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  1. #11
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    Predefinito Riferimento: "Nessuno vuole la Turchia"

    Citazione Originariamente Scritto da Airbus Visualizza Messaggio
    vuoi farteli nemici?

    la gente crede che siano neri sporchi e inferiori, quando hanno un sacco di cose in comune con gli italiani (e non solo negative), ma si sa da quando la tv ha rincoglionito gli italiani e li ha resi dei piccoli goering pronti a eliminare le etnie considerate "inferiori", ci si sta facendo nemici anche quelli che prima ci guardavano bene
    i rincoglioniti a me paiono invece quelli che vogliono negare l'elemento identitario nella costruzione dell'europa unita... vogliamo che l'ue continui ad essere soltanto un'unità economica, un colosso senz'anima, un golem non vitalizzato, senza politica estera comune, senza esercito comune, senza alcun peso geopolitico difronte ad usa, cina ed india, senza una comune e sentita identità da parte dei cittadini, o vogliamo creare, magari anche in tempi lunghi, una nuova Grande Patria Comune, che non annullerà le identità precedenti ma che dovrà anzi esaltarle e sintetizzarle?
    nel primo caso, potranno entrare nell'ue anche paesi africani, asiatici, israele, la turchia, e tutti gli altri cavalli di troia che le insistenze americane vorranno spingere all'interno dei confini comunitari con lo scopo di stringere al massimo il controllo statunitense sull'Unione, e fiaccare sul nascere la crescita politica dell'Unione Europea dall'america davvero indipendente e magari anche in conflitto
    nel secondo caso, la turchia potrà restare un partner commerciale, ma niente di più

  2. #12
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    Predefinito Riferimento: "Nessuno vuole la Turchia"

    la storia dell'identità cristiana è una balla da vendere ai popoli sottomessi dai poteri teocratici, come l'italia.


    mezza europa è totalmente slegata da una tradizione religiosa (i popoli nordici sono fondamentalmente agnostici o atei nella loro maggioranza), quindi non dovremmo stare uniti?

    le religioni è meglio lasciarle fuori perchè non uniscono mai, ma il più delle volte dividono (e poi con tutte le divisioni solo tra le confessioni cristiane, la storia delle radici comuni è ancora più ridicola)

    diciamo che l'europa come la conosciamo noi è frutto dell'illuminismo, se fosse per le religioni, avremmo ancora la inquisizione.

    quindi se si riesce, la turchia se avrà una legislazione moderna e laica ben venga, altrimenti no, ma il fatto che siano musulmani non vuol dire niente, l'islam turco è molto diverso dagli altri

  3. #13
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    Predefinito Riferimento: "Nessuno vuole la Turchia"

    Citazione Originariamente Scritto da dedelind Visualizza Messaggio
    allora anche gli afghani e gli iraniani dovrebbero far parte dell'ue, visto che lì vi sono sicuramente maggiori % di sangue indoeuropeo... i turchi sono islamici e parlano una lingua affine al mongolo, che ci azzeccano con noi?
    questione di ceppi linguistici quindi... quindi il fatto che ungheria e finlandia parlino lingue asiatiche non conta, il fatto che polonia e altri paesi parlino lingue slave non conta, il fatto che i greci parlino una lingua loro non conta, il fatto che i paesi mediterranei parlino una lingua diversa da quelli anglofoni non conta, mentre per la turchia conta la lingua altaica... tutti felici per l'islanda che si vuole avvicinare all'UE però

    il fatto è che molti ce l'hanno con la turchia per la religione... che se è musulmana non va bene... non importa l'economia, non importa la libertà personale, non importano i fattori strategici, non importano i miglioramenti turchi.

    Per il 90% di chi dice no alla turchia e si attacca all'europeità dell'Ue le sole cose che contano sono, la religione e il numero dei turchi... o come sarebbe piu onesto dire sono l'intolleranza e la paura, intolleranza verso le altre religioni e la paura del numero dei turchi
    Matsudaira Izu no Kami disse al Maestro Mizuno Kenmotsu: "Voi siete un uomo di grande valore, peccato siate così basso".

    Kenmotsu gli rispose: "E' vero. A volte in questo mondo non tutto va come si desidera. Ora, se io vi tagliassi la testa e l'attaccassi sotto i miei piedi, sarei più alto. Ma è qualcosa che non si potrebbe fare".

