Caspita, parlando con Tomàs avrei giurato che fosse tutto l'opposto, che la mia visione desse sicurezza contro il timore di un mondo imprevedibile, vedo che le scuole di pensiero si dividono, qua mi pare che il mio modo di vedere dia TUTT'ALTRO CHE SICUREZZA ("pena lo smarrimento e la caduta nella depressione e nell'inerzia") mentre il vostro sembra costruito apposta (ma toh guarda!) per dare sicurezza (nel bene e nel male) e privare l'uomo di qualsiasi responsabilità sui propri eventi e la propria condizione “un affresco potente e drammatico all'interno del quale ogni più piccola cosa, uomo compreso, occupa un preciso posto, quello giusto che gli compete”!
Peraltro questo è più determinista del determinismo!





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