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Discussione: 52

  1. #1
    A - democratia
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    Spandakarika o il Poema della Vibrazione di Vasugupta


    Spandakarika, o “Poema della vibrazione”, è uno dei testi fondamentali dello Shivaismo del Kashmir. Rivelato all’inizio del IX secolo da Shiva a Vasugupta, o più direttamente sgorgato dal cuore di Vasugupta, espone l’essenza del Tantra in cinquantadue stanze perfettamente ellittiche. Si dice anche che Vasugupta ricevette i versi in sogno mentre meditava in una grotta sul monte Kailash, la montagna sacra a Shiva. Dunque i versi sarebbero stati scritti da lui stesso o da Kallata suo discepolo. Ksemaraja, un altro maestro della medesima tradizione, che ha lasciato un lungo commento sulla prima strofa e al quale dobbiamo il testo del Pratyabhijnahrdayam, diceva che Vasugupta trovò i versi scolpiti in una roccia, e i fedeli ancora venerano il luogo del leggendario ritrovamento. Ksemaraja nel suo commento sottolinea il fatto che il “Poema della vibrazione” è un’introduzione al Mahamudra, che avrebbe continuato a diffondersi attraverso il lignaggio tibetano della scuola Kagyu. Il Mahamudra, spesso tradotto come “Grande Sigillo”, con riferimento al segreto di questo insegnamento e per il fatto che sigilla tutto ciò che lo ha preceduto, è tradotto dai kashmiri come “il grande movimento cosmico”, e la sua realizzazione è legata allo yoga trasmesso da Matsyendranath, che è all’origine dei lignaggi del Kashmir.







    1. Quando la venerata Shankari (Shakti), fonte di energia, apre gli occhi, l’universo è riassorbito in pura coscienza, quando li chiude e l’universo si manifesta dentro di lei.

    2. La Vibrazione sacra, luogo della creazione e del ritorno, è completamente senza limiti perché la sua natura è senza forma.

    3. Anche immerso nella dualità, il tantrika va direttamente alla fonte non-duale, in quanto pura soggettività, e rimane sempre immerso nella sua natura originaria.

    4. Tutte le nozioni relative legate all’ego sono ricondotte alla loro fonte pacifica, profondamente sepolta sotto i diversi stati dell’essere.

    5. In senso assoluto, il piacere e la sofferenza, soggetto e oggetto, non sono altro che lo spazio della coscienza profonda.

    6. 7. Comprendere questa verità fondamentale è vedere la libertà assoluta ovunque. Pertanto, anche l’attività dei sensi abita in questa libertà fondamentale e proviene da essa.

    8. La persona che riscopre questa Vibrazione essenziale, luogo sacro della coscienza, non è soggetta alla confusione mentale e all’opacità del desiderio limitato.

    9. Colui che è liberato in tal modo dalla molteplicità degli impulsi legati all’ego, sperimenta lo stato supremo.

    10. Allora il cuore si rende conto che la vera natura innata è sia l’agente universale che la soggettività che percepisce il mondo. Così realizzato nella comprensione, agisce secondo il suo desiderio.

    11. Come può questo tantrika pieno di meraviglia, che ritorna sempre alla sua natura fondamentale come fonte di tutta la manifestazione, essere soggetto alla trasmigrazione?

    12. Se il vuoto fosse un oggetto di contemplazione, dove sarebbe la coscienza che percepisce l’essere?

    13. Pertanto, si consideri la contemplazione della vacuità come un artificio, analogo a una profonda assenza dal mondo.

    14. 15. 16. L’attore e l’azione sono uniti, ma quando l’azione si dissolve, abbandonando i suoi frutti, la dinamica legata all’ego si esaurisce, e il tantrika che viene assorbito in questa contemplazione profonda scopre la Vibrazione divina, liberata dal suo legame con l’ego. La natura profonda dell’azione così si rivela, e chi ha interiorizzato il movimento del desiderio non conosce più dissoluzione. Egli non può cessare di esistere, perché è tornato alla sorgente profonda.

    17. Il tantrika risvegliato realizza questa sacra Vibrazione ininterrotta durante i tre stati.

    18. Shiva è quindi unito alla Shakti quale conoscenza e oggetto, mentre ovunque egli si manifesta come pura coscienza.

    19. Tutta la tavolozza dei diversi tipi di Vibrazione sacra trova origine nella Vibrazione delle polarità universali della coscienza, ed è accordata in questo modo alla persona. Come può la Vibrazione sacra limitare il tantrika?

