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Discussione: Ein Tirol?

  1. #411
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    Predefinito Re: Ein Tirol?

    Legge elettorale, quell'emendamento Biancofiore, schiaffo a Pd
    Via Mattarellum per Trentino Alto Adige, così Svp rischia

    L'emendamento di Micaela Biancofiore approvato dalla Camera elimina i collegi maggioritari che la legge elettorale manteneva in Trentino Alto Adige, introducendo nella Regione a Statuto speciale il riparto proporzionale dei collegi, come il Fianum fa per il resto del territorio nazionale. Sul piano politico è uno schiaffo al Pd che si era fatto garante con la Svp del mantenimento del Mattarellum in Trentino Alto Adige.

    Nella Regione è tuttora in vigore in Mattarellum anche dopo l'approvazione del Porcellum nel 2005. Il sistema prevede dunque otto seggi maggioritari, vale a dire che il candidato più votato ottiene il seggio; ad essi si aggiungono 3 seggi proporzionali.

    Ovviamente nella provincia di Bolzano questo sistema assicura alla Suedtiroler Volkspartei (Svp) tutti i seggi, essendo il partito della minoranza di lingua tedesca il più forte. Con l'approvazione dell'Italicum (che era un sistema con seggi plurinominali a riparto proporzionale) il Matterellum è stato confermato nella Regione a Statuto Speciale. La Corte costituzionale, con la sentenza 35 dello scorso 26 gennaio, ha tolto il ballottaggio dall'Italicum, ma ne ha confermato gli altri punti, compreso l'utilizzo del Mattarellum in Trentino Alto Adige. Quindi è il sistema oggi in vigore.

    Il Mattarellum per il Trentino Alto Adige era stato dunque confermato sia nel Rosatellum che nel Fianum, un motivo per il quale la Svp era il quinto partito a sostenere la legge, assieme Pd, M5s, Fi e Lega.

    Con l'approvazione dell'emendamento Biancofiore si estende dunque al Trentino Alto Adige il sistema del resto d'Italia, cioè un riparto proporzionale dei collegi, e quindi la Svp ne perderebbe diversi. Per altro Biancofiore ha portato avanti questa battaglia anche al tempo dell'Italicum, senza successo. Naturalmente se salta l'accordo sul Fianum e si va a votare con l'Italicum per il Trentino rimarrà il Mattarellum, che dunque verrebbe paradossalmente confermato dalle conseguenze dell'emendamento Biancofiore. E altrettanto paradossalmente potrebbe accelerare il ricorso a urne anticipate, contro la volontà dei franchi tiratori che lo hanno votato.

    Questa modifica è uno schiaffo al Pd che si è fatto garante con la Svp e con cui ha una alleanza parlamentare non solo a Roma ma anche a Bruxelles.

    Legge elettorale, salta il patto Pd-M5s-Fi-Lega. Renzi: 'Fallimento impressionante' - Politica - ANSA.it
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  2. #412
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    Predefinito Re: Ein Tirol?

