



E' una posizione difficile da sostenere, per quanto sostanzialmente corretta. Fossimo durante il fascismo, o sotto qualche regime comunista che faremmo? Ci uniremmo ai vari movimenti di resistenza, pur con i dovuti distinguo, o cercheremmo di "tirare a campare" mantenendo un basso profilo? E tutto il nostro fervore libertario?
Nel caso uno risponda "mi sarei unito alla resistenza", a maggior ragione, se oggi si sostiene che la democrazia è il peggiore dei sistemi, toccherebbe per coerenza imbracciare il fucile, anziché postare in un forum.
Non so quindi se strategicamente sia utile fare di queste distinzioni, credo invece che, a costo di apparire manichei, sia meglio parlare di socialismo Vs libertà, le cui gradazioni intermedie presentano di volta in volta "pregi e difetti" rispetto alle altre.


Nel caso uno risponda "mi unirei alla resistenza", volevo dire.![]()
A me sembra un discorso sostanzialmente sbagliato, invece. La democrazia è difettosa ed autoritaria, ma non mi sembra affatto il peggiore dei sistemi possibili. Credo che solo una persona in vena di polemica possa sostenere che sia meglio vivere in un regime comunista o in una dittatura fascista piuttosto che in una squallida democrazia. Capisco che la si voglia demitizzare, e sono d'accordo, ma a dire di queste cose si passa solo per "poco confidenti" con la storia. Senza spararle così grosse, c'è un elenco lungo così di difetti..
Adesso spero che qualche genio non mi dia del democratico.. :sofico:
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Qui vige l'uguaglianza: non conta un cazzo nessuno.




“Noi siamo democratici non perché la maggioranza ha sempre ragione, ma perché gli istituti democratici rappresentano il male minore rispetto ad altri a noi noti”
Karl Popper, “La società aperta e i suoi nemici”


Non esiste il male minore e Popper era un comunista.![]()


e comunque un po' democratico-laico-social-progressista lo sei, anzichenò. :PAdesso spero che qualche genio non mi dia del democratico.


Comunque sia, notizie come questa, fanno molto più male al libertarismo che non la più estremista delle prese di posizione contro la liberal-democrazia occidentale.


Già, anche secondo me è questo il metodo di valutazione.
Secondo me identificare il grado di libertà con la procedura (i.e. l'ordinamento statuale) è un grosso abbaglio come lo è pretendere tra le due cose ci sia un'effettiva relazione. Il discorso è il seguente: qual è il livello di libertà di cui si può godere nella repubblica itagliona? Quale in Corea del Nord? Quale in Thailandia? e poi trarne le dovute conseguenze.
A livello empirico si può serenamente ammettere che normalmente le democrazie presentano aspetti meno deleteri su certi aspetti della libertà (la libertà di agire nel rispetto della libertà altrui) meno su altri (la libertà di disporre dei beni giustamente titolati).
Ma è appunto una regola empirica: non è possibile negare la possibiltà che una democrazia degeneri in totalitarismo e molti racconti distopici l'hanno immaginato benissimo.
In realtà quello che Popper considera successo della democrazia non è da attribuirsi strettamente ad essa (democrazia è, banalmente, regola della maggioranza), quanto all'alternanza delle èlite al potere. Estraendo a sorte le massime cariche di uno Stato non ci sarebbe nessuna democrazia e probabilmente la libertà individuale verrebbe maggiormente tutelata.
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