
Originariamente Scritto da
Ichthys
L'esistenza di idiomi e popoli pre-indoeuropei si registra un po' ovunque in europa: i Picti nelle isole Britanniche poche tracce, forse erano celtici , i Guanci nelle Canarie erano berberi, gli Etruschi in Italia, i Rezi nelle Alpi cioè i tirreni, ma alcuni studiosi suppongono l'indoeuropeità, anatolica, i Liguri pochissime tracce con elementi italici, celtici e vari, i Sicani (simili ai Liguri) in Sicilia, i Minoici a Creta, altra testimonianza è la stele di Lemno, gli antenati dei Baschi alcuni sostengono l'indoeuropeità... tutti parlanti lingue di tipo "nominativo-ergativo" esattamente come il georgiano (gruppo cartveliano o cartvelico) e l'antico sumerico. Dunque dal vicino oriente, passando per il Caucaso, fino all'Europa occidentale, v'era una certa continuità di queste lingue... continuità spezzata dall'invasione indoeuropea.
Quella tua è la teoria minimalista, in realtà creduta dalla maggioranza degli studiosi, ma esiste anche la teoria massimalista.
Un tizio mio amico prof. a Genova che conosce Alinei tra l'altro, mi ha detto che tutte queste lingue da te nominate sono o troppo poco documentate per essere catalogate o comunque non hanno nessuna relazione tra di loro.
Lo dimostra la teoria dell onde secondo la quale i fenomeni linguistici sorgono in un determinato luogo per poi espandersi progressivamente fino ad esaurirsi mettendo ai margini i gruppi linguisti pre-esistenti. Infatti, se si assume la teoria (ormai certa) dell'origine della cultura indoeuropea tra Asia centale e Caucaso, risulta logico constatare che a seguito della loro progressiva espansione in tutte le direzioni, dall'Europa occidentale fino all'India, le lingue pre-indoeuropee siano state messe ai margini... e infatti il basco sta all'estremo ovest, mentre le lingue cartveliche, nel Caucaso, stanno nel lato opposto pur condividendo tratti linguistici analogi, specialmente per quanto riguarda l' "ergatività".