    Alto Adige, Fuochi del Sacro Cuore. Nel 1961 fu la notte dei trecento attentati: "Le rivendicazioni non sono cambiate"
    L'intervista a Roland Lang attuale Obmann del Sudtiroler Heimatbund: "Quella notte morì Giovanni Postal, una morte che si poteva evitare, gli avevano detto tutti di non toccare gli ordigni".
    Di Tiberio
    BOLZANO. Cinquantasei anni fa, nella notte tra l'11 e il 12 giugno del 1961, più di trecento attentati dinamitardi si susseguirono in Alto Adige, abbattendo decine di tralicci dell'alta tensione e portando all'attenzione pubblica nazionale e internazionale la 'questione Sudtirolese'.
    Gli attentati furono rivendicati dai gruppi facenti capo al movimento del Befreiungsausschuss Südtirol, il Bas (Comitato per la liberazione del Sudtirolo). Ci fu quella notte anche il primo morto causato dalle azioni di sabotaggio perpetrate dal Bas, Giovanni Postal, un cantoniere addetto alla manutenzione che rimase coinvolto nell'esplosione dell'ordigno che stava cercando di disinnescare.
    Quella notte erano anche accesi gli Herz-Jesu-Feuer 'Fuochi del Sacro Cuore', fuochi che fanno parte della celebrazione, quando sulle cime delle montagne, sugli alpeggi e nei luoghi più visibili dalle valli si accendono fuochi in ricordo del voto fatto dal popolo Sudtirolese al Sacro Cuore di Gesù nel 1796 quando la Dieta, riunita a Bolzano, affidò alle preghiere la difesa dall'attacco delle truppe napoleoniche.
    Questo voto fu poi rinnovato nel 1809 da Andreas Hofer, quando al comando degli Shützen, si trovò a difendere il suo popolo dall'invasione delle truppe francesi. Si accesero allora ancora una volta i fuochi sui pendii delle montagne da Innsbruck fino a Bolzano e alcune importanti vittorie seguirono per gli Shützen.
    Durante il fascismo questi fuochi furono proibiti, ma la tradizione non è mai stata abbandonata e nel dopoguerra è proseguita, gli Herz-Jesu-Feuer sono rimasti un simbolo dal grande valore evocativo per chi rivendica la libertà all'autodeterminazione.
    La notte scelta per gli attentati aveva dunque un valore simbolico per la popolazione Sudtirolese che risiedeva e tutt'ora risiede nella zona dell'alta valle dell'Adige.
    A Roland Lang attuale Obmann del Sudtiroler Heimatbund, abbiamo allora chiesto cosa rimane nella memoria di quella notte di attentati e se le rivendicazioni di allora sono ancora attuali.
    Sicuramente la questione dell'autodeterminazione non è risolta, la volontà popolare rimane quella già espressa nell'immediato dopoguerra, cioè che possa essere riconosciuta la libertà di far parte della patria alla quale storicamente si appartiene. L'autonomia non riconosce questa libertà: come se ti viene rubato l'appartamento dove vivi e poi pian piano, pezzo per pezzo alla fine ti ridanno la cucina, ma la casa in realtà non è più tua. Questa è la situazione.
    Quella notte morì una persona.
    E il pensiero va a quella povera persona che ha perso la vita, una morte che si poteva evitare. Infatti pochi giorni prima quell'uomo aveva già tolto un ordigno che aveva rinvenuto. Tutti gli avevano detto bravo e anche sui giornali si riconosceva il suo coraggio, ma nessuno, neanche i funzionari pubblici, gli avevano detto che era meglio non toccare quelle cose pericolose, che era meglio avvisare polizia e artificieri. Così la seconda volta ha trovato l'ordigno e non ha avvisato gli specialisti e la bomba è esplosa mentre la maneggiava.
    La vostra posizione è cambiata?
    La nostra posizione rimane comunque sempre uguale e rivendichiamo la nostra libertà e la possibilità di poter appartenere alla realtà politica, allo Stato, del quale ci sentiamo membri.
    Nel caso della futura realizzazione di un'Europa unità e sovranazionale, come vedreste questa possibilità?
    Siamo a favore di una struttura che superi gli stati nazionali e i loro confini fittizi. Siamo a favore dell'idea che in un'Europa unita ci sia la possibilità di formare un federalismo dove sono le singole regioni a mantenere un'autonomia più legata alla loro storia, alla loro cultura, senza conflitti.
    Un'ultima curiosità, anche quest'anno si accenderanno i tradizionali fuochi, quale sarà la notte esatta per poterli osservare?
    Quest'anno sarà la domenica del 25 giugno e proprio per permettere di far capire a turisti, rifugiati politici, profughi, immigrati e a tutti gli stranieri che quella notte vedranno i fuochi, magari spaventandosi, cosa sono questi falò e cosa significano per noi, abbiamo fatto stampare un volantino in cinque lingue che distribuiremo anche nelle stazioni e sul quale c'è scritta la storia di questa tradizione. Così anche persone che vengono da lontano potranno conoscere la storia della terra dove si trovano e interpretare meglio questi aspetti.
    Alto Adige, Fuochi del Sacro Cuore. Nel 1961 fu la notte dei trecento attentati: "Le rivendicazioni non sono cambiate"


  3. #413
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    Predefinito Re: Ein Tirol?