  4. #14
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    Predefinito Riferimento: "Nessuno vuole la Turchia"

    Citazione Originariamente Scritto da famedoro Visualizza Messaggio
    questione di ceppi linguistici quindi... quindi il fatto che ungheria e finlandia parlino lingue asiatiche non conta, il fatto che polonia e altri paesi parlino lingue slave non conta, il fatto che i greci parlino una lingua loro non conta, il fatto che i paesi mediterranei parlino una lingua diversa da quelli anglofoni non conta, mentre per la turchia conta la lingua altaica... tutti felici per l'islanda che si vuole avvicinare all'UE però

    il fatto è che molti ce l'hanno con la turchia per la religione... che se è musulmana non va bene... non importa l'economia, non importa la libertà personale, non importano i fattori strategici, non importano i miglioramenti turchi.

    Per il 90% di chi dice no alla turchia e si attacca all'europeità dell'Ue le sole cose che contano sono, la religione e il numero dei turchi... o come sarebbe piu onesto dire sono l'intolleranza e la paura, intolleranza verso le altre religioni e la paura del numero dei turchi
    il tuo discorso fila... a mio avviso però si deve procedere con la politica dei piccoli passi e quindi dico che ad oggi la Turchia non è ancora del tutto pronta per la Eu e che, prima della Turchia, si deve terminare il processo di integrazione dei Balcani (Croazia, Serbia, Albania, Montenegro, Macedonia, Bosnia, Kosovo; ho cercato di mettere un ordine temporale)

  5. #15
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    Predefinito Riferimento: "Nessuno vuole la Turchia"

    esatto famedoro

    ma il bello che non conoscono nè l'islam nè la turchia, pensano che far entrare la turchia in europa sia come far entrare l'iran "stessa roba e stessa razza" quando invece ci sono tantissime differenze


    ah, a proposito, quante volte si è sentito dire riferito a un turco "ecco l'arabo"?

  6. #16
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    Predefinito Riferimento: "Nessuno vuole la Turchia"

    Citazione Originariamente Scritto da Airbus Visualizza Messaggio
    esatto famedoro

    ma il bello che non conoscono nè l'islam nè la turchia, pensano che far entrare la turchia in europa sia come far entrare l'iran "stessa roba e stessa razza" quando invece ci sono tantissime differenze


    ah, a proposito, quante volte si è sentito dire riferito a un turco "ecco l'arabo"?
    io contro gli arabi non ho niente, non guardo certo quello, infatti sarei favorevole ad un entrata dell'albania visto che in gran parte sono mussulmani.

    ma guardo la geografia è la turchia non fa parte dell'europa percio che se ne stia fuori
    Dannato Barone Rosso.

  7. #17
    .
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    Il fatto è che la legge turca prevede la concessione automatica della cittadinanza turca a tutti quei cittadini dei sei Stati turcofoni che ne facciano richiesta.
    Con la Turchia in Europa è facile prevedere che i cittadini di Azerbajian,Turkmenistan,Uzbekistan,Kirghizistan,Ka zakhstan e Tagikistan si precipiteranno a procurarsi la doppia cittadinanza.
    Con le conseguenze che è facile immaginare in materia di migrazioni.
    E' anche per questo che molti Governi sono apertamente contrari : si tratterebbe infatti di far accedere alla UE una massa di circa 150 milioni di nuovi cittadini,in buona parte inclini a "spostarsi" entro i confini dell'Unione.


  8. #18
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    Predefinito Riferimento: "Nessuno vuole la Turchia"

    Citazione Originariamente Scritto da famedoro Visualizza Messaggio

    il fatto è che molti ce l'hanno con la turchia per la religione... che se è musulmana non va bene... non importa l'economia, non importa la libertà personale, non importano i fattori strategici, non importano i miglioramenti turchi.

    Per il 90% di chi dice no alla turchia e si attacca all'europeità dell'Ue le sole cose che contano sono, la religione e il numero dei turchi... o come sarebbe piu onesto dire sono l'intolleranza e la paura, intolleranza verso le altre religioni e la paura del numero dei turchi
    Ma teniamo presente che anche i motivi seri contro l'ingresso dalla Turchia ci sono e non si può ignorarli solo perchè molti sono fissati con la questione religiosa.

    Non possiamo fare di una faccenda importante questa roba da tifo da stadio: d'accordo essere contrari alle discriminazioni, ma questo non comporta automaticamente che la Turchia sia pronta ad entrare nè che l'UE sia pronta ad allargarsi ancora.

    Il principale dei notri interessi, per il nostro bene, dev'essere la concretezza dell'unità europea.

  9. #19
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    io contro gli arabi non ho niente, non guardo certo quello, infatti sarei favorevole ad un entrata dell'albania visto che in gran parte sono mussulmani.
    quindi secondo te arabo è sinonimo di musulmano?

