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Citrinitas
Cristian Kollmann, «io paladino dei gay pantirolesi» - Alto Adige
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Cristian Kollmann, «io paladino dei gay pantirolesi»
BOLZANO.«Ma ora veniamo alla mia omosessualità». Ricordate Cristian Kollmann, l'esperto della commissione provinciale toponomastica, oggi esponente della Südtiroler Freiheit di Eva Klotz? Ricordate il duro e puro che, sostenuto dagli ultraconservatori Schützen, aveva proposto di spazzare via toponimi e oronimi italiani, bollandoli come pure fantasie di Tolomei e chiedendo di lasciarne in vita poco più di 200? Be': ora, dichiarandosi gay, è sceso in campo schierandosi apertamente come paladino degli omosessuali sudtirolesi; pardon, pantirolesi. Lo ha fatto con un corsivo su 'Centaurus magazine", la rivista di info e news per gay, lesbiche, bisessuali e trans. Con una lunga e circostanziata dissertazione sul fatto che lui, oggi docente alla facoltà di lettere dell'università del Lussemburgo, lotta per l'identità e la libertà del (Süd)Tirol. Compresa quella sessuale. Un'identità, la sua, tanto pantirolese, poco europeista, per niente italiana. Ma convintamente gay. Un ardito discorso, il suo, che mette in mezzo l'anno hoferiano (?), la non appartenenza del Südtirol all'Italia (?) e l'identità tiroler-gay: «Chiunque in questa terra tirolese lotti per più libertà e giustizia - scrive - sia che lo faccia in ambito politico sia che combatta per i diritti di omosessuali e intersessuali, per me si può considerare un piccolo eroe». Sarebbe proprio la consapevolezza di essere tirolese a convincerlo. Perché proprio come tiroler non vede contraddizioni tra le identità: linguistico-culturale, politica, sessuale. Perché il presupposto fondamentale per poter mantenere la propria identità è la libertà: la südtiroler Freiheit. (da.pa)