E' ormai palese che, per volontà delle Alte Gerarchie, il soggetto cultural-politico di matrice cattolica che verrà sarà plurale. Questo significa rimettere insieme i pezzi che nel dopo Tangentopoli si erano allontanati, vedi le Acli e Sant'Egidio da CL e Opus Dei. Significa anche riavvicinare i comboniani a Radio Maria, Famiglia Cristiana al Timone. Per quanto possa apparire assurdo e bizzardo abbiamo assistito nelle ultime settimane ad un Papa che tenta da un lato di riassorbire nella Chiesa i tradizionalisti, dall'altro di ridurre le distanze dai luterani. Mentre la politica resta cristallizzata nella posizione pro o contro Berlusconi il cattolicesimo si muove a tutto campo e d'anticipo confondendo e sconcertando anche alcuni tra i suoi fedeli.
Se dunque tutto è pronto per la nascita di un nuovo soggetto cattolico-centrista (Fioroni e Follini si stanno già attrezzando, Pisanu idem), resta ancora da vedere come si organizzeranno i liberali laici. Finora l'unico punto di riferimento è Fini, mentre dei pidiellini finora asserragliati nel bunker di Arcore non è dato sapere. La mia impressione è che buona parte della classe politica attuale sarà pensionata e ciò che resterà andrà a finire nella neo-DC che potrebbe essere il tanto agognato PPE italiano, punto d'arrivo del fu Pdl e della fu UdC.
Dunque, per i conservatori resta la scelta di fondo se andare a coabitare coi paolini cattolici oppure con i laici pannelliani.
Se la partita si giocherà su questi tavoli voi quale scelta farete?




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