Treviso: «La gente non vuole voli pindarici, non è interessata a opere come il ponte sullo Stretto di Messina perché è una cosa che non sta né in cielo né in terra. Quindi anche tu, Bossi, quando appoggi questi programmi da fantascienza, ricordati piuttosto di restare con i piedi per terra, perché gli alpini mettono un piede dopo l'altro».

    Con l'aria che tira nella maggioranza basterebbe forse questa specie di «de profundis» che viene dalla pancia del Carroccio per far finire nuovamente il ponte su un binario morto. Senza poi contare quello che è successo in Sicilia. Dove ora c'è un governo regionale aperto al centrosinistra, schieramento politico che al ponte fra Scilla e Cariddi è sempre stato fermamente contrario. Una circostanza che rende estremamente complicato al governatore Raffaele Lombardo spingere sull'acceleratore. E questo nonostante i posti di lavoro che, secondo gli esperti, quell'opera potrebbe garantire. Sono in tutto 4.457: un numero enorme, per un'area nella quale la disoccupazione raggiunge livelli record.

    Ma il fatto ancora più preoccupante, per i sostenitori dell'infrastruttura, è il disinteresse che sembra ormai circondarlo anche negli ambienti governativi. Evidentemente concentrati su ben altre faccende. La società Stretto di Messina ha diramato ieri un comunicato ufficiale per dare notizia che «il consiglio di amministrazione ha avviato l'esame del progetto definitivo del ponte». Un segnale che la cosa è ancora viva, magari nella speranza che Berlusconi si decida a rilanciare il ponte, annunciando l'ennesimo piano per il Sud? Forse. Vedremo quando e come l'esame si concluderà, e che cosa accadrà in seguito. Sempre che il governo vada avanti, sempre che si trovino i soldi per accontentare gli enti locali... Intanto nella sede messinese di Eurolink, dove lavoravano decine di persone, sembrano già cominciate le vacanze. Come avessero fiutato l'aria.

    Sergio Rizzo
    24 giugno 2011

    Quei 250 milioni spesi per il ponte di Messina (che non si farà più) - Corriere della Sera
    ...... :giagia:

  2. #12
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    Predefinito Rif: Che fine ha fatto il ponte sullo stretto?

    si kobra ora che hai ripetuto la filastrocca dei servi del padrone parliamo di cose serie


    chi del popolo ignorante che ha la memoria che si resetta come quello di memento, si ricorda le decine di strade e metro disegnate a porta a porta da berlusconi nel 2001??
    Ultima modifica di Airbus; 24-06-11 alle 18:53

  3. #13
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    Predefinito Rif: Che fine ha fatto il ponte sullo stretto?

    Kobra non hai un cattivo gusto in bocca ? repapelle:
    IL BACICCIA E' BULICCIO

    Bossi, un disastro, una mente contorta e dissociata, un incidente della democrazia italiana, uno sfasciacarrozze con il quale non mi siederò mai più allo stesso tavolo.

    (Silvio Berlusconi, 1994)

  4. #14
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    Predefinito Rif: Che fine ha fatto il ponte sullo stretto?

    Citazione Originariamente Scritto da Andre86 Visualizza Messaggio
    Kobra non hai un cattivo gusto in bocca ? repapelle:
    Tutt'altro, egregio... Un frangrante alito di dolcissimo cianuro all'aglio.

    Vuole assaggiare?
    Se hai la necessità di scegliere tra un uomo e un Kobra,
    preferisci chi striscia.
    E se ti serve un amico, trovati un cane.

  5. #15
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    Predefinito Rif: Che fine ha fatto il ponte sullo stretto?

    Citazione Originariamente Scritto da Kobra Visualizza Messaggio
    Tutt'altro, egregio... Un frangrante alito di dolcissimo cianuro all'aglio.

    Vuole assaggiare?
    No, grazie iaociao:
    IL BACICCIA E' BULICCIO

    Bossi, un disastro, una mente contorta e dissociata, un incidente della democrazia italiana, uno sfasciacarrozze con il quale non mi siederò mai più allo stesso tavolo.

    (Silvio Berlusconi, 1994)

  6. #16
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    Predefinito Rif: Che fine ha fatto il ponte sullo stretto?

    Citazione Originariamente Scritto da Airbus Visualizza Messaggio
    si kobra ora che hai ripetuto la filastrocca dei servi del padrone parliamo di cose serie


    chi del popolo ignorante che ha la memoria che si resetta come quello di memento, si ricorda le decine di strade e metro disegnate a porta a porta da berlusconi nel 2001??

    Meglio servi che coglioni, giusto?

