Commetti un errore, che è tipico. Il foro interno di una persona, secondo il Cattolicesimo, è inviolabile. Una persona deve convertirsi spontaneamente, non con la forza o dietro minaccia di morte. Motivo per cui, sempre per fare riferimento all'episodio citato precedentemente dall'utente Darwin, ad esempio la Chiesa, durante le guerre sassoni, ammonì Carlo Magno ad una condotta meno dura nei confronti dei Sassoni ("Ah, se a questo popolo fossero stati predicati il giogo leggero del Cristo e il suo soave fardello con lo stesso calore con il quale viene preteso il pagamento delle decime e punita la più piccola mancanza, forse non si sarebbe sottratto al giuramento del cristianesimo (...). Forse che gli Apostoli, dal Cristo edotti e mandati a predicare attraverso il mondo, riscuotevano decime e chiedevano regalie? Certo la decima è una buona cosa, ma è meglio perderla che perdere la Fede (...) Come ha detto Sant'Agostino la Fede è atto di volontà, non d'obbligazione. L'uomo può essere condotto alla Fede, non esservi costretto: bisogna mandare in Sassonia sapienti missionari istruiti dall'esempio degli apostoli, che siano predicatori e non massacratori e predoni", fonte: Carlo Magno e la guerra contro i vietcong sassoni (storia di uomini di spada e di fede)).
Le varie condanne per eresia della storia sono sempre avvenute perché il reo aveva manifestato tale inclinazione in foro esterno, cioé pubblicamente, creando un danno. In più - per il motivo che sopra accennavo - lo scisma, l'eresia e l'apostasia erano anche considerate un delitto nei confronti del sovrano, che fondava la propria autorità sulla legittimazione divina. Tant'è che le condanne della Santa Inquisizione sono sempre state eseguite dal potere secolare, non da quello ecclesiastico.





Rispondi Citando
hefico:
