





Crisi Usa, ancora un no sul piano
Camera non vota piano boehner
NEW YORK - La Camera non voterà il piano dello speaker della camera John Boehner, almeno non per questa sera. Il voto era previsto alle 18.00, alle 24.00 italiane, ma è stato posticipato.
L'ufficio di Boehenr aveva fatto sapere che un voto si sarebbe comunque avuto in serata ma dopo ore di trattative a Bohener mancherebbero ancora 2-3 voti per assicurarsi il passaggio del piano.
Il piano per l'aumento del debito dello speaker della camera, John Boehner, non ha abbastanza voti per il passaggio alla camera, a maggioranza repubblicana. E il voto salta, mostrando le difficoltà interne al partito e mettendo in bilico la figura di Boehner. L'annuncio del non voto é affidato a Kevin McCarthy. A Boehenr mancherebbe 2 o 3 voti per assicurarsi il passaggio alla camera.
Debito Usa, la situazione non si sblocca - Corriere della Sera
"La Natura seria lasciatela a chi sa approcciarla." (Acquazzurra)


Infatti non ci sarà un default, se i creditori sono ripagati non c'è insolvenza, semplicemente il Tesoro dovrà annullare dei contratti e ridurre le spese. Le conseguenze tangibili saranno licenziamenti e la chiusura di qualche cantiere di opere pubbliche ma per il resto, Governo indebolito a parte, gli Stati Uniti economicamente non saranno toccati.
Il Tesoro con le tasse ha entrate annuali superiori a 4.000 miliardi di dollari, pagare gli interessi sul debito (circa 200 miliardi) e i servizi fondamentali non sarà certo un problema.
Ultima modifica di Cesare; 29-07-11 alle 14:13
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Perché sicuramente per il Governo americano se non si trovasse un accordo ci sarebbero seri problemi, la macchina statale dovrebbe ridimensionarsi. Ma per l'economia non cambierebbe quasi nulla, i soldi per pagare gli interessi sul debito ci sono.
Alla fine senza accordo il Governo sarà obbligato al pareggio di bilancio, mica la fine del mondo.
Ultima modifica di Cesare; 29-07-11 alle 16:14
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Il 10% di PIL in meno era una notizia che circolava un paio di settimane fa, colpevolmente ogni tanto mi fido dei giornalisti che mi rendo conto essere solo un branco di inetti. Ogni tanto a tutti capita di farsi prendere la mano dal sensazionalismo.
Sia ben chiaro che non sto dicendo che un mancato accordo sia una sciocchezza, sicuramente ci sarebbero gravi problemi ma per la maggior parte di natura politica, una crisi interna allo Stato e non dell'economia. Alla fine, come ho detto poc'anzi, il Tesoro sarà semplicemente costretto ad andare subito in pareggio di bilancio come se Ron Paul fosse diventato Presidente.
Ultima modifica di Cesare; 29-07-11 alle 16:26
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sì ma spesso una grossa crisi politica scatena una grossa crisi economica. In una pese dove la disoccupazione è già a livelli record, si andranno ad aggiungere migliaia se non milioni di dipendenti pubblici a spasso, i consumi caleranno e quindi anche il PIL. Se scende il PIL statunitense a così stretto giro di posta dall'ultima recessione, non so se poi ci rialziamo.
L'uomo è nato libero ma ovunque è in catene


Perchè i giornalisti in Italia sono dei pagliacci.
E ti basti pensare alla notizia di ieri sulla faccenda dei decoder che per come è stata pubblicata da Repubblica ed altri sembrerebbe riguardare esclusivamente Mediaset quando invece riguarda tutte le TV che trasmettevano sul digitale terrestre.
Prima di tutte la RAI.
Ma di questo, nessuna traccia nei titoloni.
Figliolo, lei è un asino...
(D.Pastorelli, cit.)