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Discussione: Referendum

  1. #21
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    Predefinito Referendum? Conviene anche alla Lega

    Vorrei dare una chiave di lettura un po' particolare ai tre quesiti del referendum che si voteranno il 21 ed il 22 giugno e che riguardano la legge elettorale.

    Questo referendum consta di tre quesiti.

    Il primo riguarda il premio di maggioranza alla Camera dei Deputati e, in caso di vittoria dei "SI'", esso non sarà più dato alla coalizione ma al partito che prende più voti.

    Il secondo riguarda il premio di maggioranza in Senato e, in caso della vittoria dei "SI'", vi sarà lo stesso effetto del primo quesito ma su base regionale.

    Il terzo riguarda le candidature multiple che, in caso di vittoria dei "SI'", non potranno più farsi, e così un candidato potrà proporsi solo in una circoscrizione, in caso di voto per la Camera dei Deputati, o in una sola Regione, in caso di voto per il Senato.

    Io voterò ed i miei voti ai quesiti saranno "SI'" al primo e al terzo e "NO" al secondo.

    Motivo questa mia scelta. Ritengo, infatti, che la modifica della legge elettorale debba essere funzionale alle riforme che si dovranno fare, in primis il federalismo, un tema caro principalmemnte alla Lega Nord ma anche al Popolo della Libertà e al Movimento per l'Autonomia. Con l'avvento del federalismo, si dovrà abolire il bicameralismo perfetto e riconvertire il Senato in "Senato delle Regioni", che avrà funzioni diverse dalla Camera dei Deputati. Quest'ultima manterrà le funzioni attuali e, di conseguenza, dovrà assicurare la governabilità. Per questo servirà la vittoria dei "SI'" al primo quesito. Infatti, dalla Camera dei Deputati dipenderà la governabilità del Paese. Il Senato (che con la riforma in senso federale diventerà "delle Regioni") avrà invece le funzioni di raccordo e coordinamento tra le Regioni ed il Governo nazionale e non più quelle di voto delle leggi.

    Per la sua elezione è pertanto meglio che si conservi l'attuale meccanismo perché eviterebbe possibili ripercussioni sugli equilibri delle amministrazioni regionali. Un'eventuale vittoria dei "SI'", per quello che concerne l'elezione di questo ramo del Parlamento, potrebbe avere riflessi molto deleteri e creare tensioni anche nelle coalizioni che reggono le giunte regionali perché cozzerebbe con il principio di "rappresentanza del territorio" che automaticamente si dovrà instaurare con il federalismo.Inoltre, con il "SI" al terzo quesito verrebbe ristabilito il principio che vede il rapporto tra parlamentare e cittadino e quindi la succitata "rappresentanza del territorio".

    E' giusto che la Sicilia sia rappresentata dai siciliani, la Calabria dai calabresi, il Lazio dai laziali, l'Abruzzo dagli abruzzesi, la Lombardia dai lombardi, il Veneto dai veneti e via dicendo. Oggi, per effetto delle candidature multiple, questo non avviene e, di conseguenza, può capitare che un siciliano venga eletto in Lombardia a rappresentare questa Regione in Parlamento, magari senza esservi mai stato e conoscerne la realtà, o che un lombardo possa trovarsi a rappresentare la Sicilia, in una situazione analoga alla prima descritta. E' ovvio che l'attuale situazione non porti al federalismo. Quindi, paradossalmente, questo referendum può diventare il "migliore alleato" della Lega Nord, che è ad esso contraria.

    Ai nostri amici della Lega Nord, direi quindi di prendere bene in esame la cosa

    Referendum? Conviene anche alla Lega - di Antonio Gabriele Fucilone

  2. #22
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    Predefinito Riferimento: Referendum

    Citazione Originariamente Scritto da Furlan Visualizza Messaggio
    Ai comitati promotori del referendum interessa una cosa sola: intarscarsi i rimborsi elettorali.
    Se si supera il quorum.

    Però questo argomento è tabù perchè si dovrebbe parlare anche dei rimborsi per la politiche.

    Il referendum è stato lanciato per cambiare la legge elettorale, e poi è scappato dalla mano.
    Si credeva che il Parlamento, per non misurarsi con il referendum, avrebbe modificato prima la legge elettorale.

