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Discussione: Ein Tirol?

  1. #311
    birra al popolo
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    Predefinito Re: Ein Tirol?

    Quando si parla di Sudtirolo che si riunisce con la madrepatria austriaca c'è sempre qualche italiano che risponde, chissà con quali conoscenze, che gli austriaci non li vogliono.
    Una ricerca fatta in Austria dimostra come l'89% degli intervistati sarebbe contento se il Sudtirolo decidesse, attraverso il diritto all'autodeterminazione, di tornare con l'Austria.

    89 Prozent für Selbstbestimmung der Südtiroler

    • Von st
    • • Januar 26, 2015

    89 Prozent der Österreicher sind für die Selbstbestimmung der Südtiroler und für die Wiedervereinigung Südtirols mit Österreich.




    Dies geht aus einer Umfrage des Linzer Instituts „Spectra“ im Auftrag des Südtiroler Heimatbundes (SHB) hervor. Die Umfrage wurde 2014 durchgefährt. Befragt wurden 1000 Personen, repräsentativ für die österreichische Bevölkerung ab 15 Jahren, aus allen Bundesländern und allen sozialen Schichten. Die Fehlerquote liegt in diesem Fall bei rund zwei Prozent.
    „Die Umfrage bestätigt, dass Süd-Tirol für die überwiegende Mehrheit der Österreicher weiterhin ein großes Anliegen ist, und widerlegt gegenteilige Aussagen von Politikern“, heißt es in einer Aussendung des SHB.

    - 82 Prozent der Befragten wussten, dass Süd-Tirol nach dem Ersten Weltkrieg gegen den Willen der Bevölkerung von Österreich abgetrennt und von Italien annektiert wurde.
    - 83 Prozent sind dafür, dass die Süd-Tiroler auch die österreichische Staatsbürgerschaft erhalten sollen.
    - Die überwältigende Mehrheit von 89 Prozent der Befragten würden es befürworten, dass die Süd-Tiroler mit einem Referendum über ihre staatliche Zugehörigkeit abstimmen dürfen,
    - und ebenfalls 89 Prozent würden es begrüßen, wenn sich die Mehrheit der Süd-Tiroler bei einem solchen Referendum für die Wiedervereinigung mit Österreich aussprechen würde.


    Bereits im März 2014 hatte eine vom Institut „Demetra“ aus Mestre im Auftrag des Südtiroler Heimatbundes in Italien durchgeführte Umfrage ein ähnliches Ergebnis erbracht. Von 1012 befragten Italienern hatten sich 71,8 Prozent für das Selbstbestimmungsrecht der Südtiroler ausgesprochen.
    Die große Akzeptanz der Selbstbestimmung Süd-Tirols in Österreich und in Italien widerlegt Befürchtungen, wonach ein solches Referendum zu gefährlichen Spannungen führen würde.

    89 Prozent für Selbstbestimmung der Südtiroler

  2. #312
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    Predefinito Re: Ein Tirol?

    Gli italiani sono mafiosi, satanisti, massoni, bugiardi, falsi, ipocriti.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  3. #313
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    Predefinito Re: Ein Tirol?

    E anche un po' coglioni.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  4. #314
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    Predefinito Re: Ein Tirol?

    Gli austriaci: sudtirolesi, tornate con noi, vi diamo la cittadinanza

    27 Jan 2015 · 2 Commenti


    di REDAZIONE



    L’89% degli austriaci è favorevole all’autodeterminazione dell’Alto Adige e alla riunificazione con l’Austria. Lo rileva un sondaggio commissionato in Austria dal movimento Lega Patria Sudtiroler Heimatbund (1.000 intervistati). “L’82% degli intervistati sapeva che il Sudtirolo, dopo la Prima Guerra Mondiale, eè stato strappato dall’Austria ed annesso all’Italia. L’83% è d’accordo che i sudtirolesi possano ricevere anche la cittadinanza austriaca”, così l’associazione sudtirolese filo-separatista, che fa il paio al sondaggio-referendum che lo scorso anno venne effettuato dal movimento di Eva Klotz, Sudtiroler Freiheit.




    L'Austria vuole riprendersi i sudtirolesi | L'Indipendenza Nuova
    Ultima modifica di Eridano; 27-01-15 alle 21:13
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  5. #315
    birra al popolo
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    Predefinito Re: Ein Tirol?

