



chi non crede nell' astrologia non e' contro gli astrologi o contro chi pianifica le proprie vacanze dopo avere letto l' oroscopo.
ma se chi crede nell' astrologia ti fa pagare la tassa sull' ascendente, e legifera in funzione delle posizione dei pianeti crea una ingerenza difficile da accettare.
non si tratta di essere contro qualcosa o qualcuno, ma contro le ingerenze.


Il tuo percorso è assolutamente legittimo e rispettabile...a maggior ragione (o proprio perchè) se sei tu stesso a considerare legittime e rispettabili le appartenenze religiose e le pratiche spirituali (qualunque esse siano).
Il mio percorso invece è stato quasi l'opposto.
Solo una finale considerazione: vi sono religioni e pratiche spirituali che non incentrano la loro Tradizione (solo) su una divinità o (solo) su qualche divinità, ma che si fondano su un Dio impersonale...un Tutto (non generato e non destinato a terminare) senza volto e senza nome o con infiniti volti ed infiniti nomi...
...pero' dovresti volgere lo sguardo a oriente...
Ultima modifica di RAYO; 18-09-11 alle 12:06
Gioia e dolore hanno il confine incerto...


comporta non credere in divinità e tutto quello che ruota attorno (vite ultraterrene, miracoli, ecc).
Per il resto si vive come i credenti.
Se fossero vere certe sciocchezze che si leggono in questo thread, allora dovrebbero spiegarmi come mai i mafiosi sono devotissimi o i peggiori criminali invocavano sempre dio.






Essere atei non significa essere animali rari da osservare come si fa con un documentario di Discovery Channel.
Personalmente porto avanti la mia esistenza senza sentire il minimo bisogno di credere in una divinità.
Mangio, beve, rido, piango, provo emozioni, mi innamoro, mi arrabbio, ho giornate storte e altre felici, mi diverto, mi commuovo, faccio l'amore, mi indigno, mi compiaccio, e provo tutta quella serie di sensazioni e sentimenti che provano i credenti di qualunque religione.
Siamo capaci di amore profondo e incondizionato verso gli altri, perchè non la sentiamo come un dovere verso una divinità che altrimenti ci castiga.
Sono una brava persona, rispettosa del prossimo, per scelta e perchè mi fa star bene esserlo, non perchè ho paura dell'inferno.
Non ho paura della morte, o per lo meno non in maniera imbarazzante come ne hanno i cattolici che con leggi e leggine cercano l'accanimento terapeutico ad ogni costo.
Quando arriverà il momento mi addormenterò sapendo che di me rimarranno le mie opere e, nel bene e nel male, i ricordi che ho lasciato, senza sensi di colpa e senza temere alcun castigo.