    20. E tuttavia, questa oscillazione causa la perdizione di coloro la cui visione è limitata, perché la loro intuizione è scollegata dalla fonte profonda, perciò si gettano nel vortice della trasmigrazione.

    21. La persona che ardentemente tende verso la profonda Vibrazione sacra raggiunge la sua vera natura anche nel corso della vita attiva.

    22. La Vibrazione sacra, profonda e stabile, può essere raggiunta anche in stati di coscienza alterati: rabbia, gioia intensa, divagazione mentale, o per la spinta alla sopravvivenza.

    23. 24. Quando il tantrika si arrende a Shiva e Shakti, il sole e la luna sorgono dal canale centrale.

    25. In quel momento, quando nel cielo il sole e la luna scompaiono, la persona risvegliata rimane lucida, mentre la persona comune affonda nell’incoscienza.

    26. 27. I mantra, quando sono rafforzati dalla sacra Vibrazione svolgono la loro funzione attraverso i sensi della persona risvegliata. Essi si fondono con la mente del tantrika, che penetra la natura di Shiva e Shakti.

    28. 29 Tutte cose emergono dall’essenza individuale del tantrika che si riconosce in Shiva e Shakti, tutto ciò in cui trova piacere è Shiva e Shakti. Quindi, non c’è stato che può essere diverso da Shiva e Shakti.

    30. Sempre presente alla realtà che egli percepisce come il gioco della propria natura, il tantrika si libera al centro della vita.

    31. Attraverso l’intensità del desiderio senza oggetto, la contemplazione emerge nel cuore del tantrika, unito alla sacra Vibrazione profonda.

    32. Questo è il raggiungimento del nettare supremo, l’immortalità del samadhi, che rivela al tantrika la sua autentica natura.

    33. 34. L’ardore di Shiva e Shakti, con cui si manifesta l’universo, accorda al tantrika piena soddisfazione. Durante il sogno, il sole e la luna appaiono al suo cuore e tutti i suoi desideri vengono esauditi.

    35. Ma se non è ben presente, il tantrika sarà offeso dal gioco della manifestazione, e sarà coinvolto nell’esperienza dello stato illusorio dell’aspirante durante la veglia e il sonno.

    36. 37. Proprio come un oggetto che sfugge all’attenzione è più chiaramente percepibile quando si fa lo sforzo di vedere meglio, da tutti i punti di vista, la sacra Vibrazione suprema appare al tantrika quando egli si sforza ardentemente verso di essa. In questo modo, tutto è in sintonia con l’essenza della sua vera natura.

    38. Anche in uno stato di estrema debolezza, il tantrika può raggiungere questo risultato. Anche morendo di fame, egli troverà il suo cibo.

    39. Con il solo sostegno del riconoscimento del cuore, il tantrika è onnisciente e in armonia con il mondo.

    40. Se la mente è vinta dallo scoraggiamento causato dall’ignoranza, solo l’espansione illimitata della coscienza può dissipare la stanchezza la cui origine verrà così dissolta.

    41. La rivelazione del Sé sorge nella persona che è diventata desiderio assoluto. Possa ognuno di noi vivere questa esperienza!

    42. Quindi, che luce, suono, forma, gusto ostacolino la persona che è ancora legato all’ego.

    43. Quando il tantrika pervade tutto con il suo desiderio assoluto, a che servono le parole? Egli possiede l’esperienza piena.

    44. Il tantrika rimanga presente, i suoi sensi vigili a scrutare la realtà, e possa conoscere la stabilità.

    45. La persona che è privato del suo potere, a causa dei poteri oscuri dell’attività limitata, diventa il trastullo dell’energia dei suoni.

    46. Catturata nel campo delle energie sottili e delle rappresentazioni mentali, l’ambrosia suprema dissipata, la persona dimentica la sua innata libertà.

    47. Il potere della parola è sempre pronto a nascondere la natura profonda del Sé, perché nessuna rappresentazione mentale può liberarsi del linguaggio.

    48. La vibrazione energetica che attraversa la persona volgare la rende schiava, mentre la stessa energia libera la persona che si trova sul cammino.

    49. 50. Il corpo sottile è di per sé un ostacolo, legato alla limitata intelligenza e all’ego. La persona è schiavizzata dalle esperienze che provengono dalle sue convinzioni e per l’idea che ha del suo corpo, e in questo modo perpetua il nodo.