    Una delegazione del SHB alla marcia silenziosa di Cittadella: L‘Heimatbund solidale con i sindaci del Veneto
    Rappresentanti del Südtiroler Heimatbund hanno partecipato oggi alla marcia di protesta silenziosa a Cittadella. „Con ciò abbiamo voluto esprimere la nostra solidarietà ai sindaci del Veneto, che indossavano la fascia con il leone di San Marco come segno della loro carica“, dice Roland Lang, Obmann dell‘Heimatbund. Alcuni sindaci del Veneto erano stati ammoniti dal Prefetto di Padova, perché invece della fascia tricolore indossavano quella con il leone di San Marco.
    Per il Sudtirolo, dopo lunghe trattative con Roma, è stato possibile ottenere il diritto per i sindaci di portare, in occasione di festività, la catena con il medaglione. Lo stesso diritto dovrebbe valere anche per i sindaci del Veneto. È comprensibile che loro si sentano più vicini alla loro bandiera e al leone di San Marco che non al tricolore della lontana Roma.
    Chiedere, nell‘Europa unita, ad un sindaco eletto di portare invece dei simboli della sua regione quelli dello Stato, non può che essere chiamato nazionalismo. Reagire con ammonimenti ad una fascia con i simboli di una regione è una prova di inettitudine dello Stato italiano.
    I Veneti, come anche i Sudtirolesi, si sentono come popolo con propria tradizione, lingua e cultura, alle quali non intendono rinunciare. „Noi non lasceremo soli i nostri amici del Veneto nella loro lotta per il mantenimento della loro identità e dei loro diritti“, afferma l‘Heimatbund.
    Per il Südtiroler Heimatbund
    Roland Lang

    SHB- Delegation bei Schweigemarsch in Cittadella: Heimatbund solidarisch mit Bürgermeistern des Veneto - Süd-Tiroler Freiheit

  6. #316
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    Predefinito Re: Ein Tirol?

    Sudtiroler Freiheit: “Mattarella, dia la grazia agli attivisti sudtirolesi”

    5 Feb 2015 · 1 Commento


    di REDAZIONE



    Il consiglio provinciale dell’Alto Adige con 27 voti favorevoli su 34 ha approvato la richiesta della Sudtiroler Freiheit di chiedere al neo eletto Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e al ministro della Giustizia di concedere la grazia per gli attivisti sudtirolesi. Dal 20 settembre 1956 al 30 ottobre 1988 in provincia di Bolzano sono stati compiuti da varie fazioni (BAS, Befreiungsausschuss Suedtirol ed Ein Tirol, le piu’ conosciute) oltre 360 attentati terroristici.
    La richiesta di Sudtiroler Freiheit
    Per Sven Knoll, consigliere del movimento popolare secessionista altoatesino fino a qualche mese fa guidato dalla pasionaria Eva Klotz, e’ stato chiesto di “valutare la questione non dal punto di vista politico, ma umano, cercando di comprendere le ragioni di chi si era trovato oppresso da un’italianizzazione forzata, una sorta di prosecuzione del programma fascista, tanto che la vera immigrazione dall’Italia in Alto Adige è avvenuta non durante il fascismo, ma dopo la fine della prima guerra mondiale”. Sulla vicenda è intervenuto anche il governatore Arno Kompatscher che ha detto di affrontare la questione con “una certa sensibilità e non farne uno show politico”. Il presidente altoatesino, precisando che “in Italia è tradizione che un nuovo Capo dello Stato alla sua entrata in carica conceda una grazia, ha detto che “bisogna muoversi con sensibilità e accortezza e che la violenza non è mai stata una buona strada per raggiungere certi obiettivi e che quella di allora, seppur comprensibile, non è giustificabile”.



    - See more at: Richiesta la grazia per i suditorelesi indipendentisti | L'Indipendenza Nuova

    Richiesta la grazia per i suditorelesi indipendentisti | L'Indipendenza Nuova
    Ultima modifica di Eridano; 05-02-15 alle 19:58
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  7. #317
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    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  8. #318
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    Predefinito Re: Ein Tirol?


  9. #319
    birra al popolo
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    Predefinito Re: Ein Tirol?