    Che avessero altre idee lo dimostra Di Pietro, prima ha raccolto le firme ed ora dice di votare negativamente.

    Il giocattolo è andato per conto suo.

    Se ne sono accorti che andava contro la lega figlia prediletta di roma.
    Senza lega in partitocrazia non si mangia.

    E se non si mangia a che cosa serve la politica italiana?:

  3. #23
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    Predefinito Riferimento: Referendum? Conviene anche alla Lega

    Citazione Originariamente Scritto da Furlan Visualizza Messaggio
    Vorrei dare una chiave di lettura un po' particolare ai tre quesiti del referendum che si voteranno il 21 ed il 22 giugno e che riguardano la legge elettorale.

    Questo referendum consta di tre quesiti.

    Il primo riguarda il premio di maggioranza alla Camera dei Deputati e, in caso di vittoria dei "SI'", esso non sarà più dato alla coalizione ma al partito che prende più voti.

    Il secondo riguarda il premio di maggioranza in Senato e, in caso della vittoria dei "SI'", vi sarà lo stesso effetto del primo quesito ma su base regionale.

    Il terzo riguarda le candidature multiple che, in caso di vittoria dei "SI'", non potranno più farsi, e così un candidato potrà proporsi solo in una circoscrizione, in caso di voto per la Camera dei Deputati, o in una sola Regione, in caso di voto per il Senato.

    Io voterò ed i miei voti ai quesiti saranno "SI'" al primo e al terzo e "NO" al secondo.

    Motivo questa mia scelta. Ritengo, infatti, che la modifica della legge elettorale debba essere funzionale alle riforme che si dovranno fare, in primis il federalismo, un tema caro principalmemnte alla Lega Nord ma anche al Popolo della Libertà e al Movimento per l'Autonomia. Con l'avvento del federalismo, si dovrà abolire il bicameralismo perfetto e riconvertire il Senato in "Senato delle Regioni", che avrà funzioni diverse dalla Camera dei Deputati. Quest'ultima manterrà le funzioni attuali e, di conseguenza, dovrà assicurare la governabilità. Per questo servirà la vittoria dei "SI'" al primo quesito. Infatti, dalla Camera dei Deputati dipenderà la governabilità del Paese. Il Senato (che con la riforma in senso federale diventerà "delle Regioni") avrà invece le funzioni di raccordo e coordinamento tra le Regioni ed il Governo nazionale e non più quelle di voto delle leggi.

    Per la sua elezione è pertanto meglio che si conservi l'attuale meccanismo perché eviterebbe possibili ripercussioni sugli equilibri delle amministrazioni regionali. Un'eventuale vittoria dei "SI'", per quello che concerne l'elezione di questo ramo del Parlamento, potrebbe avere riflessi molto deleteri e creare tensioni anche nelle coalizioni che reggono le giunte regionali perché cozzerebbe con il principio di "rappresentanza del territorio" che automaticamente si dovrà instaurare con il federalismo.Inoltre, con il "SI" al terzo quesito verrebbe ristabilito il principio che vede il rapporto tra parlamentare e cittadino e quindi la succitata "rappresentanza del territorio".

    E' giusto che la Sicilia sia rappresentata dai siciliani, la Calabria dai calabresi, il Lazio dai laziali, l'Abruzzo dagli abruzzesi, la Lombardia dai lombardi, il Veneto dai veneti e via dicendo. Oggi, per effetto delle candidature multiple, questo non avviene e, di conseguenza, può capitare che un siciliano venga eletto in Lombardia a rappresentare questa Regione in Parlamento, magari senza esservi mai stato e conoscerne la realtà, o che un lombardo possa trovarsi a rappresentare la Sicilia, in una situazione analoga alla prima descritta. E' ovvio che l'attuale situazione non porti al federalismo. Quindi, paradossalmente, questo referendum può diventare il "migliore alleato" della Lega Nord, che è ad esso contraria.

    Ai nostri amici della Lega Nord, direi quindi di prendere bene in esame la cosa

    Referendum? Conviene anche alla Lega - di Antonio Gabriele Fucilone
    Non si vuole criticare il giornalista che ha scritto l’articolo.

    Potrebbe essere in buona fede. Vuole spiegarci che il referendum in fin dei conti è utile per il progetto della lega,.

