19 settembre 2011
Provare l’esistenza di forme di vita extraterrestre sarebbe più facile. Un’inchiesta di frontiera del New Scientist
Potrebbero esistere, da qualche parte dell’universo, forme di vita evolutesi dai metalli? Forse. In un laboratorio di Glasgow, nel Regno Unito, uno studioso è impegnato a provare che la vita sorta dal metallo è possibile. La storia di questo esperimento di frontiera la racconta il New Scientist.
CELLULE DI METALLO – Lo scienziato è riuscito a creare delle bolle simili a cellule da giganti molecole contenenti metalli, e dato loro alcune proprietà tipiche degli esseri viventi. Ora spera di trovare riuscire a suscitare in queste entità caratteri tipici degli organismi viventi. “Sono convinto al 100% che possiamo far evolvere questo esperimento in biologia organica” ha detto Lee Cronin all’Università di Glasgow. Le sue particelle sono larghi polioxometalati creati da una serie di atomi metallici. Mescolandoli in soluzione, può portarli ad assemblarsi automaticamente in cellule sferoidi. Cronin e la sua squadra cominciarono creando sali da ioni di metalli pesanti caricati negativamente combinati con ioni caricati positivamente come idrogeno o sodio.
“ICHELL” – Il nuovo sale risultante dall’unione delle due soluzioni è insolubile in acqua: crea un precipiato simile a una conchiglia attorno alla soluzione iniettata. Cronin chiama le bolle risultanti “cellule chimiche inorganiche”, o ICHELLs, e dice che si tratta di molto più di un esperimento curioso. Modificando la loro struttura di ossidi metallici può dare a questi elementi alcune caratteristiche delle membrane di cellule viventi. “Abbiamo anche indizi sulla possibilità di inettare protoni attraverso la membrana” – afferma Cronin. Il processo risultante potrebbe dar luogo a una cellula autosufficiente con elementi simili al metabolismo delle piante.
ANCORA DA VERIFICARE - E’ ancora presto per trarre conclusioni definitive, altri biologi si riservano di aspettare ulteriori risultati prima di fare una valutazione. Le bolle di Cronin non saranno mai esseri viventi finché non possiederanno la caratteristica di autoreplicazion tipica del DNA, spiega Manuel Porcar dell’Università di Valencia in Spagna. “teoriacamente è una cosa possibile, ma non riesco a immaginare come potrebbe essere realizzata”. In un ambizioso esperimento dirato sette mesi, Cronin sta producendo le bolle in massa e iniettandole in una serie di canali e contenitori pieni di differenti agenti chimici a diversi PH. Spera che il mix di ambienti diversi permetterà di sopravvivere solo alle bolle evolute nel migliore dei modi. “Alcune di esse – spiega – potrebbero resistere ed accumularsi. Sul lungo periodo, la vera prova sarà vedere se le cellule riusciranno a modificarsi adattando la propria struttura chimica a differenti ambienti”.
VITA EXTRATERRESTRE? – Se Cronin avesse ragione, la possibilità di scoprire vita extraterrestre si farebbe molto maggiore. “Ci sono mille possibilità che esistano forme di vita non basate sul carbonio” afferma. Tadashi Sugawa dell’Università di Tokio non vede perché ciò non sarebbe possibile. ” Su Mercurio, i materiali sono completamente diversi. Ci potrebbe essere una creatura evolutasi da elementi inorganici”. “Cronin sarà anche lontano da provare una cosa del genere – dice Sugawara – ma ha certo creato un nuovo indirizzo di ricerca”.
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