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    Question Che fine ha fatto il ponte sullo stretto?

    Quando cominciano ad essere attivi i cantieri dello stretto? Oppure lo sono già? Non ne so nulla in merito eppure sono stati spesi una barca di quattrini di denaro pubblico italiano ed europeo solo per i progetti e per pagar le eventali cauzioni alle ditte che non lavorano.
    Come contribuente, che vede essere sprecato denaro pubblico, desidererei essere informato in merito da chi ne conosce di più della attuale situazione di queste opere pubbliche strombazzate nella campagna elettorale delle ultime politiche dal pdl di Berlusconi-Bossi-Fini..
    Ammorba l'aria che respiriamo!

  2. #2
    BANNATO UNA VOLTA.
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    Predefinito Rif: Che fine ha fatto il ponte sullo stretto?

    Quando si parlva di farlo, era una rottura di coglioni che non serviva, che era uno spreco, che poi arrivara camorra e mafia... ora che non si fa è una rottura di coglioni ... e perchè non si fa... e dove è finito il ponte....

    Ma voi pari mai vero....

    Ma vi fanno fare un corso speciale di stracciapalle ?????
    Ultima modifica di Gidue; 24-06-11 alle 17:23
    La sola cosa necessaria, per la tranquillità del mondo,
    è che ogni bambino possa crescere felice.

    Capo Dan George, dei Salish

  3. #3
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    Predefinito Rif: Che fine ha fatto il ponte sullo stretto?

    PONTE STRETTO: AVVIATO IN CDA ESAME PROGETTO DEFINITIVO
    Roma - L’ad Pietro Ciucci: “Raggiunto un traguardo molto ambizioso, il progetto definitivo conferma tutte le impostazioni tecniche ed i costi di costruzione del preliminare. Fondamentale la grande e fattiva collaborazione con il Territorio”.


    Roma - Il Consiglio di Amministrazione della Stretto di Messina ha avviato l’esame del progetto definitivo del ponte sullo Stretto di Messina e dei 40 chilometri di raccordi a terra stradali e ferroviari. Nella lunga seduta di ieri infatti sono stati illustrati gli aspetti tecnici, ambientali e l’impegnativo processo istruttorio predisposto dalla Società, che ha visto coinvolti autorevoli soggetti e massimi esperti organizzati in un sistema complesso. Il Consiglio ha esaminato i pareri favorevoli e di validazione del progetto definitivo espressi dai soggetti che hanno preso parte a tale istruttoria: Area tecnica della Stretto di Messina; Project Management Consultant (Pmc), Parsons; Soggetto Validatore, Rina Check; Comitato Scientifico; Expert Panel.

    “Si è trattato di un passaggio molto importante – ha commentato nell’occasione Pietro Ciucci, Amministratore delegato Stretto di Messina. La progettazione definitiva dell’opera, oltre a rappresentare il raggiungimento di un traguardo molto ambizioso, ha anche costituito lo stimolo per strutturare e sviluppare processi di verifica, controllo, validazione, mai realizzati prima in Italia nell’ambito della progettazione delle opere pubbliche. E’ un risultato ancor più significativo se si considera che il progetto definitivo predisposto dal Contraente generale Eurolink ha confermato tutte le impostazioni tecniche ed i costi di costruzione del progetto preliminare redatto dalla Stretto di Messina ed approvato nel 2003 dal Cipe. Questa conferma, al netto delle nuove opere ricomprese nel progetto - provenienti dagli Enti locali - e della adozione della recente normativa sulle costruzioni, testimonia l’elevato livello della progettazione preliminare svolta dalla Stretto di Messina”.