    Dimostra di essere un uomo pieno di buoni propositi.
    Solamente (potrebbe anche fingere) non ha capito che se il referendum alla fine potrebbe essere utile agli ideali leghisti, appunto per questo la lega ha dato ordine di sabotarlo.

    A quel giornalista bisogna spiegarlo (anche se sarà difficile perché i condizionamenti sono pesanti) che in lega vi è un grossissimo problema di mantenere il movimento unito. Che le sue strutture negli anni si sono riempite di coloro che hanno capito quale è il vero fine della lega, e pertanto si sono inseriti solamente per prendere o sperare di accaparrarsi le mille cadreghe del sottogoverno.

    Pertanto è la sua struttura che la lega deve accudire , e deve avere più posti governativi possibili, senza pensare assolutamente agli ideali che vengono sbandierati sulle piazze.

    Da circa una decina di anni stanno sorgendo micro movimenti che essendo numerosissimi non sono gestibili, ne controllabili.
    Questo fa impazzire la setta. .
    Perché non sa quale sarà o quali saranno che inizieranno a formare l’alternativa per il Nord.
    Se fossero uniti e grandi la lega potrebbe , aiutata da roma , caricare.
    E conseguentemente dover venire ogni giorno maggiore per occupare tutti gli spazi .

    Tuttavia comunque è da elogiare il giornalista, che con anima candida (?) ha scoperto che i referendum alla fine aiutano il nord.

    E’ gia stato compreso da molti, qualcuno forse ha capito che chi vota per il referendum trae due vantaggi, aiutare alla lunga il Nord, ma diminuire la potenza dell’alleato di roma.

  4. #24
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    Predefinito Riferimento: Referendum

    Citazione Originariamente Scritto da sentenza53 Visualizza Messaggio
    Ok, Appunto perchè spesso i referendum sono di difficile comprensione
    specialmente per persone anziane e non. Se aggiungiamo che il sistema è abrogativo "Praticamente si abroga una legge" Fatto salvo che il giorno dopo i nostri baldi legislatori ti cambiano una virgola al testo di legge e
    opplà la truffa è servita, cornuti e mazziati. Con il sistema "propositivo"
    a mio parere potrebbe essere più comprensibile "Per il fatto che ti si chiede se vuoi" Cioè , ti si chiede se vuoi quel tipo di legge, non di abrogarla al buio, senza sapere come sarà quella nuova.
    Per il quorum , abolendo la quota del 50% +1 ovvero la maggioranza dei votanti se favorevoli vince in caso contrario resta come è.
    Magari mi sbaglio ma sicuramente salirebbe l'interessamento da parte dei cittadini verso le tematiche politiche.
    Allo stesso tempo hai ragione anche tu nel sostenere che non si può sempre interpellare ilo cittadino ogni qualvolta si voglia modificare una legge, c'è gente che è stata preposta con il voto ed è lautamente pagata per farlo.
    Fermo restando che sono dell'idea che viviamo in un paese dove politicamente parlando è tutto da rifare.
    Grazie comunque per le tue spiegazioni, anche perchè vedo che sei più informato e affermato di me.
    Ribadisco e chiudo, senza voler sembrare pedante il mio sostegno al quorum nei referendum.
    E' proprio per la confusione e la complessità dei quesiti e delle implicazioni, legato anche ad altra confusione trasmessa dalla diatriba politica per il SI o contro, che è importante il voto di chi comprende pienamente tutte le sfaccettature del voto referendario.
    E' da stimolo a presentare quesiti chiari, non a far votare la gente sulla fiducia, spesso malriposta come in questo caso, dove dalle bocche dei referendari escono oggettivamente menzogne miste a verità.
    Quindi se un quesito è chiaro e condiviso sarà più facile avere una grande affluenza al voto, e se questa affluenza è abbastanza corposa, ripeto che non farà altro che cammminare sulle proprie gambe, sul proprio 51% di persone che hanno deciso di far conoscere la propria posizione, che si spera ben ponderata.

  5. #25
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    Predefinito Riferimento: Referendum

    Citazione Originariamente Scritto da Mandarino Verde Visualizza Messaggio
    Ribadisco e chiudo, senza voler sembrare pedante il mio sostegno al quorum nei referendum.....
    Quindi se un quesito è chiaro e condiviso sarà più facile avere una grande affluenza al voto, e se questa affluenza è abbastanza corposa, ripeto che non farà altro che cammminare sulle proprie gambe, sul proprio 51% di persone che hanno deciso di far conoscere la propria posizione, che si spera ben ponderata.
    Completamente in disaccordo.

