Figurati: mi limito a prendere atto che gli argomenti di chi rimpiange le dittature, alla fine si somigliano paurosamente.
Eravamo più rispettati, c'era la certezza della pena, si stava male ma c'era più uguaglianza sociale, eravamo una potenza...
Forse non avrai mai sentito parlare quelli che rimpiangono Mussolini, ma ti assicuro che, alla fine della fiera, adoperano le stesse, identiche argomentazioni di coloro i quali guardano con nostalgia al regime sovietico.
E potrei continuare col paragone citandoti alcuni spagnoli, che ancora rimpiangono Francisco Franco, abitanti della ex Yugoslavia che tessono le lodi di Tito, cileni ammiratori dell'uomo forte Pinochet...
Il comune denominatore di tali rimpianti, a mio parere, è dovuto ad un dato di fatto, facilmente riscontrabile allorchè un paese muta la forma di governo, e da una dittatura passa ad una democrazia.
Il primo cambiamento, passata l'euforia del momento, è quello più deleterio: stai certo che gli abitanti del neo stato "democratico" si troveranno a fare i conti con un problema che, viceversa, non avevano col passato regime, ossia la delinquenza.
Questa, difatti, sa benissimo che non potrà più essere combattuta con metodi spicci, come accade di prassi in ogni dittatura, pertanto è più che normale che, alla lunga, vi sia chi si rompa le palle di questa gente, ed auspichi il ritorno ai vecchi metodi.
E ciò accade indipendentemente dalla colorazione ideologica del regime deposto: ecco spiegata la nostalgia per i vecchi governanti.
Dimmi tu se sto sbagliando...![]()





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