Il primo a essere contestato durante un dibattito è stato D'Alema. Poi è toccato a Bersani, alla Bindi
e domenica sera a Latorre. E' la nuova protesta dei militanti che assediano i dirigenti del partito
E in Emilia il segretario regionale dei Democratici Stefano Bonaccini è indagato per abuso d'ufficio
Indignandos, contestatori, incazzati. Insomma, c’è di nuovo il rischio della bufera per i dirigenti del centrosinistra italiano. La questione nasce dopo quello che è successo a Fermo a Nicola Latorre, chiamato a rispondere per sé (e per il Pd) da una platea in cui faceva bella mostra un signore con un cartello: “Sono un elettore di centrosinistra, ma mi vergogno di essere rappresentato da questo Pd”. Un episodio, si potrebbe dire. Eppure ci sono molti segnali che dovrebbero far riflettere i dirigenti dell'opposizione. Perché la protesta arriva dopo quelle che qualche settimana fa hanno preso di mira Massimo D'Alema, Pierluigi Bersani e Rosy Bindi. E a contestare non è più un esterno, non è più un nemico. Adesso c'è il rischio che a contestare sia uno che ha le stesse idee del Partito democratico. E magari è pure tesserato di Luca Telese
Informazione Contro!: Gli indignati con la tessera del Pd




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