    In teoria, per come era stato pensato inizialmente il quorum, potresti anche aver ragione tu a dire che solo chi capisce pienamente il quesito ha diritto a decidere ecc.

    In pratica, la consuetudine ipocrita, truffaldina (itagliana) che si e' imposta e' che chi vuole votare NO somma automaticamente i suoi voti a chi si astiene. Quindi adesso essenzialmente accade il contrario di quello che dici tu: a decidere e' proprio chi non si interessa, votando automaticamente NO.

    E nota che non e' assolutamente questione di non saper spiegare bene il quesito, come se la colpa fosse di chi promuove il referendum se poi non passa (un truffaldino deputato della lega l'anno scorso aveva addirittura proposto che tutte le spese per i referendum non approvati fossero fatte pagare ai promotori del referendum, come le spese legali per chi e' condannato a un processo, per scoraggiarli a proporre nuovi referendum... questo rende l'idea del tipo di democrazia concepito in quel partito). ANCHE SE IL QUESITO FOSSE SPIEGATO A LIVELLO DI SCUOLE ELEMENTARI, anche se il quesito fosse "preferisci Inter o Milan", o "ti piace la figa?" (per fare esempi di cose che interessano gli itagliani), solo meno del 60% dei votanti va a votare. E' cosi' in tutti i paesi avanzati, in tutto il mondo, dove votare non e' obbligatorio. Lo sappiamo benissimo tutti. Quindi IN OGNI CASO ci sara' sempre gia' un 40% di voti garantiti al NO. Anche il piu' semplice dei quesiti, non avra' chance di essere approvato neanche se il 90% dei cittadini fosse favorevole, perche' quel 10% di contrari potra' sempre sommarsi al piu' di 40% di astenuti.

    Tutto cio' mi sembra l'opposto della democrazia.

  6. #26
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    Predefinito Riferimento: Referendum

    PS: notare il diverso modo di contare i non votanti in diverse circostanze:

    -- per i referendum, lo stato ha deciso che i non votanti vanno contati come NO (lo stato itagliano ha tutto l'interesse a mantenere lo status quo, per principio...mentre io ritengo che bisognerebbe nel dubbio favorire le innovazioni)

    -- per le elezioni, lo stato ha deciso che vanno ignorati. (Secondo me invece andrebbero contati, e andrebbero elette tante cadreghe vuote a rappresentare gli astenuti...meta' cadreghe vuote in parlamento farebbero risparmiare un sacco di soldi...tanto la maggior parte dei peones da' un contributo uguale a quello di una cadrega vuota).

    -- per l'8/1000 alla chiesa di roma, lo stato ha deciso che chi non si esprime intende implicitamente darli alla chiesa cattolica.

  7. #27
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    Predefinito Riferimento: Referendum

    Per quanto riguarda i referenda, dovrebbero esistere di tutti i tipi (abrogativi, propositivi, abrogativi+propositivi, parzialmente abrogativi, eccetera eccetera), magari con una più alta soglia di firme da raggiungere (per fare un po' di selezione all'inizio) e poi senza quorum (vota chi vuole, chi vota decide; come avviene nella Confederazione Elvetica). A proposito, in Svizzera vi è la facoltà (e in molti casi l'obbligo) di esprimersi direttamente tramite referendum per i cittadini sulle questioni fiscali. E invece il feticcio costituzionale italiota cosa prevede? Ovviamente il divieto di esprimersi in materia fiscale, così come sui trattati internazionali e su altre cose.

    I referenda itagliani poi scontano i limiti da una parte delle pagliacciate della premiata ditta Pannella&Bonino (inflazione di referendum abrogativi su tutto e il contrario di tutto con il risultato che dal 2000 compreso il quorum non si è più raggiunto su nulla) e dall'altra della classe politica italiota che dei referendum si fa un baffo (vedasi ministero dell'agricoltura, finanziamento pubblico dei partiti, ecc.).