    51. Ma quando il tantrika si stabilisce nella Vibrazione della realtà, libera il flusso della manifestazione e del ritorno, e in questo modo gode della libertà universale, come un maestro della ruota delle energie.

    52. Io venero la spontanea Vibrazione e le parole del mio maestro che mi ha fatto attraversare l’oceano del dubbio. Possa questo gioiello della conoscenza condurre tutti gli uomini a raggiungere la vera natura della realtà, e possano conservare questo gioiello nel più profondo del loro cuore.




    Testo inglese: Untitled Document

    Spandakarika o il Poema della Vibrazione di Vasugupta | Turiya, il Blog che Osserva
    Gioia e dolore hanno il confine incerto...

  2. #2
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    Citazione Originariamente Scritto da ELROJO Visualizza Messaggio
    Spandakarika o il Poema della Vibrazione di Vasugupta


    Testo inglese: Untitled Document

    Spandakarika o il Poema della Vibrazione di Vasugupta | Turiya, il Blog che Osserva
    .

    Daniel Odier non è il massimo, riguardo a questo argomento. E' poco credibile ( basta dare un'occhiata al suo sito, ai suoi corsi innumerevoli, a ciò che scrive , alla non-rintracciabilità dei suoi presunti "maestri", al suo stile new age , ecc.ecc. ). Molto meglio, sempre per ciò che concerne lo Shivaismo del Kashmir, affidarsi a Mark Dyczkowski o alla grandissima Lilian Silburn ( o leggere direttamente le tarduzioni di Gnoli ). Loro hanno studiato con maestri Veri ed hanno affrontato direttamente le Fonti, sia orali che scritte.
    Odier racconta una sua personale visione.


    R.

    .
    Ultima modifica di eliodoro; 27-09-11 alle 22:39

  3. #3
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    Ti ringrazio per queste informazioni.

    Quando parli di Maestri "veri" ti riferisci a Maestri identificati da una successione o tradizione disciplica particolare, oppure legittimati da un'autorita' o da una gerarchia detentrice di un determinato sapere ( in questo caso la scuola Kagyu e la la cerchia di Matsyendranath)?
    Gioia e dolore hanno il confine incerto...

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da ELROJO Visualizza Messaggio
    Ti ringrazio per queste informazioni.

    Quando parli di Maestri "veri" ti riferisci a Maestri identificati da una successione o tradizione disciplica particolare,?
    Intendo quello che si dovrebbe comunemente intendere per "maestro-di-una-tradizione", ovvero il continuatore di una determinato cammino spirituale tradizionale che ha la possibilità/capacità di trasmettere la sua Via sia "sottilmente" ( ad es. Shaktipat ) sia nell'esposizione dottrinale. Più importante il primo fattore del secondo, ovviamente, perchè solo ciò che "Trasforma", in senso spirituale, è vera conoscenza.
    La sacralità senza-tempo di una tradizione si mantiene più con la catena dei Realizzati che non con il passaggio degli scritti ( comunque importanti ).
    Guai, in questo campo, fidarsi eccessivamente di regole rigide e troppo burocraticamente ( e umanamente ) strutturate.

    R.

    .

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Rosfebo Visualizza Messaggio
    Intendo quello che si dovrebbe comunemente intendere per "maestro-di-una-tradizione", ovvero il continuatore di una determinato cammino spirituale tradizionale che ha la possibilità/capacità di trasmettere la sua Via sia "sottilmente" ( ad es. Shaktipat ) sia nell'esposizione dottrinale. Più importante il primo fattore del secondo, ovviamente, perchè solo ciò che "Trasforma", in senso spirituale, è vera conoscenza.
    La sacralità senza-tempo di una tradizione si mantiene più con la catena dei Realizzati che non con il passaggio degli scritti ( comunque importanti ).
    Guai, in questo campo, fidarsi eccessivamente di regole rigide e troppo burocraticamente ( e umanamente ) strutturate.

    R.

    .
    Capisco e concordo con quanto dici...pero' rimane il problema della riconoscibilità e soggettività.


    Se i parametri non sono regolati evidentemente si accettano anche le conseguenze...e la riconoscibilità soggettiva, l'intuitus diventa predominante...

    ...a quel punto non si puo' nenache troppo pretendere di fare tabula rasa del "fai da te" di certo newagismo...o si alcune vie spirituali settarie...