    W il Sudtirolo.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  4. #414
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    Predefinito Re: Rif: Ein Tirol?

    Eva Klotz, una tirolese antimoderna
    Breve storia di un piccolo movimento secessionista e oltranzista di “casa nostra”, alla luce delle nuove tendenze di fatto accentratrici degli ultimi “governi non eletti”.
    di Lorenzo Sarri
    Certo, il personaggio del giorno è assai impopolare, a sinistra – dove è tacciato di filonazismo – come a destra – dove lo si apostrofa con gli epiteti più esecrabili, spesso seppellendolo sotto i castelli della più trita retorica patriottarda postrisorgimentale. Forse perché Eva Klotz, fino al 2014 a capo della Süd-Tiroler Freiheit, movimento politico secessionista che si propone la riannessione del Tirolo del Sud, chiamato nel linguaggio burocratico italiano con l’espressione asettica e un po’ giacobina di Alto Adige (si pensi ai nomi dei départements francesi, tutti volutamente con nomi di fiumi o montagne, per cancellarne la storia locale) al Tirolo attualmente austriaco, è un personaggio difficilmente inquadrabile entro categorie politiche moderne. Sebbene dovremmo saperlo che le vallate appenniniche o alpine sono spesso le più restie – grazie al Cielo – a farsi inquadrare nella società globalizzata. Non sorprende troppo quindi, che il direttore di Rai News Antonio Di Bella (artefice dello sbarco televisivo di Roberto Saviano con Vieni via con me e membro della Fondazione Italia – Usa, che si occupa di favorire e diffondere la conoscenza della c.d. cultura americana in Italia, dunque personaggio in questo senso modernissimo) la veda come il fumo negli occhi.
    Questi i fatti: il noto giornalista, domenica 4 giugno scorso, si trovava ospite della trasmissione di Lucia Annunziata In ½ ora su Raitre. Ebbene, rispondendo a Jonathan Pacifici, presidente del World Jewish Economic Forum, che domandava come reagireste se qualcuno pagasse la pensione ai terroristi di Londra? Di Bella – forse intimidito da cotanto ospite, e timoroso di incrinare, chissà, la solida amicizia italoisraeliana – affermava: Beh, intanto, noi paghiamo la pensione a Eva Klotz che è una terrorista dell’Alto Adige.
    Immediata è stata la reazione della ex consigliera, che ha prontamente annunciato una querela per diffamazione nei confronti del direttore. In effetti, la c.d. Pasionaria dell’Alto Adige non è mai stata coinvolta in attività violente di alcun tipo, e ha maturato una sostanziosa pensione in circa trent’anni di attività politica (possano piacerne o meno i contenuti a Di Bella). Vero è che il padre della Klotz, Georg, fu sì coinvolto in attività violente (principalmente attentati dinamitardi contro Carabinieri e Guardia di Finanza: era detto infatti il martellatore della Val Passiria). Ma se è vero che il nostro diritto non risale alle consuetudini beduine, allora neppure si può far ricadere le eventuali colpe dei padri sui figli, sol perché si fanno accesi sostenitori di idee non gradite: troppo comodo il liberalismo a senso unico.
    La polemica di Di Bella nasce dalla circostanza secondo la quale Eva Klotz avrebbe ricevuto, al momento di andare in pensione, la cifra considerevole di € 946.175, scegliendo quindi di farsi versare quanto risultava dai contributi versati in più di trent’anni di carriera politica una tantum anziché mensilmente. Va detto però, che tale trattamento è basato su parametri entrati in vigore nella Provincia Autonoma di Bolzano nel 2014: qualora la consigliera fosse andata in pensione prima – avendo già raggiunto la finestra richiesta, ossia cinque legislature – avrebbe percepito una cifra addirittura maggiore. Disponendo inoltre come è ovvio la legge per il generale e non per il particolare, somme simili saranno percepite da qualsiasi consigliere provinciale vada in pensione, sia egli secessionista o no. Si
    Un paese che si definisce liberale dovrebbe essere capace di accettare il confronto con ogni opposizione, in sede assembleare. Certo, si potrà convenire che il trattamento economico dei consiglieri sia troppo elevato, ma questo è un problema generale, che riguarda anche altre regioni italiane: volendo intervenire (come sottolinea la stessa Klotz) si dovrebbe approvare una legge generale che riveda i parametri suddetti, non certo obbligando singoli consiglieri a non avvalersi del loro diritto di spendere i loro soldi come meglio credono sol perché le loro idee non piacciono. Appare troppo comodo un certo moralismo cavalcato dalla stampa e da certe parti politiche, partendo da Mani Pulite per arrivare a certe derive grilline, finalizzato solo a far fuori l’avversario politico scomodo. Ma se Robespierre era incorruttibile, ciò non gli ha impedito di scatenare il Terrore.
    Del resto, gli unici procedimenti penali a cui i membri del partito della Klotz sono stati sottoposti hanno sempre riguardato reati d’opinione quale il vilipendio alla bandiera, come in un manifesto elettorale in cui il tricolore napoleonico italiano veniva spazzato via per essere sostituito dai tradizionali e millenari bianco e rosso tirolese, imputazioni da cui peraltro gli imputati sono stati assolti in appello.