    A PROPOSITO DI AUSTRIA E DI AUTONOMIA TRENTINA

    Storia del Territorio - Geschichte der Regionlunedì 09 marzo 2015, Welschtirol.eu
    Di seguito pubblichiamo l’articolo prodotto dal Prof. Dr. Everton Altmayer, al quale vanno i ringraziamenti della redazione.
    Spesso leggiamo o sentiamo certe esternazioni o interpretazioni di fatti legati alla storia del territorio di Trento secondo la visione di una ricostruita storiografia ‘ad hoc’ trentina, in certo modo “utile” alla diffusione di certi miti nazionali (o nazionalisti) che giustificano l’appartenenza attuale del territorio meridionale tirolese all’interno dello stato italiano o il discorso “anti-autonomista” di certi gruppi politici. Sono gli argomenti del tipo “Qui si parlava l’italiano e la gente voleva restare con l’Italia”, “Il principato era terra di lingua italiana e non tirolese”, “Nostri soldati furono poveri italiani nelle file dell’esercito austro-ungarico”. Sono queste faziosità che rendono difficili le relazioni di Trento verso nord, con il mondo al quale la storia tridentina è testimone dell’appartenenza volontaria. Ma come sarebbe possibile uno stato così all’interno delReichkreis (Circolo Imperiale) austriaco, territorio diretto degli Asburgo nel Sacro Impero e Trento lo sarà già nel 1363 con le vicende di Margherita di Tirolo e Leopoldo d’Asburgo quando tutto il territorio della contea con i principati (Confoederatio Tirolensis) diventa terra legata al ducato degli Asburgo e perciò giurisdizione diretta della Casa d’Austria. Tale unione verrà confermata nel 1511, nel 1815 e nel 1866 e Trento sara legata al Reichkreis austriaco fino al 1918, perché sono stati gli Asburgo a garantire la sovranità dei principi-vescovi, legittimi Signori.Contro Venezia nel 16. secolo il territorio di Rovereto venne difeso dalle armi austriache e dai volontari Schützen legati al Principato di Trento. Il Landlibell aveva stabilito che la difesa territoriale tirolese veniva fatta su richiesta del Principe-Vescovo di Trento. Si può dire senza nessun timore di errore che senza Trento e la sua politica legata al mondo germanico non sarebbe possibile una regione storica del Tirolo (non dimentichiamo l’antichissima ‘volontà’ bavarese di annessione).Nel 1339, quando il re di Boemia Johann dona ai vescovi di Trento l’uso dello stemma con l’aquila di San Venceslao, sul documento si legge a chi erano legati i vescovi del principato:“Giovanni per grazia di Dio re di Boemia e Conte del Lussemburgo a tutti ed in perpetuo. La sublimità della magnificenza reale ci convince che coloro i quali con la prova delle loro azioni si rendono a noi graditi, debbano a loro volta conseguire per sé e per i loro la grazia del Nostro favore in una ricompensa da valere per sempre. Perciò, avendoci il venerabile Padre in Cristo il Signor Nicolò, Vescovo di Trento, nostro carissimo amico, dichiarato che la sua Chiesa al presente non ha alcuno stemma col quale in tempi di necessità, i nobili ministeriali, i soldati e i vassalli, suoi e della predetta sua Chiesa, possano fregiarsi ed issare sui vessilli [...]. Perciò, col tenore del presente atto, vogliamo notificare a coloro che vivono nel presente e a coloro che vivranno nel futuro che, accettando con affetto benigno come giusta e ragionevole la richiesta del ricordato Signor Vescovo, in nome di Dio diamo, concediamo e doniamo a lui ed ai venerabili suoi successori, i Vescovi di Trento, come pure alla Chiesa Tridentina, il predetto invittissimo stemma dello stesso S. Venceslao, riprodotto in calce a questo nostro atto di privilegio perché possa essere in possesso e usato dallo stesso Vescovo e dai predetti successori, i Vescovi di Trento, nel presente e trasmesso in perpetuo per il futuro. Siccome poi la medesima Chiesa Tridentina e esposta alle incursioni dei nemici, come alla freccia il bersaglio, e per questo i suoi rettori, i Vescovi di Trento, in passato furono afflitti dalla violenza di varie ingiustizie da parte di nobili e potenti confinanti, sinceramente promettiamo, sia per il diritto di avvocazia, sia in forza dello stemma predetto, intervenendo noi, i nostri eredi e successori, gli illustri Duchi della Carinzia e i Conti del Tirolo, di conservare e con l’aiuto di Dio di difendere degnamente in futuro il ricordato Signor Vescovo nei suoi diritti, dignità e immunità contro ogni impresa e gravame venente da costoro.”
    Il decreto del Re Giovanni di Boemia.
    L’Ordinamento della Contea Principesca del Tirolo (“Begriff der Fürstlichen Graffschaft Tirol”) è un testo scritto in tedesco (lingua storica anche della zona tridentina), firmato nel 26 aprile 1532 e che stabilisce, descrive e fissa i confini del territorio conosciuto come “Tirol”. Il documento venne organizzato e firmato dall’Imperatore Ferdinando d’Asburgo (Alcalá, 1503 – Vienna, 1564) e da Bernardo Clesio (Cles, 1485 – Brixen, 1539), principe-vescovo di Trento e cardinale, uno degli organizzatori del Concilio di Trento, oppositore della riforma protestante e della “Guerra rustica” guidata da Michael Gaismayr. Bernardo Clesio (anche Bernhard von Glöss) fu un grande mecenate dell’arte italiana, persona colta e consigliere dell’Imperatore Carlo d’Asburgo. L’ordinamento del 1532 venne confermato con il “New Reformierte Landsordnung der Fürstlichen Grafschafft Tirol” (Nuovo Ordinamento della Contea Principesca del Tirolo) pubblicato nel 1574.
    Principe-vescovo di Trento Bernardo Clesio
    La traduzione del testo in italiano sarebbe:
    “Cap. XXVIII – Estenzione della Contea Principesca del Tirolo