    Circa il resto bisognerebbe fare qualche ricerca. Di certo in 10 anni il Paese non si è fermato perché lo dite voi.

    E comunque si legga questo:

    Con la Riforma Bassanini, del D. Lgs. n. 300/1999, attuata dal Governo Berlusconi II nel 2001 e sino al 2006, viene istituito il nuovo Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, accorpando parte del Ministero dei Lavori Pubblici col Ministero dei Trasporti. La parte residua del dicastero dei Lavori Pubblici è trasferita al Ministero dell'Ambiente, che sempre in virtù della Riforma Bassanini viene ridenominato Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio.

    Nel 2006, col Governo Prodi II viene suddiviso in due: Ministero dei Trasporti e Ministero delle Infrastrutture, per essere, poi, riaccorpato nel Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dal Governo Berlusconi IV, in virtù della finanziaria, legge n. 244/2007.

    Inutile dire che il buon Gufone doveva per forza trovare posto ai suoi 104 ministri e sottosegretari per cui tale divisione fu utilissima.

    Per lui. Non certo per chi eventualmente aveva già avviato progettualità che di punto in bianco venne bloccata.

    Siete solo bravi a chiacchiera. Per quanto ci riguarda il passante di Mestre è stato realizzato ma Lei ha ragione, bisognerebbe informarsi meglio sulle cose fatte dai governi Berlusconi e a volte siamo impreparati a rispondere.

    Però c'è anche sta roba qui, Sa? Uno va sul sito del Ministero e legge:

    Accordi con Lazio, Puglia, Toscana e Veneto
    Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e i ministri delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, e dei Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto, hanno sottoscritto a Palazzo Chigi le nuove Intese Generali Quadro con i Presidenti delle Regioni Lazio, Renata Polverini, Puglia, Nichi Vendola, Toscana, Enrico Rossi e Veneto, rappresentato dall’Assessore Renato Chisso.
    Negli accordi, previsti dalla Legge Obiettivo per le opere pubbliche, sono indicati tutte gli interventi infrastrutturali che si intendono realizzare seguendo una logica di priorità coerente con quanto previsto nel Documento di Economia e Finanza

    Ministero delle infrastrutture e dei trasporti

    Insomma, sempre meglio informarsi prima di fare figure da chiodi come quelle che spesso il Kobra vi fa fare.

    Magari nei prossimi giorni potremo, disponibilità di tempo permettendo, essere più esaustivi.

    Intanto torniamo a discutere del PONTE che quello è l'argomento del thread.

    Grazie.
    Se hai la necessità di scegliere tra un uomo e un Kobra,
    preferisci chi striscia.
    E se ti serve un amico, trovati un cane.

  7. #17
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    Predefinito Rif: Che fine ha fatto il ponte sullo stretto?

    Citazione Originariamente Scritto da Andre86 Visualizza Messaggio
    No, grazie iaociao:
    Non gradisce l'aglio...?!?
    Se hai la necessità di scegliere tra un uomo e un Kobra,
    preferisci chi striscia.
    E se ti serve un amico, trovati un cane.

  8. #18
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    Predefinito Rif: Che fine ha fatto il ponte sullo stretto?

    Caro cobra, vista la sua profonda conoscenza gradirei che ci illuminasse anche sui miliardi di debito fatti dai vari governiccoli di Silvio, magari comparandoli con gli altri Governi.
    Qualora non conosca la materia posso aiutarla con un piccolo anticipo;

    "Berlusconi 1° del 1994 (euro 9.130,56ML, facendo in 8 mesi oltre 73 miliardi di debito);
    Berlusconi 4 (euro 7.894,90ML, facendo in 34 mesi oltre 268 miliardi di debito); 268
    Silvio Berlusconi 2 e 3 (euro 3.763,16ML, facendo in 59 mesi oltre 220 miliardi di debito);"

    Cosa riuscirà a fare in questa legislatura?

  9. #19
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    Predefinito Rif: Che fine ha fatto il ponte sullo stretto?

    Perbacco, non si farà più il ponte sullo stretto. Sono convinto che Berlusconi e soci si sentiranno molto sollevati...... :gluglu:

  10. #20
    Il fustigatore.
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    Predefinito Rif: Che fine ha fatto il ponte sullo stretto?

    ostridicolo:ostridicolo:ostridicolo:ostridicolo:ostridicolo:
    Non si farà mai!repapelle: ...........e chi lo pagherebbe e con quali danari?iaociao:
    Ahi serva Italia di dolore ostello,
    nave sanza nocchiero in gran tempesta
    non donna di provincia ma bordello!
    Dante Alighieri Divina Commedia Purgatorio canto VI° anno 1304!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

 

 
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