    Il progetto definitivo, illustrato ieri al Consiglio, comprende infatti le nuove importanti opere deliberate dai Comuni interessati dalla costruzione del ponte, come ad esempio il sistema di fermate ferroviarie intermedie tra Reggio e Messina che consente la concreta attuazione di una moderna rete di trasporti metropolitani dello Stretto, rappresentando un ulteriore valore aggiunto per il Territorio. Accoglie altresì, ai fini anche della sicurezza antisismica delle opere a terra, il nuovo Testo unico delle costruzioni, intervenuto successivamente alla progettazione preliminare. “Per l’elaborazione della progettazione definitiva - ha commentato Ciucci - è stata inoltre fondamentale la grande e fattiva collaborazione con il Territorio ed in particolare con i Comuni di Messina e di Villa San Giovanni e le rispettive Province. Abbiamo infatti completato, in piena intesa con gli Enti locali, la complessa progettualità della cantierizzazione dell’opera con l’obiettivo generale di individuare e condividere scelte logistiche che avessero il minor impatto possibile sulla viabilità locale e far in modo che tutte le aree di cantiere e di deposito fossero progettate al fine di una loro riqualificazione così da renderle fruibili, alla conclusione dei lavori, per la popolazione.

    Sempre in piena intesa con il Territorio abbiamo raggiunto l’obiettivo di mettere a disposizione degli espropriandi su entrambe le coste un percorso chiaro, trasparente, agevolato e vigilato che privilegia la mediazione ed il confronto fra le parti per raggiungere accordi consensuali. Il tutto finalizzato ad una tempestiva individuazione del giusto indennizzo in tempi congrui per trovare altre soluzioni abitative o produttive”. Per quanto riguarda le prossime tappe Pietro Ciucci ha ricordato che: “L’esame del progetto definitivo da parte del Consiglio si concluderà con la presentazione degli aspetti economici e finanziari dell’opera, che avverrà nel corso della prossima riunione del Consiglio che sarà convocata a breve”.

    22 Giugno 2011 13:17
    AGV NEWS - PONTE STRETTO: AVVIATO IN CDA ESAME PROGETTO DEFINITIVO - Agenzia Stampa Quotidiana Nazionale

    in teoria i lavori dovrebbero iniziare quest'anno
    Ultima modifica di famedoro; 24-06-11 alle 17:25
    Matsudaira Izu no Kami disse al Maestro Mizuno Kenmotsu: "Voi siete un uomo di grande valore, peccato siate così basso".

    Kenmotsu gli rispose: "E' vero. A volte in questo mondo non tutto va come si desidera. Ora, se io vi tagliassi la testa e l'attaccassi sotto i miei piedi, sarei più alto. Ma è qualcosa che non si potrebbe fare".

  4. #4
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    Predefinito Rif: Che fine ha fatto il ponte sullo stretto?

    Citazione Originariamente Scritto da Gidue Visualizza Messaggio
    Quando si parlva di farlo, era una rottura di coglioni che non serviva, che era uno spreco, che poi arrivara camorra e mafia... ora che non si fa è una rottura di coglioni ... e perchè non si fa... e dove è finito il ponte....

    Ma voi pari mai vero....

    Ma vi fanno fare un corso speciale di stracciapalle ?????
    Vede.. se non si fa nulla, come da molti sostenuto ai tempi tra i quali il sottoscritto, chi ci guadagna sono quelle ditte che hanno avuto gli appalti e che oggi, senza lavorare e senza spese ci guadagnano con le multe e le sanzioni dovute per legge. Chi paga per non aver nulla in cambio è il cittadino contribuente, e non ci guadagnano nemmeno gli interessati con i posti di lavoro, che se non si lavora non ci sono.
    Ultima modifica di Andromeda; 24-06-11 alle 17:27
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  5. #5
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    Predefinito Rif: Che fine ha fatto il ponte sullo stretto?

    Infrastrutture La società va avanti: via all'esame del progetto definitivo

    Quei 250 milioni spesi per il ponte di Messina (che non si farà più)
    La crisi, il no della Lega. E l'opera non parte

    ROMA - «Costruiremo il ponte di Messina, così se uno ha un grande amore dall'altra parte dello Stretto, potrà andarci anche alle quattro di notte, senza aspettare i traghetti...» Da quando Silvio Berlusconi ha pronunciato queste parole, era l'8 maggio 2005, sono trascorsi sei anni, e gli amanti siciliani e calabresi sono ancora costretti a fare la fila al traghetto fra Scilla e Cariddi. Sul ponte passeranno forse i loro pronipoti. Se saranno, o meno, fortunati (questo però dipende dai punti di vista).