    Questo ordinamento stabilisce per il Land di questa nostra Contea principesca del Tirolo che tutti debbano conoscere quale sia l’estensione della contea e debbano comprendere questo ordinamento. Abbiamo così sanato i giusti confini e giurisdizioni affinché questa Contea del Tirolo sia distinta dagli altri Länder e essa sia attualmente delimitata secondo quanto qui fissato, stabilito e descritto. Infatti: la Signoria di Rovereto, Brentonico ed Avio con le loro pertinenze, il paese situato lungo l’Adige oltre Trento e le altre località delle zone del Garda situate verso Trento, Riva e Castel Penede con le loro pertinenze ed inoltre ciò che appartiene alla Casa di Dio [Diocesi/Capitolo] cioè le Giudicarie con la Val Rendena verso Brescia ed il Ducato di Milano; la Contea di Arco, le signorie di Lodron, della Val di Gresta e di Nomi; la Val Venosta fino ai suoi confini del Wormser Joch [Passo Stelvio] verso il Grau Bund [Canton Grigioni] con tutti gli altri territori di confine verso i Grigioni e la Confederazione [Svizzera] sui quali si estende la nostra giurisdizione. Ad oriente le terre di confine [Primiero] con la Valsugana e la chiusa di Covelo e gli antichi confini fino a Buchenstein [Livinallongo] e verso Heunfels [Cortina d'Ampezzo] compresa la Contea di Lienz e non oltre. Inoltre le giurisdizioni di Rattenberg, Kufstein e Kitzbühel con le Marche situate verso la Baviera; le zone dell’Oberthalben e dell’Ehrenberg verso Tannheim e Füssen e le Marche verso la Svevia; queste marche con tutti i loro territori, che ci appartengono dall’antichità.
    Cap. XXIX – Eccezioni alla validità dell’ordinamento del Land
    Rimangono tuttavia in vigore gli statuti delle tre Signorie di Rattenberg, Kufstein e Kitzbühel, quelli dei territori del confine italiano [Rovereto] e quelli delle altre terre con giurisdizione.”
    Interessanti anche alcuni toponimi presenti sul documento: Rovoreit = Rovereto, Brantoni = Brentonico, Avÿ = Avio, Triennde = Trento , Gartsee = Lago di Garda, Reiff = Riva, Schloss Penede = Castel Penede, Judiicarei = Giudicarie, Randena = Rendena , Press = Brescia, Mayland = Milano, Arch = Arco, Lodron = Lodron, Agrest = Gresta (sulla pubblicazione del 1574 come Grest), Numy = Nomi, Vinschgew = Vinschgau, Val Venosta, Wormbser Joch = Wormser Joch, Passo Stelvio, Grawen Pündter (> Grau Pündt) = Graubünden, Grigioni, Aidgenossen = Confederazione [Helvetia, Svizzera], “das ander Confin” = corrisponde al Primiero (Primör in tante carte antiche), Thale Valzian = Valsugana (non appare sulla pubblicazione del 1574), Clausen Kofel = Chiusa di Covelo (non appare sulla pubblicazione del 1574), Pewtelstain = Buchenstein, Livinallongo, Heünfels = Haydn, Cortina d’Ampezzo, Lüenz = Lienz (in ladino Lienza), Radtemberg = Rattenberg, Küfstain = Kufstein, Kitzpühel = Kitzbühel, Bayern = Bayern, Baviera (sulla pubblicazione del 1574 come Bayrn), Oberthalben = Oberthalben, Eerenberg = Ehrenberg, Thanhaim = Tannheim, Füssen = Füssen, Schwaben = Svevia, Wälschen Confinen = corrisponde all’area di Rovereto .
    Ordinamento della Contea Principesca del Tirolo (1532).
    .
    L’Aquila Tirolensis del 16. secolo presenta gli stemmi austriaco e tirolese uniti, e quelli delle città di Arco (Arch), Bolzano (Bozen), Bruneck (Brunico), Brixen (Bressanone), Clausen (Chiusa), Glurns (Glorenza), Hall, Innsbruck, Kitzbühel, Kufstein, Lienz, Meran (Merano), Rattenberg, Riva (Reif), Rovereto (Rofreit), Sterzingen, Trento (Trient) e Schwaz. Ci sono ancora lo stemma dei duchi d’Austria unito a quello del Tirolo, con l’aquila rossa molto simile a quella di Trento. La somiglianza tra l’aquila del Tirolo e quella di San Venceslao non sarà casuale e ne esiste un’interessante spiegazione sul dipinto dell’Aquila Tirolensis (16. secolo) e, di conseguenza, sulle origini dell’aquila tirolese della carta.“Arciduca Maximilian der Deütschmeister della casa degli Habsburg. Agli inizi del 17. secolo l’arciduca Maximilian der Deütschmeister incaricò Mathias Burgklehner di compilare la mappa del Tirolo. Burglehner presentò in Aprile del 1608, lo schiszo della mappa all Arciduca terminandola nel 1609. Fu po dato l’incarico di incidere su rame la medesima in 12 copie. Il lavoro fu fatto dal incisore accreditato Hans Rogl e costo 380 Florin. La carta rappresenta un’aquila ad ali aperte(stemma di Trento) e su tutto il corpo, ali e coda è disegnata la regione del Tirol e porta la scritta: OPUS MATTHIAE BURGKLEHNER Y.U.C. DAVID ZIGL SCALPSIT OENIPONTI MDCIX”.
    La carta “Comitatus Tirolis, Graffschaft Tirol” (1649) di Merian ‘il Vecchio’, con lo stemma del Tirolo sulla carta e lo stemma austriaco sul nome della carta.
    Comitatus Tirolis, Graffschaft Tirol (1649).
    Del 1678, abbiamo la carta “Die Firstlich Graffschaft Tyrol” di Brandis, una carta della regione tirolese compresse le terre amministrate dai vescovi di Trento e Brixen, e la valle del Ziller (del vescovo di Salisburgo). Si vedono gli stemmi austriaco e tirolese uniti.
    Die Firstlich Graffschaft Tyrol (1678).
    Carta del territorio tirolese con Trento e Bressanone.
    .
    Dettaglio della carta di Merian (1649) con lo stemma austriaco..
    Dettaglio della Carta di Brandis (1678) con lo stemma austriaco.
    Se tutto il territorio tirolese non fosse unito all’interno del dominio asburgico austriaco, non sarebbe possibile pubblicare la carta di tutta la regione con gli stemmi uniti.
    .
    Il Reichkreis Austriaco (in rosso), unito alle giurisdizioni dei vescovi di Trento, Bressanone e Salisburgo.
    .
    Dettaglio di un tamburo di una compagnia di bersaglieri tirolesi (Schützen) del principato tridentino con lo stemma austriaco (18. secolo).
    .
    Documento austriaco nel periodo dell’insorgenza tirolese del 1809.