    Il padre di Eva Klotz, Georg, entrato in contatto con l’attivista indipendentista Sepp Kerschbaumer negli anni ’60 fece parte dei BAS (Befreiungsausschuss Südtirol), un movimento armato per l’autodeterminazione del Tirolo del Sud. Su queste terre su cui Roma non poteva contare che un mero diritto di conquista, essa esercitò per decenni un dominio di tipo quasi coloniale, specie durante il Fascismo, imponendo l’uso della lingua italiana, di toponimi italiani – a volte inventati di sana pianta – e sostenendo il trasferimento di popolazioni italofone.
    Proprio il Tirolo del Sud fu un punto di attrito tra Mussolini e Adolf Hitler, che alla vigilia del conflitto rinunciò alle rivendicazioni di stampo pangermanico sul territorio, a condizione che alla popolazione di lingua tedesca fosse concesso di trasferirsi nei confini del Reich, ottenendo la cittadinanza tedesca. Salvo poi riannettersi l’area col nome di Operationszone Alpenvorland in seguito all’8 settembre, consentendo a molti optanti, che nel frattempo si erano magari arruolati nella Wehrmacht, di tornare alle loro case. Dopo la guerra, nonostante la firma degli Accordi De Gasperi–Gruber, che ristabilivano l’insegnamento della lingua tedesca nelle scuole, la comunità italofona restò in possesso delle attività industriali, favorendo un ulteriore emigrazione da altre zone d’Italia. Inoltre, centro della regione rimase l’italofona Trento, relegando Bolzano e le aree germanofone a una decisa marginalità. Tra i primi sostenitori del secessionismo sudtirolese vi fu il sacerdote Michael Gamper. Nel 1957 si volle attribuire ai secessionisti l’omicidio del finanziere Raimondo Falqui: i presunti colpevoli furono condannati a un totale di 114 anni di carcere, nonostante la mancanza di prove e i dubbi espressi in sentenza sulla reale causa del decesso.
    Solo dopo di ciò iniziarono i primi attentati dinamitardi, inizialmente solo contro cose (monumenti, poi tralicci dell’alta tensione). Particolare in tal senso fu la c.d. Notte dei fuochi del 13 giugno 1961. La reazione italiana fu pesante; il Ministro degli Interni Mario Scelba – quello di Portella della Ginestra, tanto per intendersi – decretò per il successivo 16 giugno il coprifuoco tra le 21 e le 5; militari di sentinella uccisero due persone a Sarentino e a Malles Venosta. I sospettati Franz Höfler e Anton Gostner morirono in cella nella caserma di Egna tra il 1961 e il 1962, si disse in seguito a tortura. Fu in un tale clima di esasperazione che si compì l'evento di Cima Vallona, che causò la morte di quattro tra Carabinieri, Alpini e Finanzieri mediante trappole esplosive; la più recente ricerca storica sembra però escludere in questo caso una responsabilità del BAS, e sembra piuttosto ipotizzare un intervento dei servizi segreti italiani nel quadro della strategia della tensione allora in voga. Del resto, ogni attività violenta era già cessata entro il 1969, prima ancora dell’approvazione dell’autonomia per la Provincia Autonoma di Bolzano, e lo stesso Kerschbaumer si era sempre detto contrario ad attività contro bersagli intenzionalmente umani.
    Molto spesso il BAS è stato accusato di simpatie naziste. Vero è che Georg Klotz optò per la cittadinanza tedesca nel 1939 e si arruolò nella Wehrmacht. Ma se un padre nobile è da ricercarsi, è senz’altro Andreas Hofer, fucilato dai napoleonici a Mantova nel 1809, patriota tirolese ante litteram, devoto cattolico e fedele agli Asburgo, in quanto legittimi Conti del Tirolo. Per anni egli solcò le valli e le vette della Terra tra i monti, lottando contro le truppe bavaresi alleate dei francesi (alla Baviera napoleone aveva assegnato il Tirolo) in quella che fu chiamata Insorgenza tirolese e che fu la più tenace tra quante ne scoppiarono – in Italia e altrove – contro il dominio giacobino e napoleonico, reo di voler distruggere la Chiesa e le tradizioni millenarie dei popoli europei, dando in cambio spesso la leva obbligatoria: cosa piuttosto invisa ai tirolesi, abituati a restare vicini ai loro campi e ai loro masi, venendo arruolati solo nel particolare corpo di milizia locale, gli Schützen. Tutta la simbologia del BAS rimanda a ciò, sia per gli attentati della Notte dei Fuochi, compiuti alla vigilia della Festa del Sacro Cuore, particolarmente sentita tra i Tirolesi.
    E’ dunque a una continuazione di quella guerra di allora contro il pensiero liberale, moderno, antitradizionale e giacobino che si deve pensare quando ci si riferisce alla Klotz e ai suoi sodali. Ci si potrà comprensibilmente indignare per i Carabinieri e i militari caduti, ma non si deve dimenticare che i soldati sono i primi a morire quando una terra altrui è occupata senza diritto. E’ accaduto in Irlanda del Nord come in Palestina: e questa volta, il ruolo dei giacobini, dei pervertitori di un ordine millenario, dei sionisti, tocca agli Italiani, con buona pace di Di Bella. Ma c’è di più: con le nuove problematiche poste dagli immigrati clandestini che scorrazzano sul territorio di un’Italia mai come oggi tenuta insieme praticamente da nulla – e che a frotte si riversano anche sul Tirolo del Sud cercando un varco attraverso il Brennero – nonché da nuove tentazioni centralistiche fatte passare da tagli alla spesa pubblica eccessiva (il che solletica sempre la gente onesta, che chiese la testa di Craxi per ritrovarsi Giuliano Amato) nuove tensioni potrebbero pure affacciarsi. In genere, la gente di montagna è testarda e ha la memoria lunga.
    Eva Klotz, una tirolese antimoderna | L' intellettuale dissidente