    AHHAHAHAHAHA


    andate a studiare prima di riempirvi la bocca di cose più grandi di voi

  10. #20
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    Predefinito Riferimento: "Nessuno vuole la Turchia"

    Citazione Originariamente Scritto da Domizio Visualizza Messaggio
    Il fatto è che la legge turca prevede la concessione automatica della cittadinanza turca a tutti quei cittadini dei sei Stati turcofoni che ne facciano richiesta.
    Con la Turchia in Europa è facile prevedere che i cittadini di Azerbajian,Turkmenistan,Uzbekistan,Kirghizistan,Ka zakhstan e Tagikistan si precipiteranno a procurarsi la doppia cittadinanza.
    Con le conseguenze che è facile immaginare in materia di migrazioni.
    E' anche per questo che molti Governi sono apertamente contrari : si tratterebbe infatti di far accedere alla UE una massa di circa 150 milioni di nuovi cittadini,in buona parte inclini a "spostarsi" entro i confini dell'Unione.



    Un Europa islamizzata rischia la fine dell'impero austro-ungarico

    di Christopher Caldwell


    Raramente il corso della storia europea è stato cambiato da un’osservazione di passaggio fatta da un non-politico in un giornale tedesco nel bel mezzo del completo ristagno estivo. Il 28 luglio, lo storico di Princeton Bernard Lewis ha dichiarato al quoditiano conservatore Die Welt che, “al più tardi” entro la fine del secolo, l’Europa sarebbe diventata islamica. E da quel giorno la politica europea non è più stata la stessa. Pochi giorni prima del terzo anniversario dell’11 settembre, l’olandese Fritz Bolkestein, il dimissionario commissario alla concorrenza dell’Unione europea, ha scatenato un putiferio quando ha menzionato l’osservazione di Lewis in occasione di un discorso pronunciato all’apertura dell’anno accademico dell’Università di Leida. Bolkestein ha avvertito che l’Europa è destinata a “implodere” se si espanderà con troppa rapidità. Ha scelto il momento più opportuno per sollevare questo problema. (...) i popoli d’Europa vedono il loro destino irrevocabilmente incatenato a quello del mondo islamico. Anzi, la necessità di creare un legame solenne con il secolarismo islamico che la Turchia ha seguito dopo l’ascesa al potere di Atatürk, è la ragione più spesso menzionata per dimostrare l’indispensabilità dell’ingresso della Turchia nell’Ue. Così, Bolkestein stava affrontando un turbamento di portata continentale. Il suo discorso è stato lungo. Riferendosi all’aspirazione dell’Ue di diventare uno Stato multinazionale, ha richiamato l’attenzione sul destino cui andò incontro la più recente potenza europea che abbia nutrito quest’aspirazione: l’impero austroungarico. Gli austriaci contavano sulla loro cultura (a Vienna vissero Liszt, Richard Strauss, Brahms, Mahler e Wagner). Godevano di grande prosperità ed erano orgogliosi della loro posizione. Ma erano soltanto otto milioni, e l’espansione delle loro frontiere li mise faccia a faccia con un vigoroso movimento panslavico. Dopo che l’impero austroungarico ebbe assorbito 20 milioni di slavi, dovette cercare di trovare un difficile compromesso tra la concessione a questi nuovi sudditi del permesso di autogovernarsi e la conservazione della propria cultura. Esattamente come nel caso dell’Ue, l’impero aveva già oltrepassato il punto di non ritorno quando si accorse che non stava andando da nessuna parte. Bolkestein ha chiesto quale lezione devono trarre gli europei dalla storia, nel momento in cui prendono in considerazione la possibilità di accogliere la Turchia. Ha poi trattato due problemi specifici. In primo luogo, il fatto che non si vedeva all’orizzonte una conclusione logica all’espansione europea: una volta che l’Ue avrà accettato la Turchia, non ci saranno ragioni per rifiutare paesi (...). Per affrontarla le mancano tanto i mezzi finanziari quanto la solidarietà culturale. In secondo luogo, ha avvertito Bolkestein, l’immigrazione sta trasformando l’Ue in “un impero austroungarico di proporzioni molto più vaste”. Ha accennato al fatto che molte grandi città avranno presto soltanto una minoranza di europei (due tra le più importanti, Amsterdam e Rotterdam, nella sua madrepatria) e ha ribadito che la (progettata) aggiunta di 83 milioni di musulmani turchi accentuerà ulteriormente l’islamizzazione dell’Europa. E’ stata questa la parte del suo discorso (nella quale ha citato le previsioni di Lewis) che ha occupato le prime pagine dei giornali di tutto il mondo (...). Ne è nata una specie di reazione a catena. Due giorni dopo il discorso di Bolkestein, il Financial Times ha pubblicato una lettera che Franz Fischler, l’uscente commissario dell’Ue per l’agricoltura, aveva inviato privatamente ai commissari suoi colleghi. Fischler si lamentava che la Turchia “era un paese di natura molto più orientale dell’Europa” e, peggio ancora, che “rimanevano dubbi sulle credenziali laiche e democratiche della Turchia. Ci sarebbe potuto essere un ritorno violento del fondamentalismo”. La reazione dell’Europa è stata un collettivo “E ce lo dite soltanto adesso!”. Considerate insieme, le osservazioni di Bolkestein e di Fischler sono apparse sintomatiche della politically correctness che circonda la questione dell’adesione turca. (...) i vari parlamenti nazionali sono contrari all’ingresso della Turchia nell’Ue, e anche le popolazioni europee sono schierate sulla stessa posizione. E’ stata la Commissione europea a guidare questo processo; e ora due autorevoli membri di questo organismo, al momento di abbandonare la loro carriera politica, dicono che è stato tutto un grande errore di cui nessuno osa parlare (forse l’unica cosa che fa infuriare l’uomo della strada europeo ancora più di questa ambiguità burocratica è il costante appoggio dato dagli Stati Uniti all’ingresso della Turchia nell’Ue). La cosa più interessante a proposito dell’intervista di Lewis che ha suscitato questa ondata di introspezione europea è che non era dedicata specificamente all’Europa. L’intervistatore ha chiesto a Lewis la sua opinione sugli sviluppi della guerra in Iraq, sull’evoluzione della questione palestinese, sulle speranze democratiche dell’Iran e sulle prospettive di vittoria contro al Qaida (su quest’ultimo tema Lewis ha dato un’inquietante risposta: “Si tratta di un processo lungo il cui risultato non è affatto certo”, ha detto, aggiungendo: “Funziona in modo simile al comunismo, che affascinava gli scontenti dell’occidente perché sembrava offrirgli risposte non ambigue. L’islam radicale esercita la stessa forza d’attrazione”). Lewis è stato altrettanto incisivo quando ha descritto la spaccatura tra Ue e Stati Uniti usando l’espressione “comunità dell’invidia” (“Comprensibilmente, gli europei hanno alcune riserve su un’America che li ha nettamente distaccati. E’ per questo che gli europei comprendono perfettamente i musulmani, che condividono gli stessi sentimenti”). Ma il tema del futuro islamico dell’Europa è stato toccato solo incidentalmente nel corso dell’intervista. Alla domanda se l’Ue potesse fare da contrappeso globale agli Stati Uniti, Lewis ha risposto con un secco “no”. Secondo Lewis, solo tre paesi possono essere degli attori “globali”: sicuramente la Cina e l’India e, forse, una rinnovata Russia. “L’Europa”, ha aggiunto Lewis, “diverrà parte dell’occidente arabo, del Maghreb”. Ciò che sembra avere fatto infuriare gli europei è il fatto che Lewis non ha presentato questa affermazione come un’ipotesi azzardata, ma come se fosse qualcosa che ogni persona politicamente neutrale e intellettualmente onesta dà per scontato. E’ davvero così? Bolkestein ha detto di non sapere se le cose andranno proprio come predetto da Lewis (“Ma se ha ragione”, ha aggiunto, “la liberazione di Vienna nel 1683 sarà stata inutile”). Bassam Tibi,un immigrato siriano, tra i più autorevoli rappresentanti dell’islamismo moderato in Germania, sembra concordare con la tesi di Lewis, anche se rifiuta la sua enfasi. “O l’Islam si europeizza, oppure l’Europa si islamizza”, ha scritto in “Welt am Sonntag”. Avendo trascorso gran parte dell’ultimo decennio impegnandosi nella costruzione di giudiziose istituzioni musulmane in Europa, sembra volerci avvertire che l’Europa non ha la forza di rifiutare l’islam né la possibilità di guidarlo. “Il problema non è se la maggioranza degli europei diventa musulmana”, ha dichiarato, “ma piuttosto quale forma di islam è destinata a dominare in Europa: l’islam della sharia o l’euroislam”.

    (Fonte: Il Foglio, 7\10\2004)

    Un Europa islamizzata rischia la fine dell'impero austro-ungarico


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