    Ultima cosa: il fatto di poter non ritirare la scheda io l'ho sempre saputo, d'altronde basta vedere i precedenti referendum, non c'è un quesito con lo stesso numero di votanti dell'altro, ciò vuol dire che si ritiravano le schede dei quesiti di cui si era interessati e basta. E mi sembra piuttosto logica come cosa. Finchè la costituzione itagliana prevede l'obbligatorietà del quorum (tutti si lamentano del quorum - giustamente - ma guai a dire che la colpa è dei costituenti del '46, li hanno talmenti beatificati e sacralizzati che non si può toccare nulla di quella porcata di costituzione), giusto che uno non ritiri le schede sui quesiti sui quali desidera non farlo raggiungere.

    Citazione Originariamente Scritto da aussiebloke Visualizza Messaggio
    -- per i referendum, lo stato ha deciso che i non votanti vanno contati come NO (lo stato itagliano ha tutto l'interesse a mantenere lo status quo, per principio...mentre io ritengo che bisognerebbe nel dubbio favorire le innovazioni)
    Non per tutti però. Altra particolarità della sacra e intoccabile costituzione italiota: i referendum per l'approvazione di modifiche costituzionali non hanno bisogno di quorum, sono validi sia se non raggiungono il quorum (es. quello del 7 ottobre 2001) sia se lo raggiungono (es. quello del 25-26 giugno 2006). Quando mi spiegheranno la differenza sarà sempre troppo tardi.
    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

  8. #28
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    Predefinito Riferimento: Referendum

    Citazione Originariamente Scritto da aussiebloke Visualizza Messaggio
    Completamente in disaccordo.

    In teoria, per come era stato pensato inizialmente il quorum, potresti anche aver ragione tu a dire che solo chi capisce pienamente il quesito ha diritto a decidere ecc.

    In pratica, la consuetudine ipocrita, truffaldina (itagliana) che si e' imposta e' che chi vuole votare NO somma automaticamente i suoi voti a chi si astiene. Quindi adesso essenzialmente accade il contrario di quello che dici tu: a decidere e' proprio chi non si interessa, votando automaticamente NO.

    E nota che non e' assolutamente questione di non saper spiegare bene il quesito, come se la colpa fosse di chi promuove il referendum se poi non passa (un truffaldino deputato della lega l'anno scorso aveva addirittura proposto che tutte le spese per i referendum non approvati fossero fatte pagare ai promotori del referendum, come le spese legali per chi e' condannato a un processo, per scoraggiarli a proporre nuovi referendum... questo rende l'idea del tipo di democrazia concepito in quel partito). ANCHE SE IL QUESITO FOSSE SPIEGATO A LIVELLO DI SCUOLE ELEMENTARI, anche se il quesito fosse "preferisci Inter o Milan", o "ti piace la figa?" (per fare esempi di cose che interessano gli itagliani), solo meno del 60% dei votanti va a votare. E' cosi' in tutti i paesi avanzati, in tutto il mondo, dove votare non e' obbligatorio. Lo sappiamo benissimo tutti. Quindi IN OGNI CASO ci sara' sempre gia' un 40% di voti garantiti al NO. Anche il piu' semplice dei quesiti, non avra' chance di essere approvato neanche se il 90% dei cittadini fosse favorevole, perche' quel 10% di contrari potra' sempre sommarsi al piu' di 40% di astenuti.

    Tutto cio' mi sembra l'opposto della democrazia.
    Il referendum cammina con le proprie gambe se c'è una forte consapevolezza e condivisione, infatti se il 50% +1 dell'elettorato favorevole al quesito si presenta al voto, non ci sono santi per nessuno.

    Mi dici che il NO parte avvantaggiato, ti rispondo che per contro chi va alla consultazione e vota NO in realtà aggiunfe i suoi voti al SI, aiutando con il suo voto il raggiungimento del quorum.
    E' così di fatto, forse ti sembra democratico sommare ai voti per il SI quelli per il NO?
    Oppure è truffaldino e ipocrita tanto quanto la tua preoccupazione di comparare, ma non di sommare di fatto i non votanti ai NO?

    Eppure quello studiato dai "padri costituenti", è un sistema che proprio con questo bilanciamento rende autorevole il risultato del referendum.
    La scelta dei "padri costituenti" di rendere autorevoli le consultazioni referendarie attraverso l'introduzione del quorum ha di fatto e consapevolmente introdotto una complessità che può essere giustificata solo attraverso delle scelte arbitrali:

    bassa affluenza = bassa autorevolezza = introduzione di un quorum = più autorevolezza ma introduzione di complessità = gestione della complessità attraverso il bilanciamento dei vizi intrinsechi all'introduzione del quorum.

