tipo "zita". che è una cosa scamuffa o scrausa, ma al femminile.
scrauso peraltro è un termine cinquecentesco.


tipo "zita". che è una cosa scamuffa o scrausa, ma al femminile.
scrauso peraltro è un termine cinquecentesco.
"I don't make any rules, Nick, I go with the flow."






Esistono, ma non sono quelli che la stampa da sala d'aspetto mostra ai grulli.
Sono visibili a pochi, allignano in luoghi interdetti ai più e solo in determinati periodi dell'anno.
L'avventuriero, oggi, non ha nulla di salgariano e non assomiglia ad un Ricardo Montalban o ad un Efrem Zimbalist jr. (dei tempi d'oro).
Se ve ne capitasse uno di fronte, non lo riconoscereste come tale.


Hasselbad ha denunciato la scomparsa dei veri avventurieri, quelli classici vecchio stampo, io aggiungo che i nuovi avventurieri, se ce ne sono (e spesso li confondiamo con gli affaristi) non sono romantici come nel passato.
Penso questa perdita dell'alone romantico sia dovuta alla massificazione della tecnologia, che ha introdotto un valore nerd/geek nei fuorilegge, e la nerditudine per antonomasia non accende entusiasmi.
Non ci sono più foreste da esplorare, tribù da scoprire, miniere da rivendicare ma solo computer, hakeraggi milionari, vikilekkete etc
non, mi spiace, non è roba che fa sognare.
CLAUDIA CONTE, TI AMO!


zita in sicilia significa fidanzata (da cui zitella, eterna fidanzata, cioè nubile).
scrauso pure credo derivi da streuso, che in siculo dovrebbe significare "strano" "bizzarro", ma non ne sono sicuro. Almeno, ricordo che a Milano i siciliani usavano così, nel loro slang.
Ultima modifica di H.I.M.; 16-09-11 alle 16:30




lavitola e corona sono avventurieri?
chi è un avventuriero?
nel piccolo, ma non angustissimo mondo che conosco, non vedo avventurieri. magari qualcuno che ha un'occupazione ambita tipo l'editore (piccolo ma brillante) o chi riesce a stare 2 anni a fare il giro del mondo su una barca per poi comprare un'azienda agricola in nuova zelanda (affare poi saltato).
i personaggi da romanzo sono forse estinti.


No, Lavitola e Corona non sono avventurieri.
Il primo è un galoppino con agganci arruginiti, il secondo è un saltafossi all'origine ben oliato, ma non più in grado di lubrificarsi a dovere.
L'avventuriero ha un'etica che gli scandisce la vita. Osa, ma sempre dopo aver valutato ai limiti dell'imponderabile. Non eccede mai e il di più lo riserva per un secondo tempo.
Sa fermarsi un centimetro prima del baratro che lo inghiottirebbe e, cosa fondamentale, non ha nemici, ma solo concorrenti.
In poche parole è intelligente e finisce i suoi giorni al sole e non al chiuso.
Cosa che non accade all'avventuriero o presunto tale, dei nostri tempi, che è ingordo, grossolano, e soprattutto furbo. Corre, s'affanna, crede di essere sulla vetta ed alla fine si ritrova con le gambe spezzate e irrimediabilmente solo.
Ultima modifica di Hasselblad; 17-09-11 alle 00:36