    La storia infinita di questa «meraviglia del mondo», meraviglia finora soltanto a parole, è nota, ma vale la pena di riassumerla. Del fantomatico ponte sullo Stretto di Messina si parla da secoli. Per limitarci al dopoguerra, la prima mossa concreta è un concorso per idee del 1969. Due anni dopo il parlamento approva una legge per l'attraversamento stabile dello Stretto. Quindi, dieci anni più tardi, viene costituita una società, la Stretto di Messina, controllata dall'Iri e affidata al visionario Gianfranco Gilardini. Che ce la mette tutta. Coinvolge i migliori progettisti, e per convincere gli oppositori arriva a far dimostrare che il ponte potrebbe resistere anche alla bomba atomica. Passerà a miglior vita senza veder nascere la sua creatura. La quale, nel frattempo, è diventata un formidabile strumento di propaganda. Ma anche un oggetto di scontro politico: mai un ponte, che per definizione dovrebbe unire, ha diviso così tanto. Da una parte chi sostiene che sarebbe un formidabile volano per la ripresa del Mezzogiorno, se non addirittura una sensazionale attrazione turistica, dall'altra chi lo giudica una nuova cattedrale nel deserto che deturperà irrimediabilmente uno dei luoghi più belli del pianeta. Fra gli strali degli ambientalisti, Bettino Craxi ci fa la campagna elettorale del 1992. E i figli del leader socialista, Bobo e Stefania, proporranno in seguito di intestarlo a lui. Mentre l'ex presidente della Regione Calabria Giuseppe Nisticò avrebbe voluto chiamarlo Ponte «Carlo Magno» attribuendo il progetto di unire Scilla e Cariddi al fondatore del Sacro Romano Impero. Nientemeno.

    Finché, per farla breve, arriva nel 2001 il governo Berlusconi con la sua legge obiettivo. Ma nemmeno quella serve a far decollare il ponte. Dopo cinque anni si arriva faticosamente a un passo dall'apertura dei cantieri, con l'affidamento dell'opera (fra polemiche e ricorsi) a un general contractor, l'Eurolink, di cui è azionista di riferimento Impregilo. Quando però cambia la maggioranza. Siamo nell'estate del 2006 e il ponte finisce su un binario morto. Il governo di centrosinistra vorrebbe addirittura liquidare la società Stretto di Messina, concessionaria dell'opera, ma il ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, sventa la mossa in extremis. Nessuno lo ringrazierà: ma se l'operazione non si blocca il «merito» è suo. Nel 2008 torna dunque Berlusconi e il progetto, a quarant'anni dal suo debutto, riprende vita.

    Certo, nella maggioranza c'è qualcuno che continua a storcere il naso. Il ponte sullo Stretto di Messina, la Lega Nord di Umberto Bossi proprio non riesce a digerirlo. Ma tant'è. Nonostante le opposizioni interne ed esterne, la cosa va avanti sia pure lentamente. E si arriva finalmente, qualche mese fa, al progetto definitivo. Nel frattempo, sono stati già spesi almeno 250 milioni di euro.

    Sarebbe niente, per un'opera tanto colossale, se però gli intoppi fossero finiti. Sulla carta, per aprire i cantieri, ora non mancherebbero che poche formalità, come la Conferenza dei servizi con gli enti locali e il bollino del Cipe, il Comitato interministeriale che deve sbloccare tutti i grandi investimenti pubblici. Sempre sulla carta, non sarebbe nemmeno più possibile tornare indietro e dire a Eurolink, come avrebbero voluto fare gli ambientalisti al tempo del precedente governo: «Scusate, abbiamo scherzato». Il contratto infatti è blindato. Revocarlo significherebbe essere costretti a pagare penali stratosferiche. Parliamo di svariate centinaia di milioni. Ma nonostante questo il percorso si è fatto ancora una volta più che mai impervio. Non per colpa dei soliti ambientalisti. Nemmeno a causa della crisi economica, il che potrebbe essere perfino comprensibile. Piuttosto, per questioni politiche. Sia pure mascherate da difficoltà finanziarie.

    Per dirne una, il «decreto sviluppo» ha materializzato un ostacolo imprevisto e insormontabile. Si è stabilito infatti che le cosiddette «opere compensative», quelle che i Comuni e gli enti locali pretendono per non mettere i bastoni fra le ruote al ponte, non potranno superare il 2% del costo complessivo dell'opera. E considerando che parliamo di 6 e mezzo, forse 7 miliardi di euro, non si potrebbe andare oltre i 130-140 milioni. Una cifra che, rispetto agli 800-900 milioni necessari per le opere già concordate con le amministrazioni locali, fa semplicemente ridere. Bretelle, stazioni ferroviarie, sistemazioni viarie.... Dovranno aspettare: non c'è trippa per gatti. Basta dire che il solo Comune di Messina aveva concordato con la società Stretto lavori per 231 milioni. Fra questi, una strada (la via del Mare) del costo di 65 milioni. Ma soprattutto il depuratore e la rete fognaria a servizio della parte nord della città, che ne è completamente priva: 80,7 milioni di investimento. Adesso, naturalmente, a rischio. Insieme a tutto il resto. Anche perché le opere compensative sono l'unica arma che resta in mano agli enti locali. Portarle a casa, per loro, è questione di vita o di morte.

    A remare contro c'è poi il clima politico. Dopo la batosta elettorale alle amministrative la Lega Nord, che già di quest'opera faraonica non ne voleva sentire parlare, ha alzato la posta e questa è una difficoltà in più. Fa fede l'avvertimento lanciato dal leghista Giancarlo Gentilini, vicesindaco di Treviso: «La gente non vuole voli pindarici, non è interessata a opere come il ponte sullo Stretto di Messina perché è una cosa che non sta né in cielo né in terra. Quindi anche tu, Bossi, quando appoggi questi programmi da fantascienza, ricordati piuttosto di restare con i piedi per terra, perché gli alpini mettono un piede dopo l'altro».

    Con l'aria che tira nella maggioranza basterebbe forse questa specie di «de profundis» che viene dalla pancia del Carroccio per far finire nuovamente il ponte su un binario morto. Senza poi contare quello che è successo in Sicilia. Dove ora c'è un governo regionale aperto al centrosinistra, schieramento politico che al ponte fra Scilla e Cariddi è sempre stato fermamente contrario. Una circostanza che rende estremamente complicato al governatore Raffaele Lombardo spingere sull'acceleratore. E questo nonostante i posti di lavoro che, secondo gli esperti, quell'opera potrebbe garantire. Sono in tutto 4.457: un numero enorme, per un'area nella quale la disoccupazione raggiunge livelli record.

    Ma il fatto ancora più preoccupante, per i sostenitori dell'infrastruttura, è il disinteresse che sembra ormai circondarlo anche negli ambienti governativi. Evidentemente concentrati su ben altre faccende. La società Stretto di Messina ha diramato ieri un comunicato ufficiale per dare notizia che «il consiglio di amministrazione ha avviato l'esame del progetto definitivo del ponte». Un segnale che la cosa è ancora viva, magari nella speranza che Berlusconi si decida a rilanciare il ponte, annunciando l'ennesimo piano per il Sud? Forse. Vedremo quando e come l'esame si concluderà, e che cosa accadrà in seguito. Sempre che il governo vada avanti, sempre che si trovino i soldi per accontentare gli enti locali... Intanto nella sede messinese di Eurolink, dove lavoravano decine di persone, sembrano già cominciate le vacanze. Come avessero fiutato l'aria.

    Sergio Rizzo
    24 giugno 2011

    Quei 250 milioni spesi per il ponte di Messina (che non si farà più) - Corriere della Sera

    Teniamoci stretti, che c'è vento forte.

    Io sono per la chirurgia etica: bisogna rifarsi il senno.

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  6. #6
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    Predefinito Rif: Che fine ha fatto il ponte sullo stretto?