    (...) la possibilità/capacità di trasmettere la sua Via
    ...ad esempio se c'è una moltitudine di fedeli che riconoscono queste capacità/possibilità in un Maestro...mentre magari per te o per noi è un ciarlatano.
    Ultima modifica di RAYO; 28-09-11 alle 11:39
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  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da ELROJO Visualizza Messaggio
    Capisco e concordo con quanto dici...pero' rimane il problema della riconoscibilità e soggettività.


    Se i parametri non sono regolati non ci si puo' poi nenache criticare il "fai da te" di certo newagismo...




    ...ad esempio se c'è una moltitudine di fedeli che riconoscono queste capacità/possibilità in un Maestro...mentre magari per te o per noi è un ciarlatano.
    .

    I parametri sono piuttosto semplici, per certi versi : ovvero l'appartenenza ufficiale e riconosciuta di quel maestro alla tradizione alla quale fa riferimento e della quale ne è depositario.

    Poi,per carità, possono succedere casi in cui il depositario di una corrente tradizionale si "venda" al famelico gruppo di questuanti ( occidentali ) più o meno seri ( più meno che più...). Spesso, tuttavia, è riconoscibilissimo da una serie di comportamenti, di dichiarazioni ecc.ecc.

    Ad ogni modo è importante che il maestro appartenga ad un lignaggio di maestri e di dottrine autentico .

    l' " efficacia" della Trasmissione è altra cosa ed è davvero imponderabile ed imprevedibile, per certi versi.


    R.

    .

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da ELROJO Visualizza Messaggio

    ...a quel punto non si puo' nenache troppo pretendere di fare tabula rasa del "fai da te" di certo newagismo...o si alcune vie spirituali settarie...

    L'atteggiamento "new age" è un danno, per tutti, non solo per coloro che superficialmente ne aderiscono con entusiasmo.

    R.

    .

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Rosfebo Visualizza Messaggio
    L'atteggiamento "new age" è un danno, per tutti, non solo per coloro che superficialmente ne aderiscono con entusiasmo.

    R.

    .
    Non necessariamente Rosfebo.

    Puo' essere - e credo che potremmo trovare molte testimonianze al riguardo - un viatico per intramprendere ricerche piu' serie e iniziare ad informarsi delle importanti tradizioni spirituali orientali.

    Come in una collezione d'arte, puo' succedere che prima si inizia con pezzi modesti e dozzinali (magari con semplici opere grafiche o riproduzioni mal eseguite)...per andare poi alla ricerca dei capolavori unici!




    ovvero l'appartenenza ufficiale e riconosciuta di quel maestro alla tradizione alla quale fa riferimento e della quale ne è depositario
    OK perfetto.

    Esistono poi casi di Maestri (penso ad esmpio a certi sadhu erranti) non inquadrabili in alcuna scuola o "cerchia"...

    ...fu (anche) il vedere il video di un intervista ad uno di essi (a Vharanasi), che fece scattare in me la voglia, qualche anno fa, di allungare la mano su un testo orientale durante la mia solita visita in libreria...

    Ultima modifica di RAYO; 28-09-11 alle 12:44
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  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da ELROJO Visualizza Messaggio

    Puo' essere - e credo che potremmo trovare molte testimonianze al riguardo - un viatico per intramprendere ricerche piu' serie
    Beh, questo è ovvio. Agli inizi si è come in una notte nera dove tutte le vacche sono nere. Col tempo la vista si affina ( si spera...). Il danno si produce quando persiste , anche dopo un po' di tempo, l'attrazione per le patacche...





    Citazione Originariamente Scritto da ELROJO Visualizza Messaggio


    Esistono poi casi di Maestri (penso ad esmpio a certi sadhu erranti) non inquadrabili in alcuna scuola o "cerchia"...
    Verissimo e ne ho accennato nel topic su Elia e Al Khidr, i proto-maestri degli "isolati" : per questo scrivevo che certe "regole" sono da intendersi in modo non troppo burocratico. In questi casi il discrimine diventa la qualità dei messaggi del maestro, della sua "capacità trasmissiva", della sua aderenza agli eterni principi spirituali e del suo esempio...Ma sono casi rari, ricordiamocelo. Questo è quello che penso, ora, il 28 settembre del 2011.


    R.

    P.S. Aggiungo che anche i cosiddetti "isolati", secondo me, appartengono ad una "cerchia" che sfugge ad un' indagine profana.
    Ultima modifica di eliodoro; 28-09-11 alle 14:02

 

 

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