    A PROPOSITO DI AUSTRIA E DI AUTONOMIA TRENTINA - Welschtirol

  10. #320
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    Predefinito Re: Ein Tirol?

    Choc in Alto Adige: Hitler sul manifesto per l'energia elettrica
    In provincia di Bolzano fa discutere la vignetta con il Fuhrer stampata dalla locale azienda di energia elettrica. Che però si difende: "Fa parte di una mostra artistica"
    Ivan Francese
    Adolf Hitler è sempre un argomento tabù, soprattutto quando viene utilizzato in chiave ironica. A Lana, nella provincia autonoma di Bolzano, ha fatto e fa discutere la scelta di pubblicizzare i servizi della locale azienda per l'energia elettrica con un cartellone decisamente singolare.
    Nella pubblicità, che reca anche il logo del comune di Lana, compare Adolf Hitler fermato per un controllo stradale. Il vigile gli domanda la patente (in tedesco "Fuehrerschein", che, con un gioco di parole, richiama il "Fuhrer") al dittatore nazista. Poco chiaro, come nota anche il quotidiano locale "Alto Adige", il nesso con i servizi offerti dall'azienda di energia elettrica.
    Per capirci di più è stata anche presentata un'interrogazione in consiglio provinciale, dove il consigliere dei Verdi Brigitte Foppa ha chiesto lumi sulla vicenda. Si è così scoperto che l'immagine utilizzata per la pubblicità è tratta da un'esposizione periodica organizzata nel comune altoatesino, la cosiddetta Kunstraum Gries.
    Choc in Alto Adige: Hitler sul manifesto per l'energia elettrica - IlGiornale.it


 

 
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