  5. #415
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    Predefinito Re: Ein Tirol?

    Magari lo avrete già visto ma vi segnalo questa piccola cosa che però fa piacere a chi ama il Tirolo unito.
    Questo giornale parla di tutto il Tirolo e ha anche una sezione sul Welschtirol.

    unsertirol24.com | Nachrichten aus Tirol, Österreich und der Welt

  6. #416
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    Predefinito Re: Ein Tirol?

    Non credo che fosse stato visto.
    Grazie.
    Sii più presente, ci manchi.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  7. #417
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    Predefinito Re: Ein Tirol?

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio
    Non credo che fosse stato visto.
    Grazie.
    Sii più presente, ci manchi.
    Grazie ventun, sei gentile.

  8. #418
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    Predefinito Re: Ein Tirol?

    Prego, figurati!
    I fratelli sono accolti a braccia aperte sempre.
    Con quelli amanti del gentil sesso, poi...
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  9. #419
    birra al popolo
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    Predefinito Re: Ein Tirol?


  10. #420
    birra al popolo
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    Predefinito Re: Ein Tirol?

    Firma ora online: petizione per l’abolizione dei decreti fascisti sulla toponomastica.

    Firma ora online: petizione per l?abolizione dei decreti fascisti sulla toponomastica. ? Süd-Tiroler Freiheit

 

 
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