    Citazione Originariamente Scritto da Andromeda Visualizza Messaggio
    Vede.. se non si fa nulla, come da molti sostenuto ai tempi tra i quali il sottoscritto, chi ci guadagna sono quelle ditte che hanno avuto gli appalti e che oggi, senza lavorare e senza spese ci guadagnano con le multe e le sanzioni dovute per legge. Chi paga per non aver nulla in cambio è il cittadino contribuente, e non ci guadagnano nemmeno gli interessati con i posti di lavoro, che se non si lavora non ci sono.
    Allora la tua teoria, oltre i soldi delle sanzioni, è che purtroppo ci saranno decine o forse meglio centinaia di lavoratori che non potranno lavorare e guadagnare... e in un momento di crisi come questo il ponte sarebbe una manna per loro.

    Ma questi lavoratori c'erano anche qualche anno fa... quando tutti, e sono certo te compreso, erevate contro la sua costruzione.

    Cambiato il vento... cambiato idea.

    Le banderuole che segno l'aria che tira non ti dico nulla ?
    La sola cosa necessaria, per la tranquillità del mondo,
    è che ogni bambino possa crescere felice.

    Capo Dan George, dei Salish

  7. #7
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    Predefinito Rif: Che fine ha fatto il ponte sullo stretto?

    Il ponte sullo stretto è un'opera inutile, uno spreco di soldi e un aiuto alla mafia.
    Chiediamo all'ingegner Cane come procedono i lavori.... repapelle:

    Ultima modifica di Andre86; 24-06-11 alle 18:25
    IL BACICCIA E' BULICCIO

    Bossi, un disastro, una mente contorta e dissociata, un incidente della democrazia italiana, uno sfasciacarrozze con il quale non mi siederò mai più allo stesso tavolo.

    (Silvio Berlusconi, 1994)

  8. #8
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    Predefinito Rif: Che fine ha fatto il ponte sullo stretto?

    Il ponte sullo stretto è un'opera inutile, uno spreco di soldi e un aiuto alla mafia.
    Chiediamo all'ingegner Cane come procedono i lavori.... repapelle:


    Ultima modifica di Andre86; 24-06-11 alle 18:26
    IL BACICCIA E' BULICCIO

    Bossi, un disastro, una mente contorta e dissociata, un incidente della democrazia italiana, uno sfasciacarrozze con il quale non mi siederò mai più allo stesso tavolo.

    (Silvio Berlusconi, 1994)

  9. #9
    Gin Pì... Nun ce lassà...
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    Predefinito Rif: Che fine ha fatto il ponte sullo stretto?

    Come dicevamo all'amico Dantes in altra discussione la pochezza di argomentazioni dei sinistrati, siano essi politici o simpatizzanti, e la loro stessa formazione ed educazione alle cose politiche viene ormai demandata ai pagliacci che fanno satira politica.

    L'ingegner Cane è probabilmente il più divertente fra di essi ma certi guru della comicità satirico-politica come Crozza o Benigni o Travaglio (che fa ridere anche se non è un comico) sono ormai i punti di riferimento del sinistrume italico.

    La cui formazione ideologica si basa su trans, puttane e culattoni e, per l'appunto, i comici.

    Inutile quindi sorprendersi per certe figurazze che vengono a fare nel forum...
    Ultima modifica di Kobra; 24-06-11 alle 18:46
    Se hai la necessità di scegliere tra un uomo e un Kobra,
    preferisci chi striscia.
    E se ti serve un amico, trovati un cane.

  10. #10
    Gin Pì... Nun ce lassà...
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    Predefinito Rif: Che fine ha fatto il ponte sullo stretto?

    La ragione per cui la formazione ideologica viene affidata ai pagliacci è che il messaggio comico-satirico, oltre a non essere perseguibile per ovvi motivi, risulta anche particolarmente gradito dagli uditori perché non c'è niente di meglio che una rilassante risata per far passare un messaggio soprattutto se malizioso.

    Diversamente un ministro dell'econonomia che dovesse spiegare i motivi per cui non può allargare i cordoni della borsa incontrerebbe soverchie difficoltà a farsi comprendere dalla suddetta massa di ridanciani teleimbabbuiti.

    Psicologia.
    Se hai la necessità di scegliere tra un uomo e un Kobra,
    preferisci chi striscia.
    E se ti serve un amico, trovati un cane.

 

 
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