    Se è vero che i NO partono avvantaggiati per la cronica bassa affluenza, è anche vero che non si può considerare i non votanti come percentualmente schierata per il SI e per il NO, è semplicemente "non votante", non rappresentabile.
    Il bilanciamento voluto dai "padri costituenti" a questa ambiguità, stà proprio nel travasare il voto dei NO nei voti per il SI di fatto, nel caso in cui la strategia politica avversa al quesito opti per l'arma dell'astensione.

    Se fossi contrario alle consultazioni referendarie direi che non solo il quorum dovrebbe essere superato, ma che dovrebbero essere i SI a dover superare il 50% +1 voto, solo in questo caso la maggioranza si potrebbe considerare autorevole.

    Infine una provocazione per rispondere al tuo:
    ..... ANCHE SE IL QUESITO FOSSE SPIEGATO A LIVELLO DI SCUOLE ELEMENTARI, anche se il quesito.....

    Ti invito a una prova sul referendum in corso:
    resetta dalla memoria il dibattito referendario e cerca i quesiti referendari e interpretali senza essere imboccato dalla propaganda per il SI o per il NO.
    Ti ritroverai a consultare, tagliare e reinterpretare norme già per conto loro incasinate per un comune lettore.
    A me è successo così, ho lasciato perdere dopo aver verificato alcune cose che ritenevo fondamentali sul effettivo risultato del secondo quesito, quello sul senato per intenderci.

  9. #29
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    Predefinito Riferimento: Referendum

    premesso che il quorum non verrà raggiunto, con grande soddisfazione di tutti coloro che temendo la volontà popolare truccano il risultato non andando a votare NON PER DISINTERESSE MA PER IMPEDIRE CHE LA MAGGIORANZA DEI VOTANTI POSSA ESSERE DETERMINANTE

    premesso che dire che DEL REFERENDUM SI E' ABUSATO significa non avere una coscienza democratica

    premesso che IL VERO SCANDALO E' SEMMAI CHE IL SISTEMA IGNORA PUNTUALMENTE OGNI PRONUNCIA REFERENDARIA

    premesso che di questo stato di mer.a nulla m'importa e l'unico referendum davvero utile sarebbe quello per LA SECESSIONE

    ecco qualche ragione per votare SI ai 3 referenda:

    1. il sistema elettorale che prediligo e che ritengo più consono alla cultura autonomista è quello MAGGIORITARIO UNINOMINALE PER COLLEGIO. un sistema cioè "all'americana" - come quello che uscirebbe in parte dal referendum - ma su base regionale o comunque di collegio. se vincesse il SI i nostri "rappresentanti" (sic) dovranno mettere mano alla legge elettorale ma senza ignorare del tutto il voto referendario. a questo punto una soluzione potrebbe essere, potrebbe, quella di dare si il premio di maggioranza alla lista con più voti ma, magari, a livello di collegio.
    2. l'esperienza insegna che i "piccoli partiti", lega in primis, più che contribuire al dibattito democratico, hanno contribuito a ingrassare le loro casse ricattando i grandi partiti per ottenere posti di potere
    3. se davvero i c.d. piccoli partiti restassero fuori dalla scena politica, le loro aree di riferimento, i loro elettori, dovrebbero cercare spazi extra-parlamentari per farsi sentire. sarebbe una prospettiva quantomeno interessante
    4. tutti i partiti sono contrari al referendum. solo per questo varrebbe la pena prenderlo in considerazione
    5. il terzo quesito è sacrosanto, ne converrete!

  10. #30
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    Predefinito Riferimento: Referendum

    Citazione Originariamente Scritto da autonomista Visualizza Messaggio

    1. il sistema elettorale che prediligo e che ritengo
    più consono alla cultura autonomista è quello
    MAGGIORITARIO UNINOMINALE PER COLLEGIO.
    un sistema cioè "all'americana"

    insomma l'americanata; il bipartitismo,
    cioè due partiti con la stessa ragione sociale,
    ma con simboli diversi.

 

 
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